domenica 22 marzo 2015

Outing: in Italia!!

Ci ho messo un pò a decidere di pubblicare questo post, perché il chiedere è mettersi allo scoperto.

Ma poi ho deciso!

Quest'estate ci piacerebbe visitare i nostri cari in Italia. Sono ormai due anni che non torniamo e, tranne mia mamma, nessuno ha potuto conoscere personalmente il Principe. Inoltre mia sorella (sí, quella che è venuta ad assistermi per la nascita di Puffetta) si sposa!!

Come potete immaginare i costi del viaggio sono da capogiro e in questo momento superano le nostre possibilità.

La storia è sempre quella: le gocce che fanno il mare, la sabbia che fa il deserto, il granello di senape che muove la montagna...(ah no forse non era proprio cosí). Insomma, ogni aiuto è importante, anche se solo volete condividere la notizia sui social!

Nella pagina Web ci sono tutte le informazioni.

http://www.youcaring.com/other/i-franchi-in-italia-/278115

Grazie e... godetevi la sorpresa cliccando sull'immagine!!


giovedì 5 marzo 2015

Essere un eroe

Oggi vado a prendere la grandicella a scuola e sbircio tra i disegni appesi alle pareti. Mi rendo conto che ognuno ha fatto un disegno e scritto una frase rispetto al proprio eroe personale. Ci sono i secchioni che parlano di George Washington o Martin Luther King o Dio en carne ed ossa. C'è chi parla del migliore amico, dei fratelli, del papà e della mamma.

Finalmente trovo quello della mia bambina. 

Il mio eroe è la mia mamma. ok si aprono i canaletti della lacrimazione. 
La mia mamma è il mio eroe perché mi aiuta (punto). ok la lacrima sta scendendo.
a mettere in ordine i giochi. 

In fondo, non c'è voluto poi tutto questo sforzo per diventare il suo eroe. Sarebbe stato meglio avvisarmi subito. Cosí mi sarei sforzata di meno su altri fronti.


sabato 14 febbraio 2015

Questo tremendo amore


Mio amore,

anche se la festa di San Valentino non è mai stata una festa a cui abbiamo dato molta importanza, oggi sento di volerti scrivere.

Quando ci siamo sposati erano moltissime le cose mi piacevano di te: la tua delicatezza, il tuo spirito sportivo, il tuo coraggio, la tua perseveranza, quel tuo modo di amarmi proprio cosí come sono. Guardando indietro mi rendo conto che i primi anni sono stati bellissimi ma difficili. Io ero una ragazzina cosí attaccata al mio ego che non riuscivo nemmeno a vedere che le piccole difficoltà quotidiane si potevano risolvere con un abbraccio, una parola dolce, una risata. Ero una persona di molte parole e pochi fatti perché pensavo che dovessi difendere il mio modo di essere e di pensare.

Sono passati sette anni e mezzo. Molti e pochi. Sorrido quando penso a com'ero, a come eravamo. Però mi sorprende questa capacità reciproca di saper captare e decodificare tutti i segnali che ci inviamo. Non è certo qualcosa che abbiamo saputo fare da subito, anzi. Ma adesso non sai che sollievo sapere che tu sai. Sai quando sono stanca e non voglio parlare. Allora fai qualche battuta e il solletico e poi mi lasci stare. Sai quando sono tesa e stressata e mi "obblighi" ad abbracciarti. Sai quando ho bisogno di "staccare" e mi regali tempo per me sola ogni settimana prendendoti la responsabilità piena dell'organizzazione familiare. Sai quando ho bisogno di sentirmi bella e mi obblighi ad andare dal parrucchiere. Mi hai addirittura trascinata da Victoria Secret's e hai speso un capitale solamente perché mi sentissi di nuovo un pò più donna che madre. Sai quando mi sento molto triste e quando sento che il mondo mi cade addosso, e senza sminuire la pesantezza dei mie sentimenti, mi aiuti a ridimensionarli, a sdrammatizzare, a cercare soluzioni. Sai quando mi sento schiacciare dal mio senso del dovere e dalle reali cose da fare e cerchi di anticipare le mie richieste facendo trovare tutto pronto: una cena, i panni piegati, le camicie stirate, i letti fatti, il bagno impeccabile. So che poi dici che ti tratto come un "cenerentolo", ma -anche se non si vede- non sai che sollievo per me!

Sai che un buon padre e un buon marito non nascono semplicemente con il matrimonio o con i figli, ma con tante prove ed errori, un forte slancio per cambiare e soprattutto molto, molto amore. Sebbene io mi sentissi molto sicura nel mio ruolo di madre già fin dall'inizio, mi rendo conto che in realtà non ero altro che una goffa apprendista. 

Mi piace il tuo essere padre e più di tutto apprezzo il fatto che non hai mai paura. A volte non sai (o non vuoi sapere) dove sono i calzini di ognuno o che vestiti bisogna mettere, o cosa preparare da mangiare, o quale sia il programma giusto per la lavatrice. Però niente ti frena. Se c'è da stare da solo con i bambini, anche tutti e tre, ci stai. Se c'è da fare la doccia a tutti la fai (per questo c'è voluto un pò di tempo ma quale sorpresa una sera quando sono tornata ed erano già tutti profumati!), se c'è da fare il tassista per i vari impegni, inviti ai compleanni, colloqui con maestre varie, stirare per tutti, lo fai. È ovvio che se lo guardo da un altro punto di vista potrei anche dire: in fondo quello che faccio io lo dovresti fare anche tu, ma questo è vero ma solo in parte. Nulla è dovuto e niente è un diritto. 

Quello che mi piace di te è che prendi l'iniziativa anche se a volte ti senti di non riuscire. Quando esco con le mie madri-amiche da sola sorrido nel vedere che quasi tutte ricevono chiamate dai rispettivi mariti chiedendo dove sia questo o quell'altro e a volta addirittura supplicando di tornare perché non riescono a mettere a letto i bambini. Io so che, se sono fuori, tu mi chiameresti soltanto se fossero in punto di morte (vabbè, l'unica eccezione è quando vai a fare la spesa con i bambini e non ti ricordi dov'è il parmigiano). Magari ti trovi di fronte a mille piccole difficoltà, ma non hai paura di affrontarle da solo e di certo non ti viene in mente di chiamarmi durante il mio tempo libero.

A volte avrai percepito da parte mia una vena critica rispetto al tuo modo di essere autorevole. In realtà è un'altra cosa di te che apprezzo molto. Tu hai questa capacità di tenere tutto sotto controllo e i bambini con te si sognano di fare scenate. Questo mi tranquillizza sia quando ci sei che quando io non ci sono. So anche che trovare l'equilibrio giusto tra affetto e autorità non è una cosa facile e ci siamo trovati spesso a discutere su questo. Ma stiamo aggiustando il tiro entrambi e credo che siamo su un'ottima strada. D'altronde i due grandi temi dell'educazione, quelli che durano per sempre, sono l'equilibrio tra l'autorità e l'affetto e quello tra la libertà e la dipendenza. Mettiamoci il cuore in pace e rendiamoci conto che sono aspetti educativi che crescono, si evolvono e si arricchiscono a seconda della situazione e soprattutto dell'età e della personalità dei nostri figli.

Ti sto guardando crescere anche nella maniera in cui dimostri l'affetto. Non deve essere facile per te imparare questo linguaggio ed impararlo con i bambini. Ricordati che prima dei nostri figli non hai avuto nessuna esperienza "significativa" quindi pensa a quanto sei esperto adesso! Che tenerezza vederti la scorsa settimana fare i braccialetti con Memole siccome la mia incompetenza non me l'aveva permesso. Che ridere vederti, pochi giorni dopo, con il capo chino alla sera, mentre provavi a farne un altro -questa volta con i cuori- semplicemente perché ne avevi voglia!

Ti ammiro anche nella tua parte professionale. Sei un uomo che si conquista tutto quello che vuole con il lavoro duro. So che a volte senti di non essere stato "fortunato" nella tua carriera scientifica (anche se non è vero), ma quello che importa è che continui a seguire i tuoi sogni tenendo i piedi per terra e mettendoci olio di gomito. Non ti fai frenare dalla paura delle cose nuove e hai uno spirito avventuriero e concreto che ti permette di scegliere le cose giuste al momento giusto per te e per tutta la nostra famiglia.

So che a volte metto il broncio quando mi dici che la vera cosa che ti importa sono io e che dei figli ti importa molto meno. Ma in fondo mi fa sentire la protagonista della tua vita, ed è questo ciò che voglio veramente. Non me lo dici solamente, me lo fai capire con il tuo sguardo e le tue parole, che mi ammiri, che mi desideri, che ti piace stare con me, che ti senti un uomo felice e fortunato perché ti sono accanto. 

Non c'è bisogno che tu mi dica che faresti di tutto per farmi felice, perché lo stai facendo già.
Ti amo.


sabato 31 gennaio 2015

Quando la mimetica è d'obbligo

Giro per casa avvolta in un asciugamano alternando i percorsi in punta di piedi al gattonamento, allo strisciamento ed ai rapidi scatti. No, non ho un nuovo lavoro da spia. Devo cercare di passare inosservata davanti al nuovo tiranno di casa, che da quando ha compiuto i 7 mesi (due mesi fa), è entrato nella fase "tu sei la mia vita altro io non ho".

Se mi vede, esisto. Se esisto, è per essere a sua disposizione. Una disposizione completa, assoluta, totale. Anima e corpo. 
Il suo primo comandamento è "non avrai altre persone, interessi, cose da fare, all'infuori di me". Se infrango il suo unico comandamento inizia la disperazione più acuta, tragica e assordante. Se interrompo il suo teatrino prendendolo in braccio, tutto procede come se nulla mai fosse successo, sorrisi sdentati e battiti di manine.

Quindi si applica la tecnica "occhio non vede cuore non duole". Finché non mi vede, infatti, il piccolo tiranno gioca tranquillo (ed anche da solo) per il tempo di andare in bagno molto tempo. Peccato che la casa sia piccola, molto piccola. E pure senza porte (tranne quella del bagno e delle camere). 

Il mimetismo è la mia nuova forma d'arte. Cerco di metterlo a giocare di spalle in un punto strategico che non sia nel cuore della casa, mi faccio complici le sorelle che lo distraggono mentre striscio un pochino più lontano per...che ne so, preparare la cena o...mettere una lavatrice. A volte funziona. Spesso no.

Dite che su Amazon si trova il mantello dell'invisibilità?

Devo ricordarmi più spesso che questa fase l'ho passata altre due volte prima. Ho tangibili indizi che mi suggeriscono che sono sopravvissuta. Quello che non mi ricordo è come.


giovedì 8 gennaio 2015

Due. Ah, tre.



Quanti anni hai?
Due
Nooo!!
Two!
Nooo, da adesso ne hai tre!
Ah, tre. Three.

5 minuti fa eri nella mia pancia. Adesso sei lì che parli, ridi e canti l'alfabeto. La tua allegria è l'anima della casa. Anche le tue espressioni imbronciate, le lacrime da coccodrillo, gli abbracci. Nel tuo vocabolario non esiste la parola camminare perché nella vita o si corre o si saltella.

Sei cosí diversa da me -da noi tutti- per quella carica che hai piena di bollicine, per il buon umore, per la brillantezza del tuo essere, per la determinazione. A volte penso che questa diversità mi fa sentirti "meno mia" perché sei indipendente, forse troppo. Ma tu non perdi un attimo per ricordarmi che hai tremendamente bisogno di me. Quando meno me l'aspetto -specialmente quando mi faccio prendere dall'affanno delle cose da fare- vieni con quel tuo sorrisetto furbo e mi chiedi:
"Posso un abbraccio?" 
Come dirti di no, come non stritolarti e sbaciucchiarti anche se poi ti "pulisci" i miei baci. 

L'ultimo di casa ti ha tolto lo scettro, piccola bambina. Ma tu non te la sei presa poi tanto. Lui è tuo, il tuo fratellino. È commovente come tu sappia prenderti cura di lui. All'inizio lui era un pò sul "chivalà", ma adesso pende da te, dai tuoi movimenti, dalla tua voce gioiosa e squillante. Quando sa che sei intorno inizia a sorridere e sgambettare.



Sei la delizia, la dolcezza e l'allegria di tutti gli adulti che ti stanno accanto. Sei la divertente compagna di gioco per i tuoi compagni e fratelli. Sei la più piccolina della classe e una delle più influenti!

Quanto mi piaci!
Oggi è il tuo Pompleanno. Sei malata (mannaggia-diresti) ma niente può frenare la gioia di questo giorno, per noi e per te.
Tanti auguri!


sabato 29 novembre 2014

L'Italia in un pacco

C'era una volta una grandissima amica che ho conosciuto nei miei anni universitari a Milano. Compagna di studio e di disavventure oltre che di risate e serate passate a fare le chiacchierine. Lei si è sposata un anno prima di noi e poi si è trasferita in Texas. 

Io non avrei mai immaginato che la nostra amicizia avrebbe portato tante similitudini nelle nostre vite future. Le nostre prime bambine sono nate a un mese di differenza e gli altri due più o meno con 5 mesi di differenza. Della serie "ti devo dire una cosa. Stiamo aspettando". "Te ne devo dire una anch'io. Anche noi!"

Anche noi ci siamo trasferiti negli USA qualche anno dopo di lei e lei è stata la nostra "interprete culturale" nel senso che ci ha spiegato il senso di molte molte cose. Ma soprattutto mi ha affiancato nella difficile avventura di mamma espatriata in una terra così diversa.

La sua esperienza professionale è stata un regalo per incoraggiarmi sempre e appoggiarmi nel chiedere di più nel lavoro, nel fare in modo di essere valorizzata e di auto-valorizzarmi.

Lo stesso fuso ci ha aiutate a sentirci più spesso. Così la sera, quando l'Italia tutta dormiva e i mariti erano fuori, noi parlavamo ore ed ore su skype. Condividevamo un bicchiere di latte e cioccolato, un pò di pane, un allattamento fugace o eterno. Però non riuscivamo mai a salutarci meno di 10 volte prima di riuscire finalmente ad andare a letto.

Lo scorso Aprile, mentre il Principe veniva al mondo, loro rientravano in Italia -a Milano- dopo quasi sette anni da espatriati. Non posso negare che la loro partenza abbia causato in me un certo senso di solitudine e sconforto. Loro non sono più in viaggio e noi...chissà... Cosa ne sarà delle nostre sere solitarie quando non c'è più nessuno da chiamare?

Loro, seppure nella distanza, hanno accettato di fare da padrino e madrina di Battesimo al Principe.

Da un pò Lei mi aveva avvisato che stava preparando un pacco per me e mi chiedeva se facesse già freddo. Mah -pensavo- saranno vestiti pesanti?

Invece no. Con mia immensa sorpresa ho trovato tutte quelle meraviglie proibite che un espatriato sogna ogni giorno. Alcune cose -come le ziguly o le gelatine- non le rivedevo da almeno 25 anni e mi hanno ricordato l'infanzia. Solo chi vive lontano dalla propria terra conosce la sensazione di poter gustare alcune delle cose che fanno parte della propria storia (e cultura). È stato come poter avere un pezzetto di Italia con noi. Le bambine poi, in particolare con i pandistelle- si sono ricordate dell'ultima estate in Italia.

Grazie E., il tuo affetto era dentro a quella scatola più di ogni altra cosa. Chissà se un giorno torneremo a condividere -se non la città- almeno il fuso.

 (Per ovvi motivi i pandistelle non compaiono nella foto)

giovedì 27 novembre 2014

La catena dell'Avvento

A me piacciono moltissimo i calendari dell'Avvento: condiscono e alimentano l'attesa. Il nostro calendario è ormai parte della tradizione familiare ed è sempre il primo a venire tirato fuori dalle scatole natalizie. 
Qualche giorno fa Memole è arrivata a casa da scuola con un insolito calendario. Si tratta di una "catena" fatta di fascette con dei piccoli propositi dentro. Ogni giorno di Dicembre si apre una fascetta e ci si impegna a realizzare il proposito. Metaforicamente è come rompere gli anelli di una catena facendo qualcosa di buono. L'idea è simile a quella che ho realizzato qualche anno fa. 

Tra i propositi ne lancio alcuni.
- Aiutare a fare la cena;
- Apparecchiare e sparecchiare;
- Pregare per i bambini che non hanno la famiglia;
- Riordinare con cura la camera;
- Abbracciare forte chi vogliamo bene;
- Condividere un giocattolo che ci piace con qualcuno.

Poi ognuno ovviamente lo adatta come vuole. Quindi se siete sempre in ritardo e non avete il dono della manualità come me, questa volta potreste ancora essere in tempo!
Buon divertimento!


giovedì 20 novembre 2014

Chicago: fuga in 5 atti


Quando a Luglio Mr. F. ha saputo che il suo articolo era stato accettato per partecipare ad un congresso di fama mondiale a Chicago, non ho potuto fare a meno di dire:
Io parto con te!
Lui era un pò perplesso riguardo al viaggio ed ai bambini. Ma non aveva capito le mie reali intenzioni. Io volevo andare SENZA di loro. 
Nemmeno. Uno. 

ATTO PRIMO: LA PREPARAZIONE
Prima di tutto dovevo trovare tre sante-venerabili, martiri e ingenue famiglie che accettassero di tenersi i pargoli per la bellezza di 4 giorni. L'amica santa è la mia migliore amica di qui. Con già quattro figli afferma con sicurezza che uno non gli cambia e che tutto sommato gli manca l'infante. E allora prenditelo. Ma non valgono le restituzioni prima dei 4 giorni.
L'amica ingenua è quella che non ha potuto avere figli. Ha una specie di venerazione per la nostra seconda figlia. Non ha la più pallida idea di cosa siano i terrible two. Detto fatto: ti offro un corso accelerato di 4 giorni.
L'amica martire si chiama A. L'ho conosciuta 3 mesi fa. I rispettivi mariti si conoscono da tempo. Tra di noi condividiamo la nazionalità (cosa non scontata a queste latitudini). Però la nostra italianità è solo un punto di partenza di una relazione che ci ha fatto sentire subito molto vicine (almeno da parte mia). Codesta amica ha una bellissima e soprattutto sorridentissima bambina di 9 mesi. Di giorno te la mangeresti di baci. Di notte (a detta dei genitori) te la mangeresti e basta. Appena ho detto ad A. le mie intenzioni e le ho fatto la fatidica richiesta lei è leggermente impallidita ed ha cominciato a mangiarsi le unghie. Però mi ha detto "sì, non c'è problema'.
GRAZIE A. io vi devo fare un monumento al coraggio.

Poi dovevo trovare il modo di staccare il pargolo dal mio seno siccome il beneamato ha deciso di seguire le orme della sorella maggiore ed ha schifato il biberon. A questo giro mi sono angosciata lo stesso ero calma e fiduciosa che ne sarei venuta fuori. A Settembre ho preso la cannuccia e da lí abbiamo cominciato. Pochi giorni fa il Principe ha addirittura deciso che se passa la cannuccia vada anche il biberon. Quindi normalizziamoci va, che tanto mamma mi ha già fregato.

Ultimo ma non meno importante dovevo fare in modo di tenere i figli in sana e robusta costituzione per non prendermi giorni di malattia, siccome ne avrei utilizzati due per il viaggio.

ATTO SECONDO: IL COMPLOTTO
Hei Mr. F., ma cosa gli succede a questi bimbi? Sono 3 mesi che non si sono ammalati.

CRONOGRAMMA:
7 gg PDP (prima della partenza): Pufetta ha 40.3 di febbre. Pronto soccorso. I medici non trovano nulla.
6 gg PDP: Il principe ha la febbre.
5 gg PDP: La febbre di Puffetta non accenna a scendere. 
4 gg PDP: Si torna dal medico. Puffetta ha un infezione ad un orecchio. Il Principe guarisce.
3 gg PDP: Il principe mette fuori il secondo dentino. Con tutte -ma proprio tutte- le controindicazioni del caso.
2 gg PDP: Puffetta ha ancora la febbre. E l'infezione anche nell'altro orecchio.
1 gg PDP: Il Principe ha la congiuntivite batterica. Puffetta ha fatto il primo giorno sfebbrata dopo una settimana.
NOTTE PRIMA DELLA PARTENZA: Puffetta vomita. Il principe si sveglia con l'occhio pesto. Ha bisogno del collirio antibiotico.
3 ORE PRIMA DELLA PARTENZA: Mr. F. porta i due terzi dei figli dal medico. Abbiamo vinto vari antibiotici. Purtroppo non era disponibile l'acqua di Lourdes.

ATTO TERZO: LA FUGA
Sai che c'è? Adesso io quatta quatta giro i tacchi e me la squaglio (cit. da un famosissimo film).
Mr. F. e la sottoscritta hanno affittato una macchina molto piccola (finalmente) per affrontare 6 ore di viaggio senza soste.



ATTO QUARTO: LO SPAPARANZO
Io ero consapevole di una cosa. Un'occasione così non ci sarebbe MAI più potuta capitare. Siccome a lui veniva finanziato viaggio, vitto e alloggio, ci siamo sistemati in un famoso hotel nel cuore di Chicago, con vista sui più famosi grattacieli. Il prezzo è meglio non specificarlo.

Mamma e sorelle alla vigilia della partenza:
Maggie, ma tu cosa farai non appena arrivata a Chicago?
Dormirò. E poi...
Dormirò. E poi...
Dormirò. E poi...
Mangerò. 
Come se non ci fosse un domani.

Verità di cronaca: la suddetta non ha potuto dormire più di 5 ore di fila perché si è dovuta alzare per dolori lancinanti dovuti alla mancanza del vampiro personale. Il tiralatte è stato il suo peggiore incubo migliore amico e fedele accompagnatore per tutti e 4 i giorni. Ma come dice Mr. F. tutto non si può.

La mia cura per ritornare ad una condizione sana e salutare è stata quindi condita di ore di sonno sparse a piacere e senza criterio durante il giorno e la notte. Di docce interminabili seguite da auto-restaurazione personale (credo non ci sia bisogno di entrare nei dettagli). Di approfittamento del finanziamento delle spese del viaggio, dell'hotel e del vitto per mangiare senza ritegno. Di telefonate skype lunghe e ininterrotte da quelle tenere vocine. E poi di...vita di coppia. Cosa? Abbiamo ancora una vita di coppia che funziona anche senza Qui Quo Qua? Sí. È bella viva. Solo che aveva proprio bisogno di essere un pó presa in considerazione.
Abbiamo riso tutto il tempo di gusto, per qualsiasi cosa. Abbiamo fatto colazione ogni giorno assieme, seduti per almeno venti minuti (lui doveva anche partecipare al congresso tra le altre cose) chiacchierando tranquillamente ed abbiamo cenato in posti molto belli. Abbiamo passeggiato per le vie di Chicago (più che altro abbiamo corso imbacuccati. Il freddo era indescrivibile). Nel poco tempo che avevamo a disposizione abbiamo preso la vita con calma e fatto tutto quello che due innamorati folli fanno.
Mi sono mancati i bambini?
Sinceramente NO.
Ecco, adesso siete liberi di chiamare il telefono azzurro.


ATTO QUINTO: WELCOME BACK TO YOUR REAL LIFE
La sera in cui siamo tornati abbiamo requisito il lattante con più di 38 di febbre, l'altro occhio pesto per la congiuntivite e 16 gradi sotto zero per coronare il tutto. Il giorno dopo, quando la febbre del Principe è arrivata sopra i 40, abbiamo collezionato la quinta visita del medico in 9 giorni e vinto il terzo antibiotico (sempre in 9 giorni). Otite in entrambe le orecchie (oltre che la congiuntivite batterica che non se ne era andata).

La prossima volta -giurin giurello- se i nostri bambini stanno bene (contemporaneamente) per più di tre mesi 
Nessuno. Proferirà. Parola.

venerdì 24 ottobre 2014

Intercambiabilità

Amore, vai tu a lavare i denti e a mettere a letto Puffetta?

Mr. F. urla dal bagno:
Non sapevo che la Mustela facesse anche i dentifrici!


(Il lavoro di risciacquo dello spazzolino dalla crema per sederi è stato notevole).

lunedì 29 settembre 2014

American girl: segui la star che hai dentro

Ammetto di essere -volutamente o meno- un pò fuori dai trend americani. Però le cose che riguardano le mie bambine in qualche modo -ovviamente- mi raggiungono.
Alcune mode mi sembrano carine e mi piace rendere partecipe anche le mie bambine. Sto pensando per esempio alla mania per i raimbow loom. Questi braccialetti nelle scuole hanno raggiunto il culmine della popolarità l'anno scorso. Adesso stanno già tramontando.

Altre mode mi sembrano davvero di cattivo gusto, come le monster hight. Devo dire che per fortuna, per ora, la mia grandicella non sembra essere troppo condizionata. Un pò perché la televisione che vediamo è "selezionata" (abbiamo netflix con la apple TV) e quindi senza pubblicità, un pò perché nella maggior parte delle scuole non si possono portare giochi. Nella nostra scuola montessoriana poi non si possono neanche indossare capi di abbigliamento che abbiano riferimento a qualche personaggio televisivo.

Però c'è una moda intramontabile: le american girl. Ci ho messo un pò a capire di che cosa si trattasse e dell'immenso mercato che c'è dietro. 
Sono bambole grandi circa 46 cm con un età tra gli 8 e gli 11 anni di diverse etnie. Hanno una tradizione abbastanza lunga (sono nate nel 1986, nulla in confronto alle Barbie). Esteticamente a me piacciono. Hanno un gusto classico e un'apparenza non troppo deformata come le bambole che vanno di moda adesso.

Però quello che ho scoperto che c'è dietro mi provoca un misto di sensazioni tra l'incredulo e il divertito. Vi metto tutti i link perché altrimenti non ci credete :)

Prima di tutto sono bambole molto care (dai 100 dollari in su). Ma la cosa più sensazionale è che non compri solo una bambola ma un mondo. E non parlo solo dei mille mila plus tra vestuario, accessori e mobili. No.

Parlo del fatto che queste bambole vengono trattate come bambine VERE. Quando sono andata al MOA (Mall of America, il secondo mall più grande dell'America) non potevo credere ai miei occhi. C'erano dei servizi impensabili per queste bambole (vedere per credere). 

Ne elenco alcuni:
- Ovviamente puoi (devi) vestirti uguale alla bambola. Per questo puoi anche avere una personal shopper (per te e per la bambola). Ma attenzione. Il sito ti ricorda che puoi comprare online solo se hai più di 18 anni. Ecco il catalogo.


- Parrucchiere ed estetista (per bambole). Con diversi tipi di servizio: doll ear piercing, spa delux package, pampering plus package). Vi prego, andate a vedere il link perché merita vedere le foto. Non possono mancare i consigli per mantenere i capelli e la "pelle" della bambola in perfetta salute;


- Pranzo, cena o the con le bambole. E...udite udite lo speciale: appuntamento  con figlia, papà e....bambola!!!!! Quello che mi chiedo è: ma cosa hanno fatto questi papà per meritarsi questo? è solo bastato non passare l'aspirapolvere? o c'è qualcosa di più grave, tipo...non hanno cambiato il rotolo della carta igienica?












- Festeggiamento del compleanno con le amiche...e le bambole. Potresti vendere un rene per quanto costa;


Ci sono altre infinite cose che puoi fare con la tua bambola, ma la cosa che più mi ha sconvolta (anche se ce ne sono varie che fanno a gara) è L'OSPEDALE DELLE BAMBOLE!!! Cioè se hanno qualche problema, tipo capelli rovinati, faccia colorata dal fratello piccolo di turno, o ti viene in mente che vuoi fare -alle bambole- il piercing all'orecchio, NO PROBLEM. (Ricordati però se vuoi farle il piercing, la dimensione della bambola deve essere di 18 inch (no, non è l'età). Una volta uscite dall'ospedale, le pazienti (parlo sempre delle bambole) riceveranno anche il certificato di sana e robusta costituzione. E il bracialetto dell'ospedale è incluso nel pack. 
No vi prego non vi potete perdere nemmeno questo link.

Io per ora sono fortunata perché Memole non ha ancora realizzato di cosa si tratti. Sto cercando di essere moooolto vaga e spero di scamparla così.

Ma parliamone. Non vi sembra un genio quello che ha inventato sta bambola??? Veramente tanti applausi.

mercoledì 24 settembre 2014

Voglio essere

Mattina. Colazione. Giochiamo a fare le frasi con le parole da imparare settimanalmente per la scuola.

Be

Inizio io.
I want to be brave (voglio essere coraggiosa). Adesso tocca a te.


I want to be just the way I am. 
Voglio essere esattamente quello che sono.



lunedì 25 agosto 2014

I think I'll be six now for ever and ever



When I was One,
I had just begun.

When I was two
I was nearly new.

When I was Three,
I was hardly Me.

When I was Four,
I was not much more.

When I was Five,
I was just alive.

But now I am SIX, I'm clever as clever.
So I think I'll be six now for ever and ever.

A. A. Milne



La Frozenmania non ha risparmiato nemmeno noi!
Questi versi ti descrivono perfettamente. Adesso che hai 6 anni. Sei grande. In un certo senso pensi che il tuo mondo sia iniziato e finisca qui, con questo traguardo. Ed anche per me potresti avere per sempre 6 anni. Perché adesso hai quel giusto equilibrio tra il bisogno di me e la conquista della tua indipendenza. Sei comprensiva, buona e generosa, chiacchierona, paziente, lottatrice, dolce. Hai sempre un occhio speciale per me, per i miei sentimenti. E la tua famiglia è il tuo meraviglioso mondo. Il tuo entusiasmo per le cose nuove ci travolge in questo tuo mondo incantato dove ogni giorno succede qualcosa di speciale ed il giorno dopo è sempre più bello di quello prima.

Per il tuo compleanno ho cercato di fare gli incastri impossibili -tra lavoro e scuola che non è ancora cominciata- per passare un pò di tempo da sola con te. Ti ho chiesto cosa avresti voluto fare insieme. E mi hai detto che il tuo più grande desiderio era andare a prendere un gelato. Solo noi due. Ce lo siamo proprio goduto!

Sorella grande. I tuoi fratellini sono così fortunati ad averti!! 




L'avventura della prima elementare è alle porte. Ed hai lavorato moltissimo per meritarti e goderti questo bellissimo traguardo e importante inizio.

6 anni fa aspettavo con ansia ed emozione questo giorno, un giorno che sentivo mio, la mia due date. Adesso quest'emozione e quest'attesa è vissuta da te centuplicata.
Sei anni da quando sono mamma. Sembra ieri. Sembra una vita fa...

Tanti auguri bambina nostra!

mercoledì 18 giugno 2014

Strategie di sopravvivenza per mamme esaurite


La scuola ormai è finita da dieci giorni. E a noi (me) ci aspetta un luuuuungo periodo di gestione totale del tempo. La io buona -quella che è contentissima di stare finalmente in pace con i propri figli (come si dice? ah, goderserli, no?) ha un conflitto di interessi con la io esaurita. Sí, quella che vorrebbe avere almeno un'ora di tempo in pace per fare la spesa da sola. O di preparare -sempre in pace- pranzo e cena senza fare l'arbitro di litigi o la postazione lacrime. Per non parlare poi della latteria free refill incorporata (mai parola è stata così azzeccata) disponibile on demand.

Allora ho fatto un patto con me medesima e ho deciso che mi consento di ricorrere al piano di emergenza senza troppi sensi di colpa.

Tale piano è così strutturato:

Gestione del tempo
Lo scopo del gioco è perdere tempo per arrivare prima a sera. Le regole principali sono:
- Stai a letto la mattina finché puoi anche se sono tutti palesemente svegli. C'è l'obbligo grave di mantenere la postazione letto fino ad un cenno della sottoscritta. Tecnica da mantenere almeno fino a quando la maggioranza non sa ancora leggere l'orologio.
- Il riposo pomeridiano è d'obbligo per tutti. L'organizzazione della giornata gira intorno al successo della siesta. È proibito fare programmi tra le 2 e le 4.30. Il neonato di turno deve arrivare per quell'ora esausto, sfamato e con lo stomaco sturato. Tutto è concesso affinché si arrivi all'ora X con questi requisiti. Il fine giustifica i mezzi.
- Ogni cosa va presa con estrema calma, ovvero disimparate i ritmi presi in periodo scolastico. Il tempo medio per la scelta di un vestito deve essere di almeno mezz'ora, quello per riordinare può variare dall'1 alle 2 ore, quello per fare un bagno pure (ma di questo parleremo dopo).

Attività:
- La televisione. Secondo le necessità materne può essere vista senza nessun principio morale o regola. Questo significa che un giorno potrebbero cadere dal cielo più di 3 ore e un giorno nemmeno 5 minuti. I momenti più adatti per vederla sono puramente casuali e dipendono dal grado di esaurimento della madre.
- Fare il bagno. Questa attività consiste nel mettere le due grandi insieme a macerare nella vasca da bagno con giochi a loro scelta. L'attività può considerarsi conclusa quando le suddette si sono squagliate. Si raccomanda di mettere l'acqua ben calda, perché duri tiepida per almeno le successive due ore.
- Puzzle: Le mie bambine hanno una passione sfrenata per i puzzle. Munirsi allora di puzzle di almeno 100 pezzi e tridimensionali. Con nonchalance smontare qualche pezzo usando la famosa tecnica penelopeiana.
- Pulizie di casa: ovvero come prendere due piccioni con una fava. In casa mia non c'è mai un granello di polvere. Indovinate perché. Da poco è arrivata anche un'aspirapolvere supersonica, piccola e maneggevole. Indovinate adesso a chi tocca passare l'aspirapolvere!
- Invito di amichetti: ovvero il piano kamikaze. Questo piano funziona solo se l'amica in questione a. viene senza progenitori b. è spannolinata c. è indipendente d. non rompe e. le piace mangiare. Il piano consiste nel famoso sistema educativo laissez faire. Si lasciano a totale disposizione patatine, cioccolata, caramelle e chicken nuggets. Si da la disposizione di quasi tutta la casa. Si dice che non bisogna disturbare per nessun motivo al mondo. Ci si chiude nella propria camera fino all'arrivo del progenitore. La procedura di riordino post-amica può durare fino a 3 ore. Questo consente di giocare la carta televisione una volta in più il giorno dopo.
Tale piano ovviamente può pericolosissimamente rivoltarsi contro di voi se non scegliete bene la candidata.
- Il parco: Ovvero io vi ho portato al parco. Adesso voi vi divertite. Io non mi alzo dalla panchina. Munirsi di telefono, tablet e libro.

Pasti (alternare saggiamente):
- Chicken nuggets;
- Crocchette di pollo;
- Cotolette di pollo fritte prefatte e congelate;
- Pop corn di pollo impanato, fritto surgelato;
- Pringls;
- Lays;
- Nachos;
- Fusilli con olio e parmigiano;
- Penne con olio e parmigiano;
- Farfalle con olio e parmigiano;
- Riso con olio e parmigiano;
- Tortellini inscatolati con....indovinate?? braaaaaavi!

Sono alla disperata ricerca di altre strategie e accetto consigli!

Dal Web:
Caro, hai presente quando torni dal lavoro e mi chiedi cosa ho fatto tutto il giorno? Bé, oggi non l'ho fatto!


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