sabato 29 novembre 2014

L'Italia in un pacco

C'era una volta una grandissima amica che ho conosciuto nei miei anni universitari a Milano. Compagna di studio e di disavventure oltre che di risate e serate passate a fare le chiacchierine. Lei si è sposata un anno prima di noi e poi si è trasferita in Texas. 

Io non avrei mai immaginato che la nostra amicizia avrebbe portato tante similitudini nelle nostre vite future. Le nostre prime bambine sono nate a un mese di differenza e gli altri due più o meno con 5 mesi di differenza. Della serie "ti devo dire una cosa. Stiamo aspettando". "Te ne devo dire una anch'io. Anche noi!"

Anche noi ci siamo trasferiti negli USA qualche anno dopo di lei e lei è stata la nostra "interprete culturale" nel senso che ci ha spiegato il senso di molte molte cose. Ma soprattutto mi ha affiancato nella difficile avventura di mamma espatriata in una terra così diversa.

La sua esperienza professionale è stata un regalo per incoraggiarmi sempre e appoggiarmi nel chiedere di più nel lavoro, nel fare in modo di essere valorizzata e di auto-valorizzarmi.

Lo stesso fuso ci ha aiutate a sentirci più spesso. Così la sera, quando l'Italia tutta dormiva e i mariti erano fuori, noi parlavamo ore ed ore su skype. Condividevamo un bicchiere di latte e cioccolato, un pò di pane, un allattamento fugace o eterno. Però non riuscivamo mai a salutarci meno di 10 volte prima di riuscire finalmente ad andare a letto.

Lo scorso Aprile, mentre il Principe veniva al mondo, loro rientravano in Italia -a Milano- dopo quasi sette anni da espatriati. Non posso negare che la loro partenza abbia causato in me un certo senso di solitudine e sconforto. Loro non sono più in viaggio e noi...chissà... Cosa ne sarà delle nostre sere solitarie quando non c'è più nessuno da chiamare?

Loro, seppure nella distanza, hanno accettato di fare da padrino e madrina di Battesimo al Principe.

Da un pò Lei mi aveva avvisato che stava preparando un pacco per me e mi chiedeva se facesse già freddo. Mah -pensavo- saranno vestiti pesanti?

Invece no. Con mia immensa sorpresa ho trovato tutte quelle meraviglie proibite che un espatriato sogna ogni giorno. Alcune cose -come le ziguly o le gelatine- non le rivedevo da almeno 25 anni e mi hanno ricordato l'infanzia. Solo chi vive lontano dalla propria terra conosce la sensazione di poter gustare alcune delle cose che fanno parte della propria storia (e cultura). È stato come poter avere un pezzetto di Italia con noi. Le bambine poi, in particolare con i pandistelle- si sono ricordate dell'ultima estate in Italia.

Grazie E., il tuo affetto era dentro a quella scatola più di ogni altra cosa. Chissà se un giorno torneremo a condividere -se non la città- almeno il fuso.

 (Per ovvi motivi i pandistelle non compaiono nella foto)

giovedì 27 novembre 2014

La catena dell'Avvento

A me piacciono moltissimo i calendari dell'Avvento: condiscono e alimentano l'attesa. Il nostro calendario è ormai parte della tradizione familiare ed è sempre il primo a venire tirato fuori dalle scatole natalizie. 
Qualche giorno fa Memole è arrivata a casa da scuola con un insolito calendario. Si tratta di una "catena" fatta di fascette con dei piccoli propositi dentro. Ogni giorno di Dicembre si apre una fascetta e ci si impegna a realizzare il proposito. Metaforicamente è come rompere gli anelli di una catena facendo qualcosa di buono. L'idea è simile a quella che ho realizzato qualche anno fa. 

Tra i propositi ne lancio alcuni.
- Aiutare a fare la cena;
- Apparecchiare e sparecchiare;
- Pregare per i bambini che non hanno la famiglia;
- Riordinare con cura la camera;
- Abbracciare forte chi vogliamo bene;
- Condividere un giocattolo che ci piace con qualcuno.

Poi ognuno ovviamente lo adatta come vuole. Quindi se siete sempre in ritardo e non avete il dono della manualità come me, questa volta potreste ancora essere in tempo!
Buon divertimento!


giovedì 20 novembre 2014

Chicago: fuga in 5 atti


Quando a Luglio Mr. F. ha saputo che il suo articolo era stato accettato per partecipare ad un congresso di fama mondiale a Chicago, non ho potuto fare a meno di dire:
Io parto con te!
Lui era un pò perplesso riguardo al viaggio ed ai bambini. Ma non aveva capito le mie reali intenzioni. Io volevo andare SENZA di loro. 
Nemmeno. Uno. 

ATTO PRIMO: LA PREPARAZIONE
Prima di tutto dovevo trovare tre sante-venerabili, martiri e ingenue famiglie che accettassero di tenersi i pargoli per la bellezza di 4 giorni. L'amica santa è la mia migliore amica di qui. Con già quattro figli afferma con sicurezza che uno non gli cambia e che tutto sommato gli manca l'infante. E allora prenditelo. Ma non valgono le restituzioni prima dei 4 giorni.
L'amica ingenua è quella che non ha potuto avere figli. Ha una specie di venerazione per la nostra seconda figlia. Non ha la più pallida idea di cosa siano i terrible two. Detto fatto: ti offro un corso accelerato di 4 giorni.
L'amica martire si chiama A. L'ho conosciuta 3 mesi fa. I rispettivi mariti si conoscono da tempo. Tra di noi condividiamo la nazionalità (cosa non scontata a queste latitudini). Però la nostra italianità è solo un punto di partenza di una relazione che ci ha fatto sentire subito molto vicine (almeno da parte mia). Codesta amica ha una bellissima e soprattutto sorridentissima bambina di 9 mesi. Di giorno te la mangeresti di baci. Di notte (a detta dei genitori) te la mangeresti e basta. Appena ho detto ad A. le mie intenzioni e le ho fatto la fatidica richiesta lei è leggermente impallidita ed ha cominciato a mangiarsi le unghie. Però mi ha detto "sì, non c'è problema'.
GRAZIE A. io vi devo fare un monumento al coraggio.

Poi dovevo trovare il modo di staccare il pargolo dal mio seno siccome il beneamato ha deciso di seguire le orme della sorella maggiore ed ha schifato il biberon. A questo giro mi sono angosciata lo stesso ero calma e fiduciosa che ne sarei venuta fuori. A Settembre ho preso la cannuccia e da lí abbiamo cominciato. Pochi giorni fa il Principe ha addirittura deciso che se passa la cannuccia vada anche il biberon. Quindi normalizziamoci va, che tanto mamma mi ha già fregato.

Ultimo ma non meno importante dovevo fare in modo di tenere i figli in sana e robusta costituzione per non prendermi giorni di malattia, siccome ne avrei utilizzati due per il viaggio.

ATTO SECONDO: IL COMPLOTTO
Hei Mr. F., ma cosa gli succede a questi bimbi? Sono 3 mesi che non si sono ammalati.

CRONOGRAMMA:
7 gg PDP (prima della partenza): Pufetta ha 40.3 di febbre. Pronto soccorso. I medici non trovano nulla.
6 gg PDP: Il principe ha la febbre.
5 gg PDP: La febbre di Puffetta non accenna a scendere. 
4 gg PDP: Si torna dal medico. Puffetta ha un infezione ad un orecchio. Il Principe guarisce.
3 gg PDP: Il principe mette fuori il secondo dentino. Con tutte -ma proprio tutte- le controindicazioni del caso.
2 gg PDP: Puffetta ha ancora la febbre. E l'infezione anche nell'altro orecchio.
1 gg PDP: Il Principe ha la congiuntivite batterica. Puffetta ha fatto il primo giorno sfebbrata dopo una settimana.
NOTTE PRIMA DELLA PARTENZA: Puffetta vomita. Il principe si sveglia con l'occhio pesto. Ha bisogno del collirio antibiotico.
3 ORE PRIMA DELLA PARTENZA: Mr. F. porta i due terzi dei figli dal medico. Abbiamo vinto vari antibiotici. Purtroppo non era disponibile l'acqua di Lourdes.

ATTO TERZO: LA FUGA
Sai che c'è? Adesso io quatta quatta giro i tacchi e me la squaglio (cit. da un famosissimo film).
Mr. F. e la sottoscritta hanno affittato una macchina molto piccola (finalmente) per affrontare 6 ore di viaggio senza soste.



ATTO QUARTO: LO SPAPARANZO
Io ero consapevole di una cosa. Un'occasione così non ci sarebbe MAI più potuta capitare. Siccome a lui veniva finanziato viaggio, vitto e alloggio, ci siamo sistemati in un famoso hotel nel cuore di Chicago, con vista sui più famosi grattacieli. Il prezzo è meglio non specificarlo.

Mamma e sorelle alla vigilia della partenza:
Maggie, ma tu cosa farai non appena arrivata a Chicago?
Dormirò. E poi...
Dormirò. E poi...
Dormirò. E poi...
Mangerò. 
Come se non ci fosse un domani.

Verità di cronaca: la suddetta non ha potuto dormire più di 5 ore di fila perché si è dovuta alzare per dolori lancinanti dovuti alla mancanza del vampiro personale. Il tiralatte è stato il suo peggiore incubo migliore amico e fedele accompagnatore per tutti e 4 i giorni. Ma come dice Mr. F. tutto non si può.

La mia cura per ritornare ad una condizione sana e salutare è stata quindi condita di ore di sonno sparse a piacere e senza criterio durante il giorno e la notte. Di docce interminabili seguite da auto-restaurazione personale (credo non ci sia bisogno di entrare nei dettagli). Di approfittamento del finanziamento delle spese del viaggio, dell'hotel e del vitto per mangiare senza ritegno. Di telefonate skype lunghe e ininterrotte da quelle tenere vocine. E poi di...vita di coppia. Cosa? Abbiamo ancora una vita di coppia che funziona anche senza Qui Quo Qua? Sí. È bella viva. Solo che aveva proprio bisogno di essere un pó presa in considerazione.
Abbiamo riso tutto il tempo di gusto, per qualsiasi cosa. Abbiamo fatto colazione ogni giorno assieme, seduti per almeno venti minuti (lui doveva anche partecipare al congresso tra le altre cose) chiacchierando tranquillamente ed abbiamo cenato in posti molto belli. Abbiamo passeggiato per le vie di Chicago (più che altro abbiamo corso imbacuccati. Il freddo era indescrivibile). Nel poco tempo che avevamo a disposizione abbiamo preso la vita con calma e fatto tutto quello che due innamorati folli fanno.
Mi sono mancati i bambini?
Sinceramente NO.
Ecco, adesso siete liberi di chiamare il telefono azzurro.


ATTO QUINTO: WELCOME BACK TO YOUR REAL LIFE
La sera in cui siamo tornati abbiamo requisito il lattante con più di 38 di febbre, l'altro occhio pesto per la congiuntivite e 16 gradi sotto zero per coronare il tutto. Il giorno dopo, quando la febbre del Principe è arrivata sopra i 40, abbiamo collezionato la quinta visita del medico in 9 giorni e vinto il terzo antibiotico (sempre in 9 giorni). Otite in entrambe le orecchie (oltre che la congiuntivite batterica che non se ne era andata).

La prossima volta -giurin giurello- se i nostri bambini stanno bene (contemporaneamente) per più di tre mesi 
Nessuno. Proferirà. Parola.

venerdì 24 ottobre 2014

Intercambiabilità

Amore, vai tu a lavare i denti e a mettere a letto Puffetta?

Mr. F. urla dal bagno:
Non sapevo che la Mustela facesse anche i dentifrici!


(Il lavoro di risciacquo dello spazzolino dalla crema per sederi è stato notevole).

lunedì 29 settembre 2014

American girl: segui la star che hai dentro

Ammetto di essere -volutamente o meno- un pò fuori dai trend americani. Però le cose che riguardano le mie bambine in qualche modo -ovviamente- mi raggiungono.
Alcune mode mi sembrano carine e mi piace rendere partecipe anche le mie bambine. Sto pensando per esempio alla mania per i raimbow loom. Questi braccialetti nelle scuole hanno raggiunto il culmine della popolarità l'anno scorso. Adesso stanno già tramontando.

Altre mode mi sembrano davvero di cattivo gusto, come le monster hight. Devo dire che per fortuna, per ora, la mia grandicella non sembra essere troppo condizionata. Un pò perché la televisione che vediamo è "selezionata" (abbiamo netflix con la apple TV) e quindi senza pubblicità, un pò perché nella maggior parte delle scuole non si possono portare giochi. Nella nostra scuola montessoriana poi non si possono neanche indossare capi di abbigliamento che abbiano riferimento a qualche personaggio televisivo.

Però c'è una moda intramontabile: le american girl. Ci ho messo un pò a capire di che cosa si trattasse e dell'immenso mercato che c'è dietro. 
Sono bambole grandi circa 46 cm con un età tra gli 8 e gli 11 anni di diverse etnie. Hanno una tradizione abbastanza lunga (sono nate nel 1986, nulla in confronto alle Barbie). Esteticamente a me piacciono. Hanno un gusto classico e un'apparenza non troppo deformata come le bambole che vanno di moda adesso.

Però quello che ho scoperto che c'è dietro mi provoca un misto di sensazioni tra l'incredulo e il divertito. Vi metto tutti i link perché altrimenti non ci credete :)

Prima di tutto sono bambole molto care (dai 100 dollari in su). Ma la cosa più sensazionale è che non compri solo una bambola ma un mondo. E non parlo solo dei mille mila plus tra vestuario, accessori e mobili. No.

Parlo del fatto che queste bambole vengono trattate come bambine VERE. Quando sono andata al MOA (Mall of America, il secondo mall più grande dell'America) non potevo credere ai miei occhi. C'erano dei servizi impensabili per queste bambole (vedere per credere). 

Ne elenco alcuni:
- Ovviamente puoi (devi) vestirti uguale alla bambola. Per questo puoi anche avere una personal shopper (per te e per la bambola). Ma attenzione. Il sito ti ricorda che puoi comprare online solo se hai più di 18 anni. Ecco il catalogo.


- Parrucchiere ed estetista (per bambole). Con diversi tipi di servizio: doll ear piercing, spa delux package, pampering plus package). Vi prego, andate a vedere il link perché merita vedere le foto. Non possono mancare i consigli per mantenere i capelli e la "pelle" della bambola in perfetta salute;


- Pranzo, cena o the con le bambole. E...udite udite lo speciale: appuntamento  con figlia, papà e....bambola!!!!! Quello che mi chiedo è: ma cosa hanno fatto questi papà per meritarsi questo? è solo bastato non passare l'aspirapolvere? o c'è qualcosa di più grave, tipo...non hanno cambiato il rotolo della carta igienica?












- Festeggiamento del compleanno con le amiche...e le bambole. Potresti vendere un rene per quanto costa;


Ci sono altre infinite cose che puoi fare con la tua bambola, ma la cosa che più mi ha sconvolta (anche se ce ne sono varie che fanno a gara) è L'OSPEDALE DELLE BAMBOLE!!! Cioè se hanno qualche problema, tipo capelli rovinati, faccia colorata dal fratello piccolo di turno, o ti viene in mente che vuoi fare -alle bambole- il piercing all'orecchio, NO PROBLEM. (Ricordati però se vuoi farle il piercing, la dimensione della bambola deve essere di 18 inch (no, non è l'età). Una volta uscite dall'ospedale, le pazienti (parlo sempre delle bambole) riceveranno anche il certificato di sana e robusta costituzione. E il bracialetto dell'ospedale è incluso nel pack. 
No vi prego non vi potete perdere nemmeno questo link.

Io per ora sono fortunata perché Memole non ha ancora realizzato di cosa si tratti. Sto cercando di essere moooolto vaga e spero di scamparla così.

Ma parliamone. Non vi sembra un genio quello che ha inventato sta bambola??? Veramente tanti applausi.

mercoledì 24 settembre 2014

Voglio essere

Mattina. Colazione. Giochiamo a fare le frasi con le parole da imparare settimanalmente per la scuola.

Be

Inizio io.
I want to be brave (voglio essere coraggiosa). Adesso tocca a te.


I want to be just the way I am. 
Voglio essere esattamente quello che sono.



lunedì 25 agosto 2014

I think I'll be six now for ever and ever



When I was One,
I had just begun.

When I was two
I was nearly new.

When I was Three,
I was hardly Me.

When I was Four,
I was not much more.

When I was Five,
I was just alive.

But now I am SIX, I'm clever as clever.
So I think I'll be six now for ever and ever.

A. A. Milne



La Frozenmania non ha risparmiato nemmeno noi!
Questi versi ti descrivono perfettamente. Adesso che hai 6 anni. Sei grande. In un certo senso pensi che il tuo mondo sia iniziato e finisca qui, con questo traguardo. Ed anche per me potresti avere per sempre 6 anni. Perché adesso hai quel giusto equilibrio tra il bisogno di me e la conquista della tua indipendenza. Sei comprensiva, buona e generosa, chiacchierona, paziente, lottatrice, dolce. Hai sempre un occhio speciale per me, per i miei sentimenti. E la tua famiglia è il tuo meraviglioso mondo. Il tuo entusiasmo per le cose nuove ci travolge in questo tuo mondo incantato dove ogni giorno succede qualcosa di speciale ed il giorno dopo è sempre più bello di quello prima.

Per il tuo compleanno ho cercato di fare gli incastri impossibili -tra lavoro e scuola che non è ancora cominciata- per passare un pò di tempo da sola con te. Ti ho chiesto cosa avresti voluto fare insieme. E mi hai detto che il tuo più grande desiderio era andare a prendere un gelato. Solo noi due. Ce lo siamo proprio goduto!

Sorella grande. I tuoi fratellini sono così fortunati ad averti!! 




L'avventura della prima elementare è alle porte. Ed hai lavorato moltissimo per meritarti e goderti questo bellissimo traguardo e importante inizio.

6 anni fa aspettavo con ansia ed emozione questo giorno, un giorno che sentivo mio, la mia due date. Adesso quest'emozione e quest'attesa è vissuta da te centuplicata.
Sei anni da quando sono mamma. Sembra ieri. Sembra una vita fa...

Tanti auguri bambina nostra!

mercoledì 18 giugno 2014

Strategie di sopravvivenza per mamme esaurite


La scuola ormai è finita da dieci giorni. E a noi (me) ci aspetta un luuuuungo periodo di gestione totale del tempo. La io buona -quella che è contentissima di stare finalmente in pace con i propri figli (come si dice? ah, goderserli, no?) ha un conflitto di interessi con la io esaurita. Sí, quella che vorrebbe avere almeno un'ora di tempo in pace per fare la spesa da sola. O di preparare -sempre in pace- pranzo e cena senza fare l'arbitro di litigi o la postazione lacrime. Per non parlare poi della latteria free refill incorporata (mai parola è stata così azzeccata) disponibile on demand.

Allora ho fatto un patto con me medesima e ho deciso che mi consento di ricorrere al piano di emergenza senza troppi sensi di colpa.

Tale piano è così strutturato:

Gestione del tempo
Lo scopo del gioco è perdere tempo per arrivare prima a sera. Le regole principali sono:
- Stai a letto la mattina finché puoi anche se sono tutti palesemente svegli. C'è l'obbligo grave di mantenere la postazione letto fino ad un cenno della sottoscritta. Tecnica da mantenere almeno fino a quando la maggioranza non sa ancora leggere l'orologio.
- Il riposo pomeridiano è d'obbligo per tutti. L'organizzazione della giornata gira intorno al successo della siesta. È proibito fare programmi tra le 2 e le 4.30. Il neonato di turno deve arrivare per quell'ora esausto, sfamato e con lo stomaco sturato. Tutto è concesso affinché si arrivi all'ora X con questi requisiti. Il fine giustifica i mezzi.
- Ogni cosa va presa con estrema calma, ovvero disimparate i ritmi presi in periodo scolastico. Il tempo medio per la scelta di un vestito deve essere di almeno mezz'ora, quello per riordinare può variare dall'1 alle 2 ore, quello per fare un bagno pure (ma di questo parleremo dopo).

Attività:
- La televisione. Secondo le necessità materne può essere vista senza nessun principio morale o regola. Questo significa che un giorno potrebbero cadere dal cielo più di 3 ore e un giorno nemmeno 5 minuti. I momenti più adatti per vederla sono puramente casuali e dipendono dal grado di esaurimento della madre.
- Fare il bagno. Questa attività consiste nel mettere le due grandi insieme a macerare nella vasca da bagno con giochi a loro scelta. L'attività può considerarsi conclusa quando le suddette si sono squagliate. Si raccomanda di mettere l'acqua ben calda, perché duri tiepida per almeno le successive due ore.
- Puzzle: Le mie bambine hanno una passione sfrenata per i puzzle. Munirsi allora di puzzle di almeno 100 pezzi e tridimensionali. Con nonchalance smontare qualche pezzo usando la famosa tecnica penelopeiana.
- Pulizie di casa: ovvero come prendere due piccioni con una fava. In casa mia non c'è mai un granello di polvere. Indovinate perché. Da poco è arrivata anche un'aspirapolvere supersonica, piccola e maneggevole. Indovinate adesso a chi tocca passare l'aspirapolvere!
- Invito di amichetti: ovvero il piano kamikaze. Questo piano funziona solo se l'amica in questione a. viene senza progenitori b. è spannolinata c. è indipendente d. non rompe e. le piace mangiare. Il piano consiste nel famoso sistema educativo laissez faire. Si lasciano a totale disposizione patatine, cioccolata, caramelle e chicken nuggets. Si da la disposizione di quasi tutta la casa. Si dice che non bisogna disturbare per nessun motivo al mondo. Ci si chiude nella propria camera fino all'arrivo del progenitore. La procedura di riordino post-amica può durare fino a 3 ore. Questo consente di giocare la carta televisione una volta in più il giorno dopo.
Tale piano ovviamente può pericolosissimamente rivoltarsi contro di voi se non scegliete bene la candidata.
- Il parco: Ovvero io vi ho portato al parco. Adesso voi vi divertite. Io non mi alzo dalla panchina. Munirsi di telefono, tablet e libro.

Pasti (alternare saggiamente):
- Chicken nuggets;
- Crocchette di pollo;
- Cotolette di pollo fritte prefatte e congelate;
- Pop corn di pollo impanato, fritto surgelato;
- Pringls;
- Lays;
- Nachos;
- Fusilli con olio e parmigiano;
- Penne con olio e parmigiano;
- Farfalle con olio e parmigiano;
- Riso con olio e parmigiano;
- Tortellini inscatolati con....indovinate?? braaaaaavi!

Sono alla disperata ricerca di altre strategie e accetto consigli!

Dal Web:
Caro, hai presente quando torni dal lavoro e mi chiedi cosa ho fatto tutto il giorno? Bé, oggi non l'ho fatto!


domenica 1 giugno 2014

Mamma, perché piangi?

...la sua manina prende dolcemente la mia mentre cerca il mio sguardo.

Perché un mese è passato. È finito. 

Perché  abbiamo fatto tutto quello che volevamo fare ma non sembra abbastanza, per i nostri pranzi a due (e mezzo) e le nostre chiacchierate, per le nottate condivise, per la faccia da tonte mentre contempliamo il piccolo di casa, per lo shopping insieme, per le gite, per l'organizzazione del Battesimo.


Molti mi hanno chiesto quale fosse il segreto della mia "bellezza" (post parto). Ma come? non lo vedete? è "l'effetto mamma", la nostra fata turchina che con la sua bacchetta magica trasforma in cose belle tutto ciò che tocca!


Ha cucinato per me pranzetti deliziosi a basso contenuto calorico permettendomi di mangiare un pó di cioccolato ogni giorno, mi ha fatto la piega e mi ha insegnato il modo migliore per un'effetto "appena uscita dalla parrucchiera", mi ha tenuto i bambini mentre io mi facevo coccolare con una manicure e pedicure da sogno (colore rosso brillante of course). Mi ha concesso quel poco di sonno in più tra una poppata e l'altra durante la notte, mi ha affiancato nelle compere in quel momento deprimente dove devi accettare un corpo ormai svuotato che non senti più tuo, ha elargito coccole e organizzato giochi per chi si sentiva un pò "messo da parte".
Mi ha ascoltata, spronata, motivata, elogiata. 


Soprattutto ha condiviso. Tutto.
Ho potuto metterle tra le braccia il nostro bambino appena nato, continuando così quel circolo iniziato da lei e papà con noi. Quale immensa tenerezza.


Stando con noi ha disegnato un altro momento importante nella storia e nei ricordi di ogni membro della nostra famiglia.

Chissà -chi lo sa?- quando potremo tornare a stare assieme un'altra volta. Un anno? due?
All'aereoporto anche i suoi occhi brillavano.

Mamma, perché piangi? 
Io sono felice qui, con la mia famiglia.

lunedì 12 maggio 2014

Paolo


Sei arrivato il 22 Aprile alle 12.45 am. Pesavi 3400 kg per 51 cm. Sei arrivato cinque giorni prima della DPP e 8 ore prima della tua nonna. Di fatti le acque si sono rotte alle 3 di notte, proprio mentre dall'atra parte dell'Oceano lei si stava imbarcando. So che volevi testare l'efficacia del mio "piano B" senza, ovviamente, lasciarmi il tempo di svenire tra le braccia di mia madre (e dormire 3 giorni???? sia mai!!). Mi sono promossa, nel caso tu abbia deciso di non farlo.

È stato un parto bellissimo, il mio secondo VBAC. Questa volta mi è sembrato cosí corto e...facile! L'epidurale me l'hanno fatta quando l'ho chiesta e da lì è andato tutto liscio.
Anche questa volta continuo a rivivere costantemente il momento in cui ti hanno appoggiato su di me, l'odore di me e te insieme, i tuoi primi vagiti (anzi, nitriti). Al contrario di quello che hanno fatto le tue sorelle, il seno me l'hai attaccato da subito. E possiamo anche dire che non vorresti mai starne staccato.

Il tuo arrivo è un tripudio di gioia. Per il papá -che non può resistere alla tua morbidezza- per le tue sorelle -che ti sommergono di attenzioni, per la nonna -che respira ogni singolo momento di te prima della sua partenza. E questa volta siamo stati avvolti anche dal calore dei nostri amici e dai colleghi di lavoro. Come è bello condividere una gioia cosí grande!

Porti il nome del mio papà e del nostro Papa, siccome saresti dovuto nascere proprio il giorno della sua santificazione. Sei quindi avvolto e protetto abbondantemente dal Cielo.

Anche se da quando sei arrivato non riesco a dormire più di due ore di fila, questa spossatezza non mi toglie il meglio di questo momento. 
La pura contemplazione. 
Del Miracolo che sei, di vedere la Vita ancora una volta venire fuori da me, dello stupore nel collegare te all'esserino che si muoveva dentro di me fino a poche settimane fa. Ed essere testimone anche della nascita di un nuovo sentimento fraterno, cosí tenero, delicato, spontaneo.




Ció che mi piace di più di questo momento è il totale abbandono con il quale ti accoccoli al mio corpo aderendone perfettamente. Quale dimostrazione di fiducia più grande?





A volte -egoisticamente- penso che la mia vita potrebbe finire qui. Perché ho già avuto tutta la felicità che volevo, ed anche di più. 


venerdì 18 aprile 2014

Ti aspetterò sempre. E non potrò aspettarti mai più...

Questi versi sono stati scritti due anni fa, più o meno nella stessa settimana di gravidanza in cui sono ora. Li rileggo e mi ci ritrovo di nuovo. Ogni parola. (La pancia non è attualizzata, quella di adesso è mostruosamente più grande).



Non nascere adesso. 
Non abbandonarmi. Accompagnami dovunque io vada. Per sempre. 
Ho bisogno della tua presenza. Viva e silenziosa.
 Senza te dentro me mi sentirei sola.

Arriva subito.
Voglio abbracciarti, sentirti, vederti, conoscerti. Cercare di far combaciare l'immaginazione con la realtà. 

Rimani dentro di me.
È bello costruire, cullare, contemplare il mistero di come sei, di come sarai. 

Esci da me.
Ho bisogno di recuperare quel corpo che non possiedo da tempo. Che è nostro. Mi è stato dato in prestito e te l'ho prestato.


Non ti ho atteso abbastanza, desiderato abbastanza, immaginato abbastanza, pensato abbastanza, coccolato abbastanza. 
Ti ho aspettato troppo tempo (da quando eri solo un pensiero). Ho contato troppe volte i giorni. Ho pensato a troppi dettagli che potessero renderti reale. Siamo cresciuti troppo tempo insieme per essere una sola ancora per molto.

Vorrei avere più tempo. Per poter farmi (e sentirmi) bella -dentro e fuori-. Come il giorno in cui io e papà abbiamo sigillato la nostra promessa che includeva anche voi. Ed essere raggiante quando tu mi vedrai per la prima volta.

Vorrei poterti aspettare seduta nella penombra. Raggomitolata mentre mi dondolo. Accarezzo il mio ventre e ti cerco attraverso quello strato di pelle che ci divide e ci unisce.

Respiro per noi. Quel "due in una sola carne" che mi ha unito al nostro uomo si riflette e ripete in quello che siamo adesso. Ancora per poco.

Sono preparata. Come non lo sarò nemmeno quando arriverai.
Conosco già il finale felice. Come non lo conoscerò neppure quando sarà felicemente finito (o iniziato?).

Aspetto da una vita la tua Vita.
Ti aspetterò sempre.
E non potrò aspettarti mai più.

Mamma



mercoledì 16 aprile 2014

What doesn't kill you makes you stronger

...o nel nostro gergo: quello che non ammazza ingrassa.

Da quando sono arrivata negli States questo è stato il mio motto. Ho dovuto imparare velocemente ad affrontare tutte le mie più grandi paure: guidare una macchina grande in un posto sconosciuto (e ghiacciato), imparare a comunicare in inglese, vivere molto lontano dalla mia famiglia e dover aspettare a volte anni prima di rivederli, vivere senza amici, lavorare in un paese che non conosco, partorire senza mia madre, occuparmi quasi interamente dell'educazione delle bambine. E molte, molte altre cose. Tutto questo anche grazie all'immenso appoggio ed alla fiducia che Mr. F. ha sempre riposto in me.

Quando ho saputo che molto probabilmente nessuno sarebbe potuto venire ad affiancarmi per il parto ho canticchiato ancora una volta la canzone e mi sono ripetuta mille volte:

What doesn't kill you makes you stronger!

Mi sono rimboccata le maniche e soddisfatta del grande lavoro triennale di ricerca di amicizie, ho cominciato a raccoglierne i frutti. Ad un'amica ho chiesto disponibilità di venire a casa mia nel caso partorissi di notte, ad un'altra di occuparsi degli accompagnamenti delle bambine a scuola, un'altra si è offerta di venire a casa mia per sistemare insieme tutte le cose per il grande arrivo. Sono stata felice di trovare un autentico appoggio.

Nonostante questo ero un pò triste e spaventata senza nessuno dei miei familiari accanto. Il dispiacere riguarda anche il non poter condividere questi momenti bellissimi insieme. Ed anche il panico per il ritorno a casa. Nessuna amica, a meno che non sia amica amica amica e si installi a casa tua per almeno un mese, può valere quanto una sorella o un genitore nel post parto.

Circa un mese fa mia mamma, a sorpresa, mi ha detto che sarebbe venuta!! E resta per 1 mese!! Io ho pianto quando l'ho saputo. Non potevo crederci. So quale grande sforzo, sotto tutti i punti di vista, sia per lei. E quale sollievo sia per noi. Memole non sa ancora niente. L'attesa si farebbe troppo dura. Lei arriva il 22, tra meno di una settimana. Spero di essere ancora ripiena per quella data!

E quando arriverà sento che il mondo potrà cadere e io potrò svenire tra le sue braccia e svegliarmi 3 giorni dopo. So che il mondo, il mio mondo, andrà avanti anche senza di me. Perché c'è lei.

Le mamme sono una razza molto speciale, il nostro regalo più grande.

Grazie mamma!

La mia mamma con Memole appena nata. Per conoscerla ha guidato un pulmino dall'Italia alla Spagna.


martedì 15 aprile 2014

Quanto manca?


A scuola:

Henry, 3 anni:
Tra quanti anni nascerá il tuo bambino?
Anni?? Eh vabbé che sono un elefante, ma una gravidanza di 22 mesi proprio no. Eh.

Misa, 5 anni. Domanda quotidiana:
Is the baby still in your tummy?
Eh vabbé che sono un elefante, ma una volta svuotata spero si noti. Un pochino.

Trenna, 5 anni. Mi vede entrare in classe:
I can't believe you are still here!
(Me neither...).


Sono esausta e...enorme. Mi bilancio e sbilancio tra quella linea sottile che ti fa pensare allo stesso tempo "voglio partorire ADESSO" e..."no ti prego NON sono pronta".

Intanto Domenica scorsa delle care amiche mi hanno organizzato un baby shower. È la prima volta che ne ricevo uno. Ho sentito tanto affetto intorno e mi ha scaldato il cuore. Domani è luna piena. PANICO.





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