
Paradossalmente (e purtroppo), qui -come immagino in molti posti- la prima preoccupazione che attanaglia un neo-genitore quando scopre che lo è diventato è: che faccio quando torno al lavoro?Io, non esagero, non ho dormito varie notti per questo motivo. E la cosa più paradossale è che, se ti viene l’idea di iscrivere il bebè al nido, devi prendere una decisione al terzo mese DI GRAVIDANZA.
Cose che quando ti presenti per fermare il posto ti chiedono se è maschio o femmina e NONLOSAI.
Cioè, nemmeno ti immagini tuo figlio/a e già ti trovi a cercare una soluzione che pensi possa andargli bene...
Poi scopri cose incredibili (non parlo dell’Italia).
- che se il pargolo/a non nasce prima di maggio non è ammesso al nido pubblico (ma che bisogna fare i calcoli prima di fare il figlio???),
- che il nido privato...vabbè, quello si immaginava, costa tanto;
- che se il pargolo/a entra dopo l’inizio dell’anno scolastico devi pagare il posto (con tariffa minima) da settembre, anche se non va fino alla prossima primavera;
- che dei semplicisssssssssssimi pure di verdura quotidiani (1 volta al giorno) ti costano un numero che finisce in –anta (verso l’alto) euro in più al mese. (Per questo speri e supplichi la pediatra di iniziare lo svezzamento il più tardi possibile).
Le opzioni che mi se presentavano erano 3: 1. asilo (privato), 2. case amiche (una specie di nido familiare), 3. una persona in casa.
Opzione 2 scartata perchè non ci piaceva la casa disponibile e tutto sommato nemmeno la persona (oltre che opzione carisssima: si paga ad ore). Opzione 3 scartata perchè troppo cara e poi....vatti a fidare di qualcuno (e di chi???). Si sentono in giro storie di bambini lasciati un pò a se stessi ma anche racconti di ordinaria quotidianità, tra tutti che ti lasciano appiedata senza preavviso (magari pure rubandoti in casa). Per alcuni giorni. O per sempre.
Insomma, alla fine abbiamo optato per l’asilo, mezza giornata. LoSO. E’ uno di quei temi che ti fanno sentire una madre snaturata. Ti senti giudicata e qui non hanno problemi a sbatterti in faccia un:
così piccola già all’asilo??? Poverina! Arrivi a immaginarti la figlia ormai cresciuta che ti rinfaccia di averla lasciata sola a 5 mesi quando puzzava ancora di latte (e vomitini più che altro). Mai avrei pensato di mandare i MIEI figli al nido.
Eppure....eppure.....a posteriori vedo che nel MIO caso e con NOSTRA figlia è stata una decisione AZZECATISSIMA. Ammalata? Quasi niente (voglio credere FATEMI CREDERE che sia stato per l’allattamento fino agli 11 mesi), Incidenti? Qualche graffio. Pianti al lasciarla? MAI (anzi, quando entra in quel SUO mondo io non esisto più a tal punto che nemmeno mi saluta!).
E un sospiro di sollievo mi sorge quando le mie coetanee di pancia (della pancia di allora intendo) raccontano di baby sitter fallite, di continui cambi di persone, angosce o di adattamenti al nido terrrrrrrrribili fatti dopo l’anno l’età.
Per essere VERAMENTE sincera: per quanto abbia avuto sempre la sensazione che Memole si sia da subito trovata benissimo all’asilo, credo che quest’ambiente abbia iniziato ad essere adatto a lei dal nono mese in poi. Prima era un essercisenzaesserci, un guardare quello che succede, un passare il tempo. Adesso no. La si vede raggiante. Si butta subito tra le braccia della sua maestra e adora essere circondata dai bambini. Tra l'altro lì ha a disposizione un ampio spazio di gioco in un ambiente accogliente dove non si è obbligati a dirle
no continuamente o ad avere mille occhi per controllare che la casa non sia un pericolo. E poi -cosa non da poco- SI STANCA. Arriva a casa e fa una siesta di due ore, poi alle 20.45 di nuovo a letto fino alla mattina successiva alle 8. Il paradiso!
Alla fine...ho dovuto ricredermi: benedetto asilo! Se l’isituzione è bella, pulita, le educatrici sono competenti e i bambini non troppi, vedo solo benefici. Anche se, ripeto, non penso che i bambini abbiano bisogno di essere “scolarizzati” fin da così piccoli.
Ad ognuno la propria soluzione!