"Allora com'è essere mamma?"
E' molto peggio di quello che pensassi. Ma anche molto meglio.
Mi spiego. Dalla gravidanza in poi quella "lieve schizofrenia" -verso cui noi donne abbiamo una speciale propensione- si accentua esponenzialmente per poi scemare di pari passo con la crescita del bebè e ritornare (o quasi) a ritrovare l'unità di sè stesse più "piene" e mature.
E' così nella gravidanza. La paura del vuoto, dell'incertezza, del "mai più", della "scelta del non ritorno", del "forse non ce la faccio", del "cosa sarà del mio lavoro" fino al "chissà se tornerò mai alla mia taglia" o "qualcuno mi tiri fuori il pargolo perchè non ne posso più del pancione"...
ma anche lo stupore e la meraviglia di fronte ad una vita che senti vivere dentro di te, l'imparare a commuoversi davvero, il non sentirsi sole, il sentirsi indispensabile, il vedersi -tutto sommato- bella con la pancia (tenera più che altro), il desiderio di conoscere quella vita che ha abitato dentro di te ma allo stesso tempo voler contemplare ancora un pò il mistero, l'immaginazione...
ma scopri anche la meraviglia di fronte a questa vita così minuscola e così perfetta che ti fa sentire indispensabile, capace di amare senza chiedere un ritorno immediato, testimone di una storia che è iniziata dentro te e cresce davanti ai tuoi occhi ogni giorno. La novità di sentirti mamma oltre che moglie e di riscoprire l'amore coniugale sotto un'altra luce. Scopri che quella creatura assomiglia a noi due e che le difficoltà che sembrano dividere alla fine uniscono in maniera più salda perchè impari che hai un solo cuore. Ma molte maniere di amare. E l'amore verso tuo marito si riflette sull'amore per il figlio. E viceversa.
E proprio nel momento in cui devi tornare al lavoro le contraddizioni si mescolano perchè quando cominci a stare bene con tuo figlio la separazione si fa quasi straziante...
ma poi scopri che il lavoro ti aiuta a stare meglio con tuo figlio perchè impari a stare bene con te stessa, a riconquistare i tuoi spazi e sentirti un'altra volta donna, moglie, mamma. Ed impari anche a dare volume (nel senso di suono ma anche di spessore) ai momenti in cui puoi stare in famiglia.
La maternità è un continuo "perdersi" e ritrovarsi. Però più completi. Ed alla fine questo processo di auto-incontro è anche un dono per gli altri. Perchè impari ad essere dono.
Questo post partecipa a blogstorming
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Maggie grazie per questo bellissimo post. Utilizzi le parole in un modo semplice, ma toccante, molto vicino al mio sentire. Grazie per l'emozione che mi hai regalato leggendoti e che mi fa andare a letto stasera, un po' più consapevole di ciò che sono e sono diventata (con la maternità intendo).
RispondiEliminache bello questo post pieno di sentimento. Mi hai commosso, fatto riflettere e mi hai fatto sentire meno sola nell'universo della maternità. Grazie Maggie è bello connetteri al computer sempre con la speranza che hai scritto perchè mi ritrovo molto in quello che dici.
RispondiEliminaDolce notte
A.
Grazie mille per questo post.
RispondiEliminaIo sono ancora nella fase del primo paragrafo, ma da quanto ho letto dopo, c'è da sperare che i momenti di sconforto siano in netta minoranza in confronto a quello che mi aspetta dopo!
Grazie infinite,
Manu
Bel post, davvero!
RispondiEliminaE'proprio un mix di emozioni la vita!!(A volte anche contrastanti!)=)
RispondiEliminaBellisimo post! Hai colto nel segno.
RispondiElimina:-)))
mammasidiventa.ilcannocchiale.it
...mi fa piacere che le sensazioni siano condivise: ci si sente meno sole...
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