sabato 20 febbraio 2010

Papà


Sono passati 11 anni da quel 19 Febbraio 1999. Quando dal Cielo hanno chiamato il nostra papà. Era il primo venerdì di Quaresima, proprio come ieri. Io avevo quasi 17 anni, il più piccolo di noi 4, lui 48. 
Ho un vivo ricordo dell'ultima volta che ci siamo salutati, due giorni prima della sua morte. Io andavo a passare un fine settimana in montagna per "riprendermi" da un momento che era stato molto difficile per tutta la famiglia dovuto alla sua malattia. Lui era lì, sulla sua poltrona, con in mano la spremuta d'arancia che gli avevo preparato, una delle poche cose che riusciva a mandare giù con piacere durante i trattamenti di chemioterapia. Poche parole, chiedermi del mio raffreddore e la sua solita frase, quella che sorridendo mi diceva fin da quando ero piccola: "Mi raccomando, fai la brava!".

Questa è l'ultima immagine di lui. La notizia ricevuta al telefono mi ha fatto piombare in un amaro e inconsolabile pianto, un sentimento molto vicino alla disperazione, la sensazione del mai più. Avrei potuto cercarlo in tutta la terra per tutta la vita, ma non l'avrei trovato, non avrei più sentito la sua voce, il suo profumo, il suo abbraccio.
Questo vortice però si è trasformato, al mio arrivo a casa, in un qualcosa che mi ha fatto sentire avvolta, protetta. Come un abbraccio che da quel momento non mi ha mai abbandonata.

Mi manca? Sì. E no. Non mi manca nel senso di qualcuno di cui sei privato perchè non mi sono mai "sentita privata di lui". Ed ho avuto la fortuna di aver potuto ricevere tantissimo (essendo una delle più grandi) . Tutto ciò che un padre possa dare a sua figlia per intraprendere il suo cammino e portarlo avanti a testa alta. E' assieme a lui che ho visto chiaramente la mia strada.

Mi manca condividere. Soprattutto le gioie. Penso che mi sarebbe piaciuto che fosse lì il giorno in cui ho discusso la tesi, penso a come si sarebbe trovato bene con mio marito, che non ha mai conosciuto. Penso che avrei voluto che mi accompagnasse all'altare. Che prendesse tra le sue grandi mani mia figlia.  E molte volte avrei voluto rifugiarmi nel suo abbraccio.

Quando una persona se ne va in realtà non scompare del tutto subito. La prima cosa che se ne va  sono i rumori tipici. La chiave nella toppa, i suoi passi con le scarpe o con le pantofole, il suo canticcchiare canzonette allegre....poi il suo odore. Ricordo il profumo del dopobarba. E pian piano ti accorgi che l'album delle foto va avanti senza lui, che il "pulmino" non è più quello che lui ha scelto, che anche la casa è cambiata e di lui sembrano rimanere solo tracce.

Però poi ti rendi conto che la strada che hai preso è proprio quella di cui avevate parlato assieme, che le cose più importanti della vita le hai imparate da lui (da loro anzi, i miei genitori), che se adesso sei felice è perchè hanno saputo indicarti la strada. 
Prima non lo capivi. Adesso sì.

E se tanto mi ha dato quaggiù, come non occuparsi di me -di noi tutti- da Lassù? So che c'era il giorno della mia tesi. E se non ha potuto conoscere direttamente mio marito so che è stato lui a far incrociare i nostri cammini ed a accompagnarmi all'altare. Anche solo simbolicamente, mediante tutto quello che mi ha insegnato con l'esempio. 
Io lo sento ancora il suo abbraccio...

7 commenti:

  1. all' "album delle foto va avanti senza di lui" i miei occhi si sono riempiti di lacrime. E' un post bellissimo... non ho parole. Tuo padre è orgoglioso di te e sicuramente guarda e segue il tuo cammino tutti i giorni. Continua così. un abbraccio forte

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  2. son qui sul divano che leggo queste tue righe con le lacrime agli occhi, per fortuna le mie 3 bimbe sono concentrate sul DVD dei Puffi e non si accorgono di nulla.
    Parole bellissime le tue, credo anche io che le persone a noi care in realtà non se ne vadamo mai ma siano sempre accanto a noi, forse anche più di prima.
    Ciao
    Luca

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  3. E' un bellissimo post questo. Mi ha commossa tanto come figlia e ancora di più come mamma.
    Nelle tue parole c'è il senso dell'esistenza di un genitore.
    Ti abbraccio

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  4. Maggie, come al solito sei riuscita a fare piangere in ufficio la zia...
    A me manca tantissimo...e ora, la mia speranza più profonda è di poter di nuovo ritrovarci TUTTI insieme "Lassù"!
    Un abbraccio forte!

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  5. ...non volevo causare una valle di lacrime...
    pero grazie per esservi commossi assieme a me!

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  6. "i rumori tipici", la ritengo una bel modo di sottolineare come il tempo pian piano ci porti via quello che viviamo quotidianamente e ci sembra scontato.
    I ricordi, la memoria, quello che la nostra testa insieme al cuore riescono a fare sono bellissimi, ogni giorno c'è una scena nuova che mi rimbalza in testa, scene e situazioni vissute insieme e questo è il mio modo per tenere vivo dnetro di me mio papà.

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