martedì 18 maggio 2010

Dear Frankie: costruire un padre che non c'è






É difficile trovare film che parlino della figura del padre come Dear Frankie. Non mi riferisco ad una nuova uscita cinematografica (è del 2004) né del classico filmone votato al successo mondiale. Parlo di una storia narrata che nella sua semplice bellezza disarma. 

Lizzie, madre di un bambino sordomuto di 9 anni (Frankie), ha sempre avuto chiaro che per suo figlio fosse molto importante avere un'immagine paterna. Il padre però non ce l'ha. Lizzie fugge dal  suo ex marito perché violento. Però, per supplire questa assenza, decide di scrivere lettere false inviate da un padre immaginario, marinaio di un'importante imbarcazione, che viaggia per il mondo. Un giorno il piccolo Frankie legge sul giornale che l'imbarcazione del suo immaginario padre farà una sosta proprio lì, dove vivono Frankie e sua madre. Lizzie allora pensa ad un piano disperato: cercare uno sconosciuto che faccia le veci del padre. 
Più in là dell' happy end, il finale sorprende per un altro particolare che vi lascio scoprire. La storia fa capire come la presenza immaginaria del padre non sia importante solo per Frankie ma anche per Lizzie, che ha potuto costruire un'idea di unità familiare a lei negata nella realtà.

Il film entra nel dibattito sulla domanda se i bambini soffrono quando il padre non c'è. In mezzo a questa controversia, il film esamina i differenti ruoli che i padri presenti o assenti possono svolgere (o no) nella formazione e sviluppo dei propri figli. La produttrice offre un ritratto onesto di una famiglia che lotta, evidenziando la creatività e la capacità nel recuperare la figura del padre e promovendo la speranza di fronte alle avversità. In questo film non si appoggia né si nega l'idea di una struttura di famiglia ideale, piuttosto si evidenziano gli sforzi per salvare l'importanza delle relazioni familiari e le necessità di ognuno, per prendere il meglio di ogni giorno con quello che si ha.


11 commenti:

  1. Grazie della segnalazione Maggie, non conoscevo il film e l'argomento mi interessa molto. In certi momenti, anche se cerco di essere il più presente possibile, mi sembra di non fare mai abbastanza per la mia Scimmia. Un "ti voglio bene" però ripaga e conferma di ogni attenzione e sacrificio :-)
    Stasera vado alla ricerca del film, grazie mille!

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  2. Bè io sono l' esempio vivente di una figlia cresciuta senza il padre!Credo fermamente che un bambino debba crescere con entrambe le figure dei genitori, perchè crescere senza un padre, almeno per me, mi ha creato non pochi problemi nel relazionarmi con l' altro sesso.Sono stata un' adolescente con poca fiducia in me stessa e con scarsa capacità di decifrare il mondo maschile.Ora che sono mamma anch'io ho capito l' importanza di una famiglia"ideale" dove ognuno di noi due svolge un ruolo fondmentale per lo sviluppo emotivo e non solo del nostro Cucciolo!
    Proprio ieri ho scritto un post sul perdono che era indirizzato a mio padre solo che non riesco ancora ad essere diretta fino in fondo infatti è piu' un post filosofico che puramente personale!!

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  3. ciao Maggie lo vedrò sicuramente anche se mi devo ancora riprendere dalla "Prima cosa bella" fantastico....se ti capita vedilo e veramente commovente.Il padre è una figura fondamentale pultroppo difficilemente sostituibile ma se la vita impone di non averlo il lavoro e lungo e faticoso ma conosco persone "ben strutturate" comunque. Un abbraccioo e grazie per il suggerimento!!!!

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  4. Come sempre Maggie mi hai molto incuriosito...la zia cercherà di aggiornarsi e di cercarselo!;)
    Ma film sulle zie non ci sono??=)

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  5. Pongo questo quesito: è giusto da parte della madre alimentare questa speranza per il bimbo?
    Non so cosa voglia dire crescere senza un padre anche se ho avuto la mia perdita e non averlo più è una grossa ferita, da padre mi rendo conto che ritengo impossibile adesso vivere senza il mio bimbo: le lettere sono tutte sul blog e sono tutte per lui! Grazie per la segnalazione e crecherò di vederlo sicuramente.

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  6. @sergeppetto:penso che la sensazione di non fare mai abbastanza sia insita nell'essere genitore. E tutto sommato ]e anche quella che ci permette di migliorare sempre di piú nella capacità di amare.

    @anna e mammanonlosa: anche se penso che un padre sia indispensabile ed insostituibile, non vuol dire che chi non ce l'ha non abbia la possibilità di crescere, anzi, molte persone che non hanno il padre ne hanno cercato il significato nella propria vita, specialmente quando ci si costruisce la propria famiglia. E se qualcuno è mancato per qualsiasi motivo non significa che si abbiano meno possibilità per essere felici e costruire una famiglia unita.

    @petite prince: per ora film sulle zie non sono pervenuti....

    @ruben: molto bello il tuo quesito. ti invito a vedere il film dove si capisce che la madre é arrivata alla soluzione del padre immaginario a piccoli passi. quasi come non fosse stata una sua decisione ma una situazione che stava prendendo vita da sola.io penso che costruire un padre immaginario fino a scrivere lettere non sia giusto, però, se il padre non risponde alle necessità di un bambino (che sia presente o no) penso sia giusto provare a smussare gli angoli, presentare le cose positive, cercare di salvare nella struttura mentale del figlio un'immagine rassicurante. non si tratta di mentire ma di presentare le cose belle e di spiegare ciò che non funziona con parole semplici e senza rabbia o risentimenti. con il tempo e poco a poco si potrebbero integrare gli altri aspetti. ma con molto tatto.

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  7. io il papà non l'ho avuto...e a volte ci chiediamo con il padre delle mie bimbe, se sia peggio essere orfani o avere un pessimo padre (come ha avuto lui)...bè, io penso che sia meglio essere orfani. il film dev'essere dolcissimo, purtroppo a casa non ho internet e non ho modo di scaricarlo, è un vero peccato!
    comunque, nella vita reale, non credo che mentirei mai alle mie bimbe. non gli dico neanche esplicitamente che esiste babbo natale. ;)

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  8. Io non credo che sia meglio o poggio essere orfani o avere un cattivo padre...
    Essere orfani vuol dire aver sofferto molto ed essere cresciuti, il più delle volte, molto rapidamente...
    Avere un cattivo esempio di padre può voler dire altrettanta sofferenza...ma anche che una persona non è MAI "persa" per sempre...e che se si impara a voler bene OLTRE al male che può averti fatto...bè, anche questo vuol dire crescere ugualmente "bene" e con la cosapevolezza di che cosa non si vorrebbe diventare per i propri figli!

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  9. Trama davvero interessante, peccato che non passino queste cose nella televisione....

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  10. grazie, cercherò il film.
    A me ai tempi aveva molto commosso "Mrs Doubtfire", anche se è buttato sul ridere il come il babbo lottasse per restare accanto ai figli è commovente!
    Elena

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  11. @Elena: a me ha sempre fatto sbellicare dal ridere Mrs. Doubtfire. Però é vero che fa riflettere in maniera delicata e con il buon umore. Dear Frankie invece è un genere un pó più drammatico. Ma vale la pena vederlo!

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