martedì 23 febbraio 2010

18: una bebè maggiorenne

Memole ha compiuto i suoi 18 mesi. Per me è come se fosse diventata "maggiorenne" passando da bebè a bambina. La sua maturazione psicologica ha fatto un grande salto da quando ha iniziato a camminare. Imita tutto ciò che può imitare e lo ripete con minuziosità su Lalli, la sua bambolina: le da la pappa, la mette a nanna (a pancia in giù come la mettiamo noi e compresa carezza prima di addormentarsi), le soffia il nasino con il fazzoletto (e addirittura usa l'aspiratore nasale), le mette scarpe e calzini, le fa il bagnetto nel bidet (pretendendo di usare la spugnetta che usiamo per il suo bagnetto) fino a sorprendermi l'altro giorno quando, avendo trovato i miei dischetti per struccarmi, li ha utilizzati passandosoli sul viso come faccio io. Tutto questo di sua iniziativa (non le facciamo vedere sulla bambola come si fanno le cose!).

Capisce perfettamente le richiste che le facciamo come "prendi il pigiama che lo mettiamo" "saluta che vai a nanna" "prendi le scarpe" "tira su le braccia/le gambe che leviamo la maglia/i pantaloni" "mettiti seduta" "tirati su in piedi" "andiamo all'asilo" "fai caro" "dai un bacino" "soffiati il nasino" "vai a buttare il fazzoletto" "dammi il telefono" e molte molte altre cose.

I suoi giochi preferiti (oltre che la bambola): La telefonista. Prende il telefono di casa e lo nasconde Torna alla base del telefono e spinge il tasto del "cercatelefono" per farlo suonare. Risponde al telefono e comincia a chiaccherare passeggiando per tutta casa. (Ovviamente tutte le volte che ha la possibilità di parlare davvero non dice una parola...). Quando il telefono suona davvero corre come una pazza per andare a prenderlo e di corsa me lo porta perchè io possa rispondere.
La portiera. Aspetta che qualcuno entri o esca di casa solo per poter chiudere la porta. Il tutto accompagnato da saluti e baci mandati con la manina. Tutto questo lo fa con tanta dedizione e soddisfazione che sembra aver trovato la professione della sua vita.

Fino a quando non scopre di essere anche una signora delle pulizie ideale (professione già scoperta da tempo). Mi chiede un fazzoletto e comincia a sfregare dovunque e a raccogliere ogni microspico dettaglio che incotri sul suo cammino consegnandomelo meticolosamente. Quando spazzo prende la ruscarola e me la tiene ferma. Vorebbe anche poter usare la scopa, e di fatto ci prova, ma è più grande di lei!!

Le piace anche giocare alla traslocatrice. Prende oggetti ingombranti (per esempio scatoloni quasi vuoti dei pannolini) e li trasporta da una stanza all'altra. O piccoli pezzi dei suoi giochi portadoli in varie tappe in un'altra stanza. Penso che del camminare le piaccia il fatto di avere tutte e due le mani libere durante gli spostamenti.

Però ultimamente si sta dando alla lettura. La filosofa. Ruba di nascosto i miei libri e inizia a sfogliarli con interesse facendo finta di leggere. A volte addirittura la trovo sdraiata per terra a pancia in su tenendo il libro sospeso con aria interessata. La nonna le ha spedito degli album colorati con degli stikers. Impazzisce per gli adesivi!!

Memole riconosce da tempo, su se stessa e su gli altri, varie parti del corpo: le mani, i piedi, gli occhi, il naso, la lingua, l'ombelico. Le è ancora difficile segnalare con sicurezza la bocca, le orecchie e la testa. E poi le piace ballare e ascoltare canzoni infantili. Sta imparando non solo a seguire i gesti mimati ma a farlo coerentemente. 

Nel linguaggio è ancora un pò indietro. Dice correttamente mamma e papà ma in realtà non lo fa per chiamarci. Dice babau e ecclo per dire "eccolo" quando trova qualcosa. Chiacchera moltissimo ma nella sua incomprensibile lingua. Diciamo che non sta mai zitta. Adirittura canterella!

Ultimamente è molto affettuosa e se ti trova sul divano appoggia la testa sulle gambe e aspetta coccole. Poi se la prendi in braccio in questi momenti appoggia la testa sulla tua spalla godendosi le carezzine e i massaggini sulla schiena. A volte, un istante prima di essere messa a letto, ti da una delicata carezza...

Che dire? Auguri piccola donna!!

sabato 20 febbraio 2010

Papà


Sono passati 11 anni da quel 19 Febbraio 1999. Quando dal Cielo hanno chiamato il nostra papà. Era il primo venerdì di Quaresima, proprio come ieri. Io avevo quasi 17 anni, il più piccolo di noi 4, lui 48. 
Ho un vivo ricordo dell'ultima volta che ci siamo salutati, due giorni prima della sua morte. Io andavo a passare un fine settimana in montagna per "riprendermi" da un momento che era stato molto difficile per tutta la famiglia dovuto alla sua malattia. Lui era lì, sulla sua poltrona, con in mano la spremuta d'arancia che gli avevo preparato, una delle poche cose che riusciva a mandare giù con piacere durante i trattamenti di chemioterapia. Poche parole, chiedermi del mio raffreddore e la sua solita frase, quella che sorridendo mi diceva fin da quando ero piccola: "Mi raccomando, fai la brava!".

Questa è l'ultima immagine di lui. La notizia ricevuta al telefono mi ha fatto piombare in un amaro e inconsolabile pianto, un sentimento molto vicino alla disperazione, la sensazione del mai più. Avrei potuto cercarlo in tutta la terra per tutta la vita, ma non l'avrei trovato, non avrei più sentito la sua voce, il suo profumo, il suo abbraccio.
Questo vortice però si è trasformato, al mio arrivo a casa, in un qualcosa che mi ha fatto sentire avvolta, protetta. Come un abbraccio che da quel momento non mi ha mai abbandonata.

Mi manca? Sì. E no. Non mi manca nel senso di qualcuno di cui sei privato perchè non mi sono mai "sentita privata di lui". Ed ho avuto la fortuna di aver potuto ricevere tantissimo (essendo una delle più grandi) . Tutto ciò che un padre possa dare a sua figlia per intraprendere il suo cammino e portarlo avanti a testa alta. E' assieme a lui che ho visto chiaramente la mia strada.

Mi manca condividere. Soprattutto le gioie. Penso che mi sarebbe piaciuto che fosse lì il giorno in cui ho discusso la tesi, penso a come si sarebbe trovato bene con mio marito, che non ha mai conosciuto. Penso che avrei voluto che mi accompagnasse all'altare. Che prendesse tra le sue grandi mani mia figlia.  E molte volte avrei voluto rifugiarmi nel suo abbraccio.

Quando una persona se ne va in realtà non scompare del tutto subito. La prima cosa che se ne va  sono i rumori tipici. La chiave nella toppa, i suoi passi con le scarpe o con le pantofole, il suo canticcchiare canzonette allegre....poi il suo odore. Ricordo il profumo del dopobarba. E pian piano ti accorgi che l'album delle foto va avanti senza lui, che il "pulmino" non è più quello che lui ha scelto, che anche la casa è cambiata e di lui sembrano rimanere solo tracce.

Però poi ti rendi conto che la strada che hai preso è proprio quella di cui avevate parlato assieme, che le cose più importanti della vita le hai imparate da lui (da loro anzi, i miei genitori), che se adesso sei felice è perchè hanno saputo indicarti la strada. 
Prima non lo capivi. Adesso sì.

E se tanto mi ha dato quaggiù, come non occuparsi di me -di noi tutti- da Lassù? So che c'era il giorno della mia tesi. E se non ha potuto conoscere direttamente mio marito so che è stato lui a far incrociare i nostri cammini ed a accompagnarmi all'altare. Anche solo simbolicamente, mediante tutto quello che mi ha insegnato con l'esempio. 
Io lo sento ancora il suo abbraccio...

martedì 16 febbraio 2010

Retroscena

Non ne ho parlato prima perchè non avevo voglia, però queste ultime settimane sono state un tantino "pesantucce". Prima si è ammalato mio marito. Una settimana a casa. Febbre e antibiotici.
Poi, proprio quando si è ripreso, e in perfetta coincidenza con una sua prova medica in cui gli hanno dovuto fare un'anestesia generale per la quale era necessaria la mia presenza, Memole si ammala.

All'inizio una febbriciattola. Tanto da giustificare l'assenza all'asilo. Ovviamente la sua baby sitter occasionale quella mattina non poteva. Quindi ecco, me la sono portata all'ospedale con la febbre. Mentre Mr. F. stava cercando di resuscitare dall'anestesia.
La sera 39.6 di febbre (rettale). Non si abbassa. Andiamo al pronto soccorso. Ci dicono che se dura un altro giorno dobbiamo iniziare con gli antibiotici. E iniziamo con gli antibiotici.
Sabato primo giorno sfebbrata.

Scena da final destinacion. Sotto ai miei occhi e in un microsecondo, prende una di quelle lucette del presepe piccoline ed appuntite (persa fra i meandri degli armadi). Per cause sconosciute cade di sedere e si pianta il dietro della lampadina in fronte. Noto praticamente un buco sanguinante.
E un'altra volta al pronto soccorso. Le infermiere ci guardano sconcertate (ancora???). Morale: si è salvata dai punti, hanno deciso di "riaggiustarla" con delle striscette di cerotto.
Tutto questo con una festa di addio ad un'amica da organizzare per sabato, un battesimo domenica e le lezioni all'Università con i temi più difficile da spiegare. Bè, questa settimana le cose sembrano andare un pò meglio. Ho bisgono di un pò di salute intorno a me. Ma forse chiedo troppo...

venerdì 12 febbraio 2010

Ciò che non si osa chiedere: i motori di ricerca

Approfittando l'idea di Sara, ho deciso di pubblicare le parole (o meglio: intere frasi) che le persone digitano sulla pagina trovando tra le opzioni alcuni contenuti dei miei post. Si scopre che le persone, lungi dal capire il concetto di "parola chiave", dialogano con i motori di ricerca (sintomatico di una società nella quale chi ti ascolta davvero è...GOOGLE). Per fare ciò mi affido ai due contatori che ho: google analytics e histats. Confesso che leggere questa sezione si è convertito in uno dei momenti più divertente della giornata.

Eccovi la top ten (e vi assicuro che le frasi sono riprese testuali, copiate e incollate):

1. La ricerca più misteriosa: a salute "prima cosa" troisi. Qualcuno mi saprebbe spiegare cosa diamine stesse cercando questa persona?
2. Anche da me sono arrivate le persone che scambiano google (o il mio blog) per un traduttore istantaneo: come si dice arrossato in spagnolo: si dice enrojecido, ma se hai altri problemi con le traduzioni esiste una bellissima opzione del tuo amato google che ti può venire incontro. Si chiama strumenti per le lingue e la trovi qui;
3. Il secondo mistero: herpes guancia immagini. Ma esistono gli herpes sulla guancia?? Non lo sapevo;
4. Ecco un esempio di chi considera google come l'amico con cui parlare e capace di risolvere i problemi. Questa la richiesta:  trova un asilo che cerca un educatrice a milano subito. Se la tua ricerca ha avuto effetti positivi per favore raccontami come hai fatto;
6. Apriamo l'angolo delle sezioni. Primo: sezione dell'allattamento (tra le mille richieste se ne elencano solo alcune). Quando si inizia ad allattare: dunque, il problema non è quando inizi ad allattare. Piuttosto è quando finisci. Su questo punto ho addirittura dedicato una parte di un mio post. Se, come è probabile, volessi sapere quando si inizia nel senso della prima volta, la risposta è quanto prima subito dopo il parto. Allattamento zafferano: ecco lettrice (lettore??) misteriosa, credo che stessi cercando di chiedere a google se lo zafferano facesse male al bambino passando attraverso il latte della mamma. Che io sappia no. Però i gusti forti di cose che si mangiano vengono sentiti anche dal pargolo. E potrebbero non essere graditi. Cosa mangiare per allattare al seno: vorresti sapere cosa mangiare per aumentare la produzione di latte? brodo di gallina e lievito di birra (in compresse). O vuoi sapere se puoi mangiare tutto? In teoria sì, tranne cibi molto saporiti (vedi sopra) e piccanti, pena ritrovarti il sederino del pargolo in fiamme;
7. Sezione decalogo (ma quanto piacciono sti decaloghi?? e perchè devono essere sempre 10 i punti???) . Tra questi: decalogo buona famiglia (???), decalogo della brava zia (per questo punto si può consultare mia sorella, una delle zie migliori del mondo!), decalogo della buona moglie (sa un pò di maschilismo, no?), decalogo dal figlio al padre (ma cos'è, una specie di tradizione tramandata però al contrario??), decalogo del buon genitore a scuola (sarebbe a dire?? come si deve comportare un buon genitore a scuola?? Immagino che a scuola i genitori non vadano più...) decalogo di un buon figlio (ecco, cara persona che cerchi questo decalogo, non serve trovare 10 ragioni per essere un buon figlio, basta una parola: obbedisci!! vedrai che gli effetti saranno sorprendenti);
8. Sezione baby sitter: cosa deve fare una baby sitter. Bè, sostanzialmente controllare che i pargoli non si ammazzino. Poi ecco, giocare con loro. Ma se vuoi proprio mantenere il posto di lavoro la regola è una: fai trovare la casa a posto al ritorno dei genitori. Se poi i marmocchi sono anche già lavati, impigiamati  e mangiati il posto è assicurato a tempo indeterminato. La baby sitter deve fare regali? Ecco, qui siamo già ad un altro livelo. Se vuoi proprio fare regali, sai, quelli sono sempre bene accetti;
9. Ma la sezione più spassosa è senza dubbio quella delle supposte: qualcuno forse si aspetta di trovare pubblicato su internet le proprie scene familiari: amore mettiamo la supposta no papà,  poi c'è chi immagina storielle sulle supposte dato che la sua ricerca si materializza con queste frasi: mettere la supposta esperienze o racconto supposta. C'è anche chi ha digitato ora metti la supposta e qualcuno ha ben pensato di rispondergli, con una confessione a Google: non metto supposte (mi chiedo davvero cosa cerchi la gente con queste frasi...). Poi qualcuno cerca la famosissima supposta di mamma, e forse, non trovando risultati nella sua ricerca, ci prova con fare supposte in casa.

E non arrivo a 10 perchè ho deciso che mi sono stufata dei decaloghi.

Ed allora, per la gioia di una grande percentuale di lettori, descrivo brevemente come si mette una supposta ad un bambino, tanto perchè non rimaniate delusi quando approdate su questo blog.
La posizione (se è piccolo) è a pancia in su. Gli si tiene le gambine rannicchiate e per rendere la cosa più "gradevole" potreste mettervi nel dito un pò di crema (attenzione alle unghie lunghe). Poi si infila la supposta (io lo faccio con il dito indice) andando un pò dentro ma non troppo. A supposta infilata gli si stringono le natiche per qualche secondo. Quando i bambini sono un pò più grandicelli le operazioni sono le stesse, però la posizione è quella fetale (a lato per intenderci).Contenti???

Se qualche blogger vuole fare questo "giochino" sarebbe divertente vedere quello che esce fuori :)

martedì 9 febbraio 2010

Maternità e contraddizioni

"Allora com'è essere mamma?" 
E' molto peggio di quello che pensassi. Ma anche molto meglio.

Mi spiego. Dalla gravidanza in poi quella "lieve schizofrenia" -verso cui noi donne abbiamo una speciale propensione- si accentua esponenzialmente per poi scemare di pari passo con la crescita del bebè e ritornare (o quasi) a ritrovare l'unità di sè stesse più "piene" e mature.

E' così nella gravidanza. La paura del vuoto, dell'incertezza, del "mai più", della "scelta del non ritorno",  del "forse non ce la faccio", del "cosa sarà del mio lavoro" fino al "chissà se tornerò mai alla mia taglia" o "qualcuno mi tiri fuori il pargolo perchè non ne posso più del pancione"...

ma anche lo stupore e la meraviglia di fronte ad una vita che senti vivere dentro di te, l'imparare a commuoversi davvero, il non sentirsi sole, il sentirsi indispensabile, il vedersi -tutto sommato- bella con la pancia (tenera più che altro), il desiderio di conoscere quella vita che ha abitato dentro di te ma allo stesso tempo voler contemplare ancora un pò il mistero, l'immaginazione...

Le contraddizioni si estremizzano nel momento della nascita e dei primi mesi di vita. Da una parte è inimaginnabile pensare a quanta stanchezza si possa arrivare ad accumulare; alla sensazione di perdere la proprietà sul proprio corpo che vedi deforme e in continua trasformazione. Ma anche sentire di non possedere più la tua vita perchè dettata dai ritmi incessati di questa piccola quanto esigente creatura. E poi il senso di inadeguatezza; le mille difficoltà per allattare; gli inutili tentativi per cercare di capire le misteriose richieste di tuo figlio e volerlo conoscere e comprendere davvero ma non sapere da che parte cominciare. Realizzi di esserti immaginata l'arrivo del figlio come il pezzo "chiave" della completezza della vita  di coppia, ma scopri che nulla può distanziare di più che il disaccordo su un figlio, o la stanchezza, o l'impossibilità di ritagliarsi un'oasi pacifica in due...

ma scopri anche la meraviglia di fronte a questa vita così minuscola e così perfetta che ti fa sentire indispensabile, capace di amare senza chiedere un ritorno immediato, testimone di una storia che è iniziata dentro te e cresce davanti ai tuoi occhi ogni giorno. La novità di sentirti mamma oltre che moglie e di riscoprire l'amore coniugale sotto un'altra luce. Scopri che quella creatura assomiglia a noi due e che le difficoltà che sembrano dividere alla fine uniscono in maniera più salda perchè impari che hai un solo cuore. Ma molte maniere di amare. E l'amore verso tuo marito si riflette sull'amore per il figlio. E viceversa.

E proprio nel momento in cui devi tornare al lavoro le contraddizioni si mescolano perchè quando cominci a stare bene con tuo figlio la separazione si fa quasi straziante...

ma poi scopri che il lavoro ti aiuta a stare meglio con tuo figlio perchè impari a stare bene con te stessa, a riconquistare i tuoi spazi e sentirti un'altra volta donna, moglie, mamma. Ed impari anche a dare volume (nel senso di suono ma anche di spessore) ai momenti in cui puoi stare in famiglia.

La maternità è un continuo "perdersi" e ritrovarsi. Però più completi. Ed alla fine questo processo di auto-incontro è anche un dono per gli altri. Perchè impari ad essere dono.

Questo post partecipa a blogstorming

venerdì 5 febbraio 2010

Shopping e gratificazioni

Approfittando di un giorno di festa dell'Università sono stata a fare shopping per vedere se potevo "accalappiare" qualcosa approfittando degli ultimi saldi stagionali.
In una vetrina vedo un vestitino allegro che mi conquista all'istante. Decido di entrare.
La commessa:
- Guarda che è rimasta solo la taglia S. Sono venute molte di persone a provarlo ma proprio non entra. Anch'io che sono magra non sono riuscita a metterlo. Ma se proprio vuoi provare... -dice squadrandomi con fare scettico- fai pure (gli spagnoli sono conosciuti per non avere nessun pelo sulla lingua...).
Taglia ESSE. Durante molto tempo questa taglia è stata la taglia esssssssssè (figurati se mi sta!!) per poi passare ad essere la taglia e se?? (mi stesse bene??).
Bè, -penso- tutto sommato non mi costa niente provare. E poi negli ultimi anni sono stata abbastanza umiliata sotto questo punto di vista, fino ad essere diventata quasi -ma solo quasi- insensibile.
Lo provo. Perfetto, meraviglioso, una sensazione non provata da tempo. Taglia Eh sì!
La commessa:

- Ah, ma sei proprio magra!!

Io??? Magra??? Sul serio???? Ma dice a me???
Il vestito per essere in saldo era un pò caruccio, ma come potevo lasciarlo lì??? Niente, non ho resisitito.
La sera Mr. F.
- Ma non potrai ingrassare nemmeno un pò... Ti durerà pochissimo...

Grazie, Tesoro, per la fiducia. Proprio quando la mia autostima stava risalendo....sgrunt!

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