mercoledì 30 giugno 2010

Luna di miele. Dolci ricordi...

Quest'aria di vacanza mi fa pensare al viaggio più bello che ricordo. Il nostro viaggio di nozze. Tra i preparativi del matrimonio a volte l'organizzazione del viaggio rimane una parte marginale rischiando di diventare una cosa da fare tra tante. 
Noi abbiamo iniziato a pensare in grande. Come tutti, credo. Pensavamo di andare in un posto dove non saremmo mai più potuti tornare (gli orizzonti quindi erano ben ampli...). Le classiche agenzie di viaggio ci proponevano i soliti pacchetti: Stati Uniti (New York, San Francisco, Las Vegas) e Mauritius o Riviera Maya, tour in Canada o isole tropicali. Le proposte erano allettanti (come non potevano esserlo...), però non ci soddisfacevano fino in fondo. Ricordo che una sera, seduti in macchina, ci siamo detti: ma cosa vogliamo dal viaggio di nozze? e abbiamo tirato fuori: clima gradevole (in Ottobre), spiagge vergini, autonomia negli spostamenti, riposo e tranquillità in un posto non affollato, alloggio non in un hotel ma in mini appartamenti chic, viaggio non troppo lungo (vivere da espatriati ci costringe già a viaggi frequenti e le valigie stressano), 13 giorni a disposizione e destinazioni che potessero includere una parte culturale.

Allora abbiamo tirato fuori la cartina dell'Europa e...perché non andare alle Canarie?? Qui in Spagna non è in, è quasi come dire in Italia vado in Sardegna per il viaggio di nozze (a me non dispiacerebbe, eh!), però alla fine soddisfaceva tutte le nostre richieste! Poi avremmo aggiunto la parte culturale passando alcuni giorni a Siviglia. Devo ammettere che é stato un pò difficile abbandonare l'idea del classico viaggio di nozze esotico ma il risultato è stato magnifico! Abbiamo trovato dei voli low cost e ci siamo organizzati il viaggio autonomamente cercando tutto su internet. Alle Canarie abbiamo affittato una macchina e abbiamo girato interamente le isole di Tenerife e Fuerteventura (sono piccole). Tenerife é molto varia dal punto di vista naturale, trovi dal mare alla montagna (il Teide, scenario di Guerre Stellari per la cronaca), paesaggi verdi o brulli. 

(in questa foto: l'appartamento di Tenerife)




(in questa foto: vista dalla finestra dell'appartamento)

Fuerteventura è un'isola ancora incontaminata. Offre molte ed immense spiagge vergini, acqua cristallina, paesaggi desertici, clima ideale. Siamo stati in appartamenti molto chic. Facevamo colazione a "casa", pranzo a panini in spiaggia e cena nei posti tipici. Alle Canarie tutto é molto economico a partire dalla benzina. L'Iva è molto bassa e si nota. Si mangia benissimo, i cibi tipici sono, oltre il pesce, le caprette arrosto e l'avocado.







(in questa foto l'appartamento di Fuerteventura)

Sevilla... che dire, é magnifica. Visitarla ad Ottobre é l'ideale (in estate si schiatta di caldo). Oltre ad aver fatto turismo culturale siamo stati al museo del flamenco e abbiamo partecipato ad uno spettacolo dal vivo. Non posso spiegarvi l'emozione di assistere a questi balli potendo quasi toccare come li vivono loro, la passione che ci mettono, la storia che c'è dietro.





Però, l'emozione più grande è stata quella di essere assieme a mio marito, il nostro primo viaggio soli insieme, la bellezza e la novità di svegliarsi accanto, guardarsi le mani e vedere lo stesso anello e pensare che era strano ma meraviglioso...passare cosí tanto tempo assieme e poterci dedicare solo a noi stessi.


Sogniamo di tornare un giorno. Noi due soli. 
Però sappiamo che non sarà più come prima. Penseremmo alla nostra lei, a come sta e cosa sta facendo, a come le sarebbe piaciuto quella o quell'atra cosa chiedendoci se si sia accorta della nostra assenza... I viaggi che immaginiamo oggi sono a sua misura. Però che bello pensare alle cose che possiamo farle scoprire, immaginare e assistere alla sua faccia stupita, vederla ridere ed essere felice assieme a noi...

E voi? Qual'è il viaggio romantico più bello che ricordate?

lunedì 21 giugno 2010

Senza ciuccio (si puó)

Ai corsi pre-parto, nella lezione dedicata all'allattamento, una delle cose che ti dicono é che il ciuccio può confondere il neonato siccome la maniera di suzionare il seno rispetto al ciuccio é diversa, piú difficile. L'uso del ciuccio potrebbe influire negativamente sull'allattamento, abituando a posizioni scorrette (che poi sono le principali responsabili delle ragadi) e ad una suzione debole, che non stimola la produzione di latte. Per questo consigliano di fare un limitato uso del ciuccio, salvo poi dotare fin dalle prime ore di vita il poppante del magico oggetto di silicone.

Siccome mi ero intestardita nel voler raggiungere un allattamento esclusivo e tecnicamente "impeccabile", non ho mai insistito sull'uso del ciuccio, dato che Memole, come tutti i neonati, non é che avesse una grande predilezione per l'oggetto, probabilmente più per l'incapacità a mantenerlo in bocca che per una vera e propria presa di posizione. D'altra parte nemmeno io ho preso una netta posizione di rifiuto, ed alcune volte ho provato, senza successo, a ingannare la bocca affamata con il geniale tappo. Devo ammettere che i primi mesi ho un pó sentito la mancanza del potere dissuasivo del ciuccio, specialmente in prossimità delle ore dei suoi pasti quando per lei non c'era modo di calmarsi se non quello di ricevere il dovuto alimento. 

Peró, più avanti, ho trovato molti vantaggi al no ciuccio: una dipendenza (sia per il bambino che per i genitori) in meno che evita il dilemma di come e quando togliere il ciuccio, risvegli notturni non dettati dalla semplice perdita del ciuccio (quindi minori), una maggiore igiene (penso che il ciuccio sia l'oggetto infantile che più raccolga la sporcizia), probabilmente -ma questo lo potranno dire solo gli esperti- un palato non deformato dall'uso del ciuccio, la bellezza di poter vedere sempre il suo viso intero (soprattutto i suoi sorrisi) e di sentirla pronunciare parole senza avere un impedimento in bocca.

Ovviamente esistono pro e contro al non uso del ciuccio.
Tra gli aspetti negativi una delle controindicazioni é quella sopra descritta dovuta al non aver un palliativo che possa calmare quando la fame si fa sentire, ma solo durante i primi mesi. Potrei aggiungere tra le controindicazioni, ma solo per chi porta avanti un allattamento esclusivo, la non abitudine alle tettarelle e il possibile rifiuto del biberon quando sia il momento (ma questa é un'altra storia). Per il resto Memole non si è mai ciucciata il dito (al contrario delle teorie terroriste che mi prospettavano: il ciuccio si può togliere, il dito no!!), ha sempre dormito  da sola e senza bisogno di nulla.

Avete avuto esperienze simili alla mia? Come vi é andata?

P.S. Fate anche voi parte della generazione dei ciucciotti (si chiamavano cosí??)?? io ci andavo matta!!! li avevo dovunque: orecchini, braccialetti, collane, una vera e propria malattia!!

mercoledì 16 giugno 2010

Vivere in Spagna: la nostra città

Io e la mia piccola famiglia viviamo a Pamplona, una città del nord della Spagna, da ormai cinque anni. Pamplona è una città famosa per l'encierro che si svolge durante la festa di San Fermin (6-14 Luglio). Si tratta di una tradizione che consiste nel far correre i tori lungo un percorso chiuso dalla "stalla" all'arena della plaza de toros attraverso il centro della città per poi finire con una corrida. In questo percorso varie persone (pazze) chiamati mozos, corrono con i tori. Pamplona, città generalmente moooooolto tranquilla, si trasforma completamente. Tutta Pamplona si veste di bianco e rosso. La gente durante questi giorni impazzisce, si beve molto, si dorme per strada, si pagano prezzi folli per avere un balcone con vista sull'encierro, succedono molto spesso cose spiacevoli e non parlo solo dei feriti e dei morti provocati dall'encierro ma anche di incidenti mortali dati dall'ubriachezza, violenze e pochi anni fa addirittura un omicidio. A parte quest'aspetto negativo la Pamplona di giorno durante le feste è tutta un'altra cosa. Propone un ampio e dettagliato programma quotidiano che comprende dagli spettacoli per bambini a vari spettacoli di bande folkloristiche, mercatini e bancarelle invitanti, luna park e circo e tutte le sere fuochi artificiali.




Pamplona durante il resto dell'anno è a misura di famiglie con figli piccoli. È una città che offre ampissimi spazi verdi in ogni angolo dotati di zona giochi per bambini meticolosamente attrezzata. Gli autobus sono dotati di uno spazio solo per passeggini ed è difficile capitare di salire su un autobus molto affollato. A Pamplona la delinquenza è praticamente a zero. Si può andare al mercato con la borsa aperta, salire sui mezzi pubblici senza trattare i tuoi effetti personali come se fossero il tuo secondo figlio (o peggio siccome devi abbracciarli costantemente), non chiudere la porta di casa con 100 mandate prima di andare a letto (e dopo aver vissuto a Milano abbandonare queste abitudini è stata dura!). Non esiste teppismo, non si vedono edifici sfregiati, non trovi quasi per niente poveri per strada chiedendo elemosina. Ecco, l'unico neo è che penso esista un lauto mercato nero delle biciclette perché è molto facile che la tua bici sparisca in men che non si dica (a pezzi o intera). Si consiglia di andare in giro portandosi sempre il sellino dietro e di non lasciare mai la bici in strada la notte. Impossibile ritrovarla intera. Recentemente hanno fatto una lunghissima e piacevolissima pista ciclabile che percorre buona parte della città.






Pamplona fa anche parte della zona basca e quindi è a volte (non spesso) obiettivo del terroristi di ETA. L'anno scorso hanno piazzato una bomba proprio nell'Università dove lavoro in pieno giorno. Io per fortuna ero in maternità ma il posto dove l'hanno messa è un passaggio molto frequentato (spesso anche da me) e non credo di esagerare se dico che è successo un miracolo se nessuno si è ferito gravemente (o peggio). Dovuto a quest'aspetto, soprattutto nel nostro ambiente di lavoro, ci sono misure di sicurezza altissime ed è un pó sgradevole. In pratica devi sempre andare in giro con una tessera di riconoscimento che se ti dimentichi praticamente non sei nessuno e devi supplicare i tuoi più alti superiori per farti riconoscere e poter entrare.

A Pamplona vedi in ogni angolo giovani famiglie con a seguito dai 3 ai 5 figli di media. Ci sono molti asili (pieni) che funzionano perfettamente. È una città pulitissima. I parchi e le rispettive aree gioco sono sempre impeccabili. I lavori pubblici durano pochissimo e i risultati sono eccellenti e all'avanguardia. Le case Pamplonesi sono ampie e generalmente ben distribuite. Anche se ultimamente si sta introducendo purtroppo il modello di cucina americana e il soffocante monolocale, normalmente le case sono dotate di una sala e una cucina abbastanza spaziosa, terrazza, camere e bagni. Pamplona è la provincia di Navarra che è una delle comunità autonome più ricche della Spagna. Nonostante questo la crisi spagnola si sta facendo sentire parecchio e il costo della vita si sta alzando vertiginosamente mentre allo stesso tempo vari aiuti economici che venivano dati a favore della famiglia sono stati tolti.

Il tempo di Pamplona è l'aspetto più discusso. Uno dei detti più famosi è se non ti piace il tempo di Pamplona aspetta 5 minuti che cambia. Ed è proprio così. C'è molto vento e d'inverno fa parecchio freddo. Piove frequentemente anche d'estate (per questo è una regione verdissima) e le stagioni non sono mai definitive. Puoi trovarti in pieno agosto con la maglia di lana e a fine ottobre in maglietta (ma è più facile la prima opzione). Però è anche una città luminosa: d'estate il sole tramonta alle 22 ed è bello essere in giro a quest'ora e sentire che è ancora giorno. Geograficamente Pamplona è ben piazzata dato che è a 40 minuti dal mare (San Sebastian, una delle città più belle della Spagna) e a un'oretta dalla montagna. In un'ora e mezza si puó arrivare alla riviera Francese, di una bellezza indescrivibile: spiagge immense, libere, pulite. Oltretutto fanno delle crepes squisitissime in baretti tipici con terrazza sulla spiaggia a prezzi stracciati. Il camino de Santiago attraversa la città di Pamplona ed é bello vedere tutto l'anno i viandanti.





Gli spagnoli sono gente davvero accogliente e generalmente hanno molta simpatia verso gli italiani. Sono persone calde e calme. Hanno una mentalità tranquilla e non stressata. L'orario di lavoro nazionale è dalle 9 alle 14 e dalle 16 alle 19 (lasciano il tempo per la siesta!!). Qui si pranza tra le 14 e le 15.30 e si cena tra le 21 e le 22.30.  Ovviamente si va a letto abbastanza tardi.

Io amo questa città che ha visto nascere la mia famiglia...

martedì 8 giugno 2010

Tecnica del pezzo di legno: il contrattacco

Signori tutti, una grande notizia: esiste il contrattacco alla tecnica del pezzo di legno. 
Avvertenza: si può usare solo con passeggino reclinabile e non (purtroppo) su seggiolino auto.

Allora, quando l'amabile pargolo/a vi impedisce con tutte le sue forze di metterlo in posizione seduta le manovre da fare sono le seguenti:

1. Con la mano sinistra e un movimento lesto e discreto premete il pulsante per reclinare lo schienale del passeggino posizione orizzontale;
2. Prima che il/la dissidente si renda conto dell'accaduto con la mano destra prendete le cinture e legatele a velocità supersoniche.

A questo punto le reazioni possono essere due: 

1. rimanere in posizione sdraiata. Ottimo!
2. (ed é più probabile) sentendosi offesa/o dalla mossa a tradimento (come hai osato mettermi sdraiata??) mettersi seduta in un batter d'occhio. Bene scopo raggiunto.

Purtroppo non ho ancora trovato un buon metodo per la tecnica dello stracchino tranne quello di accalappiarli di peso o, nel caso di dover fargli indossare indumenti, farlo comunque. Il tutto come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Se nel frattempo avete collaudato il contrattacco per gli stracchini si accettano consigli.

venerdì 4 giugno 2010

Spannolinamento. HELP!!!!

Ed un giorno decidi che è il momento giusto per farlo. Per rendere la pillola più dolce (a me stessa dico, mica a lei) compri un vasino super tecnologico che fa anche le veci di un riduttore. E con il sorriso da ebete pensi che tutto sommato sei felice di poter cominciare. Come quando hai iniziato con lo svezzamento. Povera illusa.....


Allora. Primo approccio. Lo strumento è subito piaciuto alla piccola che entusiasta lo guarda ridendo di gioia. Poi, quando è il momento di sedersi sopra scappa. E si nasconde. Iniziamo bene....
Dopo varie opere di rassicurazione riusciamo a convincerla che può stare seduta su quel buco senza cadere. È felice. Passa il tempo battendosi le mani e leggendo libri. Ma di capire a cosa serve non se ne parla.


Ok. Passiamo alle maniere forti. Altra volta al negozio. Sette paia di mutandine per un week end basteranno, no?? (scoprirò di no) Belle colorate please con fragoline e colori psichedelici perchè sennò chi la convince quella là (come la chiamiamo noi) a mettersele.


Eccola con le sue mutandine nuove, i pantaloni, i calzini, le scarpe. Vediamo quanto ci mette a farsela sotto.
4 minuti.
Lei si spaventa. No peggio, grida di orrore. Mentre corre piangente verso di me con le scarpe che fanno gnicgnic scivola sulla sua pipì modello cartoni animati. Si dispera ancora di più. La rassicuriamo.
Ma questa volta pantaloncini corti e calzini. Le scarpe sono fuori uso. La mettiamo sul vasino. Nulla. Ok, scendi.
3 minuti.
Pianto disperato. Ok, non ti preoccupare. Ma questa volta rimani in mutande. No, le scarpe no. E nemmeno i catzini. Immagino che avrai finito le riserve, no?
NO.
Grida disperatissime. Corsa in corridoio. La scia liquida la segue lungo tutto il perimetro della casa (senza pantaloni non si assorbe niente!). Corre verso di me e supplica di venire in braccio. Prendere in braccio una bambina piangente e pisciante non è proprio una prospettiva che mi stuzzichi. Cerco una via di fuga ma non è possibile.
Vabbè dai in fondo abbiamo solo fatto fuori 3 mutande in meno di un'ora.
Basta, rinuncio. Vieni qui che ti metto il pannolino.
Passo lo straccio ovunque. Ma possibile che rimanga un inconfondibile fetore di bagno pubblico? CHESCHIFO.
Poi dicono che lo spannolinamento sia traumatico per i bambini. MA CHI CI PENSA AL TRAUMA GENITORIALE??
Grida disperate. Un'altra volta. Eh, ma adesso hai il pannolino, puoi farla. Non serve. Vaglielo a spiegare qual'é la differenza.

Ad oggi c'é qualche progresso: il pannolino la mattina è asciutto, la mettiamo sul vasino (con tutti i rubinetti accesi. Il fine giustifica i mezzi) prima di andare all'asilo. E sono 5 giorni che la fa nel posto giusto. Anche il pomeriggio appena svegliata la fa nel vasino e poi rimane con le mutande (anzi, in mutande). Ma ogni volta che inizia a farla, dovunque sia, piange spaventata e disperata. Io le do sempre il premio (adesivi, le piacciono molto), ma ancora non riesce ad essere serena. Poi il discorso della cacca è un altro. Per quella non c'è problema: tra farla nelle mutande e farla nel pannolino non c'è differenza...

Avrei voluto toglierle il pannolino definitivamente usando la tecnica strong ma è impossibile. Non potrei mai uscire e all'asilo non me la prendono mica se non è stata avviata almeno un pochino. E vedo che questo fifty fifty la sta un pò disorientando.

Ma voi come avete fatto? Avete tolto il pannolino tutto in una volta o a gradi? I vostri bambini erano spaventati? Come si fa a rasserenarli?
Ma soprattutto: quanto dura questo supplizio?? Più o meno dico. No, per farmene una ragione.

martedì 1 giugno 2010

21 mesi di bilinguismo (e tempeste ormonali infantili)

Siamo sempre stati convinti che il fatto di vivere in un Paese nel quale non si parla la nostra lingua madre potesse essere una grande opportunità anche per i figli che sarebbero venuti. Però in realtà non abbiamo mai pensato in che maniera strutturata avremmo potuto portare avanti questo progetto. Quando è nata Memole abbiamo cominciato a pensare come avremmo potuto aiutarla ad essere bilingue, quale criterio avremmo usato. In questo abbiamo preso qualche spunto da bilingue per gioco. Ci è sembrato che il criterio della coerenza relazionata alla lingua che parla una persona fosse il più adeguato. Così Mr . F. ed io parliamo a Memole SEMPRE in italiano. Sempre vuol dire anche in presenza di altre persone che non capiscono la nostra lingua. E non ci interessa di sembrare maleducati. Siccome Memole ha cominciato ad andare all'asilo molto presto, abbiamo pensato che l'esposizione con la seconda lingua sarebbe avvenuta lì, oltre che ricevere tutti gli altri stimoli esteriori. Facendo il calcolo delle ore effettive di esposizione alle due lingue risulta che Memole quotidianamente ascolta una media di 7 ore intensive di spagnolo. Al ritorno a casa l'esposizione con l'italiano è minore siccome fa una siesta di due ore. Per questo le rimangono 4-5 ore per assorbire l'italiano da me e dal papà il pomeriggio. Il week end invece fa praticamente un intensivo di italiano. Di televisione non vede praticamente nulla tranne un CD di canzoni infantili in spagnolo.

Insomma, da questo breve resoconto forse non dovevamo stupirci quando Memole ha cominciato a dire le sue prime parole non in italiano ma in spagnolo!! Una delle sue prime parole? ya está che significa ecco fatto. Dice mamà (non mammaetto no (esto no, che nella versione abbreviata diventa tonnnno) no etá (no está) ahí (eccolo qui) ed alcune altre paroline tra le quali molte che sicuramente non abbiamo ancora identificato. 
In italiano dice tatá (passeggiata), nanna, pappa, papá, catzino (calzino) e molte altre come di qui sopra.
Intendiamoci: parla ad un livello ancora pre-primitivo e bisogna avere mooooooolta fantasia per capire che sta cercando di pronunciare una parola (e quale parola sia).

A volte le facciamo lo spelling di una parola aspettandoci che provi a pronunciarla e lei ci guarda con aria ammirata annuendo con la testa come per dire proprio cosí, era quello che volevo dire, l'hai pronunciata perfettamente! E rimane muta.

In realtà vedendo i suoi coetanei ci sembra che sia ancora indietro (non mette mai più di due parole di fila), però la "giustifichiamo" dicendo che è bilingue. In verità sappiamo benissimo che anche se non lo fosse stata sarebbe stata lenta. Come in tutto. Però poi raggiunge abbondantemente le tappe che sembra saltare. Quindi aspettiamo e vediamo.

Vi starete chiedendo che cosa centrino gli ormoni infantili. Bé, ecco, l'altro giorno siamo andati in un centro commerciale per comprare un fard di cui mi sono innamorata tre anni fa quando l'ho comprato con l'amica che mi ha truccata per il mio matrimonio. Ha fatto il suo lavoro e ho pensato che il prezzo ne valeva. Quindi mi trovo parlando con la tipa imbellettata di chanel mentre Mr. F. da un occhio a Memole. Ad un certo punto ci giriamo e cosa vediamo? Memole accarezzando il petto nudo di un uomo fighissimo in gigantografia (per inciso quello della pubblicità di Dolce e Gabbana). Intraprendente eh?

Io mi sono vergognata da morire.....
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