venerdì 30 luglio 2010

Bilancio di 2 settimane senza figlia

Ci siamo, tra poco saremo nella nostra capitale e lì vedremo la nostra piccoletta. Poi sabato scendiamo verso il mare.
Spesso la sera io e Mr. F. ci divertiamo ad immaginare la scena del nostro re-incontro. Piangerà? Riderà? Dirà mamá o mamma? o....farà finta di niente roteando gli occhi al cielo come quando vuole far capire che non le interessa nulla di quello che sta succedendo intorno? Sarà cresciuta molto? Le staranno ancora le scarpine con cui è partita? I ricciolini dove le arriveranno? Ci riconoscerà? La riconosceremo?

So che siete curiosissimi di sapere come sono andate queste due settimane. In una parola: BENISSIMO!
Devo ammettere che alla fine è stato molto meno difficile di quello che pensassi. Ho capito che le chiavi per riuscire a fare questo genere di pazzie sono due: accettare che puoi stare bene senza di lei e permettertelo (bando ai sensi di colpa!) e... accettare che lei può stare bene senza di voi e permetterglielo. Chiaro, l'esperimento pazzo deve essere fatto affidando la pargola in mani ben più che sicure e in un ambiente dove sei certa possa stare bene e divertirsi.

Ebbene sí, lei è stata propio bene. Talmente bene che mi ha anche un pò snobbato al telefono impegnata com'era a mangiare la sua amatissima pastasciutta o con il cane. Mi hanno detto che è talmente indaffarata che non ha nemmeno il tempo di sedersi sul divano (e rischiare di bagnarlo dovuto all'incontinenza). Pare che anche la mia famiglia sia stata felicissima. È bello sapere che anche Memole abbia potuto vivere nell'ambiente della mia infanzia. Che la mia famiglia sia anche la sua e la percepisca così...

In quanto a me: ho finito ciò che dovevo finire avanzando anche di più rispetto ai programmi apparentemente impossibili che mi ero fatta. Ieri ho consegnato l'ultimo capitolo al quale manca una piccola parte (breve ma impegnativa) che conto di finire al mio ritorno, prima di settembre. Sono stata letteralmente chiusa in biblioteca dalle 9 di mattina alle 7.30 di sera pranzando lì. Quando il tempo lo ha permesso nella pausa pranzo sono stata in piscina (qui ha fatto parecchio freschetto, so che mi invidiate ma non sembrava nemmeno estate, roba da andare in giro con la giacca...).

Ho rinforcato la mia bici che ho usato tutti i giorni per fare il tragitto andata e ritorno, somma una quarantina di minuti. Conseguenza (felice) indiretta del ritmo é che sono dimagrita di quasi due Kg (ma la pancetta rimane, quella è recidiva...SOB). Ho ritirato il mio passaporto, ho letto un libro intero in due giorni (il viaggio a madrid è stato complice), sono uscita a cena con le amiche e insiseme a Mr. F. abbiamo passato un intero pomeriggio con gli amici. Ho passato un sabato pomeriggio a fare shopping. E poi, udite udite, (donne, uomini no) ho potuto farmi una sessione di depilazione laser inguinale al prezzo di 15 euro!! Mi avevano dato un buono tempo fa che sarebbe scaduto tra poco e non ho mai avuto il tempo di andare. Poco prima di sposarmi, con una tariffa vantaggiosissima per venticinquenni, mi ero fatta fare 3 sessioni e dopo tre anni posso dire che mi ha tolto un 95 per cento della "fauna" (é un messaggio quasi promozionale: se avete occasione FATELO che ne vale). Quale miglior momento per dargli la botta finale?? Mare, arrivoooo!!!!!!

Il tempo per fare grandi cose con Mr. F. è un pò mancato, però sono stati giorni di grande intesa e complicità, risate e passeggiate mano nella mano.

Mando a tutti un grande saluto quindi e... ci si vede tra due settimane!

martedì 27 luglio 2010

Bianca. E rossa. (come l'amore)

No, non parlerò di bandiere né di colori tipici di san fermin. Ma di un libro. Bianca come il latte rossa come il sangue di Alessandro D'Avenia.

È una storia d'amore, di quelle storie che riescono a parlare dell'amore nelle varie facce in cui si può presentare: l'amore platonico (adolescenziale), l'amore coniugale, l'amore nell'amicizia, l'amore per la conoscenza e per la propria professione, l'amore per un ideale. Con gli occhi di Leo, tipico ragazzo sedicenne, si rivivono quelle grandi scoperte che a quell'età si fanno, con l'entusiamo ed i momenti bui  propri dell'altalena sentimentale adolescenziale. Quando la scuola puó essere tutto e niente, quando gli ideali sono grandi ed irraggiungibili, quando l'Amicizia inizia ad avere un significato profondo, l'amore sembra essere il motore vitale del mondo e il futuro comincia a far paura mentre attrae allo stesso tempo. Ed allora, alla ricerca di un senso, ci si appiglia alle frasi fatte di filosofia spicciola.  Quelle che ai miei tempi si scrivevano sui diari di scuola e che adesso si pubblicano su FB.

Io sono stata molte volte Leo. La voglia di spaccare il mondo andava a  braccetto con una paura imperante e un desiderio forte di scappare, di scomparire nel nulla. PUF. E quei sedici anni. Come dimenticare la scoperta dell'amore. Quello romantico, impetuoso, che annulla le tue giornate e le riempie e poi le svuota di nuovo. Cosí, in un secondo. Pensi di avere in mano il vero significato dell'amore, di essere tu stesso amore. Poi ti rendi conto che non avevi capito nulla. E (per fortuna) la realtà è ben distinta.

Il libro si divora, complice i capitoli corti che ti chiedono di avanzare. Il linguaggio è semplice, segue i flussi dei pensieri e dei sentimenti di Leo. Ti ritrovi a fare il tifo per lui e a volergli gridare  stupido, cosa stai facendo, perchè non capisci?
La storia in sé é triste, però l'autore sa entrare sempre in punta di piedi, con una delicatezza unica. Si percepisce un visibile cambiamento di stile nel linguaggio lungo tutta la narrazione. É come essere accompagnati per mano nel processo di crescita di Leo. Francamente la prima parte mi è risultata un pelo lunga, più che altro per la curiosità di sapere come si sarebbe smatassato il racconto, però, da un certo punto in poi è stato un divorare fino alla fine senza potermi fermare.

Mi sono sempre piaciuti i racconti protagonizzati da adolescenti. Amo l'icona di questo stile, Il giovane Holden, ma anche Jack Frusciante, e più avanti ho trovato di lettura scorrevole anche i racconti di Moccia. Però questa storia lascia qualcosa di diverso. Non solo riesce a far emergere varie problematiche riguardo alla richiesta di senso tipica dell'adolescenza (e dell'età adulta) rispetto a tematiche che ci mettono in discussione a tutte le età (l'amore, la sofferenza, la fede, la morte, il dubbio sull'aldilà) ma suggerisce alcune risposte in maniera originale, delicata, quasi soffice direi, senza mai dare per scontato o banalizzare. Proprio questo lo rende un racconto adatto anche ad un pubblico più adulto.

Riporto una parte che mi  é particolarmente piaciuta ma ammetto che mi é risultato difficile scegliere il pezzo più significativo siccome sono molti gli spunti di riflessione. Riguarda il mito della mezza arancia: siamo come delle metà alla ricerca dell'altra metà che ci completi.
A me questa storia non ha mai convinta, più che altro perchè penso che due persone che si donino non siano metà ma intere. Solo chi si possiede può darsi e, attraverso l'altro, perfezionarsi, smussare gli angoli. Però mi ha colpito questa interpretazione:

"...quando le due metà si incontrano di nuovo, hanno vissuto le loro vite fino a quel momento. Non sono uguali a come si erano lasciate. I loro lembi non coincidono più. Hanno difetti, debolezze, ferite. Non basta che si incontrino di nuovo e si riconoscano. Adesso devono anche scegliersi, perché le due metà non combaciano piú perfettamente, ma solo l'amore porta ad accettare gli spigoli che non combaciano e solo l'abbraccio li smussa, anche se fa male".

Se non l'avete letto può essere un suggerimento per l'estate (a patto che siate disposti di farvi vedere con qualche lacrimuccia verso la fine...). Se invece l'avete letto, cosa ne pensate?

venerdì 23 luglio 2010

Quando l'onestà esiste

L'altro ieri sono stata a Madrid per ritirare il mio nuovo passaporto digitale (questa storia ve la racconterò un'altra volta). É una delle mille cose che dovevo fare da tempo e che ho deciso di fare adesso aprofittando della breve ma intensa "libertà provvisoria".  Siccome l'apparente semplice tramite costringe a stare fuori casa almeno una giornata intera (11 ore di viaggio in pullmann tra andata e ritorno),  ho sempre rimandato  perché, la presenza di Memole mi avrebbe costretta a cercare  (e pagare profumatamente) una baby sitter.

Come sempre mi organizzo all'ultimo minuto per partire (i viaggi mi piacciono molto ma mi stressano un bel pò). Così decido di chiamare un taxi per arrivare in tempo alla stazione dei pullman. Ero decisamente al pelo e rischiavo di perderlo, cosí, appena arrivati a destinazione, pago velocemente il taxista e corro alla biglietteria. Mentre sono in fila aspettando sento una voce di uomo che mi dice "tu sei quella che veniva da XXXX?" e riconosco il taxista. "Tieni" e mi da 10 euro. Io scendo dal pero. Pensandoci un pó mi sono accorta che effettivamente dovevo pagare 8, gli ho dato 20 e lui mi ha dato un cambio di 2. Rimango talmente sorpresa dall'onestà di quest'uomo che quando realizzo per urlargli il mio grazie era già tornato al suo taxi...

A posteriori ho pensato che potevo lasciraglieli quei 10 euro. Quelli che avrebbero fatto differenza nel budget generale del viaggio ma che si meritava per la sua onestà. Ma ero troppo inebetita. Che dire? Certe cose ti fanno iniziare la giornata in maniera diversa, accendendo la speranza che si puó essere ancora civili ed onesti. Siccome non ho potuto fare nient'altro, almeno gli dedico questo post (che non leggerà mai...). GRAZIE!

P.S. Ieri ho sentito Memole. Mi ha detto Hola e nient'altro. Era troppo impegnata a mangiare il gelato. Dicono sia felicissima: indaffarata come solo una donnina può esserlo nelle mille cose da fare. Continua (con poco successo) l'operazione spannolinamento. Mi hanno raccontato di aver visto Memole rincorrere la cagna di casa con il vasino in mano. Eh, le regole sono uguali per tutti!

Mi dicono che lei e la cagna siano un tutt'uno. E che l'ha sottomessa letteralmente: Memole seduta sul divano con i piedi sopra la poveretta. Meglio che soddisfi appieno i suoi deliri di onnipotenza che quando si torna a casa continua ad essere l'ultima arrivata. Con le ovvie conseguenze!

lunedì 19 luglio 2010

Shopping che passione!!

SALDI LUGLIO 2009: la soddisfazione per aver trovato l'offerta!!!




SALDI LUGLIO 2010: la possibilità di camminare fa grandi cose...




Ho come l'impressione che Memole stia seguendo le orme della mamma. Mr. F. dovrà correre ai ripari...

p.s. il cappello che si é messa alla fine me lo sono comprata io (credo che ce lo dovremmo litigare...)!!! é della collezione invernale ma per 8 euro....ne é valsa la pena!

giovedì 15 luglio 2010

Arrivi e partenze

No, non siamo andati in vacanza (manca poco!!!) ma approfittando delle feste di san fermin sono venuti a trovarmi mia mamma con 3 dei miei fratelli (ragazza di uno inclusa)!!!
Hanno fatto il viaggio con il nostro mitico pulmino (circa 14 ore) e si sono letteralmente accampati a casa nostra. Mr. F. ed io purtroppo siamo stati abbastanza occupati con il lavoro, ma siamo riusciti ad approfittare di molti momenti insieme tra centri commerciali, Kart, Risiko, scopone scientifico, mare, fuochi d'artificio, scappate serali (rigorosamente vestiti di bianco e rosso) per vivere la fiesta e partite di calcio (nel posto giusto in un momento storico!!).







A Memole le si é sciolta la lingua. Già dal secondo giorno in cui stavano qui ha cominciato a chiamare ognuno con il suo nome (o qualcosa di simile) e ad imitare una quantità indescrivibile di parole. É buffo che all'inizio chiamava mia madre mamma (a me chiama mamà in spagnolo) probabilmente perché non capiva il motivo di essere l'unica a doverla chiamare nonna quando tutti la chiamiamo mamma, ma alla fine se ne é fatta una ragione!! Scoppiava dalla gioia e ha trattato tutti, fin dall'inizio, con gran familiarità e affetto. Credo che in qualche modo capisca che sono parte della famiglia e che le vogliono un bene speciale.


Ma arriviamo alla notizia. Ieri sono ripartiti tutti....CON LEI!!!! É nato tutto da una frase semi seria di mia mamma che ha detto "ce la prendiamo due settimane e quando venite al mare ve la consegnamo". La nostra prima reazione é stata "ma manco per idea", però la sera Mr. F. avanza un e se.... All'inizio ci siamo fatti mille problemi: il viaggio lungo, e il seggiolino come lo portiamo in aereo al ritorno, etc... però, però...

Sono agli sgoccioli della tesi dottorale che discuterò il prossimo Dicembre. Questo significa che devo averla conclusa per Agosto e depositarla a fine Settembre (per i tempi burocratici). Potete immaginarvi il momento di angoscia che sto vivendo (forse chi non lavora su una tesi non può nemmeno immaginarselo...). Avere due settimane a disposizione per stare tutto il giorno in biblioteca con calma é un privilegio che probabilmente non mi capiterà mai più. E poi...l'idea di stare io e Mr. F., un pò soli, non arrivare a fine giornata stremati con la sensazione di vivere due vite parallele, non organizzare programmi a misura di bambina, poter uscire la sera e...anche la mattina senza pensare a vestiti, baby colazioni, accompagnamenti.... Insomma, un momento per recuperare un pò la tenerezza tra noi.

Però vedere Memole partire... che duro. Non ero mai stata lontano da lei più di tre giorni... E poi scontrarsi (letteralmente) con le sue cose in giro cosí come le ha lasciate, sentire il suo odore e percepire la casa cosí vuota... Mi é rimasto impresso il suo saluto prima di partire. Le ho spiegato che andava con i nonni e con gli zii e che mamma e papà sarebbero arrivati al mare. Allora le ho detto di darmi un bacino e di salutarci. Ha annuito, mi ha dato un bacino con schiocco e muovendo la manina ci ha detto ayos (adios). Aveva una faccia un pó perplessa ma non ha pianto (io sí). Stamattina sono arrivati a casa, in Italia. La mamma mi ha detto che il viaggio é andato benissimo e che Memole é stata bravissima (come sempre). Mi fa strano pensare che vivrà tante cose nuove mentre io non sarò presente....

Mr. F. ed io siamo subito andati a letto per farci un pisolino (anche se erano le 16!!), poi la sera siamo andati in bici a vedere gli ultimi fuochi artificiali che chiudevano la festa di san fermin. Mentre guardavamo i fuochi lui mi ha preso dolcemente la mano, mi ha guardata e mi ha dato un tenerissimo bacio. Tra passeggini, minuscole manine grassottelle da tenere, occhi perennemente vigili e stanchezza imperante, era tanto che non provavo l'emozione delle prime volte...
Previsti prossimamente cinema, brevi gite domenicali, cenette speciali e rilassanti passeggiate serali. Vi aggiornerò!

P.S. Ringrazio Mammolina per il libro di Pimpa che mi ha inviato (e che é arrivato assieme ai miei): a Memole é piaciuto molto, un successone!!! (a parte che apprezzo moltissimo i libri in italiano siccome ce li ho tutti in spagnolo!!)
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