sabato 18 settembre 2010

Bicicletta

 Ho sempre amato la bici. Mi da un senso di velocità, praticità, libertà. Soprattutto dopo un'intensa giornata di lavoro la sensazione di liberazione è indescrivibile. Mi permette di respirare profondamente (anche in quei momenti in cui lancio dei nomi a me stessa mentre pedalando per una salita con 40 gradi all'ombra e controvento mi chiedo perchémmmmmai non ho preso la macchina. Salvo poi ripetere il giorno dopo). Nei miei anni universitari milanesi mi spostavo in bicicletta (rigorosamente sfasciata e strausata per evitare furti) mettendo a repetanglio la mia vita (le rotaie del tram possono essere fatali) e raccogliendo una buona dose di improperi da parte dei comodi autisti seduti in macchina.

Arrivata a Pamplona  Mr. F. mi ha regalato una bici. Poi ci siamo sposati e Memole non si è fatta aspettare.  Una delle proibizioni che più mi è pesata in gravidanza è stata quella di non poter più usare la mia cara biciclettina che nel frattempo avevo prestato. Anche dopo la nascita di Memole era impensabile oltre che non pratico: finchè non camminano con le proprie gambine lo sconsiglio vivamente. Poi quest'estate ci siamo decisi: ho reclamato insistentemente la mia bici (giuro che non presto più nulla) e comprato il seggiolino per Memole.

Io avevo un ricordo dei vecchi seggiolini che usavano i miei genitori, quelli semplici e essenziali che si mettono nella parte davanti della bici. Quelli della scena romanticissima de "La vita è bella" per intenderci. A quanto pare sono banditi. Adesso vendono solo una specie di pesantissima navicella spaziale. EVVABBÉ, adattiamoci ai tempi!

 Ultimamente, tempo permettendo (parlo anche del tempo atmosferico), mi sposto quasi sempre in bici con Memole. Quando le dico andiamo in bici lei inizia a saltellare felice dicendo biti, biti, cacco. Prendiamo tutto l'armamentario (compreso peluche favorito) e percorriamo tutta la città pedalando (cioè io pedalo). All'inizio avevo un pò paura a portarla ma il fatto che da poco abbiano fatto piste ciclabili in quasi tutta la città mi tranquilizza. Non vado quasi mai in strada con le macchine. Il fine settimana facciamo scampagnate in tre ed in quei momenti penso che non si potrebbe essere più felici...


 Voi usate la bici? Anche con i vostri bambini? La vostra città offre piste ciclabili (e praticabili)?

mercoledì 15 settembre 2010

Benedetta la luce del tuo sguardo

Dedico questa canzone di Maná al mio amore che compie gli anni oggi. 
Le parole sono stupende, la melodia allegra e sostenuta ed anche il video è molto bello.
Ecco qui la traduzione (dallo spagnolo):

Benedetto il luogo e il motivo per cui ero lí,
Benedetta la coincidenza,
Benedetto l'orologio che ci ha sincronizzati
Benedetta sia la tua presenza.
Benedetto Dio per farci incontrare nel cammino,
e per togliere questa solitudine del mio destino.

Benedetta la luce,
benedetta la luce del tuo sguardo, 
dalla mia anima.

Benedetti gli occhi che mi schivavano
simulavano di ignorarmi
e all'improvviso sostieni lo sguardo

Benedetta la luce,
benedetta la luce del tuo sguardo.

Gloria divina questa fortuna
di trovarti giusto lí, nel mezzo del cammino,
Gloria al Cielo per averti trovato adesso, 
per portare via la mia solitudine
e coincidere nel mio destino
nello stesso destino...

...E BENEDETTO IL GIORNO CHE TI HA VISTO NASCERE...

sabato 11 settembre 2010

Ho bisogno di te come ho bisogno di una cura per il cancro: dichiarazione alla moglie


Per il compleanno le ha preparato un video, una dichiarazione d'amore. E la richiesta di non arrendersi e stargli vicino per combattere la battaglia contro il cancro. Si tratta di un giovane uomo australiano, profondamente innamorato di sua moglie e riconoscente per tutto quello che sta facendo per lui in questo difficile momento. Il video è semplice ma disarmante. Il giovane sfoglia dei cartelli con dei messaggi teneri dedicati a sua moglie. Come sottofondo la canzone Marry me dei Train.

Questo il messaggio:

So che dici che a volte parlo troppo. Perciò i prossimi tre minuti terrò la bocca chiusa e farò parlare soltanto il mio cuore. Dal giorno in cui ti ho incontrato al giorno in cui ti ho sposata, da allora ad oggi ti ho sempre amata. Sei bellissima. Non posso immaginare una vita senza te. Questa è la mia promessa: finché vivrò il mio cuore ti apparterrà. Non m'importa cosa succederà, io non mi arrenderò (perciò non arrenderti nemmeno tu). Senza di te la vita non avrebbe senso. Ho bisogno di te come ho bisogno di una cura per il cancro. Ce la possiamo fare. 

Se non vi é scappata nessuna lacrima durante la visione del filmato aspettate il finale. Io non ho potuto resistere...

Il video é stato pubblicato su youtube per dare ai parenti la possibilità di vederlo. Ma in poco tempo ha spopolato e commosso più di 700 mila persone.

Non sto diventando una giornalista, però certe notizie é bello condividerle e farle rimbalzare perché succedono tante cose meravigliose. Anche se se ne parla poco.

lunedì 6 settembre 2010

Tornare a vivere con le carezze di mamma. La storia di Jamie

I miracoli succedono e a volte le mamme, con le lore intuizioni che provengono dal cuore, sono strumenti che li rendono possibili. Jamie è nato prematuro in Australia, a 27 settimane di gestazione, assieme a sua sorella gemella. Lei non ha presentato problemi mentre il piccolo, dopo vari tentantivi di rianimazione, é stato dichiarato morto dai medici. L'hanno portato quindi tra le braccia della mamma per l'ultimo saluto. Lei, per due ore, gli ha parlato chiamandolo per nome e raccontandogli le cose che volevano fare assieme a lui e a sua sorella, accarrezzandolo teneramente e offrendogli il seno. Il piccolo ha cominciato a muoversi, poi ad aprire gli occhi, a muovere la testina, ed infine ha afferrato con le manine il dito di sua mamma. Adesso Jamie e sua sorella hanno 5 mesi.

David, il padre, ha detto che è stato un vero e proprio miracolo, e ringrazia Dio per avere accanto sua moglie; "Ho una moglie molto forte e molto intelligente -ha detto-, istintivamente ha fatto ciò che ha fatto. Se non l'avesse fatto, probabilmente, Jamie non sarebbe qui".

Ho cercato la notizia in italiano ma non l'ho trovata. Le storie come questa probabilmente non fanno notizia. Ma succedono.

Vi lascio alcuni link:
VIDEO IN SPAGNOLO
VIDEO IN INGLESE

giovedì 2 settembre 2010

Fiesta!!

Abbiamo festeggiato il secondo anno di Memole lo scorso fine settimana approfittando del compleanno della figlia di una mia cara amica che ha partorito nel mio stesso ospedale una settimana dopo. Per l'occasione abbiamo organizzato il tutto nell'immenso parco che c'è sotto casa nostra e improvvisato una specie di merenda pick-nik con famiglie e bambini. Il tempo è stato magnifico anche se ci siamo dovuti rassegnare al vento (che è compreso nel pacchetto Pamplona).


La nota divertente della festa è stata la piñata. Non so se la conoscete, è una tradizione sudamericana che stanno ereditando anche in Spagna. Consiste in un sacchetto o contenitore pieno di caramelle che i bambini rompono dando colpi con bastoni o tirando dei fili.

Memole non ha capito quasi nulla ma penso che tutto sommato si sia divertita (soprattutto a ingozzarsi di patatine).


Francamente penso che i bambini possano cominciare a gradire i festeggiamenti dai 3 anni in poi, però fa niente. Alla fine ci siamo divertiti noi genitori a stare insieme e a far stare insieme i figli.


In tutto ciò ho fatto la cavolata del secolo. Per la fretta, prima di uscire, ho buttato nella borsa tutto insieme, compreso lo spara bolle di sapone, che aprendosi ha litigato con la macchina fotografica digitale. La povera macchina fa ancora foto ma non funzionano più i tasti, quindi niente flash nè autoscatti nè qualsiasi cosa che si riferisca al aggiustamento manuale.

Credo che d'ora in poi (ed almeno fino al mio prossimo compleanno) vi dovrete accontentare di foto...suggerenti e scure... (che rabbia. SGRUNT). 

Vi lascio le ultime foto fatte quando la macchina era ancora sana (non si direbbe perché la qualità è piuttosto scadente...). È il nuovo taglio di capelli che mi sono concessa per l'occasione. Ovviamente la piega impeccabile non è umanamente fattibile a mano. I misteri delle parrucchiere... (vabbè, se fanno questo lavoro sarà per qualcosa, no?).


Related Posts with Thumbnails