venerdì 29 ottobre 2010

Schizzinosa o prudente? La sindrome di Cleopatra

Memole ha la sindrome di Cleopatra. Sono sicura.
Mi spiego. Lei non accetta di bere succhi di frutta giá aperti, yogurt lasciati a metà o biscotti non finiti (da lei il giorno prima). No, il prodotto DEVE essere nuovo e SIGILLATO. Molto spesso ho provato a mettere a tradimento la frutta (che odia) nello yogurt (che adora) e fingere di aprirglielo davanti agli occhi. Ovviamente, quando ha visto che non era sigillato, non ha nemmeno voluto provare.

Anche quando deve assaggiare qualche alimento o sapore nuovo chiude ermeticamente la bocca squotendo energicamente la testa e aspetta che prima lo mangi io. Solo dopo questo rituale ha il via libera per ingozzarsi con tutto (tranne la frutta mangia voracemente qualsiasi cosa). Altrimenti preferisce fare lo sciopero della fame.

Io gliel'ho spiegato che nessuno nella nostra casa sta complottando contro di lei e che non ci sono spie che mettono veleno negli alimenti. L'evidenza dimostra che non ho saputo essere convincente.

A qualcuno di voi succede la stessa cosa?

lunedì 25 ottobre 2010

Madri e padri tra differenze di genere e reciprocità

Io non credo nell'istinto materno. Viviamo in una società dove d'istinto c'è rimasto ben poco. E il famigerato istinto materno fa un doppio gioco. Fa pensare alle mamme che abbiano il dovere di esserne provviste, ed offrono una giustificazione ai papà che sembrano non aver ricevuto questo dono dalla natura. Senza dubbio, se si pensa ad una evoluzione storica, si può riscontrare che quasi tutte le civiltà si sono organizzate relegando il ruolo normativo e dell'esteriorità agli uomini e il ruolo di accudimento e interiorità alla donna (attualmente si nega che sia mai esistita una società matriarcale, piuttosto si riconoscono alcune civiltà matrilineari). Senza stare a fare improbabili ipotesi, é chiaro che nelle società primitive la dipendenza del figlio alla madre e la ridotta possibilità di delegare o condividere l'accudimento, obbligava  la madre ad occuparsi esclusivamente dell'ambito familiare, acquisendo nei secoli capacità che sono state tramandate. Dall'altra parte, la distinta costituzione fisica dell'uomo lo predisponeva per i lavori più duri, relazionati alla ricerca di alimenti o al lavoro fisico per sostenere economicamente la famiglia. Forse è meno chiaro il motivo per il quale, in determinati momenti storici, si sia dato all'ambito esteriore più importanza rispetto a quello interiore, costruendo in questo modo la subordinazione della donna all'uomo.

Ma veniamo ai nostri tempi. Credo che, tecnicamente, uomini e donne possano fare e arrivare a qualunque cosa. Non nego che esistano differenze legate alla propria appartenenza ad un sesso, ci sono molti studi che lo dimostrano scientificamente, ed anche noi, nelle piccole cose del quotidiano, possiamo notarle. É altrettanto vero che è quasi impossibile differenziare ciò che é pura biologia da ciò che é condizionamento sociale. Peró, le predisposizioni biologiche non escludono il fatto che siamo tenuti ad apprendere ed essere competenti in molti e diversi ambiti che magari tradizionalmente non sono stati associati al sesso di appartenenza. Di fatto, le differenze intrinseche relazionate al fatto di appartenere ad un determinato sesso marcano appena i limiti che possono giustificare una classificazione in ruoli o funzioni completamente distinti e differenziati. Chiaramente, per quanto riguarda la genitorialità, solo le donne possono custodire tra le proprie membra un figlio ed allattarlo dal proprio seno, e questo, senza dubbio costituisce un certo vantaggio. Ma questa non deve essere la giustificazione al fatto che le madri siano più portate verso l'ambito educativo-affettivo. Se lo sono, ed effettivamente nella maggior parte dei casi é così, si deve piuttosto al fatto che dispongono di più possibilità di stare con i figli ed apprendere, oltre che contare su di una lunga tradizione di maternage e gestione della casa che si fonda su un sottostrato culturale che le ha quasi sempre considerate come le principali responsabili dell'ambito familiare.

Uomini e donne possono vivere una relazione complementare e reciproca, ma questa relazione sarà piena solo nel momento in cui ognuno dei due possiede qualcosa che può donare. Penso che sia il momento giusto perché all'ingresso della donna nel mondo del lavoro corrisponda un  ingresso dell'uomo nella famiglia. Non parlo solo di presenza (senz'altro importante), ma di una coparticipazione effettiva ed affetiva. Quest'obiettivo si può raggiungere attraverso l'educazione dei nostri figli. Non credo che il punto stia nel promuovere il gioco con bambole o macchine, nel scegliere il rosa o l'azzurro, un corso di danza o una squadra di calcio. A seconda delle caratteristiche del bambino, della famiglia e degli stimoli ambientali si manifesteranno più o meno quelle tendenze legate alla maschilità o alla femminilità.

Penso si tratti piuttosto di offrire ad ognuno molteplici opportunità e stimoli, tenendo presente soprattutto le caratteristiche personali e specifiche piuttosto che l'appartenenza ad un determinato sesso.  L'identità sessuale non si costruisce attraverso i giochi o i colori -che possono (o no) veicolare uno stereotipo di genere- ma attraverso l'identificazione o la differenziazione rispetto alle persone che ci stanno attorno. Per questo, sembra banale, ma l'esempio dei genitori è il primo strumento per abbattere gli stereotipi legati al genere. Un padre competente ed efficace nell'ambito familiare (affettivo e organizzativo) -gestione domestica e cura dei figli- trasmette un messaggio di abbattimento degli antichi ruoli lavorativi e familiari legati al sesso. I genitori che alfabetizzano anche i figli maschi ad una educazione affettiva ed emozionale e che facilitano l'apprendimento e l'abito della gestione domestica, promuovono l'incontro e la comprensione con l'altro sesso. Parlo soprattutto di uomini perché l'acquisizione di valori tipicamente associati con il maschile è una conquista che le donne stanno lavorando da tempo. Non si può dire lo stesso al contrario.

Di fatto, se ci pensiamo, sono meglio accettati i valori tradizionalmente maschili legati alla femminilità piuttosto che il contrario. Si dice ad una bambina o ad una ragazzina che è "un maschiaccio" ed in fondo pensiamo che non ci sia nulla di male, anzi. Ma quando si dice ad un bambino che è una "femminuccia" allora la cosa cambia. C'é ancora troppa paura verso l'acquisizione di valori tradizionalmente legati al femminile da parte degli uomini e questo si riflette nell'educazione. Ancora troppo spesso (ma per fortuna sempre di meno) si dividono gli incarichi a seconda del sesso: i figli maschi si dedicano agli incarichi duri e le femmine alla cucina ed alla gestione della casa.

Io credo che dovremmo guardare al di là delle differenze biologico genetiche, perché -se é possibile che esistano- l'unica cosa che possono suggerire sono degli ambiti nei quali la maggior parte dei maschi o delle femmine reagiscono o sentono in una determinata maniera. Ma questo non significa che non si possa comprendere ed apprendere anche l'altra faccia della medaglia. Solo chi é equipaggiato di tutte le competenze pratiche ed affettive per poter vivere autonomamente, può veramente donarsi in una relazione complementare con l'altro ed insegnarla ai figli.

Questo post partecipa a blogstorming

lunedì 11 ottobre 2010

Fotoregali e sorprese originali

I regali per me sono importanti, sia farli che riceverli. Penso che fare regali sia come dare un messaggio e dire hey, guarda che ti conosco, so cosa vuoi, cosa ti fa piacere!


Ci sono molti generi di regali che mi piace ricevere, alcuni classici altri originali. Però c'è un tipo di regalo che non mi stancherà mai: le foto. Gli ultimi anni che ho vissuto a casa con la mia famiglia sono stata 'la custode della memoria'. Nel senso che non solo mi sono occupata di fare foto fermando gli attimi importanti della nostra storia ma ho riordinato in album le foto sparse dei primi vent'anni di storia familiare. Un lavoro a cui ho dedicato una quantità di tempo incalcolabile (complice il passaggio dalle superiori all'Università) ma che mi ha dato moltissima soddisfazione.

Adesso, con le foto digitali, tutti possiamo improvvisarci un pò fotografi e non c'è nessun dubbio che offrano infinite possibilità. Però è così difficile tenere una vera foto in mano o sfogliare un tradizionale album fotografico... E la grande quantità di foto che possediamo spesso viene persa tra i CD rigati, i pc di non so chi o la cartella persa nei meandri delle memorie USB. Personalmente una volta al mese circa faccio la revisione della foto, cancello quelle ripetute o mal riuscite, sistemo gli occhi rossi, le organizzo in cartelle. Ho provato anche a stare dietro alle stampe e alla creazione di album ma mi é stato impossibile purtroppo, siccome spesso ho dedicato molto tempo a creare album per persone a me care salvo poi ritrovarmi io senza un album completo. Per questo -dicevo- adoro regalare foto e riceverle.

Mr. F. lo sa, per questo, il mio primo compleanno da sposata mi ha elaborato un fotolibro bellissimo e l'anno dopo ha montato un video con le foto e le registrazioni più significative del tempo passato assieme.

Di solito non accetto di "pubblicizzare" un prodotto sul blog, ma quando mi é stato proposto da fotoregali originali la cosa mi ha incuriosita. Ho ricevuto una stampa su tela di una foto molto dolce del nostro matrimonio da mettere in camera nostra. Il dover vivere in una situazione instabile e in case in affitto rendono urgente la personalizzazione della casa perché diventi tale. E la nostra camera da letto è sempre stata molto spoglia non potendo comprare quadri per la difficoltà di trasporto in caso di trasferimento.

Quando è arrivato il pacco ero molto emozionata. Il giorno dell'anniversario ho appeso la tela che, effettivamente, ha cambiato la sensazione della camera. Quando la sera è arrivato Mr. F. gli ho fatto la sorpresa ed ha gradito moltissimo.

Mi sento di consigliarvi di fare una scappata nella pagina Web di fotoregali originali perché si sono occupati del tutto con professionalità, precisione ed in pochissimo tempo. A me sono piaciuti da subito per la varietà delle proposte che offrono. Ci sono certe cose che magari non farei perchè mi sembrano un tanto eccentriche, come il portafoglio o la borsa con la foto di qualcuno dei tuoi cari, però molte volte ho pensato che magari mi piacerebbe creare una fantasia autunnale, primaverile o astratta e farci una borsa o un copripiumino. Poi anche l'idea di un fotoalbum di matrimonio o per qualsiasi altro evento, personalizzato con una foto nella copertina non mi dispiacerebbe. Anche il fotolibro é un'idea che mi piace molto e alla quale penso ci dovremmo abituare.  La cosa che mi é sembrata più curiosa è lo striscione personalizzato: lo farei per un matrimonio di amici. Se date una sbirciatina vedrete che ci sono moltissime idee organizzate per tema (regali compleanno, matrimonio, 18 anni, papà, mamma, etc...). Io impazzisco per queste cose e spero possa essere uno spunto anche per voi!!

Volete sapere invece cosa ha fatto lui?? La mattina del nostro anniversario abbiamo deciso di prendercela con un pò più calma quindi alle 8.15 eravamo ancora a letto. Suonano alla porta, Mr. F. apre e mi porta in camera un pacco gigante. Dentro c'era una gustosissima e abbondante colazione salata, come piace a me, con: succo di frutta fresco, panini e brioche calde, the, marmellate, crackers, fette biscottate, etc. Il tutto attrezzato con posate, tazza, thermos e...una rosa rossa.
Ci siamo messi tutti e tre a tavola a gustare l'originale e graditissima colazione. È stato un momento molto dolce e rilassato, un inizio stupendo per una giornata di lavoro molto importante: ho stampato la mia tesi conclusa per l'ultima revisione!!

P.S: A voi che tipo di regali piace fare e...ricevere???

giovedì 7 ottobre 2010

Preparativi e dettagli del matrimonio

Tre anni dopo, voglio ricordare quel giorno cosí, descrivendo i piccoli dettagli per la preparazione del nostro matrimonio. 


Il vestito. Penso che il vestito della sposa sia come 'l'immagine simbolo' del matrimonio. Per me ha sempre rappresentato il tipico sogno infantile. Poi quando è il momento della scelta, ti rendi conto che l'idea che ti sei fatta é completamente diversa dalla realtà dei fatti. Io avevo sempre pensato ad un abito stile impero, a vita alta, morbido, con un coprispalle elegante e originale. Ecco, questo genere mi stava malissimo. Mi faceva bassa e grassottella. Però devo dire che mi ci è voluto un pò di tempo prima di lasciare l'idea. Una cosa era certa: non avrei mai scelto un vestito vaporoso e ampio. Mi sentivo come una torta pannosa!! Oltretutto a Mr. F. sono sempre piaciute le cose eleganti ma sobrie (anche troppo) tanto che avrebbe voluto che mi sposassi con tailleur bianco...orrore!!! non potevo abbandonare il sogno del vestito!! 
Arrivato il grande momento della scelta ho deciso che mi volevo divertire e provare quanti più vestiti avessi potuto. In fondo sarebbe stata l'ultima e unica occasione! Penso di essere arrivata a provarne una trentina (per la gioia delle commesse e di mia mamma). Ricordo che feci le prime prove alla sposa di gió. I vestiti nel catalogo erano da sogno e lo stile quello che desideravo per me. Però, con grande delusione, ho scoperto che su di me perdevano completamente la bellezza. Sono vestiti che cadono troppo sul corpo, di quelli che stanno bene solo sulle modelle alte, magre, piattissime.
Ricordo la sensazione della prima volta che indossi un vestito da sposa. Praticamente ti commuovi. E i familiari che ti accompagnano pure. Poi, dopo il terzo, provi la stessa sensazione che si sente quando indossi un vestito di carnevale. Come si fa quindi a trovare il TUO vestito?? Bè, lo senti. Senti che non sei vestita da sposa ma SEI la sposa. Almeno cosí é stato per me.

Il mio vestito basico era cosí:


Mi piaceva la semplicità e l'eleganza, ma volevo un tocco in più, che lo facesse personale. Cosí ho fatto aggiungere una rosa di tessuto alla gonna che tirasse un pó su l'ultimo strato di velo e ho pensato a una seconda versione per la parte del ricevimento, siccome senza la fascia sopra il vestito sembrava un pò vuoto. Le maniche, nella versione 'fascia' le ho potute infilare dentro al corpetto e tirare fuori al momento opportuno. Ecco il risultato:




Una delle cose più "speciali" era il velo. Trasparente e fatto a "punta" sia dietro che davanti. L'effetto era molto bello.

Ho scelto un bouquet di rose bianco panna con piccoli melograni, che sono stati ripresi anche nelle decorazioni dei centrotavola. Il bouquet l'ho chiesto senza 'caduta' però a posteriori mi rendo conto che sarebbe stato meglio con, siccome ero talmente tesa che mi aggrappavo 'al manico' come fosse un maniglione antipanico e l'effetto non era proprio bello...


La decorazione del bouquet é stata ripresa anche per l'acconciatura. Non avevo i capelli molto lunghi ma volevo assolutamente raccoglierli per lasciare il viso libero.


Le scarpe erano con la punta, troppa per i miei gusti. Io sono fan del tondo. Ma quell'anno non sono riuscita a trovare un'alternativa. Le ho prese pensando che avrei potuto riutilizzarle in altre occasioni ma in realtà non é mai successo. Se quel giorno non ho provato nessun tipo di dolore ai piedi, oggi, quando le guardo, mi chiedo come sia stato possibile. Ho sempre pensato che nell'immagine generale di una sposa le scarpe siano quell'accessorio che, se azzeccato non si nota, mentre se non lo é...ci si fa subito caso!!


Le fedi che abbiamo scelto sono quelle classiche, dette francesi. abbiamo peró scelto una dimensione leggermente piú grande della normale, perché fossero più robuste (devono compiere moooolti anni). Dentro, i nostri due nomi con la data. Nella mia, prima il suo nome e poi il mio, nella sua viceversa.


Per il pranzo del ricevimento abbiamo deciso di fare un buffet self service con molti antipasti, primi e dolci. È poco consueto ma a me piaceva molto l'idea ed oltre a farci risparmiare non rinunciando alla qualità, ci ha liberato dell'organizzazione dei tavoli. Erano in ogni modo disponibili tavoli e sedie. Penso che sia andata bene, ha creato un ambiente meno formale e più allegro, anche se più caotico e sicuramente meno confortevole, soprattutto per chi veniva con bambini. Tutte le volte che guardo le foto dei vari buffet penso che non mi perdonerò mai di non aver mangiato nulla. Tra l'altro non abbiamo nemmeno fatto la prova dei menú per mancanza di tempo e difficoltà nell'organizzazione siccome gestivamo tutto dalla Spagna.


Abbiamo deciso di fare il ricevimento in un agriturismo sui colli bolognesi che custodisce alcuni importanti ricordi familiari. Il tempo é stato bello fino al pranzo, poi é scesa un pò di pioggia. É stato un peccato perchè il posto offriva ampi spazi all'aperto ma alla fine è andata bene cosí.
Il matrimonio l'abbiamo organizzato in 7 mesi. Sembra poco ma con un pó di fortuna e di lavoro si può fare tutto perfettamente. Abbiamo provato a salvare l'eleganza e la semplicità in tutti i particolari. Non è stato facile perchè quando si tratta di matrimonio ti spremono fino all'ultimo. Il fotografo è stato mio zio, la 'regista' del video un'altra mia amica, le bomboniere non le abbiamo fatte, tutta la decorazione floreale l'ha fatta un'amica di mia mamma, il trucco una mia amica e cosí via. Ma più di tutto mi ha aiutato la mia famiglia. Ognuno di loro ha fatto qualcosa, chi si é occupato della macchina, chi dei canti, chi delle fedi, chi degli accompagnamenti degli ospiti... Insomma, é stato un matrimonio veramente familiare. La cosa che ho apprezzato di più è stato il power point che ci hanno fatto gli amici e i fratelli e che hanno proiettato quel giorno. Un bellissimo ricordo!

Abbiamo cercato di curare la cerimonia religiosa il piú possibile, scegliendo accuratamente le letture, preparando personalmente i libretti della S. Messa, cercando di creare un clima di silenzio e raccoglimento ma pieno di gioia. Hanno cantato tre delle mie sorelle e questo é quello che più mi ha commossa. Ecco perché piú di tutto mi ricordo questo momento...


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