venerdì 30 dicembre 2011

Il nostro primo Natale negli USA



L'arrivo di mia sorella è stato l'inizio del nostro Natale. Il suo viaggio è andato benissimo. La sera siamo andati alla Santa Messa e, una volta tornati, ci siamo dedicati all'impacchettamento degli ultimi regali. Ci siamo regalati tra noi cose piccoline ma piacevoli e l'effetto sotto l'albero era molto bella.
Memole ha aspettato con trepidazione l'arrivo del bambino Gesù e dei regali. Ha messo biscotti e latte vicino all'albero.


La mattina la scena è stata bellissima. Prima di tutto ha gridato che era arrivato Gesù Bambino, poi è corsa a vedere se avesse mangiato i biscotti e bevuto il latte (e come era eccitata a vedere che l'aveva fatto). Poi abbiamo chiamato la mia famiglia su Skype e abbiamo condiviso con loro l'apertura dei regali. È indescrivibile la reazione e la gioia di Memole che cercava tra i regali il suo nome.

(a sinistra accoglie Gesù Bambino).












Da parte della mia famiglia ha ricevuto un piccolo e basico computer con dei giochi didattici di iniziazione nelle tre lingue italiano, spagnolo e inglese. All'inizio pensavamo che sarebbe stato archiviato per un pò di tempo ma sorprendentemente in pochi giorni ha sviluppato abilità impensate e adesso sta imparando a riconoscere e ripetere tutte le lettere e i numeri. E poi tra il suo paparino (come lo chiama lei) e Memole non si sa chi si diverta di più!


Un altro gioco che le è piaciuto molto e con il quale possiamo giocare tutti insieme è il memory. Lo uso spesso con i miei bambini a scuola per memorizzare figure e nomi e ho visto che lei risponde bene. Poco a poco sta per diventare imbattibile (ma prima di battere papà ce ne vuole, ha una memoria infallibile!!).


Poi abbiamo fatto una colazione luculliana in cui non poteva mancare il pandoro con la crema di mascarpone, i Ferrero Rocher e una quantità vergognosa di cioccolato comprato dalla mia famiglia alla fiera che c'è stata a Bologna.




















Sul tavolo vicino alla televisione abbiamo trovato un piattino amorevolmente e spontaneamente fatto da Memole con i dolci ricevuti destinato a Gesù Bambino perché tornasse.
Un bel segno della sua gioia, no??

Aggiornamenti su preparativi e gravidanza

Bè, se non l'avete capito siamo ancora in attesa. Per me non è tanto male siccome ho potuto piano piano finire la lista delle cose da fare grazie all'aiuto di mia sorella
Prima di tutto mi sono rilassata tantissimo. Una mattina lei e Memole mi hanno pure portato la colazione a letto!!

Abbiamo giocato moltissimo (per la gioia di Mr. F.) a Cluedo, Monopoly, Memory. Ricordo che la sera di Natale, dopo aver passato 3 ore seduta a giocare a Monopoly, mi sono ritrovata con dei piedi che sembravo uno zampone. Mi sono sdraiata e mentre Mr. F. mi faceva i massaggi mia sorella mi faceva la pedicure. Goduria!!

Il giorno dopo siamo state dal parrucchiere, il giorno dopo ancora a fare la manicure e il pomeriggio abbiamo realizzato un sogno che avevo da tanto: andare al cinema con Memole per la prima volta. Abbiamo visto Arthur Christmas. Non è che fosse proprio il genere che cercavo ma era l'unico film d'animazione per bambini che offrivano in questi giorni. Nella sala eravamo solo noi 4 e per questo abbiamo potuto parlare ad alta voce, gridare e ridere senza ritegno. A Memole è piaciuto moltissimo!!

Siamo poi riuscite a realizzare un altro sogno che avevo da tempo: finire di decorare la stanza delle bambine. Non è ancora pronta del tutto ma manca pochissimo.

Ecco io e mia sorella all'opera (direi che le dimensioni fanno distinguere chi è chi).


Tra le varie cose siamo anche riuscite a fare un giro a Starbucks. So che è vergognoso però è quasi un anno che sono qui e non c'ero ancora stata!! E poi ci stiamo facendo una grandissima scorpacciata di film e telefilm come non facevo da tempo!

Parliamo invece della gravidanza.

Mercoledì sono stata dalla ginecologa che ha sentenziato dilatazione quasi nulla. Questo significa che quasi sicuramente supererò la mia dpp.

Il fattore preoccupante è che se supero le 41+3 settimane devo decidere se farmi indurre il parto con conseguenti dolori aggiunti a quelli di un parto normale e maggior rischio che si apra la cicatrice del cesareo e quindi finire di nuovo con il cesareo o se programmare direttamente un altro cesareo (decisione da prendere entro mercoledì prossimo, mia dpp).

Non abbiamo ancora deciso ma speriamo davvero che Puffetta non ci faccia aspettare oltre quella data. L'attesa si sta facendo pesante...

sabato 24 dicembre 2011

Tanti Auguri di un Santo e Felice Natale

"Il Natale non è un anniversario, né un ricordo. Non è neanche un sentimento. È il giorno in cui Dio fa un presepe in ogni anima (...)". (E Dio fece il presepe, Enrique Monasterio).

Il mio augurio per tutti voi è che il presepe, che quest'anno possiamo vivere quasi in diretta, possa essere accolto anche nelle vostre anime.

Vi lascio con delle immagini per me molto significative, immagini che riflettono la bellezza dell'essere famiglia, della maternità e della paternità. Maria che mangia di baci e di amore il bambinello e Giuseppe -molto giovane- vibrante di tenerezza, avvolgente e protettivo verso la sua sposa e il suo piccolino. 
È così che me li immagino adesso.

E per chi se lo chiedesse, sì, mia sorella ha battuto Puffetta sul tempo. Sembra che possa passare un Natale tranquillo. Adesso posso lasciarmi andare ed aspettare davvero (anche se non disprezzerei altri 4 giorni...).










venerdì 23 dicembre 2011

Pensieri semi-scemi su gravidanza, parto e dintorni

E scusate se sono monotematica ultimamente...


1^ pensiero: Perché il nostro buon Dio non ci ha fatto ovipare??? No, vogliamo mettere la bellezza di covare un uovo al doversi trascinare un cocomero in evoluzione?? Poi io mi immagino la scena: Caro, potresti covare un pò tu che ho bisogno di andare a fare shopping?? Attento a non appoggiarti troppo che altrimenti esplode. O anche: Amore, stanotte ci stai tu a covare che ho bisogno di dormire (a pancia in giù)?? Altro che cercare posizioni improbabili per respirare normalmente senza schiacciare il bebè (più che altro senza avere l'impressione di sentirsi schiacciate dal suo peso, soprattutto quando si dorme a pancia in sù). Vogliamo parlare poi del parto?? Tesoro, ho sentito un crack. O si sta schiudendo. Eccolo tra noi!! Quanto potrebbe durare questo processo?? E con quanto dolore???

Semplice, chiaro, cristallino, INDOLORE, no????

2^ pensiero: chi ha detto che la gravidanza dura 9 mesi?? a casa mia quaranta settimane, se si considerano che in genere i mesi sono fatti di 4 settimane, sono 10. Che le prime due settimane non sono reali? d'accordo, però non sono 9 mesi, sono 9 mesi e mezzo!!

3^ pensiero scemo: Quando mi vedo allo specchio considero che la strada tra la posizione della testa del nascituro e la via d'uscita sia pochissima. Forse non supera i 10 cm. Ma allora perché  xkyzxx tanto dolore e tanta attesa per quei 10 cm di strada??

4^ pensiero scemo: A cosa servono i corsi pre-parto?? No dico, secondo me dovrebbero farli al nascituro, mica alle mamme. Che la mia prima figlia non sapeva che doveva mettersi a testa in giù, ha preferito la posizione del fiore di loto. Poi ci sono quelli che desiderano una bella collana già in pancia. E quelli che nascono con un braccio in avanti tipo superman, e quelli che quando sono quasi arrivati decidono che sono stanchi e vogliono tornare indietro. Poi chissà quanti altri. Che Mr. F. me l'ha detto chiaro che secondo lui il corso pre-parto serve solo a stressare la madre. Io avrei voluto sentire solo i particolari intelligenti. Del tipo cosa posso fare io. Ma non sono mancati tutti i dettagli splatter. Sinceramente preferisco l'ignoranza su quello che succede dentro e attraverso di me. Per Mr. F. sono stati i dettagli più interessanti. Già, per lui che non deve partorire.

5^ pensiero scemo: La persona che ha chiamato il parto "naturale" doveva essere senz'altro un uomo. Perché io di naturale in un parto non ci vedo proprio nulla. Basti paragonare la dimensione del "canale del parto" e la dimensione del nascituro. E non mi dilungo oltre.

6^ pensiero scemoNon esiste maniera non violenta di fare uscire un bambino. Che sia cesareo o naturale (diciamo che preferisco questa dicitura a "vaginale"). Mia sorella direbbe che è come quando ti fai la ceretta. Una volta che hai appiccicato la striscia il solo modo di toglierla è tirarla. Che se poi lo fai piano ti fai più male. Il paragone calza perfettamente direi.

7^ pensiero scemo: se proprio proprio non potevamo essere ovipare, il nostro caro buon Dio non ci poteva dotare di qualcosa tipo una cerniera, una chiusura automatica (anche dei bottoni potevano andare bene)??

8^ pensiero scemo: io lo so, ne sono certa, che dopo aver scritto tante belle cose sulla voglia di avere un parto "normale", nel bel mezzo del travaglio griderò che mi facciano a pezzettini e mi tirino fuori la bambina con la forza piuttosto che continuare.

Se non l'avete capito se avessi il bottone panic a portata l'avrei già spinto più e più volte. Non c'è modo di non superare questo momento se non affrontandolo, non c'è proprio altro modo. È questa mancanza di opzioni che mi spaventa.

P. S. È finita la scuola!!!!!!!!!!!! mi sento un'altra persona!!!!!!!
P.P.S. Domani il grande arrivo, EVVIVA!!!!

mercoledì 21 dicembre 2011

I punti della situazione e toto-parto

1. Mr. F. ha fatto un altro bel giretto all'ospedale (ovviamente con l'ambulanza, quella ormai è come se fosse la nostra seconda macchina) questa volta per problemi intestinali. Ricovero e rispedizione al mittente dopo un giorno. Come protocollo. Medicinali e riposo. Non parlo oltre di questo tema perché mi genera solo pensieri negativi. L'unica nota divertente è stato il messaggio da parte della mia famiglia: "l'ospedale di Rochester premia la vostra fedeltà con il progetto SOS tata: grazie ai punti accumulati avete vinto Mhurda (nome in codice di mia sorella) che arriverà (impacchettata -aggiungo io- più che altro per il freddo) il 24 Dicembre". Manca poco ma sto imparando quante cose possono succedere in pochi giorni. Ma Puffetta deve stare ferma lì, almeno fino al 24. Intanto, con tutti questi problemi medici, abbiamo definitivamente raggiunto il limite di soldi che dobbiamo sborsare, questo vuol dire che da adesso fino a fine Dicembre possiamo sbizzarrirci ed andare all'ospedale COMPLETAMENTE GRATIS. Io sto pensando di farci ricoverare tutti e tre. In questo momento lo desidero moltissimo, con tutti quei medici e quelle infermiere che ti assistono!! Questo vuole dire anche che permettiamo a Puffetta di nascere anche a Dicembre (anzi, a questo punto quasi meglio!).

2. La scuola finisce Giovedí. Questi ultimi giorni sono stati interminabili e indescrivibilmente stancanti. Non volevo però salutare i miei bambini senza un biglietto di augurio preparato da loro per i genitori. Mi sono permessa, in uno sfondo totalmente pagano (pupazzi di neve e alberi di Natale) di far scrivere FELIZ NAVIDAD. Nella nostra scuola si augura "Happy Winter Breack". Io non ho parole.
Nonostante lo sforzo per preparare il materiale consono per 100 bambini di età assortita tra i 3 e i 6 anni, sono stata contenta del risultato, ed anche loro. Non vedo l'ora che finisca la scuola, è vero, ma loro sono dolcissimi con me, mi mancheranno. Oggi un bambino mi ha detto "non vedo l'ora che la bambina nasca, non posso aspettare ancora!!" (eh, sapessi io. No, anzi no).
Poi molte mamme mi hanno regalato biglietti di augurio con parole bellissime di ringraziamento per il lavoro che sto facendo con i loro figli, mi hanno preparato biscotti e saponi fatti in casa, regalato buoni spendibili in librerie. Anche loro sono dolcissime a dimostrarmi quest'affetto. Io non me lo aspettavo.

3. Dopo che mi avete giustamente bacchettata ho cominciato a preparare la valigia per me e per la bambina e ho fatto la pre-registrazione in clinica. A mia difesa posso dire che in ospedale ti danno tutto l'occorrente sia per il parto che per il post-parto. Addirittura danno i vestiti per i bambini, cappellini fatti a mano, pannolini, salviette, TUTTO. (Non dico tutto gratis perché sarebbe piú corretto dire tutto compreso nel (caro) prezzo).

4. Mi manca da completare il "Planning for Birth and Beyond", un interessante opuscolo dove mettere preferenze che io non avevo mai pensato riguardo a parto e dintorni (del tipo che tipo di medicine vuoi durante il travaglio, vuoi tagliare il cordone tu, vuoi provare il parto in acqua, appena la bambina nasce vuoi che te la diano subito o preferisci che te la puliscano e mille altre cose che a me non sarebbero mai venute in mente). Questo opuscolo si completa, se ne parla con la ginecologa e si consegna.



5. Ho comprato alcune altre cose per la bambina, creme per il corpo e per il sederino, spazzolina per capelli e qualche altro accessorio. Ma non ho ancora trovato il cuscino per fasciatoio che mi vada bene.

6. Dopo aver rischiato un matrimonicidio per la pressione che ho fatto, alla fine, mentre Mr. F. era delirante per i dolori prima di decidere di chiamare l'ambulanza, abbiamo selezionato due nomi. Decideremo quando la vedremo in faccia (e i nomi non li diciamo prima della nascita -nemmeno alle famiglie- per evitare di essere influenzati e cambiare idea ogni due per tre). Uno si aspetta di fare queste cose in un clima romantico, ma "esto es lo que hay" direbbero in Spagna. Sto cercando di smettere di pensare a come mi sarebbe piaciuto che andassero le cose perché mi fa solo più male.

7. La signora delle pulizie è venuta il giorno dopo averla chiamata. Io direi che più che altro si tratta di un'impresa di pulizie siccome sono venute in due. Non pensate male, la casa era più che decente, ma hanno fatto TUTTO: lavato, stirato, passato l'aspirapolvere, pulito a fondo ogni più piccolo angolo, riordinato con molta cura e affetto... Mi è quasi sembrato, al ritorno dal lavoro, che fosse passata la mia mamma a darmi una mano. E mi veniva da piangere (lo so, lo scrivo spesso, però in questo periodo va così). Ho anche seriamente deciso di approfittare di ogni minimo aiuto mi venga offerto. Così le ho chiesto di portarmi per favore il lettino di Memole impacchettato (lei usa il grande da tempo) dal garage alla camera. Io e Mr. F. non avremmo mai potuto farcela. Ha detto che può venire il 24 mattina. Sulle prime non volevo dare lavoro la vigilia (poteva solo quel giorno) ma con quello che è successo in questo giorni ho deciso che la faccio venire un'oretta e mezza, giusto per fare le pulizie settimanali e non pensarci per un'altra settimana. Ovviamente ci ha chiesto tre volte tanto quello che pensavamo di spendere. Ma arrivi ad un certo punto che non ti interessa. Credo che sabato mi metterò con lei a montare il lettino. Non so proprio a chi altro chiedere.

8. Nella baraonda totale faccio santo internet per la possibilità di comprare i regali on-line. Mi mancano alcune piccole cose ma il grosso è fatto. Ho iniziato a impacchettare ma ce n'è ancora un bel pó da fare. Sto facendo di tutto per non lasciar correre questo Natale tra le dita, per creare un clima accogliente e familiare in casa, per prepararmi e preparare Memole all'arrivo di Gesù Bambino e della sorella. Mi sto rassegnando all'idea che non potrà essere tutto come vorrei, soprattutto il pranzo di Natale, e a volte è difficile accettare che non puoi arrivare a tutto, ma sto cercando di creare gerarchie. Non mi riesce molto bene in effetti.
Ok, il clima della casa è ancora molto lontano da quello che avrei voluto, ma più di così non si poteva fare un questo momento.












8. Memole è splendida, come sempre. Energica, solare, laboriosa, obbediente (bè, questo non semprissimo ma stiamo migliorando). Ultimamente è molto affettuosa con me, cerca contatto fisico continuamente. Le ho comprato un libro "I'm a big sister" e le è piaciuto molto. Le fa piacere che glielo legga spesso.

9. Non fa ancora molto freddo. Per ora è nevicato 3 volte, una volta ne è scesa moltissima. L'ultima volta qualche giorno fa ma si è subito sciolta. Non sono temperature normali in questo mese. Io sono contenta così, il freddo pungente crea molti disagi e in questo momento proprio non ci vogliono.




Ho preparato un totoparto sulla previsione della data del grande giorno. Il sondaggio lo potete trovare nella barra laterale a destra. Così ci divertiamo!! (guai a chi gufa troppo selezionando prima del 24 Dicembre o il 6 Gennaio).

lunedì 19 dicembre 2011

Ti aspetto. E non ti aspetterò più

Non nascere adesso. 
Non abbandonarmi. Accompagnami dovunque io vada. Per sempre. 
Ho bisogno della tua presenza. Viva e silenziosa.
 Senza te dentro me mi sentirei sola.

Arriva subito.
Voglio abbracciarti, sentirti, vederti, conoscerti. Cercare di far combaciare l'immaginazione con la realtà. 

Rimani dentro di me.
È bello costruire, cullare, contemplare il mistero di come sei, di come sarai. 

Esci da me.
Ho bisogno di recuperare quel corpo che non possiedo da tempo. Che è nostro. Mi è stato dato in prestito e te l'ho prestato.


Non ti ho attesa abbastanza, desiderata abbastanza, immaginata abbastanza, pensata abbastanza, coccolata abbastanza. 
Ti ho aspettata troppo tempo (da quando eri solo un pensiero). Ho contato troppe volte i giorni. Ho pensato a troppi dettagli che potessero renderti reale. Siamo cresciute troppo tempo insieme per essere una sola ancora per molto.

Vorrei avere più tempo. Per poter farmi (e sentirmi) bella -dentro e fuori-. Come il giorno in cui io e papà abbiamo sigillato la nostra promessa che includeva anche voi. Ed essere raggiante quando tu mi vedrai per la prima volta.

Vorrei poterti aspettare seduta nella penombra. Raggomitolata mentre mi dondolo. Accarezzo il mio ventre e ti cerco attraverso quello strato di pelle che ci divide e ci unisce.

Respiro per noi. Quel "due in una sola carne" che mi ha unito al nostro uomo si riflette e ripete in quello che siamo adesso. Ancora per poco.

Sono preparata. Come non lo sarò nemmeno quando arriverai.
Conosco già il finale felice. Come non lo conoscerò neppure quando sarà felicemente finito (o iniziato?).

Aspetto da una vita la tua Vita.
Ti aspetterò sempre.
E non potrò aspettarti mai più.

Mamma


venerdì 16 dicembre 2011

Sorelle

...a proposito di sorelle, io ne ho quattro. Vi ho mai detto che ho 4 sorelle?? Io ho 4 sorelle!!

Mi viene in mente uno dei nostri film preferiti, "Appuntamento sotto al letto" quando una delle protagoniste fa le prove per dire che ha otto figli!! (ho trovato questo pezzo favoloso in vostro onore, dovete rivedervelo assolutamente!!!!!!).



Volevo parlare di loro perché sono il più bel regalo che i nostri genitori ci hanno fatto (anche i fratelli, eh? non vi offendete).
Quanti ricordi di crescita assieme condivisi, quante risate e quanti pianti, quante parole velenose sputate in faccia (ma se non lo fai con loro con chi puoi farlo??), quante tirate di capelli, giochi condivisi o invidiati, serate con gli amici, racconti serali sui primi amori, complotti contro i genitori, vestiti prestati, shopping all'ultimo sangue e....troppe cose.

Ognuna è diversa, la pacata e serena saggia, l'irrefrenabile manager, l'indecisa risoluta e tenace, la romantica creativa. C'è qualcosa che mi lega profondamente ad ognuna di loro, in particolare alcuni ricordi di momenti importanti della mia vita nei quali le ho sentite particolarmente vicine.

Anche se siamo tutte molto diverse con ognuna di loro riesco a condividere me stessa e a sentirmi in sintonia.

C'è qualcosa di irripetibile e unico nel legame fraterno, non saprei descrivere cosa. Io penso di aver imparato ed educato i miei sentimenti prima di tutto con loro. Perché ti senti di poterli odiare e di poterli amare, di poter dire le cose così come stanno, di ricevere critiche senza che ti facciano troppo male e di coltivare allo stesso tempo la tua autostima. Ti senti protetta.

Vorrei che fosse così anche per le mie bambine. Certo all'inizio la differenza di età sarà grande, ma con gli anni si accorcerà sempre di più. Vorrei essere capace di trasmettere quel legame che abbiamo come hanno fatto i nostri genitori.

Tra poco arriva lei, che dice di sentirsi "pesce rosso". Siamo così simili...non ci sentiamo dotate di grandi capacità o doni particolari in natura, ma lottiamo per ottenere il meglio da ogni giorno combattendo le nostre tendenze.

In una vita da acrobata tra la ricerca di un lavoro, lo studio concentrato in due anni in uno, le trasferte e gli innumerevoli esami che deve fare a breve, lei ha deciso di venire da me, di passare anche lei il suo primo Natale lontana dalla famiglia e dal fidanzato, di fare un viaggio negli States sapendo che sarebbe stato più che altro un viaggio per stare nella nostra casa e non certo turistico. So che in questo momento si starà stressando mentre cerca di far incastrare improbabili impegni, nevrotica alla sola idea di fare la valigia e intrattabile. Proprio come me.

Ma io in questo momento desidero il suo arrivo più di ogni altra cosa. E penso alle serate che potremmo passare a guardarci un film con una tazza di cioccolata e panna in mano, ad andare assieme dal parrucchiere e a farci fare la manicure come delle vere signore, al pandoro che ci faremo fuori che Mr. F. non lo può mangiare e non so quanto Memole ne mangerà, ad una capatina al Mc Donald's per commemorare il suo M., alle partite di Cluedo e a quelle di Risiko cercando di sconfiggere Mr. F. in una forte alleanza, a contemplare assieme Memole mentre scarta i regali e a vivere i primi giorni da plurimamma sapendo che con lei posso piangere e ridere contemporaneamente perché non si sconvolge.

Forza, ce la faremo tutte e due a fare questa valigia che ci prepara per un lungo viaggio. Io mi sono proposta di farla questo fine settimana. Che pronte per davvero non lo saremo mai.

Non ho dubbi: questo gesto di generosità che fai verso di noi ti verrà ripagato da Lassù, dove se ne intendono di bei regali.

GRAZIE!


Ecco una foto dei nostri piedi (di fianco quello di uno dei miei fratelli). Viviamo oltreoceano e compriamo scarpe quasi uguali. Senza metterci d'accordo, ovvio!

mercoledì 14 dicembre 2011

Barcollo ma non mollo

Ok, sono ancora viva e panzuta. Anche se, se dovessi descrivermi in questo momento, direi che sono una contrazione vivente. Sono stati giorni difficili, pieni di avvenimenti e pensieri negativi. Talmente negativi da non aver voglia di scriverli.

La scorsa settimana Mr. F. ha avuto un altro episodio molto forte di dolore alla schiena. Un'altra volta l'ambulanza e ricovero per due giorni. Dimesso con diagnosi di spasmi muscolari, rispedito al mittente con farmaci pesanti e quasi impossibilitato a muoversi. Fisioterapia da domani e poi si vedrà.

Oggi ha avuto la colonoscopia che doveva fare 2 settimane fa (per i suoi soliti problemi digestivi), rimandata per ovvi motivi. È tornato a casa un cencetto. E sono tre settimane che andiamo avanti così. Non mi hanno nemmeno permesso di entrare al suo risveglio dopo l'anestesia generale. Io che aspettavo questo momento da tempo. Uno spasso stare con lui sotto anestesia. Lui che è taciturno e esageratamente composto. Lo vedi che dice tutto quello che gli passa per la testa. E pensi di aver sposato un pazzo. Questa volta avevo pure portato la videocamera per documentare (lui non ci crede quando gli racconto quello che dice e quello che fa). Ma niente da fare. Nemmeno questo divertimento mi è stato concesso.

La scuola continua. Mi spremo le meningi e me la sogno pure di notte cercando di inventarmi qualcosa di divertente e creativo da fare con i bambini tutti i giorni (e variarlo a seconda dell'età). Con loro devo sedermi e rialzarmi da terra almeno 18 volte al giorno (le ho contate!). Ormai se mi metto seduta per terra a gambe incrociate la pancia si appoggia al suolo. Poi le maestre mi chiedono se voglio una sedia. E me ne portano una stile polly pocket che, dico io, mi ci siedo e mi si incastra il sedere fisso. Per non parlare poi della panza, dove la metto? Mica può stare in sospeso! 

Io lo sapevo che insieme allo standup dell'inglesina che ho chiesto di portarmi dall'Italia avevo bisogno pure di uno standup per la mia panza.  Magari seguo il consiglio di mia sorella. Che ha detto che lo standup è uguale alle gambe di una pianola, non c'era bisogno di comprarlo. E allora ditemi dov'è un negozio di strumenti musicali (ah, forse al walmart, vicino al reparto armi & Co).

Poi la ginecologa. Eh, adesso devo andare ogni settimana. Prima della scuola altrimenti devo chiedere permessi. Quindi visite tra le 7 e le 7.30 di mattina. E le chiedo se è proprio indispensabile vederci ogni settimana, io sto benissimo. Ho solo contrazioni. Mi concede di saltarmi una settimana e mi da solo l'appuntamento con l'anestesista per questa. Come da copione sorge un problema con un dubbio urgente. E ho dovuto farla chiamare per visitarmi. Si sarà fatta due risate.

Poi Memole. Caspita, è un anno che non va dalla pediatra. Lei scoppia di salute. Ma ho l'impressione di essermi persa qualche vaccino. Quindi meglio farlo adesso và. Due vaccini l'altra settimana e un tagliando revisione per giovedí. Se ci fosse un'assicurazione medica al contrario (che ti pagano quando vai) credo che ci saremmo fatti milionari solo in queste due settimane.

E la macchina. Mai parlare troppo presto. L'ennesima spia sospetta. E quindi pure dal meccanico. Che già capirlo in italiano è un'impresa, figuriamoci poi in inglese. Evvai, altri 300 dollari!

Non poteva mancare il tanto atteso rinnovo di residenza che porta con sè una serie a catena di rinnovi (il mio permesso di lavoro prima di tutto) da fare a velocità della luce perché signori, chi l'ha detto che negli States non esista la burocrazia? 3 mesi d'attesa durante i quali non puoi lavorare (e ovviamente ricevere lo stipendio). Più altri 380 dollari ovviamente. Da aggiungere a quelli che abbiamo pagato 3 mesi fa (dopo aver aspettato 3 mesi per averlo).

Mi sono presa un impegno da vari mesi anche con una bambina dell'asilo (della quale parlavo un pò di tempo fa) per insegnarle spagnolo portandomela a casa due volte a settimana per un totale di 5 ore. Abbiamo veramente bisogno di questa entrata e Memole è molto contenta quando viene quindi si continua anche con questo. Però venerdì è l'ultimo giorno di lavoro con lei PUFF! (dopo va nientepopodimeno che in Florida. Invidia!!!).

E gli addobbi di Natale, (ne ho bisogno per preparami) e i regali, che non so poi se riuscirò a comprarli più avanti e....

Sono a 37 settimane. Memole è nata a 38. La prima citata ultimamente corre alla carica, mi stringe la pancia e dice: baby, come on!!! esci! io abbracciare e dare bacini così (e bacia la pancia).

Io le dico di non sollecitarla troppo, che ho bisogno di tempo. Al solo pensiero mi viene l'angoscia. Non ho preparato nè la mia valigia nè quella della piccoletta, ovviamente non solo non abbiamo scelto ma nemmeno abbiamo pensato al nome, non ho preparato la culla, non ho comprato il cuscino per il fasciatoio e nemmeno la vaschetta (tanto mi ricordo che finchè hanno il cordone non possono farlo quindi ho un pò di tempo). Ho comprato giusto i pannolini cosí, tra una spesa e l'atra, visto un'esperienza traumatica di quando Memole è arrivata a casa per la prima volta (e i pannolini taglia 0 erano troppo grandi). In un ultimo rantolo di energia ho comprato (da sola) qualche vestito taglia newborn e qualche altro 0-3 mesi.


Commento di Mr. F. Ma pensi di avere un parto trigemellare???
Io dico che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Il parto trigemellare, non Mr. F. :)

La buona notizia è che ho preso coraggio e oggi ho chiamato la donna della pulizie. Avevamo convenuto con Mr. F. che l'avremmo chiamata da Settembre, quando avrei iniziato a lavorare. Poi ogni settimana rimandavo facendo tutto io e pensando che potevo mettere da parte per questa o quell'altra cosa. Alla fine tutto quello che abbiamo risparmiato ce lo giochiamo per i problemi di salute delle ultime settimane. Ma meglio non pensarci.

Ho preso coraggio, dicevo, e l'ho chiamata. Non l'ho mai vista. Mi è stata consigliata. Domani viene a casa e parliamo. Quando mi ha detto che probabilmente poteva venire per aiutarmi (ma non è ancora sicuro) quasi piangevo dalla commozione. Vedremo come va a finire.

È arrivato il calendario dell'Avvento. Memole l'ha accolto con grande entusiasmo. Dopo aver staccato e riattaccato tutte le figurine si è rassegnata a capire che può attaccarne solamente una al giorno e ce la stiamo facendo. So di essere un pò eretica ma per me è diventato il calendario per la conta dell'arrivo di mia sorella (il 24).

Come dicono qui mille volte stay tuned. Aggiornerò ASAP. Altra cosa che dicono ogni due per tre (qualcuno che non ha vissuto negli States sa cosa vuol dire?? Potrei svelarvi il grande mistero....).

lunedì 5 dicembre 2011

Calendario dell'Avvento-Presepe

Avevo già accennato in qualche post predente che qui negli States, per essere political correct, i festeggiamenti che hanno una tradizione religiosa vengono spogliati di quest'ultima e fatti diventare più che altro un fenomeno commerciale. Credo di non aver visto nemmeno un presepe in giro, né da comprare né in esposizione (nemmeno nella nostra parrocchia, ma voglio dargli un pò di altro tempo...). Non si può dire lo stesso riguardo agli eccessivi alberi di Natale e alle decorazioni luminose delle case che sfiorano il ridicolo.

Mi sembra molto triste siccome, per tradizione, in Italia (e in Spagna) il presepe è anche un'arte, oltre che un segno di Fede ed un'importante tradizione. E come è bello a Natale andare alla ricerca di presepi piccoli e grandi, di mostre, partecipare a gare o pensare ad un modo originale per costruirlo nella propria casa.

Nei miei ricordi e nella storia familiare è stato sempre vivo il senso religioso e le festività sono state preparate in ogni occasione con grande cura, sia dal punto di vista esteriore -nel caso del Natale il presepe, la casa addobbata e il vestito bello- sia dal punto di vista interiore -spiegare e vivere il senso delle feste, prepararsi con una bella e profonda confessione per ricevere Gesù in una casa pulita: la nostra anima-. Qualche anno fa parlavo delle nostre tradizioni familiari riguardo al Natale, ricordando come fosse importante costruire storie, tradizioni familiari, festeggiamenti speciali che sono come la cornice di una famiglia, un'importante àncora nei momenti bui che ci permette di rivivere l'importanza dell'attesa e la tenerezza dello stare insieme.

È quello che vorrei costruire nella nostra piccola famiglia in crescita. Memole è grandicella e comincia a capire. Conoscendo la laicità degli States ho comprato un bel libro per bambini che spiega la nascita di Gesù quando ero in Spagna e dentro agli scatoloni non poteva mancare il nostro presepe. Mia mamma mi ha dato un'idea per avvicinarci insieme a Memole a questo Natale preparando anche i nostri cuori. Appena avrò i mezzi per metterla in pratica ve ne parlerò. Inoltre questo Natale la nascita e l'attesa per noi sono ancora più reali per questa nuova vita che sta bussando a grandi colpi alla porta di casa nostra.

Sarà il mio primo Natale lontana dalla mia famiglia d'origine ed anche per questo lo stimolo è ancora più grande per cominciare a costruire una nostra storia.

Il tempo è poco e le forze ancora meno. Avrei voluto preparare un calendario dell'Avvento come si deve, sapete già che non sono la persona più indicata nella preparazione di oggetti handmade, ma ultimamente mi sento più ispirata. Malgrado l'ispirazione i limiti mi impediscono di realizzare quello che vorrei. Ho cercato quindi su internet un calendario dell'avvento che avesse come tema la Natività. Ed ho trovato questo.


L'ho subito comprato ma ho pensato che potrebbe essere un progetto fai da te per chi è più bravo di me e riesce a realizzare questi piccoli capolavori. Si tratta di un classico calendario dell'avvento nel quale invece di "regalini" ci sono le figure del presepe. Ogni giorno si aggiunge una figura che si applica nella parte in alto per formare la scena portante: la Natività. 

Ho pensato che fosse una bella idea per cercare di concretizzare l'idea un pò astratta per i bambini dell'arrivo di Gesù. Ed in senso metaforico in realtà Gesù arriva cosí, un pò progressivamente, preceduto da uno scenario che si prepara ad accoglierlo.

Con il tempo ho aggiunto delle varianti che hanno trasformato il calendario dell'Avvento in un'occasione per regalare tempo insieme





Sono nate anche idee per preparare i bambini al Natale facendo piccole opere buone.




Per chi fosse alla ricerca del fai da te, ci sono molti esempi in questo stile che si trovano.
Come questo:

ed un tutorial per fare questo:

Questo invece è più facile da fare siccome non bisogna "fabbricare" le figurine.




Intanto su internet ho ordinato anche pandoro (non sono amante del panettone) e cotechino. Prodotti impossibili da trovare nei normali store.

E voi? Quali sono le storie-tradizioni familiari che avete vissuto da piccoli o creato nelle vostre famiglie per festeggiare la Natività?

venerdì 2 dicembre 2011

Puffetta e la stagione del non-ritorno

Oggi ho rivisto la nostra piccoletta. Ero da sola siccome Mr. F. è bloccato a casa con un mal di schiena fortissimo che ci ha portato martedì al pronto soccorso (senza farsi risparmiare nemmeno l'ambulanza). I fatti vogliono che quest'anno siamo tenuti a testare tutte le aeree dell'ospedale. Così, solo per capire se funzionano bene. Ma questa è un'altra storia di cui oggi non voglio parlare.

Parliamo di Lei. Di questa bambina della quale ogni tanto ho come l'impressione di dimenticarmi, tra una lezione da preparare e i bambini dell'asilo, Memole e la pediatra, Mr. F. e i mille specialisti che consulta (ma perché non esiste veramente il dottor House ci chiediamo?), il Natale in arrivo e mille cose ancora da fare.

Ma no, tutto sommato è impossibile dimenticarmi, la dimensione della panza me lo ricorda ogni momento, le contrazioni pure, per non parlare poi dei movimenti.

Lei sta bene. Benissimo. Un A+ secondo l'ecografa. Sta facendo esercizi di respirazione. È in basso, sempre più in basso. Preme. Pesa 2,6 Kg. Siccome Memole quando è nata pesava 2,5 la cosa per me è nuova. Dicono che il suo sviluppo corrisponda a 3 giorni prima rispetto alla data prevista. Già mi vedo, io, a Capodanno, con i fuochi d'artificio (ma li faranno qui??) a partorire. Ma chi partorisce a Capodanno non partorisce tutto l'anno -spero- no???

Insomma, eccola qui, in una foto molto sfocata ma che sembra essere una versione ingrandita di questa (ma in fondo non può che essere così).


Stamattina alle 7 era così:


È ufficialmente iniziata la stagione del non-ritorno. Quella che all'inizio dici: che beeeeeeeelllo. E a fine Aprile dici: CHE PAAAAAAAAAAAAAAAAAAAALLLE (scusate il francesismo). In fondo l'autunno non è stato poi così male, anzi. Pensavo molto peggio. 

Mancano 21 giorni alla fine della scuola, 23 all'arrivo di mia sorella (l'importante è arrivare integra fino a lì). E 33 al previsto arrivo di Puffetta. Forse dovrei fare 3 calendari dell'Avvento e uno dell'evento. Ce la posso fare.

lunedì 28 novembre 2011

I^ Thanksgiving e Black Friday negli USA

È difficile per noi inserirci in festività e tradizioni che non ci appartengono rischiando di non riuscire a vivere bene le nostre. Feste per noi "intoccabili" come la commemorazione dei defunti, il giorno dell'Immacolata, il triduo pasquale, qui non hanno alcun senso, si continua a lavorare. Addirittura il Natale a scuola non si chiama più Christmas ma Winter Break e la Pasqua Spring Break.

Probabilmente il giorno di Thanksgiving è uno dei pochi festeggiamenti statunitensi (se non l'unico) legato ad una tradizione cristiana (su wikypedia potete trovare notizie dettagliate).

Noi per l'occasione siamo stati invitati a casa di una collega di Mr. F. Non ho foto perché non ne ho fatte siccome nessuno le faceva e non mi sembrava opportuno, però la casa era la tipica casa americana, grande dipinta con colori un pò eccentrici (verde pistacchio, viola, azzurro cielo) e con un gusto discutibile riguardo al mobiliario (ma diciamo che qui il gusto in generale è qualcosa che manca).

Il tutto iniziava verso le 15 con una specie di merenda-cena. Si comincia con una preghiera di ringraziamento. Nel tavolo della cucina (quello classico centrale grande stile american proprio in mezzo alla cucina) hanno lasciato i cibi e le persone si servivano a piacimento portando il piatto nella sala da pranzo. I piatti tipici di questo giorno sono ovviamente il tacchino condito con una salsa dolce non ben identificata ma con frutti di bosco. La zucca poi è dovunque, nei dolci e nel salato. Patate in varie forme. E poi una dolcissima stucchevole apple pie. Io ho portato un tiramisù ed una torta di riso (che in mezzo a tutte quelle cose non ci stavano a dire nulla, però dovevo tenere alto l'onore italiano e penso di esserci riuscita). 

La famiglia che ci ha ospitato è molto numerosa. La sua collega ha 6 figli (avuti con due mariti) dai 25 ai 5 anni circa. Sebbene l'accoglienza iniziale mi sia sembrata cordiale ma fredda (rispetto a quella a cui siamo abituati in Italia ed in Spagna) devo riconoscere che verso la fine della serata mi sono sentita a mio agio siccome l'ambiente si era riscaldato. Memole come sempre non ha avuto alcun problema per integrarsi e si è divertita da morire con i bambini più grandicelli. Inoltre, la padrona di casa ha un debole per gli animali quindi possiedono gatti, cani, lucertole, serpenti (piccoli) pappagalli, etc. Per Memole il paradiso.

Insomma, è stato un giorno molto piacevole ed io sono molto riconoscente per l'ospitalità che ci hanno dato e l'opportunità di festeggiare questo giorno assieme alla loro famiglia.

Passiamo invece al Black Friday. Ne avevo sentito parlare ma non avevo un'idea precisa di cosa fosse. Poi la mia amica Betty che da anni vive nel Texas mi ha mandato una mail spiegandomi il significato e dicendo che potevamo farci un pensierino nel caso avessimo in mente di comprare qualcosa.

Si tratta del giorno dopo Thanksgiving (anche se quest'anno iniziava il pomeriggio del giovedì) in cui quasi tutti i negozi propongono molti prodotti a prezzi stracciatissimi. Io ho iniziato a consultare i cataloghi (ok, ho visto anche quello dell'Ikea, ma erano veramente ridicoli gli articoli in sconto. Non si sono sprecati) alla ricerca di qualcosa che vogliamo regalarci per Natale (siccome per ora abbiamo purtroppo dovuto rinunciare all'idea del chaise). Si tratta di casse buone per ascoltare la musica siccome non abbiamo comprato un impianto stereo. A me piace molto ascoltare la musica in casa e il mio caro macbook, che ha moltissime possibilità, non mi offre certo un buon livello di ascolto. Insomma, erano previste ottime offerte per delle casse mooolto buone. Avevamo deciso di andare. Poi ci hanno avvisato che le persone fanno la coda dalla notte prima, montano tende, si picchiano e si strattonano (date un'occhiata a quest'articolo).

Solo per curiosità siamo passati davanti al negozio che ci interessava. Ho pensato che magari essendo una città piccola non sarebbe stato poi così tremendo... Invece guardate la foto (e perdonatemi la qualità pessima ma eravamo lontani). La fila faceva il giro di tutto l'edificio e avevano montato addirittura tende. Morale, niente casse scontate. Vabbè, è stata comunque un'esperienza simpatica. 

Comunque preferisco i saldi :))

martedì 22 novembre 2011

Come scegliere una macchina usata negli States: la nostra ameri-macchina

Nella maggior parte degli USA (tranne alcune eccezioni di città come New York) la macchina è non indispensabile, di più. I mezzi pubblici infatti non coprono nemmeno lontanamente le esigenze di una persona "normale". In genere ogni membro di una famiglia che ha l'età possiede una macchina. 

La dimensione delle macchine è esageratamente più grande rispetto all'Europa. Per esempio io qui non ho mai visto una smart ma è anche abbastanza difficile vedere utilitarie. Io penso che la ragione sia prima di tutto perché sono più frequenti le famiglie numerose, poi perché in generale è più facile trovare parcheggio e, per lo meno qui, non è concepita una casa che non abbia il proprio parcheggio. Anzi, è strano quando non ne sono inclusi almeno due. Poi penso che sia un pò una mentalitá. 

Le macchine sono TUTTE con cambio automatico. Le più diffuse sono i PikUp, i Suv e le familiari (grandi). Per me rimarrà un grande mistero l'utilizzo dei PikUp con quattro posti passeggero e il vano vuoto dietro. Qui pare essere di moda ma proprio non ne capisco l'utilità. A meno che uno non debba traslocare vitanaturaldurante non credo possano avere altro utilizzo. Tra l'altro con il mal tempo e la neve il vano si riempie e si sporca quindi o bisogna comprare una costosissima copertura oppure diventa una specie di piscina sporca. Boh! Ecco un esempio.


Ma passiamo alla nostra scelta. Prima di tutto bisogna ricordare il contesto: noi appena arrivati, 30 gradi sotto zero, senza casa, senza macchina, senza conoscenti e con Memole in ospedale. In questo contesto cercavamo casa e macchina (e parecchie altre cose) allo stesso tempo. Io passavo ore a visionare pagine web di macchine usate in loco mentre Mr. F. era occupato nelle prime giornate di training per iniziare il lavoro (mi sono fatta una cultura che non avrei mai pensato), e quando Memole all'ospedale dormiva la siesta chiedevamo agli infermieri il favore di darle un'occhio e scappavamo a vedere dal vivo le macchine addocchiate su internet.

Un'altra cosa da sottolineare è che qui non esistono revisioni obbligatorie. Tra l'altro, quando ti vendono una macchina, non sono tenuti a dirti esattamente come stia ne a mettertela a posto. La puoi provare ma devi fidarti di un buon occhio. A posteriori credo che la cosa migliore da fare (ammesso che si possa), sarebbe chiedere la macchina per qualche giorno, farla vedere da un meccanico fidato (noi ovviamente non ce l'avevamo) e valutare se vale la pena spendere.

Insomma, la nostra scelta ricadeva tra due generi: o un'utilitaria (ma ce ne erano veramente poche in buono stato) o una familiare (di quelle grandi). Una via di mezzo non c'era. La nostra precedente esperienza è stata con una Peugeout 206 cinque porte (tanto bella, cara e buona, eh?). All'arrivo di Memole ci sembrava di stare sotto vuoto. Ma che ve lo dico a fare, lo sapete già  che più un bambino è piccolo più occupa spazio. Quando andavamo a fare lo spesone dovevamo decidere tra la spesa nel bagagliaio o il passeggino. Per non parlare po quando avevamo più di un ospite. La nostra 5 posti era occupata per quasi due posti dal seggiolino di Memole. Ormai poi le gambe di Memole non ci stavano più e battevano sul sedile anteriore.

Abbiamo deciso quindi per una familiare 7 posti, anche perché, sperando nel nuovo arrivo, avevamo paura della possibilità dei gemelli (mia madre è gemella quindi la cosa non è poi così remota). Ora siamo contenti che con la piccoletta possiamo dire di occuparne almeno più della metà, perché prima ci sentivamo un pò ridicoli (ma per gli standard di qui non lo siamo!).

Abbiamo scelto una Chevrolet Venture (sentita la marca ma mai il modello. Qui è ultra-famosa) del 2002. Ed era una delle più giovani! L'abbiamo pagata 4.300 dollari che corrispondono circa a 3.200 euro. Ovviamente, siccome per noi la sicurezza è prioritaria, abbiamo fatto fare di tutto perché sfiorasse la perfezione (in sicurezza). Abbiamo quindi speso altrettanto per farla rimettere a posto. C'erano varie cose che non funzionavano impossibili da verificare con una prima occhiata. Come per esempio l'aria condizionata (mi è addirittura stato chiesto: ma non l'avete provata?? bè, con meno trenta gradi fuori ci sarebbe sembrato che funzionasse alla perfezione) per la quale abbiamo pagato quasi una follia (ma era indispensabile perché qui fa un caldo torrido d'estate), un finestrino che non funzionava (nemmeno quello l'abbiamo controllato) e molte altre cose che non saprei dire. Diciamo che da poco siamo rientrati nelle spese di manutenzione normali di una macchina. Abbiamo fatto cambiare tutte le ruote e sembra che per ora sia perfettamente funzionante (ma non parliamo troppo in fretta).

Nonostante abbia quasi 10 anni direi che li porta bene. È un modello molto avanti rispetto a quelli a cui siamo abituati (o a quelli che c'erano 10 anni fa in commercio in Europa). È tutta automatica (anche uno sportello laterale ed è una funzione comodissima) ed ha il cruise. Puoi cioè settare una velocità che rimane costante (ovviamente è utile in autostrada) lasciando quindi l'unico pedale (non esiste quello della frizione).

Noi siamo molto contenti, è estremamente confortevole, soprattutto per me in gravidanza siccome ha l'altezza perfetta per non dovermi piegare ne salire gradini per entrare. Io mi sono sentita da subito molto sicura nel guidarla (a parte quando inveivo contro la dimensione nel momento in cui ho dovuto fare il test di guida). Ma in fondo la dimensione è stata indispensabili per i nostri molteplici viaggi all'Ikea risparmiandoci i soldi degli eventuali trasporti.

Penso che quando (quando????) torneremo in Europa sarà veramente difficile disabituarsi al confort dello spazio nella macchina. È davvero un lusso!

Bando alle ciance, vi presento il nostro bolide parcheggiato sotto casa. Memole dice che non è una macchina, è un pulmino!













Qui la versione andiamo a comprare l'Ikea!!


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