lunedì 28 febbraio 2011

Abilità cognitive, motorie e valori. Cos'è importante per i nostri figli?

Nostra figlia non é mai stata precoce nel raggiungimento delle normali tappe di sviluppo. Che dico, precoce? Per essere precisa é sempre stata in evidente ritardo su tutto (ha preso da me, lo devo ammettere): ha gattonato a 13 mesi, camminato a 17, i primi denti li ha messi a 11, non é spannolinata e non posso dire che parli. Piuttosto sbiascica parole incomprensibili mescolando senza troppo problemi l'italiano e lo spagnolo. Persino i capelli le crescono lentamente.

Durante la gravidanza mi dilettavo nelle letture dello sviluppo fetale mese per mese immaginandomi questa fantomatica crescita senza poterla verificare. Più avanti mi sono fatta regalare il proseguimento di suddetto libro sullo sviluppo del bambino fino all'anno. Non lo faccio mai più. Perché in quel libro i bambini si mettono da soli a pancia in giú a 2 mesi, gattonano a 5, camminano a 7, e arrivano alla laurea al compiersi del primo anno.

Sebbene la pediatra mi abbia sempre rassicurato sul corretto sviluppo di Memole... é cosí inevitabile fare confronti... Poi arrivata qui negli States mi hanno fatto compilare migliaia di test sull'andamento della sua crescita. E io mi chiedo: ma a cosa diamo valore? se camminano e parlano presto? se saltano con due gambe parlano e leggono in seconda materna? se sanno contare fino a 1000000? se sanno due o tre lingue?

Nei miei anni milanesi ho lavorato in un asilo basato sul metodo della stimolazione precoce. Sebbene sia d'accordo con il fatto che in determinati anni il bambino sia una spugna e apprenda tutto con molta facilità, non credo che si debba cercare a tutti i costi di stimolarlo costantemente. Ovvio, se il bambino dimostra curiosità e predisposizioni innate é giusto coltivarle, ma non tutti i bambini sono uguali. E poi c'e un altro problema: siamo preparati ad accogliere dei bambini che arrivano in prima elementare e sanno leggere, scrivere, fare i calcoli? Ci sono strutture che "proseguono" con questo metodo anche più avanti? Saranno capaci i bambini di apprendere con lo sforzo e pazienti per aspettare il ritmo del resto della classe o si annoieranno e per questo la loro prima impressione scolastica sarà pessima?

Ovviamente quello che penso é che siamo ancora molto lontani dal poter contare su di una struttura che sappia appoggiare un bambino con abilità superiori o una preparazione più ricca.

E allora mi chiedo: quante persone arrivano a 15 anni (per dire un'età) senza saper leggere o fare i conti? E quanti arrivano alla stessa età senza sapere cos'è la generosità, a sapere riconoscere le emozioni proprie ed altrui, a saper rispettare le regole, a saper sforzarsi per apprendere qualcosa che piace o che non piace, a socializzare??

Di Memole mi chiedono sempre le stesse cose: se parla, se ha il pannolino, se sa fare le scale da sola, se sa saltare etc. Penso che in generale viviamo in una società in cui si valorizzano molto di più questo tipo di abilità rispetto all'educazione dei sentimenti e dei valori.

E allora io vi dico che Memole, secondo i loro canoni, é una disadattata motoria e cognitiva. 
Però mi chiede se sono triste o stanca quando mi vede diversa, piange quando alla TV vede che c'è qualcuno che fa male a qualcun'altro, dice quando é contenta o arrabbiata o stanca. É generosa: all'inizio non vuole dare ciò che è suo ma poi cede anche il suo peluche favorito. Disobbedisce ma dopo tre minuti chiede scusa. Sempre. Dice per favore e ti ringrazia addirittura quando la stai aiutando a vestirsi. Sta con tutti i bambini ed é delicatissima ed attenta. Ti abbraccia quando meno te lo aspetti. Si fida di tutti e sta con tutti. Con allegria. Quando non riesce a fare qualcosa ci riprova, poi dice "aiuto mamma". Sa parlare sottovoce quando ce n'è bisogno, sa stare zitta, sa ascoltare. È decisa ma docile, non si fa mettere i piedi in testa ma non te li mette. Sa aspettare qualunque cosa: un pasto, un regalo, un evento speciale, l'attenzione della mamma o di papà, con pazienza.

Mia cara figlia, avrai tempo per parlare addirittura più lingue, per imparare a leggere e a fare i conti. (Spero anche che possa togliere il pannolino prima di doverlo rimettere quando sarai anziana). 
Ma il resto... quello no. Continua cosí!

venerdì 25 febbraio 2011

Ricostruirsi la vita tra entusiasmo e momenti bui

Quest'esperienza è un'altalena a cui faccio fatica a stare dietro. Si alternano giorni -che dico, attimi- di sprizzante entusiasmo a momenti in cui passerei il tempo a piangere. I passi che stiamo facendo sono importanti, sicuramente, però ancora troppo piccoli per poter considerare di stare bene.

La cosa difficile è stata passare da una vita organizzata ed appagante dal punto di vista relazionale e professionale, ad una vita che scorre lenta, dove é difficile capire e farsi capire, chiusa dentro le mura di casa, padrona di un tempo troppo esteso e troppo vuoto. Ma alla fine questo tempo non lo possiedo perché quanto più é lungo quanto meno mi permette di fare qualcosa: faccio molto meno rispetto a quello che facevo prima e mi sembra comunque di non avere tempo per fare. Il fatto di non aver potuto utilizzare la macchina durante tutto questo tempo mi ha costretto a stare chiusa. Il seggiolino di Memole infatti è dentro gli scatoloni. Per alcune occasioni lo abbiamo affittato, ma solo in giorni isolati.

Ecco, la storia degli scatoloni é deprimente. Sono più di due mesi che li stiamo aspettando. Risulta che si sono pure sbagliati e li hanno mandati a New York. Ieri finalmente sono arrivati a Minneapolis e ci hanno illuso che oggi potessero arrivare qui. Ma da poco abbiamo chiamato e ci hanno detto che per motivi burocratici (documenti, etc.) non arriveranno prima di martedì. Cioè sono a un'ora e mezza da qui e non possono ancora portarceli. Mi viene voglia di affittare un camion e andarmeli a prendere!

L'intera giornata passata con Memole spesso non è un'occasione per inventare qualcosa di creativo assieme a lei, anzi, il tempo che 'siamo costrette' a passare assieme a volte diventa vuoto, non organizzato, perché non vivo un luogo per me e quando sto con lei lo cerco e mi sento ancora più vuota e in colpa.

La difficoltà di uscire, l'incertezza di guidare, la paura di non essere capace di farmi capire, la poca conoscenza del posto e delle possibilità che offre, mi fanno sentire in gabbia. E mentre cerco di uscire, in fondo, mi sento incapace, impotente, non convinta di poterlo fare.

So che non ho pazienza, che vorrei che si potesse costruire tutto subito, che le cose in fondo non vanno male, che devo approfittare di questo momento. Ma non so nemmeno da dove cominciare per ri-costruire la mia vita, le mie relazioni. Cerco di andare a fondo e pensare alle mie passioni, alle mie aspirazioni, a come vorrei organizzare un tempo solo per me. Ma poi mi sento bloccata. E in colpa. Perché non sono quella che vorrei di fronte a me stessa, di fronte a mio marito, di fronte a Memole.

Non sono pentita delle scelte fatte. Sono molto fiduciosa nel futuro e convinta che questa situazione ci possa offrire grandi opportunità: ci sono tutte le carte perché sia cosí. Ma l'attesa si fa pesante e lunga. É molto tempo che vivo galleggiando, pensando che é solo un momento di passaggio: la tesi, il trasloco, la nuova vita. E ho molta voglia di approdare ad un punto fermo.

Lo so, l'avevo messo in conto, però a volte mi sento affondare e confondermi nel tram tram ripetitivo di giornate in cui mi sento di non servire a nulla...

Vabbé, scrivo in un momento giù. Magari torno a scrivere tra 5 minuti e sono già entusiasmata per la stupidaggine del secolo. Però qui si vive così adesso...

mercoledì 23 febbraio 2011

Impressioni del primo giorno

Lunedí dovevo raggiungere il mio "posto di lavoro" in macchina. Era la prima volta che guidavo da sola qui. E...attenzione, guidare una macchina completamente automatica (che è il doppio rispetto alla nostra ex Peugeot 206) in strade sconosciute con una segnaletica incomprensibile, ha merito. Se poi aggiungi: 1. Memole che non smette un attimo di chiamarmi e pretende risposte immediate; 2. lunedì è scesa la nevicata del secolo (o forse qui è normale) e ho fatto praticamente sci di fondo con la macchina per le strade (siccome la segnaletica era introvabile nascosta sotto vari centimetri di neve), ecco, allora mi merito davvero un premio.

Comunque siamo vive. Il pomeriggio é andato molto bene. In casa mi aspettava un assortito gruppo di persone e generazioni: la signora (Kimara) e i suoi due figli, la baby sitter, la mamma della baby sitter e la figlia della baby sitter (che ha 2 mesi circa). Da quello che ho capito la mamma della baby sitter faceva la baby sitter a sua nipote, la baby sitter faceva la baby sitter al bambino di 9 mesi, io facevo la baby sitter in spagnolo al bambino di due anni e mezzo (si chiama Liam) e, a tratti, la mamma di Memole, mentre Kimara faceva la baby sitter a qualunque bambino si trovasse sotto mano. Capito??

Tutto questo condito da un cane inquieto e un gatto (non chiedetemi i nomi che non li ho capiti) che sarebbe volentieri passato a miglior vita piuttosto di dover sopportare gli inseguimenti di due bambini indemoniati (Memole e Liam).

Liam mi ha lasciato sconvolta e ha messo a dura prova la mia coscienza di madre. È più piccolo di Memole di 15 giorni. Parla perfettamente inglese e spagnolo (il primo anno e mezzo è stato accudito da una baby sitter spagnola), sa l'alfabeto in tutte e due le lingue, sa contare fino a 20 e più in tutte le due lingue, ha un dominio del linguaggio che in alcune cose quasi mi supera (i nomi di tutti gli animali in spagnolo!!), sa tutti i colori e le sfumature dei colori e sa distinguere tra le due lingue (quando gli chiedi "come si dice questo in spagnolo o in inglese" risponde perfettamente).

Memole non sa fare nessuna di queste cose.
Sono ancora provata.

Però sono anche contenta perché Memole non é stata felice, di più. Nella casa c'era una quantità di giocattoli che lei probabilmente non ha mai visto in vita sua, c'erano bambini, c'erano animali, c'era tutto. Quanto hanno giocato! Liam, oltre che essere molto sveglio, è anche molto socievole ed affettuoso e Memole...bè in questo supera chiunque! Si sono divertiti tantissimo assieme ed abbiamo parlato molto in spagnolo. Memole, che nell'ultimo periodo sembrava l'avesse abbandonato completamente, ha cominciato a parlarlo di nuovo (si tratta di qualche parola, eh?). Quindi sí, sono felice! Lei non fa altro che chiedermi quando torniamo. La prossima volta sarà domani.

Questa famiglia è davvero speciale, sono molto dolci e accoglienti, Kimara è rimasta entusiasta dell'esperimento e ci ha addirittura invitati a cena. Mi sento un pò meno sola...


lunedì 21 febbraio 2011

Ho un (piccolo) lavoro

...e inizio oggi!!
Abbiamo trovato un annuncio sulla pagina della clinica dove lavora Mr. F. Si tratta di stare con un bambino della stessa età di Memole e parlare in spagnolo. L'altra settimana abbiamo conosciuto i genitori e ci sono piaciuti. Andremmo due volte a settimana, io e Memole. Questo bambino ha anche un fratellino che ha 9 mesi (ma starà con la baby sitter).

La famiglia era talmente entusiasmata che mi ha addirittura chiesto se potessi sostituire la baby sitter (che sta per andarsene) e lavorare dal lunedì al venerdì fino alle 17.30. La proposta era interessante perché sarei potuta andare con Memole (quindi non spendere nulla di asilo), guadagnare tanti (moltissimi) soldi a settimana e in contanti.

Ma ho detto di no. Per un breve periodo forse l'avrei pure fatto per mettere da parte qualcosa, ma evidentemente avevano bisogno di stabilità. E non mi vedo i prossimi dieci mesi come baby sitter. Non mi piaceva l'idea di impegnarmi a tal punto da precludermi qualsiasi altra possibilità lavorativa più attinente alle mie aspirazioni ed ai miei titoli.

Un pò mi sento in colpa perché avrebbe risolto molti problemi (la possibilità di guadagnare così tanto senza avere tasse e nemmeno la spesa di sistemazione di Memole non si trova da nessuna parte, perlomeno nel mio ambito), però ho bisogno di pensare che qui c'è anche uno spazio per me, che non devo per forza buttare nel cestino un sudatissimo dottorato, che ho bisogno di stare in mezzo agli adulti e coltivare le mie aspirazioni.

Insomma, alla fine la prima proposta è la migliore per tutti in questo momento. Sono molto contenta per Memole perché potrà stare con altri bambini e riprendere un pò lo spagnolo che lo sta dimenticando (in casa lo parla solo Mr. F.). Poi è una possibilità per me di uscire e, ultimo ma non meno importante, guadagnare qualcosa, anche se solo fosse coprire la spesa di due settimane mensili.

Sono felice.

mercoledì 16 febbraio 2011

Com'è bello stare insieme a te (quando non fai il polipo)


Quando facevamo progetti per venire a vivere in America, sapevo perfettamente che avrei dovuto passare i primi tempi tutto il giorno assieme a Memole.
Se da una parte la cosa non mi dispiaceva dall'altra un pò mi spaventava perché alla fin fine, nella mia precedente vita spagnola (ho più vite!!) lavoravo fino alle 15.30, alle 16 andavo a prenderla all'asilo e poi a casa si faceva un lunghissimo pisolino fino alle 18.30-19. Quest'orario strampalato era dovuto da una parte alla difficoltà di Memole di dormire all'asilo. Il risultato era che tornava a casa irritata e stanca però non tanto da voler tornare a letto. Dall'altra rispondeva anche alla mia esigenza di poter continuare a scrivere la tesi ed a organizzare un pò la casa. Quindi alla fine il tempo reale con lei si riduceva a due orette al giorno.

Per questo avevo paura di non saper realmente stare con mia figlia, di non conoscerla. Prima di andarcene dalla Spagna ho chiesto un lungo colloquio con la sua maestra per sapere cosa le piaceva fare, cosa no, come si comportava, etc.

L'inizio americano, come sapete, è stato tutt'altro che facile. In più le temperature impediscono qualsiasi programma fuori casa. All'inizio non è stato affatto facile stare con lei. Tornata dall'ospedale era molto appiccicosa, non mi mollava un attimo e mi sentivo un pò soffocata dalle sue esigenze di vicinanza. Poi non c'erano nemmeno giochi con cui potesse passare un pò di tempo individualmente e così mi sono dovuta adattare ad una "bambina polipo". In quei giorni era difficile anche poter avere un pó di privacy  in bagno!

Quindi, dopo essere stata un pò tollerante ed aver piano piano costruito la sua zona gioco, ho iniziato a ri-insegnarle a organizzare le attività di gioco anche da sola. Specialmente la sera, dopo essere stati tutti e tre insieme e mentre parlavo con Mr. F., lei si dimostrava molto invadente ed abbiamo dovuto dirle ripetutamente che c'era anche il momento in cui io e papà avevamo bisogno di parlare senza che lei mi si spalmasse addosso rovesciandomi una cascata di richieste più o meno urgenti.

Da qualche giorno abbiamo ripreso i ritmi normali. Con non pochi capricci ho dovuto essere ferma e decisa nel delimitare i miei spazi fisici e temporali dai suoi e le ho suggerito molte attività che poteva fare da sola e nello spazio che abbiamo costruito per lei. Ora sembra che le cose si siano riequilibrate.

Godiamo molto dei momenti assieme, facciamo lunghe e gustose colazioni sedute sul divano con quella complicità che solo le donne sanno sentire, giochiamo a nascondino, corriamo, ci facciamo il solletico, facciamo le pulizie, leggiamo libri. Ma riusciamo anche a fare le nostre cose in pace. Posso stare al computer, leggere un romanzo, fare una telefonata, scrivere a un'amica, guardare un programma che mi piace, mentre lei organizza con fantasia i suoi giochi. Finalmente ha ricominciato a reinventarsi il gioco da sola e devo dire che è molto creativa.

Spero più avanti e presto di trovare spazi anche non condivisi di vita. Si vede che lei ha bisogno di stare con altri bambini e io con altre persone adulte. Però per il momento mi sto godendo questa situazione privilegiata.

E voi? Anche i vostri bambini tendono ad essere dei polipi o si organizzano autonomamente? Come gestite la divisione degli spazi fisici e mentali?

p.s. l'autrice della foto è la zia I. Se non ci fosse lei mi mancherebbe il ricordo di tanti di questi momenti...

sabato 12 febbraio 2011

Diario di un Sudamericano in America del nord



12 Agosto
Oggi finalmente mi sono trasferito nella mia nuova casa. Che pace qui, tutto è tanto tranquillo e tanto bello, che bei paesaggi e che città stupenda. Non sto nella pelle per vedere le colline coperte di neve. Davvero, qui è tutto bello. Meno male che ho lasciato il calore, il rumore di Rosario, non potevo più sopportare l'umidità e le zanzare. Pero qui sì che è bello.

14 Ottobre
Questo posto è la cosa più bella che abbia visto in vita mia. I colori delle foglie, passeggiare per i boschi e poter vedere le quattro stagioni dell'anno. Questa mattina ho visto un cervo. Che bell'animale, con la testa alta, le sue corna sembrano una corona. Senza dubbio è il Re del bosco. Qui è come stare nel paradiso. Questa sì che è vita! E pensare che ho vissuto anni nell'inferno di Rosario.

11 Novembre
Ogni giorno questo posto mi piace di più. Tra poco comincia la caccia al cervo. Non posso pensare che qualcuno voglia ammazzare quest'animale così bello e inoffensivo. Sta arrivando l'inverno e presto inizierà a nevicare. Questa sì che è vita!

2 Dicembre
La scorsa notte è nevicato. Che allegria! Mi sono svegliato e tutto era coperto di neve. Sembrava una cartolina. Sono uscito per spalare e mi sono buttato e rivoltato nella neve dalla gioia. Dopo ho fatto a pallate con il vicino: un'autentica guerra di neve. Che bello vivere qui. Lo spazzaneve è passato pulendo la strada e ho dovuto spalare un'altra volta la neve che mi ha tirato di fronte a casa. Come sono felice.

19 Dicembre
La scorsa notte è nevicato di nuovo. Lo spazzaneve è passato e ho dovuto pulire l'entrata del garage due volte.

22 Dicembre
La scorsa notte è nevicato ancora. Quando ho finito di spalare è passato lo spazzaneve e ha riempito di nuovo l'entrata di casa di neve sporca. Non sono potuto andare al lavoro per colpa della neve. Sono un pò stanco di spalare neve. Oggi ho chiamato mio cugino che vive a Rosario e la zia mi ha detto che era andato con tutta la famiglia al mare. *###**#

25 Dicembre
FELICE BIANCO NATALE! Qui non smette di cadere questa mer## bianca, ho le mani piene di calli per colpa della pala. Credo che il cornuto dell'autista dello spazzaneve mi stia spiando da dietro l'angolo perché quando finisco di spalare, il simpaticone passa e mi riempie l'entrata di neve sporca.

27 Dicembre
La scorsa notte è nevicato ancora di più. Sono tre giorni che sono chiuso in casa, esco solo per spalare neve, e il cornuto di mio cugino in spiaggia. Passo ore davanti alla finestra vigilando lo spazzaneve. Se lo becco lo faccio fuori a pallate. Perché non usano più sale per far squagliare il ghiaccio e la mer## bianca??? Le mie mani non ce la fanno più a spalare e spalare.

28 Dicembre
Oggi sono caduti 60 cm di neve. Ma vaffa##. Oggi si è rotto lo spazzaneve e il facciatosta dell'autista è venuto a chiedermi in prestito la pala. Gli ho risposto che avevo già rotto tre pale per colpa della neve sporca che mi tira davanti a casa. Ho rotto la quarta sulla sua testa.

31 Dicembre
Il cretino delle previsioni si è sbagliato di nuovo. Non sono caduti 30 cm di neve ma 60!! Ma che se ne vada a cag###. Qui non c'e niente da fare per festeggiare l'anno nuovo, nessuno può uscire per colpa della maledetta neve, non si sente niente in spagnolo alla radio. Nemmeno un tanghetto per rallegrare lo spirito. Sono stanco e mi sento molto solo. Ho riprovato a chiamare mio cugino però era in piscina e non è venuto a rispondermi, quel figlio di ###. Lo str### sta per fare una grigliata nel giardino e io qui, senza nemmeno poter mettere il naso fuori.

5 Gennaio
Oggi finalmente sono potuto uscire di casa per cercare qualcosa da mangiare. Ho passato 4 ore spalando per tirare fuori la macchina dalla montagna di mer## bianca dove è rimasta sepolta più di una settimana. Alla fine, dopo 2 ore e 3 cariche di batteria, è partita. Vaffa### alla macchina, alla neve e a questo posto di mer##.

15 Febbraio
La scorsa notte ho sognato che ero in Argentina, che avevo una casetta per i fine settimana e il sole mi bruciava la faccia. Oggi mi hanno pagato 73 maledetti dollari per 3 giorni di lavoro. Gli altri giorni sono stato chiuso in casa per colpa della neve di mer##. Mio cugino mi ha inviato un CD e sono 4 ore che lo sto ascoltando. Ah, se potessi essere in Argentina in questo momento!

20 Febbraio
Oggi sono potuto uscire per andare al supermercato. Mentre stavo guidando, un cervo ha attraversato la strada e per schivarlo mi sono schiantato contro un albero. Alla mer## tutti questi animali che non servono a un ca##. La riparazione della macchina mi viene 3000 dollari. I cacciatori dovevano ammazzarli tutti questi cervi del ca##.

2 Marzo
Ieri sono scivolato nel ghiaccio e mi sono slogato una caviglia. Dopo, il figlio di... dello spazzaneve è passato e ho tutta la casa coperta di neve e fango. Voglio vendere la casa e andarmene da questa mer##.

23 Aprile
Mi hanno tolto il gesso. Mi ha chiamato il meccanico dicendomi che mentre stava riparando la macchina ha visto che era messo tutto male nella parte sotto, per colpa del sale che usano per sciogliere la neve. Non so a chi gli viene in mente di spargere il sale per far sciogliere la neve!!! Vaffa### alla macchina, alla neve e agli Stati Uniti.

15 Maggio
Oggi finalmente ho venduto la casa ad un cornuto americano. A chi gli viene in mente di vivere qui?? Bisogna essere matti per vivere in questa mer## fredda e solitaria, è meglio la morte. Oggi torno in Argentina, non vedo l'ora di arrivare. Viva il calore, l'umidità e le mosche. Domani vado a fare una grigliata e dopo vado al mare con mio cugino. Questa sí che è vita.


*Liberamente tratto e personalmente tradotto da un famoso testo in spagnolo che gira in internet. Noi abbiamo gli addetti che si occupano di spalare la neve davanti alle case, ma il resto non è poi molto differente....
Ma siamo ancora nella prima fase. Tempo che arriviamo alla seconda sarà già primavera!!!

** Sì, la foto l'ho fatta io. In un giorno qualunque.

giovedì 10 febbraio 2011

In America è tutto più grande


Qui si fa la spesa in grandi, infiniti mall.


da notare i barattoli di patatine...


...le confezioni di gelato...


...torte e pasticcini (credo sia tutta scena, non penso affatto siano buoni. Con quest'aspetto di plastica poi...).




...il parmigiano....


Funghi in scatola.


...i crackers e la pasta (la pasta ha un sapore terrrrrribile)....


I miei cereali preferiti. In Italia e in Spagna si tratta di sottili fiocchi con riccioli di cioccolato. Vi invito ad ammirare la grandezza dei fiocchi e i mattoncini di cioccolato (pessimo). Scusate ma la foto si è rifiutata di girarsi.


No, questo non è detersivo, è una damigiana di latte.


Succo di frutta (questa é la confezione piccola).


 Anche gli Americani sono...più grandi (per lo meno qui).


C'è un'altra cosa che è esagerata ma che ho il decoro di non postare: l'acqua nel cesso. Si ha la  sensazione che il bagno sia perennemente intasato...

Questa è l'America...

lunedì 7 febbraio 2011

Ikea: l'epilogo

Dopo la prima tragica puntata all'Ikea, e soprattutto grazie ai vostri apprezzatissimi commenti che mi hanno svelato il segreto di ogni tavolo, mi sono convinta che il danno non era poi tanto grave e che avrei trovato una maniera creativa per sistemare l'ingiusto danno.
Ma Mr. F. non è come me. Il suo motto è "le cose vanno fatte bene" (il mio è "le cose vanno fatte", poi se riesci a farle anche bene meglio) e gli era rimasto in bocca il sapore amaro di una sconfitta (sì, lui la vive così), di una cosa non terminata. Quindi aleggiava nell'aria la malsana idea di tornare a reclamare i nostri diritti di consumatori. Anche se un vicino ci aveva rassicurato che all'Ikea ci saremmo comunque dovuti tornare per una cosa o per l'altra, e che avevamo a disposizione novanta giorni per reclamare. Per questo motivo consigliava di prenderci le cose con calma.

La situazione non piaceva molto a Mr. F. che stavo difficilmente trattenendo dall'idea di smontare il tavolo in quattro e quattr'otto e correre all'Ikea seduta stante.

Giovedì arrivano i restanti mobili. E cosa c'era tra mobili inviati??? ok, avete indovinato, la seconda parte del tavolo MARRONE (che avevano assicurato non esserci tra i mobili da spedire quando Mr. F. era tornato a reclamare la seconda volta). Vabbè, pensiamo, poco male, se mai ritorniamo all'Ikea lo restituiamo altrimenti ci inventiamo qualcosa per riutilizzare quattro gambe di tavolo marroni (cosa poi??? la mia creatività non fa scintille).

Giovedì sera, all'arrivo dal lavoro di Mr. F., inizia il laboratorio di montaggio. E qui si potrebbe scrivere un manuale intitolato "dimmi come costruisci i mobili dell'ikea e ti dirò chi sei". Mr. F. misura lo spazio necessario di cui ha bisogno, prende la valigetta degli attrezzi e recluta l'esercito di cui ha bisogno, apre meticolosamente il cartone senza romperlo in nessun punto, tira fuori le istruzioni, vede quanti punti sono e calcola il tempo che ci metterà a montare, tira fuori viti e bulloni e li separa per genere. Li conta e controlla che il numero corrisponda alla realtà. Comincia a costruire con estrema concentrazione e seguendo tutto punto per punto (non senza mandare qualche nome ogni tanto), non si muove dalla postazione fino a quando non ha finito TUTTO. Tutto vuol dire TUTTI i mobili che ci hanno mandato. Preferisce non mangiare, non dormire, non andare in bagno, piuttosto che vedere cose in giro non montate alla perfezione.

Io prendo la scatola dell'Ikea. Con fatica la ribalto nell'unico posto dove posso arrivare con un simile peso. Apro il cartone ermeticamente sigillato con colla. Prima con il coltello, poi con le forbici, poi con le unghie e poi con i denti. Intorno a me solo coriandoli di cartone. Il posto è minuscolo ma comincio a spargere pezzi dovunque. Rovescio per terra bulloni e attrezzi in un unico montoncino e li pesco all'occorrenza. Seguo le istruzioni a grandi linee facendomi guidare dall'intuizione. Ogni mezz'oretta mi concedo un break, una puntata al pc, uno snack in frigo, un pisolino. Se i bulloni non entrano smartello, se i pezzi non si assemblano mi ci siedo sopra, se una vite avanza la metto da parte come pezzo di ricambio.

Per essere sincera ho dovuto montare uno sgabello tre volte. Però Mr. F. ha fatto un errore che se non fossi intervenuta io con i mie duri metodi (prendi la chiave inglese, fai un buco e tira fuori le viti con la tenaglia) sarebbe stato irrecuperabile (e Mr. F. si sarebbe senz'altro suicidato).

Comunque, dicevo. Dopo che Mr. F. mi ha più o meno trascinato nella maratona della costruzione arriviamo all'ultimo pezzo: il divano (era mezzanotte). Io dico che mi rifiuto di farlo, Mr. F. dice che fa da solo. Quando prendiamo lo scatolone (perchè alla fine mi fa pena lasciarlo lavorare da solo) vediamo che i cari signori del trasporto avevano fatto un buco enorme. Brutto presentimento. Apriamo tutto e cosa scopriamo??? Che manca il sacchetto con tutti i bulloni e le istruzioni di montaggio!!!!!!!!!!!

A quel punto l'OVVIA decisione è stata che avremmo sacrificato un altro sabato per andare all'ikea, restituire la parte di tavolo in più, farci dare il tavolo nuovo e...chiedere i bulloni e le istruzioni di montaggio del divano. Affittiamo il seggiolino auto (gli scatoloni non sono ancora arrivati. Per un errore sono a New York. Chissà se mai li riceveremo....) e rifacciamo la nostra gita.

Al bancone restituzioni Mr. F. fa uno sforzo immane per spiegare la storia del tavolo. Per cambiare il tavolo sfregiato ci chiedono lo scontrino, ovviamente. Mr. F. tira fuori lo scontrino del primo acquisto,  lo scontrino del cambio e....manca lo scontrino che dimostra l'acquisto del secondo tavolo (nero). Mr. F. sbianca. Io divento verde. Per la seconda volta in una settimana evitiamo il matrimonicidio. Scarico la mia rabbia sul malacapitato commesso e impreco in italiano, in spagnolo, poi forse anche in giapponese contro il poveretto (il linguaggio verbale e non verbale non ha confini quando si è arrabbiati). Niente da fare. Senza lo scontrino giusto non ce lo cambiano. Per lo meno ci danno i bulloni del divano (che montiamo sabato notte).

Morale, Domenica mattina presto, Mr. F. (per autopunirsi della sua dimenticanza, dice) prende lo scontrino (questa volta quello giusto) e torna all'Ikea per la quarta volta in due settimane (chi mi dice che è un santo, sì lo è). Appena tornato con il nuovo tavolo (aperto e controllato all'ikea) lo monta (alle 4 di pomeriggio senza nemmeno aver pranzato).

Ed abbiamo un bellissimo ed immacolato (anche se nero) tavolo. Oltre che avere un comodissimo divano. E la casa montata.
E spero che sia l'ultimo capitolo ikea.

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