giovedì 28 aprile 2011

Spannolinamento: missione compiuta!!

É con grande commozione, sorpresa, emozione che vi annuncio una grande gioia: Memole da circa un mesetto ha detto addio al pannolino diurno!!

Ma andiamo per parti. L'operazione spannoliniamoci era iniziata parecchio tempo fa. Qualcuno mi chiese perché iniziarlo così presto. Il fatto é che il trasferimento era nell'aria da un pò, quindi non volevo far coincidere troppi cambiamenti nello stesso periodo, considerando anche la meta di destinazione non certo famosa per il clima accogliente e non volendo rimandare la cosa all'estate dei tre anni. Ho pensato, se va bene perfetto, altrimenti si rimanda. Tutto é iniziato con quello che la mia famiglia definisce "il trono" (ah quanto mi manca!!) con risultati disastrosi. Poi, durante l'estate, le cose sembravano andare un pó meglio, anche se in realtà tra noi due ero più io che avevo imparato quando doveva farla, e quindi a convincerla, piuttosto che lei che di certo non mi avvisava.

Poi, tornando all'asilo, una regressione. Più che altro un netto rifiuto a voler andare in bagno condito da pianti. La situazione generale era abbastanza complicata di per sé e io avevo i nervi a fior di pelle per la discussione della tesi ed il trasloco. Ammetto che in quel periodo la questione del pannolino era l'unica che minava seriamente il mio rapporto con Memole. Mi sentivo frustrata. Allora, senza pensarci troppo, ho smesso, anzi, gliel'ho rimesso.

Intanto all'asilo, lei, vedendo i compagni, ogni tanto esprimeva il desiderio di andare in bagno che veniva prontamente assecondato. Poi il trasferimento. Quando si é ammalata faceva fatica ad evacuare per i dolori, ed in tutto questo la parte positiva é che mi sono resa conto che stava iniziando a saper controllare. Quindi, senza impegno né sforzo ma con molta semplicità, a volte la invitavo ad andare in bagno. A volte funzionava, a volte no.

Di fatto però non volevo prendere la questione in mano prima di aver risolto la sistemazione della casa e la serenità di Memole fuori e dentro casa. Oltre alla mia. Una volta raggiunti questi obiettivi ho pensato: "adesso tocca a te"! Presto detto abbiamo comprato il riduttore (l'ho sempre preferito al vasino), i mutanda-pannolini, i teli assorbenti perché potesse sedersi sul divano senza che io rischiassi l'infarto ed ho scartato le 300 mutandine comprate la scorsa stagione.

I primi 3 giorni é andata malissimo. Direi una media di 8 cambi quasi completi al giorno. Ero molto abbattuta, pensavo che non ce l'avremmo fatta. Non solo si rifiutava di andare in bagno, ma, una volta convinta e dopo essere scesa dalla "sua seduta" senza aver depositato nulla, decideva di poterla fare in qualsiasi altra parte della casa. Considerate che abbiamo moquette. Dovunque. In questo, il fatto di aver ripreso l'operazione in un periodo freddo, ci ha aiutate: i pantaloni e i calzini assorbono. Poi il fatto di dover stare in casa per forza alla fine é un vantaggio per poter garantire una continuità.

Un giorno mi é venuta un'idea. Il suo premio per farla dove doveva erano degli adesivi che le attaccavo sulla mano. Ovviamente dopo poco si perdevano. Allora ho pensato: perché non attaccarli su un foglio? Almeno vede i progressi (soprattutto li vedo io e non mi abbatto tanto!) e orgogliosa li fa vedere a papà quando torna (oltre che a tutto il parentado per skype). Detto fatto ho preparato due fogli, uno per me e uno per lei e li ho attaccati alla porta del bagno. Perché due? Perché é nella fase simbiosi quello che fai tu lo faccio io. La scena era: Vai a fare la pipí ?? (mai chiedere vuoi!) No! Allora ci vado io! No io! No, hai detto di no, ci vado io! No io io io! Ok, se proprio insisti....

E cosí all'inizio le mie evacuazioni erano sotto controllo. Naturalmente, per non consumare tutti gli adesivi, sono stata costretta ad andare in bagno di nascosto. Quando é arrivata a due righe di adesivi (quelli piccoli per la pipì, quelli grandi per la cacca), un giorno, tutto ad un tratto, é successo il miracolo. Ha cominciato ad avvisare e ad andare lei da sola, cioè fa tutto da sola, si prende e si mette pure il premio che le corrisponde!!! Da quel giorno non ha perso un colpo. Io non ci credo ancora. Ormai usa le mutandine tutto il giorno, anche quando dorme il pomeriggio e quando usciamo. Riesce a resistere addirittura 3-4 ore. Io sono strabiliata!

Ecco il tabulato (fare le cose dritte non é il mio forte). Il foglio con l'elefante (Ortone) é il suo, quello con la Pimpa il mio. Quando Memole ha diligentemente finito il suo foglio, le ho detto: Puoi attaccare gli adesivi nel mio se vuoi! Lei mi ha fatto capire: sto piffero che i miei meriti te li prendi tu. Ed ha incominciato ad attaccare gli adesivi sul disegno dell'elefante, sulla Pimpa e su Armando. Una volta occupato tutto lo spazio ha deciso che poteva mettere qualche adesivo anche nel mio.


Adesso, e da un pò di tempo, la mattina si sveglia con il pannolino asciutto. Da notare che glielo mettiamo verso le 9 di sera prima di cena e lei si alza alle 9 di mattina. Penso di sfruttare questo momento e, la prossima settimana, vorrei dire definitivamente addio al pannolino. (Pollon, se mi stai leggendo: grazie!!!!! sei stata profetica!!!).

Con il senno di poi mi chiedo se il tentativo di cominciare prima fosse stato prematuro o semplicemente propedeutico a questo successo. Senza dubbio questa volta non cominciava da zero e i primi tentativi hanno giocato a nostro favore. Evidentemente quando abbiamo iniziato non era pronta, non eravamo pronti. Però penso che il risultato sia l'insieme di tutti questi piccoli passi. Mi fa così strano vivere senza pannolini dopo due anni e mezzo, è una sensazione...meravigliosa!!!! (oltre che essere un risparmio notevole!). In più, cosa non da poco, ha acquistato nuova autonomia nel poter vestirsi da sola. E ne va molto fiera.

martedì 26 aprile 2011

Easter Egg Hunt: la caccia delle uova negli USA

Easter Egg Hunt. Leggevo e sentivo pronunciare questa frase molte volte all'avvicinarsi della Pasqua ma non riuscivo a capire cosa fosse. Poi una ricerca su internet mi ha fatto (più o meno) capire che si tratta di una tradizione per la quale, all'approssimarsi della festa Pasquale, si propone una specie di caccia al tesoro delle uova di cioccolato. Tale attività si organizza in molti centri commerciali delle città, nei parchi, nelle scuole etc... Le uova, lasciate visibili su un prato o nascoste in un centro commerciale, sono dei piccoli contenitori di plastica colorati che ospitano diversi cioccolatini. Tutti i bambini sono equipaggiati con secchielli o cestini colorati per "fare il raccolto".



Non potevamo mancare a quest'esperienza! La nostra prima volta non è stata proprio un successo. Siamo arrivati con 3 minuti di ritardo e le uova erano già tutte finite... Per fortuna qualche mamma solidale, senza farsi vedere da Memole, ha tirato per terra alcune uova (siccome i suoi bambini ne avevano raccolte una quantità abnorme) di modo che Memole potesse stupirsi nel credere di averle trovate e riempire la mia borsetta (naturalmente non avevamo il secchiellino adatto, siamo ancora troppo novelli).

Purtroppo al parco c'erano un'umidità ed un freddo abbastanza consistenti. Qui in giro si dice che non sia normale questo mal tempo a fine di Aprile, che siamo stati sfortunati. Vi dico solo che Martedì e Mercoledí nevicava ininterrottamente. Vabbé...


Ci siamo quindi diretti subito al nostro secondo appuntamento al chiuso, in un centro commerciale. Questa volta con un'ora di anticipo. Però non é bastata nemmeno questa accortezza siccome i bambini più grandicelli e veterani si sono catapultati nei posti conosciuti facendo piazza pulita di tutto. Per fortuna poi venivano offerti ai "meno fortunati" delle "uova di consolazione". Un'altra particolarità di questi eventi è che viene ospitato un grande coniglio che fa le foto con i bambini. Memole gli é corsa in braccio saltando tutta la fila, ma l'hanno "perdonata" ed é rimasta un pó lí, a prendersi le coccole. Ovviamente é tornata a casa entusiasmata e felicissima!
Vediamo se il prossimo anno riusciamo ad essere un pò più furbi!



domenica 24 aprile 2011

Tanti auguri di una felice Pasqua!


Il mio augurio, per te che leggi, é che la Resurrezione possa essere una continua rinascita, un nuovo inizio, una fresca Speranza.

martedì 19 aprile 2011

Giveaway amodomio (questa volta sul serio)


Ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto organizzare un giveaway per i miei lettori ma la mia poca manualità-creatività e il fatto di vivere lontana mi hanno frenata. Poi mi hanno contattata da Leostickers e non ho voluto perdere l'occasione! Sicuramente qualcuno conosce già cosa siano i Leostickers siccome alcuni amici blogger ne hanno parlato. Per chi non li conoscesse "sono adesivi professionali che permettono di rinnovare un ambiente rendendolo variopinto, originale ed accogliente". Passate a dare un'occhiata alla loro pagina perché sono soluzioni che fanno sognare, e, se vi piace l'idea, non perdete l'occasione per dare un nuovo aspetto alla vostra casa!!

In palio ci sono due serie di stickers a scelta:

PRIMAVERA




Oppure

MARE



Quali le condizioni?? POSSONO PARTECIPARE TUTTI!!

1. Scrivere un commento a questo post (per farlo c'è un'icona alla fine del post dove c'è scritto #commenti, cliccare questa voce e lasciare il proprio) indicando quali di queste combinazioni pubblicate sulla  pagina di leostickers (cliccate il link della frase) vi piace di più per decorare la camera dei vostri pargoli, nipoti etc. Ricordatevi di firmarvi ALMENO con un nick. Da parte mia vi dico che mi sono innamorata della famiglia "la giungla" (anche perché l'ultimo tormentone di Memole é "Il libro della giungla").

2. Per chi ha un blog: pubblicare il banner (o un avviso di testo) del giveaway in un posto visibile e con il link a questo post. Per pubblicare il banner copiate quest'immagine,


aggiungete un gadget foto e caricate l'immagine non dimenticandovi il link a questo post. In alternativa si può anche segnalarlo in un post.
Per chi non ha un blog: può pubblicizzare come vuole l'iniziativa utilizzando i bottoni in fondo al post, (quelli dopo il link dei commenti per intenderci) dai quali potete direttamente segnalare il post su FB, Twitter, per mail, etc.

3. Condizioni facoltative. Se vi piace questo blog potete diventare sostenitori (lettori). Se può essere di vostro interesse potete iscrivervi  alla newsletter di Leostickers.

Il premio sarà unico (tra le due opzioni presentate) e si otterrà per estrazione.
ATTENZIONE: si puó partecipare fino alla MEZZANOTTE DI VENERDI 20 MAGGIO!!

Buona fortuna!

domenica 17 aprile 2011

Evviva la Primavera...

La scorsa Domenica c'erano 28 gradi (sopra allo zero intendo). Questo fine settimana.... vi lascio le immagini (che a volte valgono più di mille parole -dicono-). Buon Natale!!!





P.S. Oggi ho scoperto che qui si organizza la "festa di Primavera" a fine Giugno. Chissà perché non mi stupisce...

giovedì 14 aprile 2011

La nostra Ikeasa: il playground

Apro il post con una breve introduzione. Quando si entra nella nostra casa non c'è scritto Welcome ma Benvenuti all'Ikea. Perché l'Ikea alla fine è come la Ryanair: la cerchi di evitare ma poi ci cadi sempre. Tutte le strade portano all'Ikea che -ammettiamolo- ha le soluzioni più economiche, comode ed estetiche. Certo il fatto di avere la casa uguale a uno che sta, boh, in Cina, in Texas o in New Mexico (ogni riferimento é puramente casuale, chi vuole intendere intenda) mi fa strano.

Da poco Mr. F. è riuscito ad uscire dal tunnel della sindrome compulsiva di montaggio. Roba quasi peggiore degli antichi sistemi fordiani nelle fabbriche. E mi ha detto pure che, senza mobili da montare, si sentiva un inutile.

E allora indico una giveaway. Vince chi ha più pezzi uguali a noi. Poi, se volete, potete postare foto di come avete fatto uso degli oggetti Ikea. Il premio sono le famose matitine. Chi supera i tre pezzi può anche prendersi il metro (uno solo però). Tali premi si possono ritirare direttamente al centro vendita più vicino a voi. :)

Inizio quindi con il playground. E dico playground perché fa chick e perché qui negli States si trovano playground dovunque.

Qualcuno forse ricorderà le foto della casa vuota. Ecco come ha preso forma.


E nella più classica versione quotidiana.


Inizio quindi a farvi partecipe del mio sapere sull'Ikea. A sinistra potete vedere la lavagna Mala (ma chi non ce l'ha???), il tavolino con le sedie Latt, l'armadietto Trofast con relativi cassetti (la combinazione dei colori non é casuale), il contenitore per giocattoli Kusiner la tenda Koja e la scaletta Bekvam. Vi assicuro che tutti questi nomi li ho detti a memoria, così come conosco perfettamente i prezzi (qui negli States l'Ikea costa meno). So che tutto questo non é un buon segno e non dovrei esserne orgogliosa!

I tappetini colorati sono pezzi di gomma che si assemblano (e non sono Ikea). Siccome Memole colora molto, erano necessari nei punti "a rischio" più che altro per salvaguardare la moquette. Avevo pensato di comprare i simpatici tappetini dell'Ikea, ma avrei avuto lo stesso problema di lavaggio, quindi ho preferito questa soluzione. So di osare troppo, ma tutti i colori (pennarelli, tempere, etc.) sono ben in vista e hanno libero accesso. Per ora Memole si é dimostrata responsabile e mi piace darle questa libertà. Sono pronta a trovarmi un giorno sulle pareti Picasso. Se non altro mi risolverebbe il problema dei quadri che non ci sono!

I cassettini sono divisi per argomento: i giochi per mangiare, i travestimenti, i colori (pastelli, pennarelli, acquerelli, pennelli, colori a dito, gessi etc.), il pongo e i suoi strumenti, i lego, i suoi cartoni animati, fogli per disegnare e album da colorare. Questa sistemazione le permette di saper mettere in ordine da sola.

La rampa per le automobili che vedete in fondo é l'ultimo acquisto fatto in un negozio di seconda mano per bambini e pagato qualcosa come 5 euro (un giorno vi parlerò anche di questo). A Memole piace moltissimo e passa molto tempo a giocare con questa.

La scaletta vicino alla finestra é stata messa perché Memole possa guardare fuori. A lei piace moltissimo farlo. Saluta papà quando va al lavoro e lo avvista quando ritorna, vede il camion della spazzatura, le anatre nel lago, i temporali (abbastanza frequenti qui). Anche questa scaletta, che puó sembrare pericolosa, abbiamo deciso di comprargliela siccome lei é una bambina molto prudente e senza "istinti suicidi". La usa quindi liberamente. Da quella finestra poi assistiamo a dei tramonti mozzafiato.


La tenda é il rifugio di Memole. Nella sua casina (come la chiama lei) le piace fare le costruzioni (non so perché abbia la fissa di farle lì), giocare con il pongo e ovviamente portarci le sue bambole. É anche un ottimo rifugio quando passo l'aspirapolvere. Mi piacerebbe personalizzare un pó più questa tenda come per esempio cucire un'allegra porticina (adesso che ho la macchina da cucire posso buttarmi) o fissare una torcia sul tetto. Il passeggino e il triciclo sono arrivati direttamente dalla Spagna e Memole li adora!


A sinistra potete vedere il materassino del lettino di Memole che non usa più. A lei piace molto giocarci. Ci fa i salti, mette a letto le bambole, si sdraia e fa finta di dormire, fa le capriole. Molto spesso lo mettiamo dentro alla tenda per rendere più completa la sua casina.


Il fatto di avere uno spazio dedicato solo per il gioco di Memole é stata una di quelle caratteristiche che mi hanno fatto innamorare di questa casa. Quando vivevamo in Spagna Memole aveva pochi giochi un pó perché passava molto tempo all'asilo, un pò perché sapevamo del trasferimento, un pó perché credo che fino ai due anni i bambini non abbiano bisogno di molti giocattoli. Ma soprattutto Memole in Spagna non aveva un suo spazio di gioco.

Alzi la mano chi ha i figli che giocano in camera loro e non in sala. In fondo nemmeno a me piace che giochi in camera sua siccome non so mai cosa stia facendo. Però non sopporto il disordine in sala, mentre nel playground mi sembra addirittura estetico. Poi sono contenta di far trovare la sala ordinata quando arriva Mr. F. dal lavoro mentre Memole puó continuare a disordinare un posto che é solo suo. Inoltre non posso lottare perché Memole non sia una figlia polipo se non le do alternative di gioco e intrattenimento interessanti. Per questo motivo, anche se questo spazio é passato per varie fasi, alla fine é stato il luogo che abbiamo completato per primo. L'esigenza era troppo grande.

La sistemazione del playground é strategica siccome é davanti alla cucina ed al tavolo da pranzo e direttamente collegato con il salotto. Posso quindi cucinare o fare i cavoli miei mentre osservo. Mi piace molto vedere giocare Memole senza che lei se ne accorga. (Nella foto si vede il famoso tavolo, a destra c'è la cucina, la porta a sinistra è uno sgabuzzino per le giacche ed il corridoio che porta alla sala). Tutti questi ambienti sono aperti, senza nessuna porta.

Vi lascio con delle foto di Memole nel suo spazio. Lei é contenta di questo suo angolino e passa molto molto tempo lì. È bello osservare tutte le cose che inventa ogni giorno!

Giochi con i cassetti aperti.

Travestimenti con un avanzo di tenda, un cappello regalato a Mr. F. per il suo addio al celibato ed una vecchia cintura mia.

Mille modi di usare il suo tavolino.

La casina di Memole (devo dire che l'igloo é a tema).

La lavagna.

martedì 12 aprile 2011

La cicatrice del cesareo

Non parlo di quella lunga circa dieci centimetri a forma di sorriso e con un colore ed una sensibilità non ben definiti. No. Quella è un tenero ricordo. Un tatuaggio impresso nel giorno e nell'ora esatta in cui un grande pezzo del mio cuore è venuto al mondo. Parlo della cicatrice nei ricordi e nelle sensazioni, formata dalla consapevolezza di aver perso qualcosa che non posso recuperare...

Memole alla trentesima settimana era in posizione podalica. Io presentivo che le cose non sarebbero cambiate ma i medici erano speranzosi: cammina a gattoni per casa (camminaci tu, con un mappamondo nella pancia e con circa 10 kg in più), mettiti in posizione a candela (la bellezza di sentirsi arrivare la pargola in gola), ed altre leggende metropolitane di dubbia provenienza scientifica. Infatti non sono servite a nulla. Alla trentaseiesima settimana il mio ginecologo ha fatto la manovra esterna per provare a far girare Memole avvisandomi che avrebbe potuto provocare il parto, ma nulla. Memole aveva una natica incastrata sotto.

Si è deciso quindi per il cesareo programmato alla trentottesima settimana. Il mio ginecologo mi ha detto che si poteva provare un parto naturale ma che sarebbe stato abbastanza rischioso essendo il mio primo. Quindi mi è sembrato prudente accettare a testa bassa i consigli. Tanto -pensavo- sarei comunque stata cosciente nel momento della nascita.

Il mio cesareo non è andato liscio. Non ha funzionato l'epidurale. Ricordo la sala operatoria fredda, il letto duro, il pancione enorme, il fastidio della fascia per misurare la pressione, l'espressione delle infermiere preoccupate dopo vari buchi inutili, il tempo che non passava... Poi prendono la mascherina e mi dicono: "dobbiamo farti la generale". Io guardo Mr. F. e scoppio in lacrime. Poi non ricordo più nulla.

Mi sono svegliata piangendo. La prima sensazione che noto è un dolore fortissimo al ventre. Mr. F. è lí accanto a me. Gli chiedo ripetutamente se la nostra piccola sta bene, quanto pesa, se è femmina, che ora è. Ero nella sala "risvegli". Ricordo anche l'infermiera che mi chiedeva se volessi che mi portassero Memole. Ma stavo troppo male, mi sentivo svenire, e non volevo rovinare quel nostro primo incontro. Poi mi portano in camera, dove c'era Lei. Erano passate circa tre ore o forse di più dalla sua nascita. La mia famiglia ed alcuni amici erano stati con lei questi primi momenti. Io no.

Ricordo l'attimo esatto in cui l'ho vista per la prima volta nella sua culletta. Era microscopica e...bellissima. Ricordo di aver voluto prenderla in braccio ma ero immobilizzata al letto con dei dolori fortissimi, intubata al naso, alle braccia, dovunque. Chiedo a Mr. F. di metterla tra le mie braccia ma lui ha paura, le sembra troppo piccola e delicata. Insisto, e me la trovo lí. E la bacio e la annuso...

Poi iniziano ad entrare le mille infermiere e comincia il "calvario" dell'allattamento. Lei non vuole ciucciare e io non ho latte.

Sono rimasta in ospedale una settimana ed uscita con carenze di ferro e sensazione di mancamenti ripetute. Il dolore addominale è durato parecchio, assieme al dolore alla schiena che mi hanno impedito di poter tenere Memole in braccio da in piedi durante la prima settimana.

Che dire? Molti pensano al cesareo come la soluzione ai dolori del parto e del travaglio con l'ulteriore vantaggio di essere a conoscenza della data. Spesso penso che mi sarebbe piaciuto sapere quando Memole avrebbe voluto nascere, sentire quel senso di mistero e di attesa, imparare ad affrontare il dolore.

Ho vissuto questo parto come una gravidanza non finita. È stato come se mi avessero ingannata: un momento avevo la pancia e il momento dopo no. E mi dicevano che quella era mia figlia. Ho continuato a provare la sensazione dei calcetti in pancia per un pò di giorni dopo il parto. E che male mi ha fatto non poter abbracciarla subito, avere un buco nero sul momento della sua nascita, sapere che quelle 3 ore cosí importanti eravamo lontane. Almeno Mr. F. ha insistito per assistere al parto e spesso mi faccio raccontare per filo e per segno quello che è successo quando nostra figlia è nata.

Poi il travaglio. Io non ho provato nemmeno una contrazione da parto. Non me la posso immaginare. So che molte di voi pensano che sia fortunata, ma per me non è stato bello non poter concludere questo "ciclo naturale". Consapevolmente o no tutto il primo periodo dopo la nascita di Memole cercavo di "riparare" quella distanza perché mi sentivo profondamente amareggiata per la lontananza imposta che abbiamo dovuto sopportare.

A distanza di quasi tre anni rivivo il tutto con piú consapevolezza e sto imparando ad accettarlo. Ma io spero che i prossimi parti non siano cesarei...

Qualcuna di voi ha vissuto prima un cesareo e poi un naturale? Quali le impressioni?

Questo post partecipa a:


venerdì 8 aprile 2011

Come si vive a 30 sotto zero negli USA

Subito dopo aver conosciuto la possibile destinazione del nostro trasferimento, ci siamo informati sulla città che ci avrebbe ospitato per considerare se sarebbe stata una situazione ideale per tutta la famiglia. Da più parti abbiamo avuto solo buone notizie ed impressioni, ma senza dubbio la cosa che ci ha lasciati piú perplessi sono state le bassissime temperature invernali che caratterizzano questa zona. Di fatto qui in inverno si possono tranquillamente raggiungere i 40 gradi sotto zero.

Io mi chiedevo come potesse essere provare questo freddo e come vivesse la gente qui in tali condizioni. Andranno al lavoro con la tuta da sci? Che tipo di giacche usano? Si spalmano grasso di orso prima di uscire? Che tipo di scarpe si mettono? Camminano con i racchettoni ai piedi? Come fanno a riscaldare gli ambienti? Lavorano da casa? Le macchine hanno le catene permanentemente messe? Invece delle utilitarie si usano i gatti delle nevi? Il traffico si ferma tutte le volte che nevica? Le scuole chiudono dopo una copiosa nevicata?

Una volta arrivata ho scoperto che la situazione é molto diversa da quella che mi aspettavo. Prima di tutto: la gente non si copre. Cioé, ve lo dico sul serio: a meno venti gradi ho visto persone andare in giro con ballerine, tacchi e maglietta. E basta che esca un pò di sole che, anche con 3 gradi, vedi gente girare in infradito (dico sul serio!!) e maglietta a cannotta. Questo si deve un pò all'abitudine del corpo alle elevate temperature ed un pò al fatto che, alla fine, veramente fuori non ci stai mai. Ci si muove da un posto all'altro in macchina da garage interni ad altri luoghi interni che sono ben riscaldati (anche troppo). Come accennavo in qualche post fa, tutto il centro -ospedale, negozi, banche,  biblioteca, parcheggi, centri culturali, hotel, etc..- é collegato da dei tunnel sopraelevati (skyway) e sotto terra (subway). Sono come degli enormi corridoi. Metto alcune foto degli skyway perché possiate avere un'idea.






(Qui Memole passeggia in uno skyway che porta alla biblioteca dei bambini).

A Memole piace molto passeggiare in questi enormi corridoi perché può correre liberamente senza pensare che ci sono le macchine.





Passiamo ad un altro capitolo. Com'é sentire sulla pelle 30 gradi sotto zero (io sono arrivata solo a -30)?? Allora, la sensazione iniziale é di stare in montagna. Pensi: tutto qui?? Ti metti un giaccone con piuma, un cappello, dei guanti e se non hai nessuna via di fuga del calore pensi che tutto sommato non é poi così terribile. Effettivamente si tratta di un freddo secco, non quello umido che ti entra nelle ossa!

Però se cammini all'aria aperta più di 10 minuti ti senti morire. Non puoi respirare dal freddo. Se poi c'è anche il vento è la fine. 
(Qui quella simpaticona di Memole aveva talmente tanto freddo che si é tirata giù il cappello fino al collo e camminava cosí!).

Io però pensavo che la vita con questo freddo fosse molto piú dura ma tutto sommato si vive decentemente. Voglio dire, alla fine, volente o nolente, qui sei costretto a muoverti in macchina, quindi non senti il freddo così com'è veramente. Poi ecco, se fa freddo, che ci sia 1 grado o meno 40 alla fine non vai fuori a passeggiare o in bicicletta. Quindi tutto sommato non é poi tanto diverso da come vivevo in Spagna nei momenti freddi. Forse la cosa piú scocciante é che il caldo ci mette un pó più tempo ad arrivare. Però arriva, eccome se arriva (questo dicono...).

Nonostante il freddo questa città é estremamente luminosa. Per farvi un'idea é uno dei posti degli Stati Uniti con maggior numero di ore annuali di luce. Ho assistito a cieli azzurrissimi in inverno con temperature impronunciabili. E il sole scalda. Le case non hanno i "nostri" termosifoni ma dei bocchettoni enormi che scaldano gli ambienti in poco tempo. Però, udite udite, anche se fuori facevano meno 20 gradi, se c'era il sole, la nostra casa rimaneva a temperatura 23-24 gradi (sopra zero ovviamente), senza bisogno di accendere il riscaldamento!


Passiamo al capitolo neve. Qui nevica. Parecchio. Mai vista tanta neve. E voglio sapere chi ha messo in giro la teoria che nevica solo a 0 gradi. Per favore venga qui.  Ecco come ci ha accolto questa città il giorno del nostro arrivo ed i seguenti.




Il fatto é che le temperature sono talmente basse che la neve "si conserva" soffice come è caduta. Nel senso che non si squaglia e quindi non si ghiaccia ed il giorno dopo è come se fosse appena caduta.

(Il vialetto sotto casa nostra).

La cosa che mi ha lasciata più perplessa è che qui non si usano le catene alle macchine. Non so per quale combinazione di motivi le strade sono sempre liberissime (sicuramente gli spazzaneve sono efficentissimi ma anche la costituzione delle strade deve avere qualche segreto che non conosco). Le macchine sono normalissime, forse si scaldano piú velocemente ma non sono sicura.

Come potete immaginare non abbiamo avuto occasione di vivere appieno questa città nella versione invernale, però mi sembra di capire che ci siano molte attività ricreative sul ghiaccio ed anche iniziative interessanti negli interni. Il prossimo anno vi aggiornerò.

Related Posts with Thumbnails