martedì 24 maggio 2011

Spagna e States a confronto. L'intervista

Ho avuto l'opportunità di rispondere ad alcune domande interessanti sulla mia vita da espatriata potendo fare un confronto tra la Spagna e gli States riguardo alla possibilità di costruire la propria famiglia fuori dall'Italia. Ringrazio Dimmimamma per quest'intervista che mi ha dato un'ulteriore possibilità di riflettere su l grande cambiamento che stiamo vivendo potendo coglierne diverse sfaccettature.

Per chi fosse interessato potete trovare qui l'intervista.

lunedì 23 maggio 2011

La vincitrice è...




Ho cercato di fare una cosa professionale, vi assicuro che c'eravate tutte e che prima del video ho mescolato ben bene. Testimone Mr. F. a cui si potrebbe fare un monumento alla pignoleria (ma anche all'onestà).

Degno di nota è il nou di Memole, cercando di imitare gli "american" e il "toma!" completamente español! Scusatela se non ha voluto salutare ma voleva elargire più di un premio!!

Corie, CONGRATULAZIONI!! Adesso puoi decorare la stanzetta dei tuoi bambini al mare! Contattami alla mail amodomiomaggie@gmail.com per ricevere il premio.

p. s.: per chi vede il video: Memole viene chiamata con il suo nome.

venerdì 20 maggio 2011

Bye bye diaper!!


Vi avevo raccontato poco tempo fa che eravamo riusciti a togliere il pannolino diurno. Bè, poco dopo, siccome la mattina Memole aveva sempre il pannolino asciutto, abbiamo tolto anche il notturno. Pensavo di continuare con gli adesivi, ma alla fine semplicemente una sera non l'ho messo e le ho spiegato che avrebbe dormito senza. E da quella sera abbiamo detto addio per sempre ai pannolini!!

Sono ancora molto sorpresa perché anche i fine settimana, che indugiamo più a letto (a volte fino alle 10), lei si sveglia asciutta! Poi va in bagno e.... mamma mia, non so come faccia a trattenere tanto! Però fa tutto con totale naturalezza. 

Sono proprio tanto contenta, due mesetti fa credevo che non ci saremmo mai riusciti. L'unica cosa è che mi è rimasto un paccone grande e chiuso di pannolini. L'avevo comprato poco prima di iniziare lo spannolinamento (ero molto pessimista) e adesso...che faccio? Spero di trovare qualcuno a cui regalarlo!

Questo grande successo fa parte di altri che mi fanno pensare a quanto la nostra piccoletta in questo periodo sia cresciuta molto facendo passi da gigante, un pó per la naturale crescita e un pó, voglio pensare, perché le sono accanto. Dorme nel letto grande, mangia a tavola con noi nella sedia da grandi, si veste da sola e va in bagno da sola, fa con piacere la doccia (prima per lei era un incubo), beve sempre dal bicchiere anche il latte della mattina e della sera e molte altre piccole cose. 

Mi rende cosí fiera vederla già una piccola donna! E no, anche se viene spontaneo pensare a quanto sia cresciuta in fretta, non vedo con rimpianto i tempi passati. È un'età meravigliosa e adoro ogni sfumatura di questo periodo di grande crescita e conquista. Decisamente preferisco questa fase al primo anno di vita. C'è molta complicità tra noi due, stiamo imparando a conoscerci e a trattarci reciprocamente. Ed anche se ancora desidero e sono alla ricerca di un mio spazio professionale, questo periodo è senza dubbio prezioso per entrambe.

p.s. Ricordatevi che oggi è l'ultimo giorno per partecipare al giveaway e vincere i leostikers. Il risultato sarà pubblicato lunedì.

mercoledì 18 maggio 2011

Nomi


Come ti chiami?
Mannena


E io come mi chiamo?
Mamma


E papà?
AMORE!!!!!!


Cioé, magari non ci credete, ma spesso Memole non lo chiama papà ma amore (detto con una r impeccabile), che é come lo chiamo io... AIUTO, mi sta rubando il marito! 

giovedì 12 maggio 2011

Fare la spesa negli USA


Le prime volte PANICO. Nei supermercati puoi trovare articoli di caccia e pesca, macchinette per depilarti, biciclette, culle, 500 tipi di taniche di latte diversi che fanno compagnia ai mille tipi di pizza congelati, vestiti 0-100, vitamine, ibuprofeno, sciroppo, test di gravidanza. Insomma TUTTO. A me veniva un esaurimento nervoso e un senso di smarrimento. Poi inizi a capirci qualcosa e tutto sommato ti piace.

Prima di tutto: questi supermercati sono aperti 7 giorni alla settimana 24 ore al giorno. Sono muniti di carrelli ultramegagiganti con anche la versione carrelloconlaformadimacchina per i bambini piccoli o carrellomini per bambini similMemole con la smania di fare la spesa. Poi ecco, in una catena specifica c'è...il Paradiso. Una sala giochi ultra attrezzata dove puoi lasciare GRATUITAMENTE il tuo bambino fino a 2 ore. Cioè, roba da farci i pellegrinaggi tutti i giorni solo per comprare il pane!

Per me é diventato meglio di uno SPA e peggio di una droga. Arrivo, mollo Memole (lei felice contenta stra-contenta) e mi tuffo in una rilassante compera senza maritoiperattivo e figliavogliotutto soffermandomi a lungo tra le mille tipologie di creme per viso, mani, unghie, piedi e il reparto the e dolciumi. Ma la cosa più bella é arrivare alla cassa. Prima di tutto non ci sono MAI file. Se ci sono più di tre persone davanti a te aprono un'altra cassa. Appena sono riuscita a decifrare quello che dicono e ad imparare le risposte preconfezionate mi sono sentita padrona del supermercato. In ordine ti chiedono se sei riuscita a trovare tutto quello che cercavi e se sei soddisfatta, se vuoi il sacchetto di plastica o di cartone (sí, quello che si vede nei film, soprattutto in Desperate Housewife), se, pagando con la carta di credito, vuoi il resto (cosa che non capivamo all'inizio), se vuoi che il pollo arrosto te lo mettano in un sacchetto di plastica per non ungere. In tutto questo ci sono gli addetti a fare i sacchetti.

Cioè, avete mai provato l'ansia da prestazione nel momento in cui siete alla cassa e avete la borsa da una parte, la carta di credito dall'altra, un fascio di buoni sconto con data di scadenza non identificata, la bambina che cerchi di tenere con un piede e con l'altro piede cerchi di mettere la compera sulla cassa da una parte mentre simultaneamente, con le dita libere fai uno zompo atletico dall'altra parte della cassa per aprire i maledetti sacchetti di plastica e organizzarli per genere mentre dietro gli altri aspettano spazientiti???

Ecco, io adoro quelli che di professione si dedicano a fare i sacchetti. E a volte mi sento in imbarazzo quando, con tutto questo servizio, devo semplicemente far passare la carta e fare una firma. E aspettare. Con le mani in mano. La ciliegina sulla torta? "Signora, vuole che qualcuno la accompagni per caricare la spesa in macchina?". Ecco, questo ci abbiamo messo un pò a capirlo. Perché non ci potevamo credere. La prossima volta chiedo un massaggio ai piedi. Magari è incluso!

A volte mi sembra di vivere in Truman Show e quasi non voglio sapere dove sia il trucco. Il fatto è che in Italia (e in Spagna) non siamo abituati né a tutto questo servizio né tantomeno alla cortesia. Le persone non ti guardano negli occhi, non ti chiedono come stai, non ti sorridono. Passano freddamente la spesa alla cassa e sperano di finire presto. Purtroppo si perde l'abitudine ad essere trattati bene.

lunedì 9 maggio 2011

I lavori più strani ovvero CV alternativo (e occulto)

Avete presente quando dovete assolutamente guadagnare e siete disposte a tutto (o quasi??). E allora non vi sembra poi così stravagante trovarvi a fare dei lavoretti che mai avreste pensato di fare. Sì, quelli che ti fai un mazzo così però che ti vergogni a mettere nel CV. Però sono quelle esperienze che, anche se non hanno niente a che fare con i tuoi studi, ti fanno tenerezza, e in qualche modo ti aiutano a crescere.

Ultimamente sto aggiornando e riadattando il mio CV e mi vengono in mente tutte queste piccole esperienze invisibili, nello spazio tra un titolone raggiunto ed un congresso, una pubblicazione ed un'importante esperienza lavorativa o docente.

A volte mi chiedo cosa sarei disposta a fare per guadagnare qualcosa in questo momento e la risposta é molto semplice: decisamente poco rispetto alla mia esperienza passata. Prima di tutto perché con una bambina a carico le cose sono molto più complicate siccome devo guadagnare di più di quello che spendo per sistemarla e qui non è facile dato che asili, daycare e baby sitter si pagano oro. E poi perché nel passato questi tipi di lavoro non centravano niente con il mio profilo professionale (come sono avanti!) ma comunque erano affiancati da un'attività appagante (studi). Non penso che a questo punto sarei disposta a sacrificare del tutto i miei studi per una gratificazione prettamente economica.

Allora vi faccio una lista, vediamo se vi viene da ridere.

  • al liceo ho fatto la rappresentante del Bimby con mia mamma per poter avere uno sconto sull'acquisto. Ovviamente sono stra fan del Bimby che ho portato anche qui negli USA.
  • non vi sto a scrivere la lista di baby sitter, organizzatrice di feste per bambini annessi e connessi che è iniziata quando avevo 13 anni e non è ancora finita.
  • ho lavorato per un'agenzia milanese che pagava ad ore. Il lavoro? Ad OTTOBRE appostarsi in una delle principali strade milanesi e, complice un vigile (che non sempre veniva) fermare i camion per fare una breve intervista per il Comune di Milano. Immaginate quando pioveva (praticamente sempre!!). (Aurora, se mi leggi ti sto pensando molto!!).

  • con la stessa agenzia Milanese dovevo passare interi pomeriggi su varie linee di autobus in tutti e due i versi. Al cambiare "verso" dovevo attraversare una superstrada (senza strisce pedonali, ovviamente). E prendere "la coincidenza". Avevo una tabella di orari per le coincidenze. Se ne perdevo una ero fritta. Il lavoro? CONTARE le persone che entravano e uscivano ad OGNI fermata. Questo lavoro potrebbe entrare in uno dei gironi dell'inferno per chi si stressa nelle grandi metropoli a stare dietro agli autobus e alle loro coincidenze!
  •  nella mia Università Milanese ho lavorato in una biblioteca. Catalogavo i libri on-line quando ancora non esistevano le bellissime interfacce che ci sono adesso e lavoravo con HTML puro e duro. In più facevo ricerche nelle riviste online con i Professori che me lo chiedevano. Tutto questo senza nessuna esperienza previa.
  • ho fatto la rappresentante di NORTON ANTIVIRUS senza sapere cosa fosse. Mi sono studiata in una sera plichi e plichi di pishing, virus, parental control senza capirci nulla. La nota "divertente" é che lo facevamo su un camion a Dicembre in via Zamboni (nota via bolognese per spaccio e malavita). Con la neve. E faceva molto freddo. (Ma che dico, bazzecole in confronto a qui!).
  • in Spagna: in uno dei collegi-residenze per studenti universitari mi sono occupata della pulizia, della cucina, del lavaggio e dello stiro. Questo d'estate, quando Mr. F. viveva in Spagna e io ancora in Italia.  Il lavoro era "alla pari". Per mezza giornata mi offrivano vitto e alloggio. E io potevo stare con Mr. F.
  • in Spagna: in un importante centro di ricerca medico codificare delle interviste provenienti da tutta la penisola. Interpretare la categoria di farmaci dei questionari e classificarla in un codice. Mi sono fatta una grande cultura sui mali della Spagna.
  • in Spagna: nello stesso centro. Inviare miliardi di questionari: piegarli, imbustarli, dividerli per categorie e zone di invio.
  • in Spagna: Assistenza ad una professoressa per completare il suo curriculim online e poter avanzare di grado passando la revisione di una agenzia di valutazione. Ho dovuto rintracciare, fotocopiare, archiviare tutte le sue pubblicazioni e convegni (che non erano pochi) e cercare tutti gli Indici di Impatto di ogni rivista cercando di favorire al massimo il CV. Dopo il successo ho fatto questo lavoro anche per suo marito.
  • in Spagna: smanettamento autodidatta (dire apprendimento é troppo siccome il manuale era in inglese) del programma Endnote per classificare la bibliografia. Il mio lavoro consisteva nel "convertire" vari libri e tesi dottorali in modo che le citazioni fossero elettroniche ed automatiche.
  • in Spagna: creazione e mantenimento della pagina Web del mio Dipartimento. Anche questo quando ancora non esistevano le facili interfacce che esistono adesso. Dovevo lavorare con programmi a me sconosciuti come Anai e Filezilla (appresi, ovviamente, da autodidatta perché nessuno era disposto a spiegarmeli).
  • Appena arrivata negli States fino ad adesso: andiamo  a casa di un bambino dell'età di Memole e parliamo spagnolo (per saperne di più leggi qui).

Qualcuno vuole assumermi? :)

Vi racconto un aneddoto. Mr. F. non ha mai fatto "lavoretti alternativi" siccome non ha mai avuto bisogno di autofinanziarsi la vita finché era studente. A lui questa cosa è mancata e pochi mesi prima che nascesse Memole, per puro piacere (ma anche per necessità economica, eh!) ha fatto il cameriere in un lussuosissimo hotel i fine settimana (cioè, si alzava alle 6.00 e finiva alle 15.30!!). E si é tolta questa voglia che aveva da un pò!

E voi? Che lavori strani avete fatto? Dai facciamo una classifica dei più assurdi!!

venerdì 6 maggio 2011

Premio e riflessioni sulla nuova vita americana



Con molto ritardo finalmente ritiro un premio ricevuto da distrattamente me, imperfect wifenena e ale. Innanzitutto ringrazio queste blogger e consiglio la lettura dei loro blog.

Poi passo a raccontare 8 cose di me (erano 7 ma sono una megalomane). Siccome avevo già parlato di me in generale qui, (tra poco potrei pubblicare la mia biografia!), parlerò soprattutto del nostro inizio americano. 

1. Sono contenta di questa nuova avventura, ho molte speranze. Nonostante questo non mi sento ancora soddisfatta. Mi manca moltissimo il mio lavoro e mi sento piena di entusiasmo per ricominciare. Purtroppo varie mail con curriculum non hanno ricevuto nessuna risposta e questo mi abbatte un pò... In questo periodo, ma anche in generale, oscillo tra la voglia matta di continuare ad avere avventure di trasferimenti e di viaggio (sogno l'Australia o "più semplicemente" posti come la Florida o la California) e la ricerca di stabilità affettiva (nelle relazioni extra familiari intendo), economica, materiale.

2. Sono fiera di mio marito. In TUTTI i suoi aspetti. E ancora di più adesso, pensando a come é stato coraggioso a prendere le nostre vite in mano e portarci fino a qui. Lo amo perché sa quanto sia stato difficile per me vivere questo trasferimento e per come stia facendo di tutto per farci stare bene. Poco a poco ci stiamo riuscendo.

3. Sono molto soddisfatta della casa dove viviamo. Ho scoperto una vena di arredamento che se avessi più disponibilità (pecunia é la parola più adatta) e una situazione più stabile mi piacerebbe far esplodere. Ma ahimè, bisogna aspettare (mooooolto).

4. Penso che il non poter comunicare con le persone come vorrei sia il più grande sacrificio e la più grande limitazione psicologica. Mi sento incompresa, nel senso letterale della parola. Nonostante questo, mi obbligo a vedere una parte di un film in lingua originale al giorno più qualche serie (Mr. F. ha fatto un abbonamento alla apple TV che é semplicemente fantastico!). Il mio inglese non è nemmeno classificabile ma riesco a comunicare le cose basiche. Capisco qualcosa e mi faccio capire. Credo.

5. Mi piace pregare da sola in una Chiesa piccola e vuota e nello stesso tempo in Piazza San Pietro assieme ad una moltitudine di gente. Ma anche sul divano di casa la mattina presto mentre Memole dorme ancora e Mr. F. é già andato al lavoro. Una delle cose che mi commuove di più é osservare di nascosto Mr. F. che accompagna Memole a fare la nanna e ascoltarli mentre dicono le preghiere assieme. O spiegarle le icone della Passione nelle Chiese e sentirla dire: Sù bua? Yo bacino Mannena (chiama sè stessa così, provate a indovinare il nome??).

6. Tutte le sere, quando mi infilo sotto le coperte con Mr. F., ci viene sempre un attacco di grasse risate. Per qualsiasi cosa. E facciamo la lotta a chi si accaparra il cuscino migliore (lui pensa che il mio sia il migliore così lo scorso fine settimana ne ho comprato uno quasi identico per lui. Niente da fare, preferisce il mio. Ma quando, in uno slancio d'amore, gli ho proposto di fare cambio, é tornato a dire che il migliore rimane sempre il mio, qualunque cuscino sia).

7. Sotto la doccia mi vengono le idee più geniali.

8. Ciò che mi manca più dell'Italia sono i sapori, la cucina (il prosciutto, la mortadella bolognese, la mozzarella!!). E la logica urbanistica europea che ti permette di passeggiare in centro, vedere una piazza con una Cattedrale e respirarne la storia e la cultura.

Siccome il premio ha già fatto il giro dei blog che normalmente seguo, rimando il premio a chi ancora ne fosse sprovvisto :)!!

giovedì 5 maggio 2011

Giovani dipendenze


Entriamo in macchina. Memole:
"Mamma, caffé!"

Chiamiamo la mia famiglia. Memole:
"Nonna, birra???"

Arriva papà. Memole:
"Papà, fumo!"

AVVISO: non vi sentiate in dovere di chiamare i servizi sociali. Non abbiamo una tossicomane in casa.
A Memole piace "Il caffé della Peppina" (sí, quella che quando l'ascolti ti viene la nausea). Il cane della mia famiglia si chiama Birra, e la sera, quando arriva papà, lei é tutta bella lavata e gli dice "Profumo!".

martedì 3 maggio 2011

Story Time negli USA

Negli USA la cultura del libro e della lettura sono elementi fondamentali fin dalla primissima infanzia. Le biblioteche sono importanti luoghi di ritrovo che offrono le più svariate iniziative per grandi e piccini. Una di queste si chiama Story time. Si tratta di un momento (concretamente di mezz'ora) dedicato al racconto di storie per bambini mimate e/o cantate. Queste iniziative non vengono promosse solo nelle biblioteche ma anche nei centri commerciali e sportivi, nei negozi di giocattoli, etc. Ogni giorno della settimana é coperto siccome, nei diversi luoghi, si alternano. La partecipazione é gratuita e vede tra gli spettatori mamme, papà, nonni, baby sitter e bambini fin dalla più tenera età.

Noi andiamo in un negozio di giocattoli siccome é abbastanza vicino a casa. Normalmente partecipiamo due volte alla settimana. É una bella occasione per uscire, imparare la lingua e le canzoni tradizionali per bambini. In realtà a Memole all'inizio non é piaciuto per niente. Il signore che racconta infatti é un pó "particolare" e può risultare inquietante. Quindi Memole piangeva e mi stava appiccicata. Poi ho insistito e l'ho portata varie volte e adesso é più entusiasta. Piano piano sta imparando le canzoncine in inglese. Inoltre, alla fine dei racconti si distribuiscono i palloncini. La proposta di questa iniziativa in un bellissimo negozio di giocattoli in realtà é anche una mossa commerciale. Difficile uscire senza aver comprato nulla (ma ci riesco, ve lo prometto!!). In più, siccome molti giochi sono in esposizione e pronti per essere "giocati" io ne approfitto per lasciare Memole a giocare un pó. Lei adora la cucinetta. Cosa che non abbiamo in casa.

Io non ho vissuto da vicino le iniziative di intrattenimento per bambini in Spagna (e nemmeno in Italia), però mi dicono che questa abitudine si stia trasferendo anche in Europa. Confermate?


















(Notare cosa sta preparando Memole: i brownies!!!).

Vi lascio due video. Nel primo é degno di nota il cinese che mi saluta (io non lo conosco) e Memole che dice: "bambini"! Nel secondo Memole dice: "Mira!" (significa "guarda" in spagnolo!).





domenica 1 maggio 2011

Grazie GPII


Oggi penso che vorrei essere lì, in mezzo a quella folla, per accompagnarlo un'altra volta.
Il primo incontro diretto con lui é stato quando avevo appena 13 anni. Per una serie di circostanze fortunate io e la mia famiglia abbiamo potuto abbracciarlo personalmente. A parte l'emozione per la situazione, allora non capivo molto la grandezza dell'evento.

Ma per me il vero incontro con lui é stato l'estate 2000, in quel grande prato a Tor Vergata, il caldo, le levataccie, le attese, i canti (Eeeeeeemanuel....). 18 anni e il mondo davanti, niente di definito, una maturità fresca fresca, una delusione amorosa, tanti progetti e molto, molto entusiasmo.
Mi sono sentita una delle sue "sentinelle del mattino". Quanta carica mi ha dato quando con voce convinta ci diceva:

"Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo. Non abbiate paura. Permettete a Cristo di parlare all'uomo".


"(...) é Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola piú umana e fraterna".

E quel qualcosa di grande, senza che io lo sapessi, stava per cominciare. Mr. F. era lì ma non ci conoscevamo ancora.

Poi il 2005. Alcuni dei miei fratelli hanno avuto la fortuna di poter accompagnarlo in piazza quella notte. Io con una parte della mia famiglia siamo riusciti ad arrivare qualche giorno dopo per dargli l'ultimo saluto a San Pietro ed assistere al funerale pochi giorni dopo.

Giovanni Paolo II é stato, in ogni circostanza e sfaccettatura della mia vita, un orientamento, un appoggio, una mano amica. Come giovane, come donna, come moglie, come mamma, mi sono sempre sentita la diretta protagonista delle sue parole. Senza dubbio nessun uomo é mai riuscito a raccogliere attorno a lui tante persone, tanti giovani, trasmettendo un messaggio pieno di entusiasmo e speranza e ricevendo l'affetto che tutti noi gli abbiamo dimostrato.

Oggi non posso essere lì ma ci sono per dire che i nostri grandi ideali non sono stati inghiottiti dalla mediocrità, che la maternità, la paternità la vocazione matrimoniale che ci sono stati regalati sono la nostra opportunità per migliorare una piccola parte di mondo, che a volte abbiamo paura ma le parole dette quel lontano giorno ci confortano.

GRAZIE!

* Le bellissime foto le ha scattate la mia cara amica J. L'abbiamo visto da vicinissimo quella volta!!
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