venerdì 30 settembre 2011

Una classe montessoriana negli USA

Vi presento la classe montessoriana della nostra piccoletta. La classe è una children house e ospita bambini dai 3 ai 6 anni.

Questa la vista dalla porta d'entrata verso destra.



qui con la tavola apparecchiata poco prima del pranzo.


Questa è la vista a sinistra. L'angolo degli attaccapanni e del cambio. La porta che vedete in fondo dà direttamente su un grande giardino esterno. I bambini escono ogni giorno (fino a 15 sotto zero...aiuto!!!).

La porta che si intravede a sinistra corrisponde al bagno adattato alle misure dei piccoletti.

Varie vedute dell'angolo della matematica.



Ogni classe ha un animale. Nella classe di Memole c'è una tortora (credo) bianca. A sinistra l'angolo della geografia.

Questa la vista dalle grandi finestre. Siamo immersi nella natura!!

Non vi viene voglia di giocare??
Non mi sento ancora di esprimere pareri sul metodo montessoriano perchè sono nella fase di osservazione ed elaborazione. Quello che posso dire è che io e Memole siamo molto molto contente. Lei scoppia di gioia. È sempre stata una bambina solare ma non l'avevo mai vista così piena di entusiasmo. Si comporta come se fosse la padrona della scuola: perfettamente a suo agio!!

mercoledì 21 settembre 2011

¡Adios amigos!

Vi avevo anticipato che il mio lavoro quest’anno sarebbe stato molto intenso all’inizio per il fatto di aver accettato di sostituire l’insegnante di spagnolo delle elementari e medie. Di fatto le giornate erano un correre a tutta birra e non avere lo spazio nemmeno per pranzare.  Programmare, preparare l’aula e il materiale, cercare di mostrarmi sorridente. La mattina con i bambini dai 18 mesi ai 3 anni e il pomeriggio con i ragazzi dai 6 ai 13 anni. Ogni giorno davo lezione a circa 120 bambini.

Il gruppo dei "grandi" è stato per me il più difficile per il fatto che sono molti ragazzi da gestire da sola, il gruppo non è omogeneo (uniscono diverse classi) e in più ci sono molti bambini che parlano spagnolo come prima lingua. Fare lezione con loro è molto difficile perché ovviamente vogliono partecipare prevenendo le risposte e non lasciando spazio agli altri.

In ogni caso, nonostante la fatica, sono stati momenti di grande soddisfazione, in cui iniziavo a conoscere personalmente ogni alunno e a vedere alcuni piccoli risultati.

Questa settimana hanno trovato l’insegnante di spagnolo per il gruppo dei più grandi. Devo ammettere che mi è dispiaciuto abbastanza: ho scoperto di trovarmi meglio con loro rispetto ai più piccoli nonostante il lavoro fosse visibilmente maggiore. Certo, un ritmo così non avrei potuto tenerlo per tanto tempo, ma un pò speravo (anche per motivi economici) di poter durare un pò di più e poter mettere qualcosa da parte.

L’insegnante di adesso beneficia della programmazione annuale che ho fatto, della sistemazione di un’aula che non è più mia, di abitudini imparate assieme...

Adesso ho un programma e un orario talmente rilassato che a volte arrivo addirittura ad annoiarmi. Sto vivendo una fase di iperattività totale, mi sento piena di entusiasmo e di energia. Sicuramente posso approfittare ancora per poco dei benefici del secondo trimestre di gravidanza, ma proprio per questo non vorrei perdere tempo. A volte mi dimentico di avere una protuberanza anteriore, salvo poi ricordarmene quando cerco di alzarmi da terra (dove sto con i bambini tutto il giorno) e desidero tanto un carro attrezzi. La scena è abbastanza ridicola.

Probabilmente lo spauracchio della solitudine e inattività dei primi mesi ha avuto su di me i suoi effetti con la regola del contrappasso. Ma penso sia positivo.

Anche se ormai non è più la mia classe vi lascio qualche foto di come l’ho lasciata (il prima lo trovate qui).






mercoledì 14 settembre 2011

Permessi di maternità negli USA

Una delle cose che più mi ha colpito di questo Paese che sembra tanto avanzato è l'inesistenza di permessi di maternità. Parlo di inesistenza a livello pubblico (quando lo Stato rimborsa). I permessi sono concessi a discrezione dell'impresa dove lavori. Il più delle volte si tratta di un tempo di 6 settimane senza alcun rimborso mentre, se ti va proprio bene, puoi rimanere a casa per lo stesso periodo percependo lo stipendio intero o parte, sempre a discrezione dell'impresa nella quale si lavora.

Ecco, a me questa cosa ha sconvolto. Primo perchè nessuno sembra lamentarsi di questa situazione, secondo perchè mi sembra una politica alquanto discriminatoria nei confronti delle donne, terzo perchè parliamone, cosa sono 6 settimane di permesso??

Questa politica favorisce la scelta obbligata delle donne a stare a casa con i propri figli anche perchè il costo di una sistemazione (sia day care, asilo o baby sitter) è esorbitante. La cosa più sorprendernte è che, almeno qui nel Minnesota, ma so anche in altre città che non siano industrializzate (tipo New York) le famiglie sono numersosissime e le donne si sposano a 23-24 anni con una media di 4 figli (ma ne vedi tranquillamente anche 6 o 7). E ti chiedi: ma come fanno? Effettivamente se non lavorano e stanno a casa è tutto un guadagno. Certo questo significa che un solo stipendio basta abbondantemente per tutta la famiglia (in questa città in particolare il livello è molto alto perchè sono tutti medici. Viviamo tra ricchissimi sgrunt!). Lo stile familiare predominante qui dove viviamo è, permettetemi il termine, la famiglia tradizionale. L'uomo lavora la donna sta in casa.

Mi sono poi arrivate notizie da New York dove dicono che il livello è ancora più alto. Le donne non solo non lavorano ma hanno le personali nanny che accompagnano e scorazzano i figli degli altri anche solo per portarli (3 ore) all'asilo o allo zoo. Di fatti è difficile trovare asili a tempo pieno. Il massimo che si trova è il nostro che, pagando un lauto surplus, può tenerti i pargoli fino alle 16.30.

Dall'altra parte però ho visto che qui dove abitiamo, ma mi sembra che si possa generalizzare, l'attenzione per i bambini e le mamme è altissima. Parlo per esempio di spazi pubblici per giocare, di sezioni pensate apposta per accoglierli, di gruppi di sostegno o di gioco.

Senza dubbio il fatto che il permesso di maternità sia a discrezione e non superi generalmente le 6 settimane è un ostacolo in meno per l'assunzione delle donne. Nel mio caso, come è stato sottolineato in alcuni commenti, in molti altri posti non mi avrebbero MAI assunta nel terzo trimestre di gravidanza. Quindi per me è stata una fortuna.

Sono stata molto fortunata anche perchè, dovendo ovviamente avvisare della mia gravidanza (ero solo al 2 mese) nelle varie trattative sullo stipendio ho richiesto due mesi di permesso e mi è stato concesso lo stipendio pieno nel periodo di assenza. Questo significa che mi prendo Gennaio e Febbraio, torno a Marzo e a fine Maggio finiscono le scuole, quindi ho 3 mesi per recuperare i tempi familiari.

Credo che in altre circostanze non avrei accettato un permesso di sole 6 settimane.

In ogni caso a me questa situazione fa pensare molto. Soprattutto a quanto siamo lontani da una concezione di famiglia come arricchimento e non come ostacolo alla professione. E come per questo sia importante appoggiare, sostenere e promuovere il coraggio di mettere al mondo dei figli. Mi fa pensare al diritto che abbiamo noi donne a lavorare non solo perchè ne abbiamo bisogno economicamente ma anche perchè ci arricchisce ed arricchisce il mondo intorno. E che il lavoro però non deve mettere in bilico la famiglia.

Siamo veramente lontani da tutto questo. Anche qui e soprattutto qui, dove si pensa che le cose siano tanto avanti...

venerdì 9 settembre 2011

Mi sento un pò Vettel*

Ebbene sì, vi annuncio una grande gioia: ho la patente USA!!!!!!!!!!!!!!
Come vi avevo raccontato, l'esame pratico della patente si era trasformato in uno dei miei incubi ricorrenti. Non avendo potuto farla prima di andare in Italia causa forza maggiore (shut down) sapevo che avrei dovuto affrontare questo scoglio nonappena fossi arrivata. Ed allora di nuovo a riprovare i parcheggi paralleli, il nervosismo, i pianti, il machimel'hafattofare stavocosìbeneinSpagna

Poi ci danno appuntamento per il 26 Ottobre. Cioè, io un esame di guida con il freddo, il ghiaccio e un cocomero al posto della pancia non ero disposta a farlo.

Come vi avevo spiegato, presentandosi alla motorizzazione alle 7.30 di mattina (al freddo) e facendo una fila di mezz'ora hai la possibilità di passare anche senza appuntamento se c'è posto. Così iniziamo i nostri pellegrinaggi mattutini (che ovviamente hanno coinvolto tutti e 4). Sveglia alle 6, fuori alle 7.15, fila di mezz'ora per poi farci dire che oggi no, provate domani. Poi direttamente al lavoro alle 8.15. Così per 8 volte. Di fila. Tutti i giorni. E ieri finalmente ci hanno preso!!!!

Per un intervento divino i due parcheggi mi sono riusciti benissimo ed al primo colpo. Siccome te li fanno fare all'inizio, tutto il resto mi è sembrata una passeggiata. Ho fatto un pò fatica a capire tutto quello che mi diceva l'esaminatore ma devo ammettere che era piuttosto comprensivo. Credo che non mi dimenticherò mai come si dice clacson. Ecco, in quel momento proprio non ci sono arrivata!

E alla fine mi ha detto: Congratulation!!! E io sono stata con la faccia da ebete tutto il giorno. 

È fatta, a meno che non succeda qualcosa di gravissimo o stranissimo posso dire che ho fatto l'ultimo esame di guida della mia vita. E così, dopo aver avuto una patente italiana, una spagnola (siccome l'ho rinnovata da residente in Spagna) e una internazionale, adesso ho pure quella USA!!!


* In realtà io sto tipo non sapevo nemmeno chi fosse né che macchina guidasse, ero rimasta a Schumacher. Mr. F. mi ha aggiornata!!

lunedì 5 settembre 2011

Una buona notizia e un bel pó di lavoro in più

Prima di partire per l'Italia vi avevo anticipato la bellissima notizia che avrei cominciato a lavorare in una scuola montessoriana con i bambini del nido e della scuola materna insegnando spagnolo.
Pochi giorni prima della partenza dell'aereo mi arriva una mail dal preside della scuola dicendomi che inaspettatamente l'insegnante di spagnolo delle elementari si era ritirato e mi chiedeva se, mantenendo lo stesso orario di lavoro ma con un aumento nel guadagno, volessi insegnare spagnolo anche alle elementari e alle medie (le medie aprono quest'anno) fino a quando non avessero trovato un altro insegnante.

Senza dubbio la proposta mi sembrava interessante, però una telefonata al vecchio insegnante mi ha fatto capire quanto lavoro ci sarebbe stato da fare: non c'è un programma, non ci sono libri da seguire, c'è molto materiale ma disorganizzato, le classi sono molto numerose. L'aumento di salario che mi proponevano non era paragonabile alla quantità di lavoro extra di preparazione delle lezioni che avrei dovuto impiegare. Così, ancora una volta con molta faccia tosta, ho detto che per quell'aumento non l'avrei fatto. E.... inaspettatamente mi ha proposto un incremento di cinque volte tanto rispetto la proposta di aumento iniziale che ricevo fino a quando non trovano un altro insegnate, momento nel quale il mio salario tornerà uguale all'ultima proposta (!!!).

A quel punto non potevo dire di no, immaginatevi anche loro come fossero disperati senza insegnante di spagnolo prima delle vacanze. Hanno preso me che non parlo una parola di inglese, non ho mai insegnato alle elementari (tantomeno spagnolo), conosco appena lo stile montessoriano, sono arrivata da poco in questa città e sono pure gravida!!

Inoltre, come vi avevo accennato, la precedente proposta di guadagno superava di una somma ridicola il costo che mi suppone mettere Memole all'asilo e pagare una baby sitter per la creatura in arrivo, e, diciamola tutta, questa cosa mi metteva un pò di sensi di colpa, soprattutto nei confronti di quest'ultima. Cioè, lavorare solo per pagare una baby sitter e l'asilo non mi sembra abbia molto senso, a quel punto mi occupo io delle mie figlie!! Infine abbiamo verificato che per ora proprio non ce la stiamo facendo solo con lo stipendio di Mr. F., figuriamoci poi con il nuovo arrivo!

Insomma, ho deciso di sì in un giorno, mi sono tappata naso, occhi e orecchie e sono andata in vacanza non volendo pensare dentro a quale caos mi sarei trovata.

In effetti pochi giorni dopo il mio ritorno negli USA sono cominciate le 2 settimane di formazione che hanno compreso anche il facchinaggio per rimettere a nuovo la scuola. Siccome è stata ampliata con le medie, la maggior parte delle classi hanno cambiato luogo, ed anche la mia di spagnolo. Mi sono ritrovata una stanza grande, luminosa e bella ma...completamente vuota e da riorganizzare. Dallo sgabuzzino ogni insegnante aveva il compito di prendere il materiale che sarebbe servito per le proprie stanze e cominciare la costruzione. Ovviamente per me, che sono l'ultima arrivata, sono rimasti gli scartini...ma niente male sinceramente! Il lavoro più grosso (oltre spostare mobili che, mamma mia, mi è sembrato di fare un altro trasloco) è stato revisionare organizzare e riordinare il materiale di spagnolo accumulato per anni e anni.

Vi lascio alcune foto della mia classe com'era (nelle prossime puntate metterò foto di com'è!).




In tutto questo ho saputo solo 3 giorni fa che inizierei ad insegnare alle elementari ed alle medie DOMANI (oggi è festa, il labor day) e al nido e materna la prossima settimana.

Ho avuto pochissimi giorni per inventarmi un programma annuale che includesse, per uno stesso tema, un escalation di lezioni dai 6 ai 13 anni, considerando inoltre che in prima elementare sono 24 bambini e che io sono completamente sola solissima. Ecco, per questo mi sono lamentata. Tutti gli altri maestri sono in co-presenza, e io ho detto che non ce la posso fare da sola con 24 bambini in prima elementare. Allora mi hanno dato un aiuto solo per questa classe. Si tratta di un'insegnante che ovviamente non parla una parola di spagnolo ma che mi assisterebbe nella lezione.

La mia giornata inizierebbe alle 8 di mattina. Fino alle 12 starei con nido e materna, mezz'ora ogni classe. Poi dalle 12.30 alle 15 con elementari e medie, sempre mezzz'ora ogni classe (alcune classi sono state unite per raggiungere un numero di 17 bambini ca). In pratica tutti i giorni vedo e insegno spagnolo a bambini dai 18 mesi ai 13 anni, cioè tutti i bambini della scuola sono miei alunni!!

Potete immaginare lo sforzo che mi suppone la programmazione e la messa in pratica dei programmi. Ho un pò paura soprattutto perché sto per entrare nel 3 trimestre di gravidanza, il più duro, e lavorerò fino all'ultimo (il 23 dicembre, inizio delle vacanze di Natale).

Però dall'altra parte questo lavoro mi ha fatta "rinascere". Sono di nuovo dentro all'educazione, alla progettazione educativa in un lavoro creativo che mi fa sentire utile. Mi sento felice e non ho paura del prossimo inverno con questa prospettiva. Inoltre ho deciso che mi sforzerò perché le mie parole d'ordine siano semplicità, improvvisazione, calma. In una situazione del genere l'importante è la sopravvivenza, non è possibile fare un lavoro completo. Però in maniera degna sì, che le cose fatte male non mi piacciono.

Dall'altra parte la mia nuova esperienza va di pari passo con l'inserimento di Memole nella scuola. Lei è felice come una Pasqua: è l'unica bambina che entra correndo ed esce piangendo!!! Da domani anche lei farà orario full time. Era molto che non la vedevo così entusiasta di un'attività!

Insomma, penso che avrò molte cose da raccontare, anche se il tempo sarà sempre meno!!!
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