lunedì 28 novembre 2011

I^ Thanksgiving e Black Friday negli USA

È difficile per noi inserirci in festività e tradizioni che non ci appartengono rischiando di non riuscire a vivere bene le nostre. Feste per noi "intoccabili" come la commemorazione dei defunti, il giorno dell'Immacolata, il triduo pasquale, qui non hanno alcun senso, si continua a lavorare. Addirittura il Natale a scuola non si chiama più Christmas ma Winter Break e la Pasqua Spring Break.

Probabilmente il giorno di Thanksgiving è uno dei pochi festeggiamenti statunitensi (se non l'unico) legato ad una tradizione cristiana (su wikypedia potete trovare notizie dettagliate).

Noi per l'occasione siamo stati invitati a casa di una collega di Mr. F. Non ho foto perché non ne ho fatte siccome nessuno le faceva e non mi sembrava opportuno, però la casa era la tipica casa americana, grande dipinta con colori un pò eccentrici (verde pistacchio, viola, azzurro cielo) e con un gusto discutibile riguardo al mobiliario (ma diciamo che qui il gusto in generale è qualcosa che manca).

Il tutto iniziava verso le 15 con una specie di merenda-cena. Si comincia con una preghiera di ringraziamento. Nel tavolo della cucina (quello classico centrale grande stile american proprio in mezzo alla cucina) hanno lasciato i cibi e le persone si servivano a piacimento portando il piatto nella sala da pranzo. I piatti tipici di questo giorno sono ovviamente il tacchino condito con una salsa dolce non ben identificata ma con frutti di bosco. La zucca poi è dovunque, nei dolci e nel salato. Patate in varie forme. E poi una dolcissima stucchevole apple pie. Io ho portato un tiramisù ed una torta di riso (che in mezzo a tutte quelle cose non ci stavano a dire nulla, però dovevo tenere alto l'onore italiano e penso di esserci riuscita). 

La famiglia che ci ha ospitato è molto numerosa. La sua collega ha 6 figli (avuti con due mariti) dai 25 ai 5 anni circa. Sebbene l'accoglienza iniziale mi sia sembrata cordiale ma fredda (rispetto a quella a cui siamo abituati in Italia ed in Spagna) devo riconoscere che verso la fine della serata mi sono sentita a mio agio siccome l'ambiente si era riscaldato. Memole come sempre non ha avuto alcun problema per integrarsi e si è divertita da morire con i bambini più grandicelli. Inoltre, la padrona di casa ha un debole per gli animali quindi possiedono gatti, cani, lucertole, serpenti (piccoli) pappagalli, etc. Per Memole il paradiso.

Insomma, è stato un giorno molto piacevole ed io sono molto riconoscente per l'ospitalità che ci hanno dato e l'opportunità di festeggiare questo giorno assieme alla loro famiglia.

Passiamo invece al Black Friday. Ne avevo sentito parlare ma non avevo un'idea precisa di cosa fosse. Poi la mia amica Betty che da anni vive nel Texas mi ha mandato una mail spiegandomi il significato e dicendo che potevamo farci un pensierino nel caso avessimo in mente di comprare qualcosa.

Si tratta del giorno dopo Thanksgiving (anche se quest'anno iniziava il pomeriggio del giovedì) in cui quasi tutti i negozi propongono molti prodotti a prezzi stracciatissimi. Io ho iniziato a consultare i cataloghi (ok, ho visto anche quello dell'Ikea, ma erano veramente ridicoli gli articoli in sconto. Non si sono sprecati) alla ricerca di qualcosa che vogliamo regalarci per Natale (siccome per ora abbiamo purtroppo dovuto rinunciare all'idea del chaise). Si tratta di casse buone per ascoltare la musica siccome non abbiamo comprato un impianto stereo. A me piace molto ascoltare la musica in casa e il mio caro macbook, che ha moltissime possibilità, non mi offre certo un buon livello di ascolto. Insomma, erano previste ottime offerte per delle casse mooolto buone. Avevamo deciso di andare. Poi ci hanno avvisato che le persone fanno la coda dalla notte prima, montano tende, si picchiano e si strattonano (date un'occhiata a quest'articolo).

Solo per curiosità siamo passati davanti al negozio che ci interessava. Ho pensato che magari essendo una città piccola non sarebbe stato poi così tremendo... Invece guardate la foto (e perdonatemi la qualità pessima ma eravamo lontani). La fila faceva il giro di tutto l'edificio e avevano montato addirittura tende. Morale, niente casse scontate. Vabbè, è stata comunque un'esperienza simpatica. 

Comunque preferisco i saldi :))

martedì 22 novembre 2011

Come scegliere una macchina usata negli States: la nostra ameri-macchina

Nella maggior parte degli USA (tranne alcune eccezioni di città come New York) la macchina è non indispensabile, di più. I mezzi pubblici infatti non coprono nemmeno lontanamente le esigenze di una persona "normale". In genere ogni membro di una famiglia che ha l'età possiede una macchina. 

La dimensione delle macchine è esageratamente più grande rispetto all'Europa. Per esempio io qui non ho mai visto una smart ma è anche abbastanza difficile vedere utilitarie. Io penso che la ragione sia prima di tutto perché sono più frequenti le famiglie numerose, poi perché in generale è più facile trovare parcheggio e, per lo meno qui, non è concepita una casa che non abbia il proprio parcheggio. Anzi, è strano quando non ne sono inclusi almeno due. Poi penso che sia un pò una mentalitá. 

Le macchine sono TUTTE con cambio automatico. Le più diffuse sono i PikUp, i Suv e le familiari (grandi). Per me rimarrà un grande mistero l'utilizzo dei PikUp con quattro posti passeggero e il vano vuoto dietro. Qui pare essere di moda ma proprio non ne capisco l'utilità. A meno che uno non debba traslocare vitanaturaldurante non credo possano avere altro utilizzo. Tra l'altro con il mal tempo e la neve il vano si riempie e si sporca quindi o bisogna comprare una costosissima copertura oppure diventa una specie di piscina sporca. Boh! Ecco un esempio.


Ma passiamo alla nostra scelta. Prima di tutto bisogna ricordare il contesto: noi appena arrivati, 30 gradi sotto zero, senza casa, senza macchina, senza conoscenti e con Memole in ospedale. In questo contesto cercavamo casa e macchina (e parecchie altre cose) allo stesso tempo. Io passavo ore a visionare pagine web di macchine usate in loco mentre Mr. F. era occupato nelle prime giornate di training per iniziare il lavoro (mi sono fatta una cultura che non avrei mai pensato), e quando Memole all'ospedale dormiva la siesta chiedevamo agli infermieri il favore di darle un'occhio e scappavamo a vedere dal vivo le macchine addocchiate su internet.

Un'altra cosa da sottolineare è che qui non esistono revisioni obbligatorie. Tra l'altro, quando ti vendono una macchina, non sono tenuti a dirti esattamente come stia ne a mettertela a posto. La puoi provare ma devi fidarti di un buon occhio. A posteriori credo che la cosa migliore da fare (ammesso che si possa), sarebbe chiedere la macchina per qualche giorno, farla vedere da un meccanico fidato (noi ovviamente non ce l'avevamo) e valutare se vale la pena spendere.

Insomma, la nostra scelta ricadeva tra due generi: o un'utilitaria (ma ce ne erano veramente poche in buono stato) o una familiare (di quelle grandi). Una via di mezzo non c'era. La nostra precedente esperienza è stata con una Peugeout 206 cinque porte (tanto bella, cara e buona, eh?). All'arrivo di Memole ci sembrava di stare sotto vuoto. Ma che ve lo dico a fare, lo sapete già  che più un bambino è piccolo più occupa spazio. Quando andavamo a fare lo spesone dovevamo decidere tra la spesa nel bagagliaio o il passeggino. Per non parlare po quando avevamo più di un ospite. La nostra 5 posti era occupata per quasi due posti dal seggiolino di Memole. Ormai poi le gambe di Memole non ci stavano più e battevano sul sedile anteriore.

Abbiamo deciso quindi per una familiare 7 posti, anche perché, sperando nel nuovo arrivo, avevamo paura della possibilità dei gemelli (mia madre è gemella quindi la cosa non è poi così remota). Ora siamo contenti che con la piccoletta possiamo dire di occuparne almeno più della metà, perché prima ci sentivamo un pò ridicoli (ma per gli standard di qui non lo siamo!).

Abbiamo scelto una Chevrolet Venture (sentita la marca ma mai il modello. Qui è ultra-famosa) del 2002. Ed era una delle più giovani! L'abbiamo pagata 4.300 dollari che corrispondono circa a 3.200 euro. Ovviamente, siccome per noi la sicurezza è prioritaria, abbiamo fatto fare di tutto perché sfiorasse la perfezione (in sicurezza). Abbiamo quindi speso altrettanto per farla rimettere a posto. C'erano varie cose che non funzionavano impossibili da verificare con una prima occhiata. Come per esempio l'aria condizionata (mi è addirittura stato chiesto: ma non l'avete provata?? bè, con meno trenta gradi fuori ci sarebbe sembrato che funzionasse alla perfezione) per la quale abbiamo pagato quasi una follia (ma era indispensabile perché qui fa un caldo torrido d'estate), un finestrino che non funzionava (nemmeno quello l'abbiamo controllato) e molte altre cose che non saprei dire. Diciamo che da poco siamo rientrati nelle spese di manutenzione normali di una macchina. Abbiamo fatto cambiare tutte le ruote e sembra che per ora sia perfettamente funzionante (ma non parliamo troppo in fretta).

Nonostante abbia quasi 10 anni direi che li porta bene. È un modello molto avanti rispetto a quelli a cui siamo abituati (o a quelli che c'erano 10 anni fa in commercio in Europa). È tutta automatica (anche uno sportello laterale ed è una funzione comodissima) ed ha il cruise. Puoi cioè settare una velocità che rimane costante (ovviamente è utile in autostrada) lasciando quindi l'unico pedale (non esiste quello della frizione).

Noi siamo molto contenti, è estremamente confortevole, soprattutto per me in gravidanza siccome ha l'altezza perfetta per non dovermi piegare ne salire gradini per entrare. Io mi sono sentita da subito molto sicura nel guidarla (a parte quando inveivo contro la dimensione nel momento in cui ho dovuto fare il test di guida). Ma in fondo la dimensione è stata indispensabili per i nostri molteplici viaggi all'Ikea risparmiandoci i soldi degli eventuali trasporti.

Penso che quando (quando????) torneremo in Europa sarà veramente difficile disabituarsi al confort dello spazio nella macchina. È davvero un lusso!

Bando alle ciance, vi presento il nostro bolide parcheggiato sotto casa. Memole dice che non è una macchina, è un pulmino!













Qui la versione andiamo a comprare l'Ikea!!


venerdì 18 novembre 2011

Quando non devi nascere

Cara Bambina nostra che non hai ancora un nome perchè papà rifugge l'argomento preferendo piuttosto fare lo sguattero della casa (come potrei allora non approfittarne per trovarmi tutto stirato e aspirapolverato??),

Siccome abbiamo scoperto con grande gioia e commozione (da parte mia che sono di lacrima facile ultimamente) che sei nella posizione corretta per questo benedetto delivery (manco fossi un pacco di fedex), ho alcune richieste pre-parto da farti (se inizi bene perché non portare l'opera a compimento?):

- Non nascere prima del 24 Dicembre. Mia sorella arriva la vigilia e ho bisogno del suo aiuto.
- Non nascere il 25 Dicembre perché non è bello confondere la tua festa con quella di Qualcun'altro (eppoi scusa, chi ti credi di essere???).
- Non nascere il 31 Gennaio, che io la cena di Capodanno me la voglio fare. E non è bene partorire con un cotechino in pancia (non sei tu il cotechino mia cara. Spero).

In generale NON nascere in Dicembre perché io e il tuo papà abbiamo fatto una bella assicurazione che ci coprirebbe tutte le spese del parto e del post parto. Ma da Gennaio in poi. Quindi -cerca di capire- i soldi risparmiati sarebbero per te dopo, non dilapidarli così presto. Che di bonus non ce ne abbiamo molti.

- Non nascere il 1 Gennaio. Vorrai mica uscire sui giornali per la prima italo-americana del 2012?
- Non nascere il 6 Gennaio. Vorrai mica essere befana per sempre?
- Non nascere dopo il 7 Gennaio. Ho chiesto due mesi di maternità che sarebbero Gennaio e Febbraio. Se nasci dopo ci bruciamo il poco tempo che abbiamo assieme. E lasciarti a un mese e mezzo non è bello (nemmeno due, ma che ci dobbiamo fare?).

Nasci per favore quando è previsto che nasca. Il 4 Gennaio. Ti posso concedere il 2 il 3 e il 5 Gennaio se proprio vuoi un margine di decisione.

Smettila poi di provocarmi queste contrazioni e cerca di crescere proporzionalmente alla capacità della mia pancia (oggi mi hanno detto che sei più grande rispetto alla dimensione del mio utero, quindi ci siamo guadagnati un'altra ecografia tra due settimane).

Esprimo anche una preferenza per il parto ma sarò breve nelle mie richieste. Rapido e indolore.

Per le richieste dopo la nascita ne parliamo a quattr'occhi, ok?

La mamma

martedì 15 novembre 2011

Due cuori

Per ragioni organizzative ho dovuto sempre portare Memole alle visite mediche relative alla gravidanza, morfologica esclusa siccome non si consente la presenza di bambini. Però è stata presente quando con l'apposito apparecchio ci hanno fatto sentire il cuore della bambina. Prima della visita avevo spiegato a Memole che la mamma adesso ha due cuori, e a lei è rimasto impresso.

Tra questi avvenimenti e la mia pancia evidente Memole da segni di iniziare a capire che nella mia pancia c'è sul serio una bambina. Tutte le volte che vede un neonato vuole avvicinarsi e accarezzarlo e mi dice: "mira mamma, piccolo, come sorellina pancia mamma".

È bello aver qualcuno con il quale condividere l'entusiasmo della preparazione e dei piccoli acquisti (Mr. F. non è certo il tipo). A Memole mostro le nuove compere per la piccoletta e lei si emoziona e vuole aiutarmi a lavarlo e a riporlo nel cassetto. È preoccupata perché per ora non abbiamo ancora una culletta (Mamma, letto piccolo compri nel ligozio?) e mi dice ripetutamente che vuole che la sorellina dorma in camera sua facendomi vedere lo spazio per lei (se sapesse quanti pianti ci toccheranno probabilmente cambierebbe idea). Quest'arrivo è stato l'occasione per cominciare a sistemare la camera di Memole, la più spoglia fino ad adesso. Lei è così entusiasta per i cambiamenti!

Quando la sera crollo sul divano mi chiede: "Mamma, sei stanca?" e io: "sì, la bambina comincia a pesare e si muove tanto". Allora mi mette il cuscino sotto la testa, la coperta, accarezza dolcemente la pancia e dice: "It's ok, it's ok" (che ha abbondantemente sostituito il suo storico "quaquilla"). Molto spesso, così, all'improvviso, mi corre incontro, accarezza la pancia e stampa un bacione. Poi vuole che mi scopra la pancia e guarda dentro all'ombelico. Ovviamente dice che non vede niente.

Memole adora gli adesivi. In una delle serie che le ho comprato tempo fa ci sono tanti cuori. Quando per un'occasione speciale può sceglierne uno lei dice che vuole due cuori, come quelli della mamma e della bambina, e li attacca all'armadio vicino al suo letto.

Ho "vinto" un bonus per un'altra ecografia con lo scopo di vedere se la piccoletta è ben posizionata (siccome Memole non lo era e mi hanno fatto il cesareo). Sarà giovedì. Nel caso non lo fosse allora tentiamo con la manovra esterna tra due settimane. Speriamo che questa volta vada tutto bene!

venerdì 11 novembre 2011

Primo colloquio nella scuola montessoriana

La scorsa settimana io e Mr. F. siamo andati a parlare con gli insegnanti di Memole per la prima volta. Memole ha tre insegnanti, una "guida" che è un uomo (sono felicissima che abbia un uomo!!) e due assistenti donne.

Il fatto di lavorare nella stessa scuola di Memole suppone il vantaggio di sapere e vedere come sta e cosa fa in tempo reale (anche se vi prometto che cerco di non sbirciare troppo, e soprattutto non mi faccio mai vedere, tranne quando devo dare lezione nella sua classe, ovvio). Però cerco di non parlare mai di mia spontanea volontà di Memole, anche se sono molto in sintonia con gli insegnanti. Mi sembra importante essere solo maestra in quei momenti e di attenermi ai tempi ed ai luoghi dedicati ai genitori (che sono molti) per parlare di lei.

Non avevo dubbi quindi che Memole fosse felicissima dell'esperienza. Tutti i giorni mi chiede "mamma andiamo a scuola?" io: "certo!!" lei: "thank you mamy, grazie mille" e mi abbraccia forte. Io squagliata....
Ovviamente poi è stato difficile spiegarle che il fine settimana la scuola è chiusa.

Il colloquio con gli insegnanti è stato stupendo. Mi hanno parlato con grande padronanza di abilità motorie, di manualità fine, di socializzazione, di concentrazione, di sviluppo del linguaggio in una maniera così pedagogicamente dettagliata (per una pedagoga è veramente importante che si facciano distinzioni) che sono rimasta sorpresa. La prima cosa che mi hanno detto: "She is very busy!!". Memole è sempre indaffarata, c'è sempre qualcosa che vuole fare con interesse, ha una grande concentrazione, porta a termine il lavoro, si applica con dedizione, ha una notevole manualità fina (taglia e colora con grande precisione) è socievole anche se preferisce il piccolo gruppo al parlare insieme in cerchio, ha equilibrio (si fanno anche questi tipi di esercizi a scuola), si muove bene, è obbediente.... insomma the best!! (non si capisce che sono la mamma eh??).

Non mi hanno detto nulla di nuovo, ma sapere certe cose mi hanno rassicurata. Memole capisce perfettamente la lingua, parla in inglese con i suoi compagni e non mostra difficoltà o traumi per aver cambiato codice linguistico, sa farsi capire perfettamente, preferisce avere amicizie con i più grandi piuttosto che con quelli della sua età e soprattutto è molto, molto indipendente. Vuole fare tutto da sola e ci riesce, secondo la maestra ha una grande qualità che le servirà nel futuro che è quella di saper scegliere autonomamente e portare avanti le sue decisioni. Per quanto riguarda le attività preferisce l'area dell'arte e quella delle attività quotidiane. Adora stendere, lavare i piatti, pulire in generale (speriamo rimanga così!). Non c'è nulla che non le piaccia o non le interessi.

L'unica cosa è che quando deve cambiare attività bisogna prepararla e spiegarle le cose con tempo, altrimenti si ribella. E questo anche a casa. Devo spiegarle qualsiasi cosa perché possa sentire di avere controllo su quello che succede intorno. Una volta che lo sa fa tutto senza problemi.

A casa mostra interesse per la scrittura siccome vede i più grandicelli (5-6 anni) imparare a scrivere. Mi chiede: "mamma cosa c'è scritto??" e insiste perchè faccia con lei la M (iniziale del suo nome) per poi ripeterla lei da sola fino allo sfinimento.

Io ho chiesto ai maestri se avessero l'impressione che in qualche area fosse un pò indietro rispetto alle normali fasi di sviluppo e loro mi hanno detto che assolutamente no! È il primo anno che è al passo con la sua età! Certo, c'è il linguaggio. Lei convive con tre lingue (Mr. F. le parla spagnolo, io italiano e a scuola inglese). Ultimamente anche a casa utilizza spesso l'inglese. Però in nessuna delle tre ha una proprietà di linguaggio tipica di quest'età (non costruisce frasi complete, usa poco i verbi e fa fatica a coniugarli). Ma noi sapevamo che da questo punto di vista sarebbe stata un pò in ritardo. La capacità di comprensione non sembra essere assolutamente compromessa e nemmeno quella di pensiero siccome dimostra di capire discorsi astratti o complicati.

Insomma, io stavo per piangere, davvero........ero commossa. Dopo tutti questi cambiamenti sapere che lei è riuscita a trarne grandi profitti, che sta crescendo bene e soprattutto che è estremamente felice mi fa piangere di gioia. Una delle mie più grandi preoccupazioni infatti per il trasferimento era la sua crescita (lontano dai familiari e da un mondo che le era familiare). Come sono felice!

Le foto me le mandano per mail gli insegnanti ogni mese. Adoro quest'iniziativa!!!


Aggiungo in compenso che negli ultimi giorni Memole a casa è un continuo e ininterrotto capriccio. Mi sta facendo perdere la pazienza come forse non era mai successo. Ha una caparbietà che è pari solo alla mia ed è un continuo testa a testa all'ultimo sangue. Sono esausta...
Sono io che ho meno forze (psicologiche e fisiche) per starle dietro o lei che sente che si avvicina un grande cambiamento?? Forse tutte e due. Comunque ancora una volta meno male che c'è la scuola. Paradossalmente considero meno sfiancante insegnare spagnolo a 125 bambini piuttosto che stare tutto il giorno da sola a casa con lei.... In certe situazioni il logoramento psicologico raggiunge livelli allarmanti per la salute di tutti...

lunedì 7 novembre 2011

Il miglior momento per fare un figlio


Che oggi come oggi possiamo (o crediamo di potere) programmare l'arrivo di una nuova vita non è una novità. Nella storia familiare la domanda su quando fare un figlio è una questione che tocca tutti (superato il primo step del se fare un figlio). Questa domanda probabilmente assume connotazioni diverse a seconda del numero di figlio al quale si sta pensando.

Forse con il primo figlio è più facile decidere. In fondo se si è pensato di averlo è solo questione di tempo. Molti decidono di aspettare dopo l'unione (parlo sia di matrimonio che di convivenza) per "godersi ancora un pò" il tempo di coppia. Senza dubbio infatti è proprio il primo figlio che scombussola irrimediabilmente la vita familiare.

Però probabilmente è la decisione sul successivo (o successivi) che è più problematica. Allontanati ormai dalla visione mistificata della famiglia numerosa e felice e pienamente consapevoli degli sforzi e delle rinunce che comporta un figlio, la scelta di ripetere sembra una pazzia. Penso che soprattutto per la donna il pensare di dover ricominciare da capo, riazzerare, dopo aver conquistato un minimo di libertà con il primo figlio che piano piano si rende autonomo, potrebbe disturbare non pochi sonni. Se poi il primo figlio è "bravo" ci si chiede: perchè tentare la sorte un'altra volta? Se invece ci dà più da fare pensiamo: "un'altra volta così?? non ce la posso fare!".

Un figlio sconvolge varie vite. Sempre. Penso che anche per chi desideri o pianifichi una gravidanza non esista un "momento perfetto" per avere un figlio. Almeno non a priori. La nuova Vita ci sorprende mentre siamo occupati a vivere. Abbiamo, stiamo cercando o stiamo per raggiungere un equilibrio. Penso che nessuno aspetti un figlio grattandosi la pancia e senza nessun progetto nel frattempo. Magari avrà un lavoro o lo starà cercando, magari da poco ha trovato un'intesa nella coppia, ha pianificato un trasferimento o più semplicemente un viaggio o qualsiasi altra cosa.

Forse uno dei vantaggi di avere un figlio abbastanza presto (come del resto decidere di essere coppia abbastanza giovani) è che il futuro non è ancora del tutto definito, quindi quando la coppia è consolidata è più facile prendere decisioni che comprendano e siano ottimali per tutti. Più difficoltoso è aggiustare il tiro quando si tratta di vite già definite e funzionanti da tempo. Probabilmente le rinunce sono più grandi.

Certo, a posteriori e con il senno di poi ci si accorge che la Vita è arrivata nel momento perfetto. Almeno così è successo a noi. Se penso alla gravidanza di Memole ricordo che pensai che era troppo presto (eravamo sposati da un mese), non avevamo finito i nostri dottorati, non avevamo un futuro programmato (ma in fondo quando mai si ha?). Con l'arrivo di Puffetta pensavo che una gravidanza non avrebbe certo aiutato la situazione di isolamento che stavo passando e tanto meno la mia ricerca di un lavoro e il mio impegno per poterlo portare avanti (per non parlare della situazione economica). Poi sono successi in tutti e due i casi avvenimenti inaspettati che hanno reso le gravidanze non solo tempestive ma addirittura mi hanno aiutata in molti altri aspetti della mia vita (professionale e di coppia). Per esempio: se non avessi saputo della gravidanza quando cercavo lavoro qui negli USA mi sarei accontentata di qualsiasi cosa, invece questa nuova Vita mi ha spinto a chiedere di più, cercare il meglio per tutti, aumentare le richieste (anche economiche). Sono stata più audace.

Per non parlare poi del fattore economico. Probabilmente anche la persona con meno problemi economici del mondo si preoccupa per quest'aspetto (per voler dare al figlio un livello altissimo in tutto), figuriamoci poi le persone "normali" in questo periodo di crisi!

A parte i problemi che attanagliano chiunque dovuti soprattutto allo sforzo fisico, psicologico ed economico, fare un figlio è sempre una scelta a scatola chiusa. Non lo possiamo scegliere, non possiamo "ordinarlo", non possiamo nemmeno lontanamente immaginare come sarà.

Da non dimenticare la storia familiare di ognuno e le gerarchie personali che possono cambiare da persona a persona e da momento a momento. Un fattore che per me è indiscutibile è l'unione della coppia e la decisione condivisa. Tutte le coppie hanno alti e bassi ed in un certo momento è possibile che uno sia più convinto dell'altro ad avere o no un figlio. È giusto anche rispettare la decisione ed i tempi della persona che amiamo se sono dettati da ragioni valide. Ben diverso è non essere assolutamente sulla stessa onda.

Credo sia importante distinguere le situazioni permanenti da quelle transitorie. E se quelle permanenti sono realmente tali o ci sembrano così. Per esempio, per noi il problema economico è sempre stato contingente (ci siamo sposati abbastanza "giovani" e senza nulla. Tutti e due fuori di casa da quando avevamo 18 anni e non aiutati dai rispettivi genitori per impossibilità delle famiglie. Nessun appartamento regalato per intenderci. Al massimo qualche vestito). Questo "piccolo" problema quindi lo consideriamo come una situazione permanente. Che non ha una data di scadenza. Quindi abbiamo deciso che per forza di cose si azzera. Perché se avessimo dovuto aspettare una situazione economica favorevole allora tanto vale aver vissuto da single. Tra l'altro a volte la responsabilità familiare ti dà più carica per fare di più, per osare, per esempio nel lavoro.


Per noi una situazione ben più difficile è stato il momento di transizione nel quale cercavamo e aspettavamo una buona opportunità lavorativa per Mr. F. L'anno scorso questa è stata la priorità siccome lui non era soddisfatto del lavoro e non c'erano possibilità di cambiamento. Dovevamo quindi essere disposti a lasciare tutto in qualsiasi momento. Lui doveva avere la più completa disponibilità e apertura a qualsiasi proposta. Dovevamo buttarci e rimanere uniti. Una situazione quindi con una data di scadenza. In questo momento una gravidanza sarebbe stata realmente problematica. L'impossibilità di viaggiare, i problemi di passaporto (farlo dalla Spagna richiede almeno 4 mesi), la mia tesi sull'orlo della discussione erano una serie di avvenimenti che avrebbero paralizzato il nostro salto e compromesso il nostro futuro ritardando parecchio progetti urgenti e importanti. O ci avrebbe diviso in due continenti, almeno per un pò di tempo.

Credo che una coppia possa avere un'idea approssimata sulla "pianificazione" familiare che però dipende da molti, troppi fattori, che possono cambiare nel giro di poco tempo o mai.


Per tutte queste ragioni la decisione di essere aperti ad una nuova Vita sarà sempre in sfavore rispetto alla decisione di non esserlo. Semplicemente perché in fin dei conti, mettere al mondo una nuova Vita è un grande atto di generosità. Sempre.

Al di là di tutto, essere aperti alla Vita significa essere decisi a fare un tuffo in acque che non conosciamo, essere decisi a perdere un pochino (o un bel pò, diciamola tutta) di "noi". E come tutte le decisioni che si prendono sul futuro: sai perfettamente quello che perdi (o magari pensi di saperlo) ma non sai quello che trovi (chi non considera il figlio la cosa più bella fatta assieme alla persona amata??).

Credo quindi che non esista un miglior momento per fare figli.
Esiste una domanda: sei disposta/o alla sorpresa??

(Questa domanda include anche il fatto di essere convinti di poter pianificare e scoprire poi che non siamo del tutto padroni del dono della Vita....).

* Avete visto che mamma crudele che faccio le foto alla figlia mentre piange disperata?? Non potendo fare nulla ho pensato di lasciarle un ricordo per sempre. Anche per me. Che tra una foto dove dorme, una dove ride e una dove sta tranquilla, ci sono stati pianti. Tanti.

** Riconoscete il pigiama? Battezzato pigiama gravidanza e post parto!!

mercoledì 2 novembre 2011

Festa delle caramelle: 1^ Halloween negli USA

Allora, premetto una cosa. Non ho mai sentita mia la festa di Halloween. Sinceramente non capisco bene cosa si "festeggi", almeno al giorno d'oggi, perché sulle radici di questa tradizione so qualcosa ed è abbastanza raccapricciante. Per questo credo che sarà sempre una festa che mi lascerà pressoché indifferente. 

Ma qui siamo "nella pancia di Halloween" (come dice la suocera) e se in Europa mi sembrava di vivere una "tradizione" mal appiccicata alla nostra cultura, qui almeno sembra avere più una forma (senso credo proprio di no). I gadget per Halloween si vendono da fine Settembre. La festa quindi non passa inosservata.

Nella scuola di Memole, siccome è a-confessionale, non si festeggia nulla (nulla vuol dire nulla, non si può nemmeno fare riferimento perché non è political correct). Per certi versi non sono molto d'accordo con questa mentalità (rischia di cadere nell'appiattimento invece che essere arricchente) ma per certi altri -come in questo caso- tutto sommato preferisco.

Comunque. Pur non avendo direttamente cercato una possibilità di festeggiamento, non mi piace nemmeno tirarmi fuori da questa nuova cultura. Quindi ero pronta con le caramelle da dare ai bambini e ad aggiungerci con Memole nel porta a porta che si sarebbe fatto nel nostro quartiere (che è molto sicuro). Non ho però comprato nessun costume a Maria Elena, nell'eventualità che qualcuno fosse venuto e avremmo potuto aggregarci avevo un cappello da strega di riserva.

All'ultimo però mi ha chiamata la mamma di Liam (con la quale siamo diventate abbastanza amiche) invitandomi a festeggiarlo in un centro commerciale. Lei mi avrebbe prestato il vestito da scimmia di Liam che ha indossato l'anno scorso. Mi è sembrata una buona occasione per passare un pomeriggio in compagnia. 

Così, Memole-scimmia, Liam e Hans vestiti da macchinisti di Thomas il treno (io non avevo idea di chi fosse ma qui negli States è un must) e noi due mamme, ci siamo dirette alla "festa delle caramelle" (come l'ho spiegata a Memole). Nel centro commerciale ogni negozio era provvisto di una persona che distribuiva generosamente caramelle ai bambini costumati e armati di copiosi cestini.

Ovviamente per i bambini è stato il paradiso. Io credo che sia una cosa simpatica ma continua a non entusiasmarmi poi tanto. Alla fine il bello è stato vedere questi tre bambini felicissimi che correvano da una parte all'altra del centro commerciale con le bocche e i cestini pieni.

Vi lascio alcune foto, anche se non sono bellissime.



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