Cogliendo al volo il tema del mese di Genitori Crescono sull'essere "uomini padri" ho chiesto a Woofer di farci partecipi del suo punto di vista. Il suo post mi ha dato una grande carica. Come sempre esprime grandi verità in modo semplice e chiaro. Buona lettura!
In questi ultimi anni dovunque ti giri è tutto un chiedere ad alta voce, un pretendere dalle istituzioni, dalle aziende, dalla società civile, che i papà siano lasciati liberi di occuparsi dei loro figli e quindi di fare i papà!
Ma chissà perchè in questo dibattere e pretendere nessuno si è mai chiesto se gli uomini diventati papà sappiano "godere" degli eventuali privilegi che uno Stato più attento alla famiglia possa loro concedere o, meglio ancora, se per trasformarsi da uomini-Peter Pan a PADRI agli uomini servano proprio quei congedi, quei permessi che auspicabilmente verranno inseriti presto nel WELFARE nazionale.
La domanda che spesso mi faccio è quella trita e ritrita di chi paragona la nostra società a quella dei nostri nonni: come mai a quei tempi non si parlava di congedi, permessi, paternità etc., ma i padri sapevano essere padri ed i figli crescevano bene e le mamme erano orgogliose e determinate nel loro ruolo di madri e mogli? e come mai adesso invece i padri, le madri per poter esercitare il loro ruolo chiedono PIU' tempo e, anche, PIU' risorse economiche?
Spesso ho la sensazione che si confondano i mezzi con il fine: il fine è educare i figli e fortificare l'unione familiare e matrimoniale, non avere più tempo! Il fine è aiutare i nostri figli ad essere felici ed amare pienamente le nostre mogli, non avere più risorse economiche! Tempo e risorse economiche sono mezzi.
Ed allora, tra il serio e lo scherzoso, come sempre, proviamo a dare 5 pillole ricostituenti per disintossicarsi da 5 falsi miti della paternità e provare ad essere padri ECCELLENTI, indipendentemente da ciò che lo Stato, il Welfare ci potranno concedere.
2) Ai figli servono capitani coraggiosi non dei papà-Schettino! La vita, lo sappiamo, è tostissima. Ed allora i figli non hanno bisogno di papà che fuggano appena la nave inizia ad imbarcare acqua, o che insegnino loro i modi per arrangiarsi, le scappatoie. NO! I papà devono essere per i figli i primi esempi di virtù quali la laboriosità, il coraggio, la pazienza, la fortezza, lo spirito di sacrificio, la generosità.
3) Papà abbiate le mani in pasta: ruoli distinti ma compiti intercambiabili. Chi l'ha detto che un uomo non debba cambiare pannolini o cucinare? E chi l'ha detto che una moglie non possa portare l'auto a fare il tagliando o andare alla riunione di condominio a litigare? I compiti in una famiglia moderna, ormai, non possono che essere gestiti in maniera intercambiabile a seconda delle esigenze, ma il papà deve rimanere papà -detentore dello scettro dell'iniziazione al mondo dei figli- e la mamma deve rimanere mamma -regina dell'accoglienza, degli abbracci, dell'ascolto e della cura del proprio cuore-. Un papà che aiuta in casa è di esempio. Un papà che se ne frega no! Un papà che aiuta la mamma è di esempio, un papà che carica ancora di più la mamma di incombenze e doveri, no!
4) Papà, fate squadra con le vostre mogli. Se il percorso di genitori è, in certi tratti, molto faticoso paragonabile quasi ad un gita in canoa controcorrente, se mamma e papà non remano nella stessa direzione, la gita diventerà un massacro. Mogli, mariti, abbiate la pazienza, l'intelligenza, la lungimiranza di adottare "strategie" comuni per educare i vostri figli, decidete insieme come educare alle virtù i vostri figli, come contrastare i capricci ed aiutarli ad essere bimbi felici. Meglio una chiacchierata in più tra moglie e marito che una in meno. E se i vostri figli vedranno che mamma e papà ragionano allo stesso modo e pretendono obbedienza allo stesso modo non cercheranno ogni volta i lato debole su cui attaccarvi e, paradossalmente, saranno bimbi più sicuri e sereni.
Chiudo con un piccolo suggerimento: la cura per i nostri figli è una cura ed un attenzione che inizia il giorno in cui si ritorna a casa dall'ospedale dopo il parto! E più i figli sono piccoli o attraversano momenti delicati, più necessitano di papà che non abbocchino alla cultura dominante che ha trasformato gli uomini in surrogati della mamma o dei "supporters" del ruolo materno, ma che sappiano con fortezza e decisione essere padroni del proprio ruolo e desiderosi di essere PADRI.
Detto ciò... buona navigazione a tutti!
Questo post partecipa a blogstorming
Post stupendo, non posso che essere d'accordo, punto per punto.
RispondiEliminaVorrei aggiungere una cosa: papà, condividete le vostre esperienze con gli altri papà, li farete riflettere e darete anche l'esempio. Spesso hanno solo bisogno di una piccola spinta per partire :)
D'accordissimo con Woofer....solo una curiosità : non so perchè ma immagino che non sia ingegnere....avendo io esperienza personale ravvicinata con un marito/padre di questo genere....posso dire ahimè che le loro regole sono un pò diverse....:))))
RispondiElimina@ Robin: sì è vero, spesso noi papà -ma direi più in generale le famiglie- facciamo poco "sistema" o meglio ancora "squadra". Mettiamola allora così: sarebbe bello se questo blog, con tutti gli spunti seri e scherzosi che possono saltare fuori, potesse diventare una vera piattaforma di confronto di esperienze, oltre che lo stupendo diario della vita di Maggie e famiglia. Penso che Maggie condivida!
RispondiElimina@ Esther: ebbene sono un ingegnere. Forse meno ingegnere "mentalmente" di quanto non ci si aspetti, ma sono ingegnere. Ma tu cosa intendi di preciso quando dici che le "loro regole sono un po' diverse"?