giovedì 24 maggio 2012

Spanish teacher


La fine dell’anno è sempre un momento difficile. Un momento un cui si fanno somme e bilanci. Sono giorni duri per me. Mi sto rendendo conto che tutto lo sforzo che ho fatto quest’anno per lavorare non è stato apprezzato. Più correttamente non è stato retribuito in maniera giusta e questo significa non apprezzarlo e valorizzarlo. È difficile accettare questo. Perché per me è stato un enorme sforzo fisico lavorare fino a pochi giorni prima del parto. Sedermi ed alzarmi mille volte da terra. Scherzare con i bambini anche quando non avevo le forze. Prendere pochi permessi solo per le visite legate alla gravidanza. È stato uno sforzo psicologico. Quello di lasciare la mia bambina che non aveva nemmeno compiuto due mesi. È stato uno sforzo economico. Perché in questi tre mesi di lavoro dopo il parto spendiamo di più per la baby sitter di Puffetta e l’asilo di Memole che quello che guadagno. 

Però io sono tornata a scuola, come avevo promesso. E quando ho chiesto un aumento per il prossimo anno mi sono sentita rispondere che è previsto solo un tre per cento. Che equivale a qualche centesimo all’ora. Una somma ridicola. Poi vengo a sapere che la mia collega che insegna alle elementari (23 anni, che vive con la famiglia, laureata da Novembre di quest’anno) prende esattamente il doppio di me facendo lo stesso orario. 

Ho tanta rabbia e amarezza addosso. Ho reclamato i miei diritti. Ho preteso per il prossimo anno di lavorare meno ore e guadagnare il doppio. Per “riparare” quello che ho subito quest’anno. La proposta è in attesa di risposta. Intanto mi guardo in giro. E penso che forse devo cambiare di nuovo. E quello che è peggio devo far cambiare di nuovo Memole. E sento dentro che non ce la faccio. Però non posso nemmeno continuare cosí. 

La mia casa ormai sta diventando un daycare per i bambini che ospito nel doposcuola per insegnargli spagnolo e cosí poter arginare lo sforzo economico della baby sitter. Queste ultime settimane ho un extra di due bambini. Sotto i 3 anni. E da ieri Puffetta con la febbre. Quella più felice è Memole che è fuori di sé dalla gioia di avere sempre qualcuno con cui giocare in casa.

Ieri ho spiegato ai miei bambini di scuola i mestieri e gli ho chiesto cosa volessero fare da grandi. Molti di loro, senza esitare hanno detto:
Spanish teacher!!

Mi sono commossa.

29 commenti:

  1. tieni duro maggie, hai fatto tutte le scelte di strategia piu' razionali possibili attingendo alla tua forza fisica e ti stimo quanto i tuoi piccoli allievi...purtroppo essere stranieri a volte comporta un divario di trattamento ingiusto quanto ingiustificabile!

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    1. mi piace che parli di "scelte di strategia". in effetti se potessi tornare indietro farei uguale. ci sono state miliardi di cose positive in quest'esperienza. però alla fine le somme le devi sempre tirare. non si lavora mica per amore all'arte!

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  2. La dolcezza di questi bambini non ti ripaga, ma ti fa capire che loro hanno capito il valore del tuo lavoro, cosa che non hanno capito i tuoi datori di lavoro.
    Fai bene a farti valere: un grande in bocca al lupo!

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    1. è che se togliessi gran parte del contorno io sono felice con i miei bambini! purtroppo l'insegnamento è solo una parte piccolissima di tutto quello che ci gira intorno...grazie comunque!

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  3. In bocca al lupo...immagino che deve essere dura...ma sono sicura che i tuoi sacrifici saranno ripagati! Spero il più presto possibile!

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    1. grazie, è anche la mia speranza!

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  4. Speriamo che ti diano ascolto. Io mi incrocio per te!

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  5. A quanto pare la meritocrazia è una parola sconosciuta a tutte le latitudini. Speriamo che cambi qualcosa

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    1. non so se sia una questione di meritocrazia. onestamente non mi so dare una spiegazione valida. ma evidentemente non l'ha saputa dare nemmeno il direttore...

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  6. Tenerissimi i tuoi piccoli allievi! Un po' spero che ti abbiano alleggerito di tutte le fatiche :)

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    1. fosse solo per loro non mollerei...

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  7. Mi dispiace che tu ti senta così ma purtroppo le mamme sono discriminate ovunque anche negli States....tuttavia non ti dimenticare che il bilancio di quest'anno inteso come scolastico è comunque positivo dato che è arrivata Puffetta !!!!!! La gratitudine dei tuoi allievi poi non ha prezzo.....In ogni caso incrocio le dita per te.....e sono sicura che se cambierai sarà in meglio....( non voglio ripetere sempre le parole della nonna....).
    Per me la fine dell'anno è ancora lontana perchè il mio di anno inizia a Gennaio e finisce a Dicembre e per le ferie dovrò aspettare Agosto.....ma ...adesso la Comunione incombe e ci sono ancora un sacco di cose da fare ( anche se il freezer è già pieno....infatti ho preparato un pò di cosette in anticipo altrimenti era impossibile farcela).

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    1. sai esther, non penso nemmeno sia una questione di mamme, per quanto la mia situazione di mamma mi obbliga a pretendere di più per ovvi motivi. Il bilancio generale di quest'anno (a parte la parte economica) è senza dubbi più che positivo. A me piace questo lavoro anche se non lo farei per la vita. ma come dicevo alla fine devi tirare le somme. per sopravvivenza, nient'altro. e allora ti arrabbi!
      sentirmi dire che se cambierò sarà in meglio mi fa sempre un sacco bene quindi grazie!
      ma quand'è la Comunione? Domenica? Mamma mia, sei super organizzata. Io per il Battesimo ho rinunciato e ho ordinato poche cose da un catering. non ce la potevo fare!

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  8. Ti capisco eccome se ti capisco! Insomma tutto mondo è paese, ma non demordere, non voglio dire che è la felicità dei bimbi ti deve bastare, che si è di sicuro stimolo, ma non serve per dargli da mangiare o dargli quello che gli serve, ma tu non demordere, mai!!!!! Con affetto Antonietta

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    1. grazie! io non demordo mai, soprattutto quando le ingiustizie bruciano! tutto sommato penso: ma io cosa devo a loro (come scuola?): nulla! e alla mia famiglia? tutto! quindi se devo cambiare che cambiamento sia!

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  9. ovviamente mi spiace molto per la situazione in cui ti ritrovi. Però, per quel poco che conosco gli stati uniti, il lavoro è pagato "a prezzo di mercato". Questo per rispondere ai commentatori sopra secondo i quali tutto il mondo è paese, ecc. ecc. Tu non ci spieghi perchè l'insegnante delle elementari guadagni più di te, ma ovviamente un motivo ci deve essere. E sicuramente non è perchè sei straniera !!

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    1. sí, è come tu dici. ci sono dei "rank" di stipendio per gli insegnanti, ma solo nelle pubbliche. nelle private fanno quello che vogliono. Il fatto è che nemmeno il preside ha saputo spiegarmi il perchè di questa differenza abissale. si è arrampicato sugli specchi ma gli ho confutato uno a uno quello che ha detto. si è sentito un verme e ha detto che spera di poter riparare. un modo ce l'ha. ed è molto semplice. pagarmi di più.
      In generale la questione è più complicata di quello che ho scritto. all'inizio dell'anno lui mi aveva offerto una somma per insegnare a TUTTA la scuola (3 trimestre di gravidanza) finchè non avesse trovato un altro insegnante. 3 mesi dopo ha offerto il doppio a quell'altra che è arrivata. Per insegnare solo all'elementari.
      Io capisco che per le elementari si paghi di più. Ma il doppio?? l'idea che mi sono fatta è che fino ad adesso hanno avuto insegnanti di spagnolo che erano mamme di alunni con nessun titolo. che l'hanno fatto "a naso (caso)". per quello andava bene pagarle poco. E ha deciso che voleva continuare ad investire la stessa somma. però a me quest'anno hanno chiesto di creare tutto un progetto educativo (curriculum lo chiamano qui), di fare ricerca (scientifica, cercando anche gli studi che lo dimostrano) per capire come si può insegnare le lingue ai bambini (dai 18 mesi ai 6 anni) e perchè è buono farlo oltre che creare tutto il programma annuale mese per mese diviso per fasce d'età. allora se vuoi sfruttare i miei titoli di dottore in educazione (che a me va benissimo) pensa anche di cambiare il salario, no? è questo che mi fa rabbia. sentirmi ingannata e sfruttata...

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    2. non per mettere il dito nella piaga, però tu stessa parli di titoli, e credo che il fulcro sia tutto lì. Poco importa che l'insegnante delle elementari abbia 23 anni, viva con i genitori e sia neolaurata. Ha un titolo di studi per fare quel lavoro (e probabilmente avesse più anni di esperienza guadagnerebbe ancora di più). Tu invece, a quanto ho capito (correggimi se sbaglio), ti sei offerta come insegnante di spagnolo senza avere un titolo corrispondente. Probabilmente nella scuola pubblica non potresti nemmeno lavorare, mi pare ovvio che nella privata il coltello dalla parte del manico (cioè la scelta del salario) ce l'abbia il direttore.
      Da lì ad essere sfruttata ovviamente è un altro discorso. Ma tu ti puoi sempre rifiutare di fare il lavoro extra. Non credo possano puntare i piedi sul lavoro extra (pensaci bene: la loro alternativa, se non vogliono aumentare il budget per l'insegnante di spagnolo, è di cercare un altra mamma, con tutto quello che comporta, e con l'incognita che anch'essa non sia in grado/non abbia voglia di fare il lavoro extra sottopagato)

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    3. La tua ipotesi potrebbe essere plausibile. quello che io veramente non capisco è perchè, nel caso fosse questa la ragione, il preside non me l'abbia tirata fuori, se proprio ha "il coltello dalla parte del manico". Io sono laureata in pedagogia a milano e dottorata in pedagogia in spagna. Parlo spagnolo come se fosse la mia lingua madre. La mia collega si è laureata qui in pedagogia. Ha studiato spagnolo ed è stata 6 mesi in Cile. Il titolo qui significa avere accesso diretto all'insegnamento (anche quello pubblico, cosa che, come dici, a me non è permessa), non come in Italia. In realtà nessuna delle due ha il titolo corrispondente siccome ci vorrebbe un'esperta non solo dell'insegnamento ma anche dell'insegnamento delle lingue. cosa abbastanza diversa dall'insegnamento in generale (esistono corsi apposta per esserlo).
      Il fatto che io non accetto è che loro pretendono un livello alto pagando lo stesso che pagavano una mamma qualsiasi senza nessuna esperienza né titoli. Allora tu dici: non fare il lavoro extra. e qui ci sono due problemi. uno che per la mia formazione in educazione non posso fare a meno di insegnare senza progettare, senza pensare come dal punto di vista educativo si possa fare meglio, lasciare traccia e elaborare obiettivi. Cosa che, ripeto, pretendono da me (da un certo punto di vista giustamente, insegnare una lingua solo per far imparare le classiche parole non ha senso). Due: il mio problema sono le ore che sto fuori di casa, siccome appena metto il piedino fuori devo cominciare a pagare per due bambine. e se mi rifiuto di fare il "lavoro extra" non è che mi vengano diminuite le ore che devo stare lí (l'orario ruota attorno ai ritmi dei bambini). A me viene l'orticaia quando poi il preside pubblicizza la scuola dicendo che offre immersione di spagnolo quando alla maggior parte dei miei bambini gli toccano 15 minuti due volte a settimana se va bene (ho 120 alunni). È che qui lo spagnolo è come l'inglese in europa quindi di facciata lui vuole dimostrare che si fa (ai genitori interessa moltissssssssimo) però poi dietro pretende un livello altissimo per uno stipendio miserrimo. Io mi sono informata in giro e per lo stesso lavoro con un livello molto più basso pagano mooooolto di più. quindi ecco, la soluzione per me è sempre più chiara. Sto facendo richiesta per l'insegnamento in un'altra scuola privata dove mi pagherebbero più del doppio. Mi spiace perchè è sempre difficile cambiare e io sto bene lì e soprattutto anche Memole. ma continuare così non ha senso. Se vogliono un basso livello di spagnolo a poco prezzo facciano loro. io non continuo a dargli il meglio per una miseria.
      permettermi di chiederti: non capisco molto il fine dei tuoi commenti (in senso buono). stai cercando di farmi riflettere per trovare una ragione per il divario di stipendio? o pensi che le mie "lamentele" siano rivolte al sistema americano in generale? per chiarezza: io non parlo del sistema americano, parlo della mia situazione nella mia scuola. So che non è così dovunque...

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    4. Sono un anonimo (anzi: anonima!) diverso da quello sopra.

      Ogni tanto leggo il tuo blog, non ti conosco personalmente.
      Pero', anche a me incuriosisce il perche' dei commenti dell'anonimo sopra.
      Ma, appunto, non e' a me che deve interessare.

      Comunque, il mio parere in questo caso e': guardati intorno (come stai facendo, del resto, mi pare).
      Cambiare e' sempre un'incognita, ma, se davvero ti senti sfruttata e poco valorizzata, cambia! Anche i soldi, alla fine, fanno un po' di serenita' (o almeno, piu' tranquillita' economica: i casi della vita sono tanti...).

      In bocca al lupo! :)

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    5. grazie per l'in bocca al lupo! le cose vanno molto meglio! mi hanno rilanciato un'offerta molto migliore però nel frattempo sto cercando. io faccio il mio gioco! in questo momento effettivamente abbiamo bisogno di raggiungere un minimo di tranquillità dal punto di vista economico. e se si può fare, perchè non provare??

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  10. :-( Hai fatto bene ad alzare la voce e a far presente i tuoi diritti di lavoratrice. Non mollare e quando ti vengono i momenti di depressione, lasciali uscire, sfogali, dagli spazio.. ma non perdere di vista i tuoi obiettivi di rispetto. Hai diritto al rispetto. Hai diritto al giusto compenso.

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    1. Grazie carolina!! quando qualcosa mi brucia non so stare zitta. non credo sia giusto. ed effettivamente credo che con tutto il lavoro fatto ci sia stata una mancanza di rispetto... mi piacerebbe non dover parlare di queste cose ma ultimamente mi prendono tantissimo e a volte faccio fatica a pensare ad altro.....comunque se ci penso bene sono fiduciosa. siccome non è il lavoro della mia vita allora mi sento più "libera" di inseguire il miglior prezzo. Il prezzo alto da pagare potrebbe essere il ri-adattamento di Memole. quello sí che mi fa paura....

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  11. Che i bimbi vogliano fare il tuo mestiere è una gran bella soddisfazione! Purtroppo per esperienza devo dire che le conferme più importanti sono quelle che arrivano dai clienti (in questo caso i bimbi :)): se dovessimo aspettare le gratificazioni dei datori di lavoro staremmo freschi... :((
    A proposito, anche io ho vissuto per un po' in Spagna (ma non a Pamplona): un'esperienza che mi è rimasta nel cuore :)

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    1. se il lavoro fossero solo loro...sarebbe troppo facile!! e troppo bello!!

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