martedì 31 gennaio 2012

Il nostro VBAC

Per chi non fosse "esperto" di tutte le sigle che si inventano, VBAC non è un parolaccia ma sta per Vaginal Birth After Cesarean. Della non felice esperienza del mio primo parto ne avevo già parlato.

Non sono una che ama i racconti sul parto, soprattutto se hanno particolari splatter. Mi impressiono facilmente. Ma prometto di sorvolare su alcuni particolari. Il nostro parto è partito come un thriller, continuato come un horror e finito come il più bello dei film romantici e sciroccosi. La vita sta andando avanti e su certi avvenimenti dovrò fare dei flashback siccome ultimamente il tempo per scrivere scarseggia.

Iniziamo quindi da dove vi avevo lasciato, cioè al pomeriggio del 6 Gennaio, quando sono iniziate le prime lievissime contrazioni (erano le 13.30 circa). Sono stata all'ospedale e mi hanno detto che era iniziato il travaglio ma che ero ancora poco dilatata quindi di tornare a casa. Io continuavo a fare le cose di sempre, siamo stati a prendere Memole all'asilo, abbiamo fatto merenda, ho chiamato mia mamma, ho fatto una lavatrice e varie faccende domestiche.

Nel frattempo pensavo: tutto qui?? Signur quante storie fanno tutte!!

Poi verso sera la cosa inizia a farsi più seria e il pensiero di prima si dissolve velocemente. Cominciamo a guardare Lie to me ma vederlo da seduta è impossibile. L'intensità e la frequenza delle contrazioni aumentano (ogni 5 minuti circa). Verso le 23.30 andiamo all'ospedale.

Aspetto dei momenti interminabili che arrivi un medico. Quando finalmente è disponibile mi controlla la dilatazione. Io ero convinta di essere, che ne so, almeno a 3 cm considerando tutto il dolore che stavo provando. Invece sentenzia il verdetto. Dilatazione ancora a 1 cm. Poi mi fa un discorso deprimente della serie che con una dilatazione del genere la cosa poteva andare avanti due giorni come una settimana. UNA SETTIMANA??? MA CHE LO DICONO PER SPAVENTARMI E FARMI PARTORIRE VELOCEMENTE?? (con il senno di poi devo ammettere che se lo hanno fatto per questo motivo ci sono riusciti almeno in parte).

Io ero allibita e pensavo: ma come faccio a sopravvivere anche solo 2 ore con questi dolori?? Poi mi dice di tornare a casa e ripresentarmi all'ospedale solamente quando i dolori mi avessero spezzato in due e le contrazioni fossero state frequenti e regolari ogni 3 minuti. Mi chiedono se volessi qualcosa per il dolore e rispondo assolutamente sì. Così mi fanno un'iniezione di morfina e mi spediscono a casa. 

La suddetta iniezione fa scomparire le contrazioni più lievi allungando la frequenza a 10 minuti. E così passo la notte cercando di dormire quei 7 minuti tra una contrazione e l'altra.

Il giorno dopo cerco di tirarmi su d'animo e decido che tutto sommato è meglio farmi il travaglio a casa piuttosto che in ospedale. Il tempo sarebbe passato più velocemente. Quindi penso di vivere la giornata approfittando al massimo quei minuti di pausa tra una contrazione e l'altra. In questa fase l'appoggio costante di mia sorella è stato più che essenziale (mea culpa se ha deciso che non vuole assolutamente figli. Ma ho tempo per farla ricredere!). Inizio con il farmi la french alle mani. Che ovviamente mi viene malissimo. E ripeto almeno tre volte. La situazione era comica perché durante la contrazione stavo  malissimo ma quando passava stavo stra bene quindi passavo da una situazione di sofferenza altissima a pochi minuti di normalità in cui mettevo in ordine, chiacchieravo allegramente, scrivevo mail, leggevo, preparavo il pranzo assieme a mia sorella. Il pomeriggio abbiamo fatto anche una passeggiata.

Intanto le ore passano e alle 19 Mr. F. non era ancora arrivato. Mia sorella cercava di distrarmi facendomi vedere delle serie televisive ma i dolori erano diventati insopportabili e frequenti. La contrazione non poteva cogliermi nè seduta nè sdraiata perché soffrivo troppo. Potevo solo camminare e camminare nel corridoio di casa senza sosta. Memole all'inizio mi chiedeva: Mamy, what happen? E io le dicevo che la bambina stava bussando forte alla pancia perché voleva uscire. Afferrata la situazione, nel pieno della contrazione mi diceva: mamy dont'worry, it's ok. Respira asì e mi faceva vedere come.

Ad un certo punto sono crollata moralmente. Ero davvero stanca soprattutto del fatto di non potermi mai sedere né fermare un momento e con tutto quel peso addosso era davvero difficile. In più il fatto che non arrivasse Mr. F. mi innervosiva. E allora ho cominciato a piangere per la spossatezza e soprattutto perché mentalmente non riuscivo ad immaginare un punto d'arrivo a quel dolore. Quando finalmente Mr. F. è arrivato è stato un sollievo. Ha cominciato a farmi molti massaggi. Il "benessere" è stato immediato ed ho ritrovato le forze. Ma ho capito che non potevo più sopportare il dolore a casa e siamo tornati all'ospedale.

Ispezione della dilatazione. Verdetto: 4 cm. Piangevo di gioia quando mi hanno detto che potevo fare l'epidurale. Poi tornano 5 minuti dopo e mi dicono che hanno deciso di farmi aspettare ancora un'ora per vedere se aumentasse la dilatazione siccome  può succedere che a volte si fermi molto tempo a 4 cm.

Mi è sceso uno sconforto terribile soprattutto perché con i monitor costantemente connessi dovevo stare a letto e le contrazioni da distesa erano ingestibili. È passata quell'interminabile ora e finalmente hanno constatato che la dilatazione aumentava. Mi hanno quindi passata alla sala parto di cui vi lascio alcune foto.


Questa qui sotto è la "postazione" dalla quale i medici, e soprattutto l'anestesista controllavano la situazione. Il letto dei dolori come vedete è a destra.

Arriva l'anestesista. Io non ho molta fiducia nell'epidurale siccome nel mio primo cesareo non ha fatto effetto. Infatti dopo due ore di penosi tentativi il dolore è diminuito pochissimo. Ed intanto ero già dilatata di circa 7-8 cm.

Io ormai ero rassegnata a "partorire con dolore" con la paura che se per qualche problema mi avessero dovuto fare un cesareo allora mi avrebbero di nuovo dovuto fare l'anestesia generale. Ed ero molto abbattuta. Ma il super anestesista non si scoraggiava nemmeno un momento e dopo moltissimi tentativi alla fine capisce dove sta il problema e quando prova l'ultimissima spiaggia....non sento più nulla.

Il paradiso. Non avrei mai pensato che un'anestesia potesse essere così efficace. Molto saggiamente infatti c'è chi ha ribattezzato la famosa anestesia come happy durale. Sono convinta che nell'ospedale l'anestesista sia l'uomo più desiderato. Credo di avergli fatto una dichiarazione d'amore ma non ho dei ricordi molto lucidi di quel momento.

A quel punto arriva la ginecologa e dice che ora che sto meglio mi rompe le acque per velocizzare il parto. E io le dico: "ma scusi, adesso che sto bene che fretta c'è? Io voglio dormire!!".

Mi ha guardata un pò strana (erano le 2 di notte, la richiesta non era mica così assurda!) e poi ha deciso di darmi due orette di tempo. E ho dormito. Anche Mr. F. ci ha provato ma ha detto che è stato impossibile.

Dopo due orette ritorna quindi la ginecologa per svegliarmi e rompermi (le p... no scherzo) le acque e si accorge che le ho già rotte mentre dormivo! Controlla la dilatazione. Siamo a 10!!! Mr. F. mi mette della musica rilassante che ci accompagna durante tutto il parto.

Qui sotto la vista che avevo dal mio letto. Il lettino della nascitura da me ribattezzato "letto bionico" potete capire perché. La super televisione mai accesa perché nei momenti di lucidità ho preferito dormire ed a sinistra delle super casse alle quali Mr. F. ha attaccato il suo i-pod per farmi sentire la musica.


A quel punto arriva la mia vera ginecologa che mi dice: allora l'altro giorno quando ti ho spiegato i particolari (splatter) dell'induzione ti ho fatto paura e hai cominciato il parto da sola, eh??? Non sapevo se odiarla o adorarla.

Cominciano a preparare tutto per la fase della spinta. Mi spiegano che generalmente dura due orette per il primo parto e mi rassegno a pazientare ancora. Tanto non sento nulla, penso. Di fatti mi sembrava che mi avessero appiccicato delle gambe non mie. Per non parlare di tutte le cose che mi stavano mettendo dentro (progressivamente più grandi, se non l'avessi visto non ci crederei!). Non so se mi sentivo più   un'autostrada o un tacchino nella fase di farcitura. Volevano addirittura mettermi uno specchio. Per carità, occhio non vede corpo non duole (o quasi!).

Inizia la fase delle spinte. Mi avvisano quando arriva una contrazione, prendo fiato e spingo per dieci secondi. Il clima è molto rilassato tanto che facciamo battute e ridiamo. La ginecologa dice che le spinte sono efficaci e la posizione della bambina è perfetta, da manuale. Dopo solo 15 minuti mi dice che entro 10 minuti avremmo visto la nostra bambina. Quando si vede già la testina mi dice: Adesso non ridere né starnutire perché non so se riuscirei a prenderla al volo! Mi dice di fare spinte più corte ma più frequenti. Ad un certo punto si prepara in posizione semi-accovacciata come se dovesse prendere al volo una palla.

E con queste ultime tre spinte nasce Caterina alle 6.19 a.m. Peso 2880, statura 47.5 cm (e io che pensavo fosse grande!!).

Mr. F. taglia il cordone e me la mettono subito su di me. Non saprei assolutamente descrivere la sensazione che ho provato. La primissima di avere in braccio un'estranea soprattuto pensando al vincolo madre-figlia che ho con Memole. Ed ero veramente sorpresa  e sbigottita di realizzare che quella personcina perfetta aveva vissuto dentro di me. Poi quando lei è si è calmata appena ha sentito la mia pelle mi sono messa a piangere mentre Mr. F. mi diceva tra le lacrime (lui nega) sei stata bravissima, ce l'hai fatta!! Me l'hanno fatta tenere addosso moltissimo tempo e per me è stato stupendo.

In nessun momento, nemmeno nei più difficili, ho pensato di volere un altro cesareo e sebbene il dolore non si dimentica (e come lo dimentichi??) mi sono sentita capace di affrontarlo e lo rifarei eccome, senza paura! Certo, il confronto con il primo parto mi fa pensare a tutto quello che mi sono persa, però è anche vero che una parte di me "ha fatto pace" con quel ricordo.

Da quando Caterina è nata non passa giorno in cui non mi torni in mente il momento esatto in cui ci siamo viste la prima volta come uno dei momenti più belli della mia vita...

lunedì 23 gennaio 2012

Introducing Caterina

Caterina ha gli occhi stretti e sottili, di un colore indefinito tra il grigio e il marrone. Ha un nasino a patatina piccolo piccolo e una bocca perfetta dalla quale esce sempre un rivolino di latte.

Caterina ha pochissimi capelli neri e morbidi, cosí corti e perfetti che sembra uscita dal parrucchiere.





Caterina è un batuffolino che si accoccola su di te e dorme tutte le volte che si attacca al seno. Papà la chiama "manicaretto drogato" (chi si ricorda da quale famoso cartoon della Disney viene la citazione??).



Caterina la snifferesti dalla testa fino alla pancia per quel profumo di bimba inebriante. Dalla pancia in giù invece non conviene avvicinare il naso. Emana una puzza di stalla permanente (o come dice il marito, puzza di zafferano).

Caterina ha la testa siluroide che ricorda troppo Homer Simpson. E la faccia sempre imbronciata. Ma  se è arrabbiata non lo dimostra. È una bambina molto tranquilla e flessibile (per ora...).


Da quando è arrivata ci ha letteralmente conquistati. La sua "big sister" l'adora. E noi non possiamo essere da meno...





Grazie per i vostri messaggi. Avrei voluto rispondervi uno ad uno, ma si sa che i primi tempo con un neonato sono totalizzanti. Vi ho letto con immenso piacere. Sono andata a trovare i blog delle persone nuove che mi hanno scritto con un account, purtroppo silenziosamente. L'allattamento mi permette di leggere ma non ho sviluppato ancora la capacità di scrivere (rimedierò prestissimo). Grazie anche alle persone che mi hanno scritto per la prima volta per farci le congratulazioni. Alcune le conosco, altre no, ma è bello sentire tutti così vicini.

Esther: ti ho ricordata tantissimo l'8 Gennaio. Non siete coetanee proprio per un pelo!! Tanti auguri!!

domenica 8 gennaio 2012

Anno nuovo vita nuova: benvenuta bambina nostra


Il giorno 7 Gennaio 2012 alle ore 6.19 (13.19 in Italia) è nata con un bellissimo (e lunghissimo) parto naturale la nostra piccola italo-americana Caterina.
La realtà ha superato di molto le aspettative (e le richieste). Ora scriviamo dall'ospedale dal quale ci dimetteranno domani. Caterina dorme sul mio braccio sinistro mentre scrivo. Ed è bellissima.

Stiamo tutti bene anche se un pó stremati. Memole è fuori di sè dalla gioia e mi chiede di portarla subito a casa.

Al più presto foto e racconti. Grazie per la vostra vicinanza!

venerdì 6 gennaio 2012

La befana vien di notte??


Rassegnata ad aspettare l'arrivo della tanto attesa ho passato il giorno con mia sorella a comprare alcune cosine per l'Epifania. Poi me la sono presa con calma e sono andata in un locale dove fanno della pizza veramente buona (e qui negli States non è molto comune).
Notavo dei dolori mestruali ma non mi allarmava tanto siccome negli ultimi giorni li ho avuti spesso. Però iniziavano ad avere una frequenza regolare e poi si fermavano e ricominciavano. In realtà me la sono presa con calma perché volevo finire la pizza, ma una volta finita ho chiamato l'ospedale e mi hanno detto che era meglio passare.

E lì...mi hanno confermato che erano cominciate le primissime contrazioni del parto. Il momento più bello è stato quando gli ho chiesto se sarei arrivata all'induzione e mi hanno detto assolutamente no!!

E mi sono messa a piangere (strano...).

E adesso sono a casa. Ho avuto il tempo di farmi una rilassantissima doccia con maschera viso e capelli, di farmi fare manicure e pedicure, mettere le ultime cose in valigia. Ho contrazioni ogni 6 minuti, e aspetto che si facciano più intense e regolari.

E penso che manca poco per vedere la nostra bambina!!

Forse sarà una befanina (magari posso chiedere se considerano il fuso italiano e non quello degli States per perdere qualche ora) o magari ci vorrà qualche giorno, ma l'importante è che non arriverò all'induzione e che posso iniziare un parto in maniera totalmente naturale. Sono così felice!!

Grazie per il vostro sostegno, continuate a dedicarmi qualche preghiera perché tutto continui come  è iniziato e...appena posso vi aggiorno!

giovedì 5 gennaio 2012

Happy due date!!!


...questo è quello che mi ha detto la ginecologa quando mi ha vista oggi pomeriggio. Non sapevo se piangere o ridere. Ecco, io credo che tra deliri schizofrenici di nasci-non nascere e indicazioni precisissime  sul "suo giorno", si sia un pò confusa e ci stia pensando per benino.

Allora, la situazione è questa. Nessun segno di parto o quasi. Tranne i soliti dolorini. Dilatazione che sfiora la nullità. La ginecologa mi ha proposto la manovra di scollamento delle membrane ma mi sono rifiutata. Non ce la potevo fare.

Abbiamo prenotato l'induzione per giovedì 12 alle 16 (le 23 in Italia). Avendo avuto un cesareo previo la procedura per l'induzione è diversa. Direi più splatter. Da quello che ho capito niente gel né ossitocina endovena. Mi ha illustrato tutto il procedimento con disegno incluso ma preferisco sorvolare perché mi impressiona. È una procedura che nella pratica è molto più naturale di una normale induzione ma dal punto di vista tecnico lo è molto meno. Siccome sarebbe abbastanza dolorosa mi proporranno un antidolorifico pesante e se non fa effetto l'epidurale da subito. In questo caso il travaglio sarebbe a letto senza poter cambiare molto la posizione e soprattutto senza potermi alzare e camminare. La ginecologa dice che si potrebbe arrivare fino a 36 ore di travaglio. La prospettiva non è delle più felici. 

Sono molto abbattuta. Da una parte sono pienamente convinta di voler provare il VBAC e arrivare fino in fondo (dopotutto se non ci provo qui che ha fama di essere una delle migliori strutture ospedaliere del mondo dove ci provo?), dall'altra parte a volte mi sento un pò cocciuta in questa decisione.

Comunque ho parlato con la mia amica inviata speciale dal Texas che di parti ne ha avuti due, ma con una varietà di condizioni che sembra ne abbia avuti almeno il doppio. E lei ce l'ha fatta. Ed è felice.

Quindi niente, d'accordo con lei mi sforzerò di fare tante, tantissime passeggiate (non mi va proprio per niente), e farò di tutto perché questo parto cominci in maniera naturale quindi prima del 12. Ho una settimana. Non è ancora detta l'ultima parola.
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