Il sonno è sacro. Dovrebbero includerlo tra i diritti fondamentali degli uomini (e delle donne, soprattutto). Eppure è il tema che fa più discutere riguardo all'educazione dei bambini siccome è indubbiamente la prima grande privazione a cui un genitore è sottoposto quando diventa tale. Probabilmente non mi sbaglio se credo che nelle famiglie il tema del sonno segua la regola del "si salvi chi può".
Noi non abbiamo "ricevuto" quel tipo di bambina che mangia e dorme (e parlo di tutti e due i casi) ma sono sempre più convinta che la percentuale di questi bambini non superi lo zero.
Il primo anno con Memole, dal punto di vista del sonno, è stato letteralmente un incubo. Se guardo le foto la maggior parte sono di lei che dorme. Ma ingannano. Immortalavo il momento perché mi sembrava che durasse troppo poco...
Faccio un riassunto che non rende fino in fondo il livello di complicazione e disperazione a cui siamo arrivati in diverse occasioni.
Faccio un riassunto che non rende fino in fondo il livello di complicazione e disperazione a cui siamo arrivati in diverse occasioni.
Primi 5 mesi: poppata notturna ogni 3 ore puntuale. Per fortuna sonno quasi immediato una volta terminata la sessione. Coliche pesantucce dalle 18 alle 22 circa per due mesetti.
Dai 5 agli 8 mesi: abbiamo cercato di togliere la poppata notturna. Mr. F. si alzava al posto mio e cercava di calmarla. Lo sforzo è stato quasi disumano e la tentazione di darle il seno e cavarmela in 15 minuti era fortissima. Il successo è arrivato dopo circa 10 giorni di pianti strazianti la notte.
Dagli 8 agli 11 mesi: sono apparsi i primi dentini. I pianti erano all'ordine della notte. Io e Mr. F. eravamo stravolti anche perché il cattivo sonno influiva nell'umore del giorno di tutta la famiglia. Dopo vari disperati tentativi abbiamo supplicato la pediatra di darci un rimedio pesante. Ci ha dato un medicinale nato come antistaminico ma che si usa adesso in maniera pediatrica. Anche se il metodo era forte ne avevamo estremamente bisogno. Il "trattamento" è durato 2 settimane (ogni giorno una goccia in meno) con grandissimo successo. Da quando Memole ha ripreso i ritmi sonno-veglia, notte- giorno, la vita è cambiata.
Attualmente: Memole ha un rapporto molto positivo con il sonno e il dormire. Mi fa sorridere perché il suo gioco preferito consiste nel mettere tutte le sue bambole a letto e segue i rituali che facciamo con lei: preghiere, bacino e rimbocco delle coperte a pancia in giù (è così che le piace dormire). Per questo a Natale le abbiamo regalato una culletta anche per loro.
Nelle foto potete vedere la casa infestata dalle sue bambole messe a letto. Ce le troviamo dovunque!!


Memole adesso va a letto senza borbottare (anzi, a volte ci dice che vuole andare a letto perché è stanca). Tuttora non riesce a dormire in situazioni non propizie al suo sonno. Per questo motivo da quando ha iniziato l'asilo (e mi riferisco anche al nido dai 4 mesi) non è mai riuscita a dormire lí. Il momento in cui vado a prenderla a scuola è stato ed è tuttora delicatissimo, siccome lei è stanchissima e nervosa. Attualmente all'asilo fanno un'oretta di siesta. Lei sta lì buonina ma non dorme mai. Invece, quando arriva a casa (alle 15.15) crolla dal sonno. Allora io ne approfitto per farla dormire 2 ore. E sono queste ore pomeridiane che hanno salvato la mia salute siccome mi permettono, tornata dal lavoro, di riposare o andando a letto o occupandomi delle mie cose.
Nelle foto potete vedere la casa infestata dalle sue bambole messe a letto. Ce le troviamo dovunque!!
Memole adesso va a letto senza borbottare (anzi, a volte ci dice che vuole andare a letto perché è stanca). Tuttora non riesce a dormire in situazioni non propizie al suo sonno. Per questo motivo da quando ha iniziato l'asilo (e mi riferisco anche al nido dai 4 mesi) non è mai riuscita a dormire lí. Il momento in cui vado a prenderla a scuola è stato ed è tuttora delicatissimo, siccome lei è stanchissima e nervosa. Attualmente all'asilo fanno un'oretta di siesta. Lei sta lì buonina ma non dorme mai. Invece, quando arriva a casa (alle 15.15) crolla dal sonno. Allora io ne approfitto per farla dormire 2 ore. E sono queste ore pomeridiane che hanno salvato la mia salute siccome mi permettono, tornata dal lavoro, di riposare o andando a letto o occupandomi delle mie cose.
La notte da molto tempo non è più un problema. Se all'inizio dovevamo svegliarla per farla andare in bagno (ha tolto il pannolino diurno e notturno più di un anno fa), adesso riesce a durare anche da quel punto di vista 10 ore e più.
Ma la meraviglia delle meraviglie l'abbiamo raggiunta da 3 settimane durante il week end. Le abbiamo detto che, se la mattina deve andare in bagno, può andarci da sola. Poi, se vede la luce fuori può andare a giocare, altrimenti torna a letto (lei è una bambina molto responsabile e non c'è nessun pericolo a lasciarla giocare senza tenerle gli occhi puntati addosso). Il primo fine settimana cosí ha fatto. In silenzio. Fino alle 10.30. Poi gli altri due w.e. l'abbiamo sentita alzarsi per andare in bagno. Quando poi ci siamo alzati (alle 11!!!) non era a giocare....era tornata a letto!!! e le chiedo: ma perché non sei andata a giocare?? e lei: ero stanca!!!!!!!!!! (i geni materni sono ereditari!). Cioè, io non avrei mai pensato di poter dormire a tali scandalose ore con due bambine, tra cui una neonata (che le svegliate notturne per le poppate ovviamente se le fa, ma la mattina, con qualche trucchetto, riusciamo a metterla K.O.).
Non credo che esista una ricetta perché i bambini dormano bene ed al momento giusto. Senza dubbio fa parte anche dell'indole di ciascun bambino. Noi, da parte nostra, ci siamo sforzati a creare buone abitudini e cercare di non oltrepassare mai certi limiti.
Per noi un limite da non oltrepassare è sempre stato quello di non fare dormire le bambine nel nostro letto e, possibilmente, farle dormire dal primo giorno fuori dalla camera. È una decisione che abbiamo preso per diversi motivi. Prima di tutto un motivo di spazio: già ci litighiamo quel poco spazio che abbiamo nel letto, figuriamoci poi con una persona in più. Ma parlo anche di salvaguardare lo spazio della nostra camera e della nostra intimità dall'invasione delle bambine (che già entrano prepotentemente -e giustamente- nel nostro quotidiano). L'ultima ragione è una questione di sopravvivenza genitoriale. Io ho l'orecchio e i nervi sensibili la notte e tutti quei rumori tipici dei neonati mi impediscono il sonno nelle poche ore che rimangono tra una poppata e l'altra. Ho sempre allattato fuori dalla camera. Mi sembra scomodissimo allattare a letto e quando mi sono trovata costretta a farlo pochi giorni dopo il cesareo di Memole avevo gli incubi di essermela dimenticata nel letto e che fosse caduta o, peggio, che fosse stata schiacciata da noi. Un limite relazionato con questo è che il figlio non ci avrebbe mai separato dal nostro letto se non per ragioni gravi. Questo vuol dire che, pur avendo un letto grande disponibile nella camera delle bambine, non avremmo mai dormito con loro e nemmeno "invitato" il coniuge a spostarsi sul divano in caso di "letto infestato".
Un altro limite che non abbiamo mai voluto oltrepassare è stato quello di non essere disposti a fare di tutto per addormentare (la notte). Questo significa che, in linea di massima, a meno che non si presenti una situazione disperata e solo in caso di neonato (fino ai 5 mesi), l'addormentamento in braccio non è contemplato. Piuttosto ci facciamo ore e ore di cullaggio (che non ci siamo scampati).
Il terzo limite è che il momento della nanna è fuori discussione. Si va e basta. E, potete anche scandalizzarvi ;) ma per un pò di pianti non è mai morto nessuno!
Sono disposta a credere che per ora ci sia andata bene con Memole (e sembrerebbe anche per Puffetta) per il tipo di personalità che ha, anche se vi assicuro che il primo anno non è stato per niente semplice. Probabilmente non esiste la ricetta giusta. Forse si tratta di pensare a quello che una famiglia è disposta a fare -e a tollerare- perché un bambino dorma.
Noi abbiamo scelto la strada dei medicinali quando la situazione era disperata, per una ragione di salute fisica e mentale di tutti. Abbiamo scelto che tolleriamo di più alzarci mille volte la notte piuttosto che avere un bambino in camera o nel nostro letto. Abbiamo scelto che avremmo stretto un pò più i denti sentendo le bambine piangere e cercando nuove soluzioni piuttosto che abituarle ad addormentarsi in braccio o al seno. Abbiamo deciso che il sonno di tutti è sacro. E per salvaguardarlo ognuno sta nel suo letto. E ognuno impara a gestire il proprio sonno in autonomia.
Per ora ci è andata bene...
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Ma la meraviglia delle meraviglie l'abbiamo raggiunta da 3 settimane durante il week end. Le abbiamo detto che, se la mattina deve andare in bagno, può andarci da sola. Poi, se vede la luce fuori può andare a giocare, altrimenti torna a letto (lei è una bambina molto responsabile e non c'è nessun pericolo a lasciarla giocare senza tenerle gli occhi puntati addosso). Il primo fine settimana cosí ha fatto. In silenzio. Fino alle 10.30. Poi gli altri due w.e. l'abbiamo sentita alzarsi per andare in bagno. Quando poi ci siamo alzati (alle 11!!!) non era a giocare....era tornata a letto!!! e le chiedo: ma perché non sei andata a giocare?? e lei: ero stanca!!!!!!!!!! (i geni materni sono ereditari!). Cioè, io non avrei mai pensato di poter dormire a tali scandalose ore con due bambine, tra cui una neonata (che le svegliate notturne per le poppate ovviamente se le fa, ma la mattina, con qualche trucchetto, riusciamo a metterla K.O.).
Non credo che esista una ricetta perché i bambini dormano bene ed al momento giusto. Senza dubbio fa parte anche dell'indole di ciascun bambino. Noi, da parte nostra, ci siamo sforzati a creare buone abitudini e cercare di non oltrepassare mai certi limiti.
Per noi un limite da non oltrepassare è sempre stato quello di non fare dormire le bambine nel nostro letto e, possibilmente, farle dormire dal primo giorno fuori dalla camera. È una decisione che abbiamo preso per diversi motivi. Prima di tutto un motivo di spazio: già ci litighiamo quel poco spazio che abbiamo nel letto, figuriamoci poi con una persona in più. Ma parlo anche di salvaguardare lo spazio della nostra camera e della nostra intimità dall'invasione delle bambine (che già entrano prepotentemente -e giustamente- nel nostro quotidiano). L'ultima ragione è una questione di sopravvivenza genitoriale. Io ho l'orecchio e i nervi sensibili la notte e tutti quei rumori tipici dei neonati mi impediscono il sonno nelle poche ore che rimangono tra una poppata e l'altra. Ho sempre allattato fuori dalla camera. Mi sembra scomodissimo allattare a letto e quando mi sono trovata costretta a farlo pochi giorni dopo il cesareo di Memole avevo gli incubi di essermela dimenticata nel letto e che fosse caduta o, peggio, che fosse stata schiacciata da noi. Un limite relazionato con questo è che il figlio non ci avrebbe mai separato dal nostro letto se non per ragioni gravi. Questo vuol dire che, pur avendo un letto grande disponibile nella camera delle bambine, non avremmo mai dormito con loro e nemmeno "invitato" il coniuge a spostarsi sul divano in caso di "letto infestato".
Un altro limite che non abbiamo mai voluto oltrepassare è stato quello di non essere disposti a fare di tutto per addormentare (la notte). Questo significa che, in linea di massima, a meno che non si presenti una situazione disperata e solo in caso di neonato (fino ai 5 mesi), l'addormentamento in braccio non è contemplato. Piuttosto ci facciamo ore e ore di cullaggio (che non ci siamo scampati).
Il terzo limite è che il momento della nanna è fuori discussione. Si va e basta. E, potete anche scandalizzarvi ;) ma per un pò di pianti non è mai morto nessuno!
Sono disposta a credere che per ora ci sia andata bene con Memole (e sembrerebbe anche per Puffetta) per il tipo di personalità che ha, anche se vi assicuro che il primo anno non è stato per niente semplice. Probabilmente non esiste la ricetta giusta. Forse si tratta di pensare a quello che una famiglia è disposta a fare -e a tollerare- perché un bambino dorma.
Noi abbiamo scelto la strada dei medicinali quando la situazione era disperata, per una ragione di salute fisica e mentale di tutti. Abbiamo scelto che tolleriamo di più alzarci mille volte la notte piuttosto che avere un bambino in camera o nel nostro letto. Abbiamo scelto che avremmo stretto un pò più i denti sentendo le bambine piangere e cercando nuove soluzioni piuttosto che abituarle ad addormentarsi in braccio o al seno. Abbiamo deciso che il sonno di tutti è sacro. E per salvaguardarlo ognuno sta nel suo letto. E ognuno impara a gestire il proprio sonno in autonomia.
Per ora ci è andata bene...
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