lunedì 27 febbraio 2012

Ma la notte no!!

Il sonno è sacro. Dovrebbero includerlo tra i diritti fondamentali degli uomini (e delle donne, soprattutto). Eppure è il tema che fa più discutere riguardo all'educazione dei bambini siccome è indubbiamente la prima grande privazione a cui un genitore è sottoposto quando diventa tale. Probabilmente non mi sbaglio se credo che nelle famiglie il tema del sonno segua la regola del "si salvi chi può".

Noi non abbiamo "ricevuto" quel tipo di bambina che mangia e dorme (e parlo di tutti e due i casi) ma sono sempre più convinta che la percentuale di questi bambini non superi lo zero.

Il primo anno con Memole, dal punto di vista del sonno, è stato letteralmente un incubo. Se guardo le foto la maggior parte sono di lei che dorme. Ma ingannano. Immortalavo il momento perché mi sembrava che durasse troppo poco...
Faccio un riassunto che non rende fino in fondo il livello di complicazione e disperazione a cui siamo arrivati in diverse occasioni.

Primi 5 mesi: poppata notturna ogni 3 ore puntuale. Per fortuna sonno quasi immediato una volta terminata la sessione. Coliche pesantucce dalle 18 alle 22 circa per due mesetti.

Dai 5 agli 8 mesi: abbiamo cercato di togliere la poppata notturna. Mr. F. si alzava al posto mio e cercava di calmarla. Lo sforzo è stato quasi disumano e la tentazione di darle il seno e cavarmela in 15 minuti era fortissima. Il successo è arrivato dopo circa 10 giorni di pianti strazianti la notte.

Dagli 8 agli 11 mesi: sono apparsi i primi dentini. I pianti erano all'ordine della notte. Io e Mr. F. eravamo stravolti anche perché il cattivo sonno influiva nell'umore del giorno di tutta la famiglia. Dopo vari disperati tentativi abbiamo supplicato la pediatra di darci un rimedio pesante. Ci ha dato un medicinale nato come antistaminico ma che si usa adesso in maniera pediatrica. Anche se il metodo era forte ne avevamo estremamente bisogno. Il "trattamento" è durato 2 settimane (ogni giorno una goccia in meno) con grandissimo successo. Da quando Memole ha ripreso i ritmi sonno-veglia, notte- giorno, la vita è cambiata.

Attualmente: Memole ha un rapporto molto positivo con il sonno e il dormire. Mi fa sorridere perché il suo gioco preferito consiste nel mettere tutte le sue bambole a letto e segue i rituali che facciamo con lei: preghiere, bacino e rimbocco delle coperte a pancia in giù (è così che le piace dormire). Per questo a Natale le abbiamo regalato una culletta anche per loro.

Nelle foto potete vedere la casa infestata dalle sue bambole messe a letto. Ce le troviamo dovunque!!








Memole adesso va a letto senza borbottare (anzi, a volte ci dice che vuole andare a letto perché è stanca). Tuttora non riesce a dormire in situazioni non propizie al suo sonno. Per questo motivo da quando ha iniziato l'asilo (e mi riferisco anche al nido dai 4 mesi) non è mai riuscita a dormire lí. Il momento in cui vado a prenderla a scuola è stato ed è tuttora delicatissimo, siccome lei è  stanchissima e nervosa. Attualmente all'asilo fanno un'oretta di siesta. Lei sta lì buonina ma non dorme mai. Invece, quando arriva a casa (alle 15.15) crolla dal sonno. Allora io ne approfitto per farla dormire 2 ore. E sono queste ore pomeridiane che hanno salvato la mia salute siccome mi permettono, tornata dal lavoro, di riposare o andando a letto o occupandomi delle mie cose.

La notte da molto tempo non è più un problema. Se all'inizio dovevamo svegliarla per farla andare in bagno (ha tolto il pannolino diurno e notturno più di un anno fa), adesso riesce a durare anche da quel punto di vista 10 ore e più.

Ma la meraviglia delle meraviglie l'abbiamo raggiunta da 3 settimane durante il week end. Le abbiamo detto che, se la mattina deve andare in bagno, può andarci da sola. Poi, se vede la luce fuori può andare a giocare, altrimenti torna a letto (lei è una bambina molto responsabile e non c'è nessun pericolo a lasciarla giocare senza tenerle gli occhi puntati addosso). Il primo fine settimana cosí ha fatto. In silenzio. Fino alle 10.30. Poi gli altri due w.e. l'abbiamo sentita alzarsi per andare in bagno. Quando poi ci siamo alzati (alle 11!!!) non era a giocare....era tornata a letto!!! e le chiedo: ma perché non sei andata a giocare?? e lei: ero stanca!!!!!!!!!! (i geni materni sono ereditari!). Cioè, io non avrei mai pensato di poter dormire a tali scandalose ore con due bambine, tra cui una neonata (che le svegliate notturne per le poppate ovviamente se le fa, ma la mattina, con qualche trucchetto, riusciamo a metterla K.O.).

Non credo che esista una ricetta perché i bambini dormano bene ed al momento giusto. Senza dubbio fa parte anche dell'indole di ciascun bambino. Noi, da parte nostra, ci siamo sforzati a creare buone abitudini e cercare di non oltrepassare mai certi limiti.

Per noi un limite da non oltrepassare è sempre stato quello di non fare dormire le bambine nel nostro letto e, possibilmente, farle dormire dal primo giorno fuori dalla camera. È una decisione che abbiamo preso per diversi motivi. Prima di tutto un motivo di spazio: già ci litighiamo quel poco spazio che abbiamo nel letto, figuriamoci poi con una persona in più. Ma parlo anche di salvaguardare lo spazio della nostra camera e della nostra intimità dall'invasione delle bambine (che già entrano prepotentemente -e giustamente- nel nostro quotidiano). L'ultima ragione è una questione di sopravvivenza genitoriale. Io ho l'orecchio e i nervi sensibili la notte e tutti quei rumori tipici dei neonati mi impediscono il sonno nelle poche ore che rimangono tra una poppata e l'altra. Ho sempre allattato fuori dalla camera. Mi sembra scomodissimo allattare a letto e quando mi sono trovata costretta a farlo pochi giorni dopo il cesareo di Memole avevo gli incubi di essermela dimenticata nel letto e che fosse caduta o, peggio, che fosse stata schiacciata da noi. Un limite relazionato con questo è che il figlio non ci avrebbe mai separato dal nostro letto se non per ragioni gravi. Questo vuol dire che, pur avendo un letto grande disponibile nella camera delle bambine, non avremmo mai dormito con loro e nemmeno "invitato" il coniuge a spostarsi sul divano in caso di "letto infestato".

Un altro limite che non abbiamo mai voluto oltrepassare è stato quello di non essere disposti a fare di tutto per addormentare (la notte). Questo significa che, in linea di massima, a meno che non si presenti una situazione disperata e solo in caso di neonato (fino ai 5 mesi), l'addormentamento in braccio non è contemplato. Piuttosto ci facciamo ore e ore di cullaggio (che non ci siamo scampati).

Il terzo limite è che il momento della nanna è fuori discussione. Si va e basta. E, potete anche scandalizzarvi ;) ma per un pò di pianti non è mai morto nessuno!

Sono disposta a credere che per ora ci sia andata bene con Memole (e sembrerebbe anche per Puffetta) per il tipo di personalità che ha, anche se vi assicuro che il primo anno non è stato per niente semplice. Probabilmente non esiste la ricetta giusta. Forse si tratta di pensare a quello che una famiglia è disposta a fare -e a tollerare- perché un bambino dorma.

Noi abbiamo scelto la strada dei medicinali quando la situazione era disperata, per una ragione di salute fisica e mentale di tutti. Abbiamo scelto che tolleriamo di più alzarci mille volte la notte piuttosto che avere un bambino in camera o nel nostro letto. Abbiamo scelto che avremmo stretto un pò più i denti sentendo le bambine piangere e cercando nuove soluzioni piuttosto che abituarle ad addormentarsi in braccio o al seno. Abbiamo deciso che il sonno di tutti è sacro. E per salvaguardarlo ognuno sta nel suo letto. E ognuno impara a gestire il proprio sonno in autonomia.

Per ora ci è andata bene...

Questo post partecipa a:


venerdì 24 febbraio 2012

Il kit di allattamento

Quando sono tornata a casa dall'ospedale subito dopo la nascita di Puffetta, l'allattamento non andava per niente bene. Lei si addormentava subito dopo essersi attaccata. Non ero molto preoccupata siccome con Memole era stato uguale e mi sentivo che la montata lattea era già arrivata. Le infermiere mi hanno consigliato di affittare il tiralatte elettrico per un mese e io ho obbedito, ma dentro di me avevo intenzione di usarlo poco (diciamo che speravo di non usarlo).

La prima notte con Puffetta non è stato un incubo. Di più. Se ha dormito venti minuti di fila è tanto. Il resto lo ha passato a piangere disperata con un pianto che non era un vagito. Ragliava. Ve lo prometto, ho i testimoni.

La mattina dopo la scena era: Maggie, c'hai due occhi che sembrano calamari pestati (cit. dalla suocera). E io a mia sorella: Ma te ti sei vista allo specchio??

Memole aveva dormito tutta la notte con il cuscino sulla testa perché aveva capito come andava l'andazzo (a proposito, da quel giorno, anzi da quella notte, non mi ha più chiesto di far dormire la sorella con lei...acuta la ragazza!!).

Il giorno dopo avevamo la visita dal pediatra. Gli raccontiamo la nostra notte. Lui visita Puffetta e sentenzia disidratazione. Non prende abbastanza latte. L'ittero diagnosticato giorni prima è peggiorato. Per questo ha molta sonnolenza, si addormenta al seno e non  mi stimola la produzione di latte di cui ha bisogno. 

Chiamano quindi l'esperta del latte. La dottoressa Mukka (non so se si scrive cosí ma la pronuncia era proprio quella. Io stavo per scoppiare a ridere quando l'ha detto). Mi aspetto di vedere arrivare un donnone possente con due tette enormi. Invece entra una signora distinta sulla cinquantina, esile, con una castigata gonna fino al ginocchio e una giacca abbondante, che parla con una vocina bassa bassa e tiene le mani sovrapposte mentre elargisce con molta gentilezza i consigli .

Mi da consigli di posizioni per allattare (onestamente scomodissime) e metodi per svegliare la bambina mentre allatto. Adesso sono un'esperta di svegliaggio, ne conosco una più del diavolo. Ho imparato che se si addormenta bisogna spogliarla, poi passare al solletico sulla schiena, poi sotto i piedi e se ancora non funziona mettere la mano o il piede sotto l'acqua. Il cambiaggio del pannolino è troppo poco. Sono diventata perfida ma è questione di vita o di morte.

Insomma, morale, esco dalla visita molto abbattuta siccome con Memole era successo uguale (senza arrivare alla disidratazione però) e le infermiere mi avevano fatto stressare un sacco con la storia del peso per più di un mese. In tutte e due le occasioni mi sono sentita incapace di alimentare le mie figlie (che poi alla fine è sempre stato un successone!).

Questa volta però sono stata meno rigida e ho accettato di complementare con il latte artificiale dopo ogni poppata per reidratare la piccola e..... mi sono impegnata a fare dopo ogni poppata una sessione di 15 minuti di tiralatte (un supplizio). Mr. F. mi ha detto: Tranquilla, basta che adesso pensi che il tuo lavoro è allattare, il resto lo facciamo io e tua sorella, fino a quando non raggiungi la giusta produzione. Infatti dopo 5 giorni Puffetta rifiutava in maniera assoluta la formula.

Proprio per questa situazione ho deciso di organizzare il mio angolo d'allattamento in maniera confortevole e funzionale siccome ci passo quasi la metà delle mie giornate (Puffetta è abbastanza lenta a poppare, circa 30-40 minuti, 20 quando mi va bene e il giorno chiede ogni 3 ore).

Il mio amato divano Kivik con i suoi braccioli piatti è di gran aiuto. 
Ed ecco a voi il kit:




- il mitico cuscino d'allattamento, emigrato dalla Spagna. Questa grandiosa invenzione non serve solo per le lunghe sessioni, ma anche per sorreggere la bambina quando ti si addormenta in braccio, supporto per la schiena, morbido posto per far dormire un neonato in una posizione non completamente reclinata e un modo per far stare seduta la bambina quando è ancora un pò debosciata e vuole osservare il mondo intorno;
- il PC, una delle migliori forme di intrattenimento e di relazione (viva skype!!!);
- i telecomandi della TV ed il cellulare;
- una scatolina per mettere dentro il ciuccio; 
- c'è sempre a portata di mano anche la macchina fotografica che per ovvi motivi non appare nella foto.

Ma passiamo al contenuto della mitica scatola ikea skubb (ho la casa infestata da queste scatole).

Qui potete vedere da destra:

- due medicine omeopatiche per le coliche (non mi chiedete se funzionano perché il solo fatto che siano due parla da solo);
- il tiralatte con il quale ho un rapporto odi et amo;
- un block notes per scrivermi certe idee che mi vengono o scrivere qualunque informazione nel caso mi telefonassero;
- la crema medela alla lanolina (qui si chiama tender care, in Spagna PureLan, in Italia non lo so ma è sempre lei, sì, quella che sembra grasso di mucca ma che funziona benissimo per i primi tempi di allattamento);
- una bottiglietta d'acqua. Quando allatto ho una sete che sembro un cammello;
- un rotolo di carta igienica. Serve per asciugare i rigurgitini di Puffetta e soffiare quel rubinetto di naso che ha Memole;
- una mini agenda: scrivo quello che devo fare e quello che riesco a fare;
- un buono sconto per fare online un fotoalbum che devo usare entro poco (il foto album è una cosa che volevo far da tempo e piano piano ci sto riuscendo);
- il libro che sto leggendo adesso sulla paternità (che vi consiglio vivamente);
- di sera metto anche una copertina per allattare la notte.

Mi trovo molto a mio agio con questo kit che alleggerisce le lunghe sessioni rendendole addirittura un momento di relax. Spero possa essere di spunto per voi!

martedì 21 febbraio 2012

Digiuno e astinenza: una riflessione


Domani inizia la Quaresima. Sembra contraddittorio che arrivi così, quasi senza prevviso, dopo l'allegria del Natale e gli "eccessi" colorati del carnevale. Per chi vive questo periodo come una preparazione al grande evento della Pasqua, si raccomanda digiuno e astinenza.

In una società dove l'esagerazione sui cibi convive con la ricerca di una linea perfetta a costo di sacrifici indescrivibili e privazioni pericolose nel campo dell'alimentazione, spesso le persone rimangono sorprese quando un piccolo e significativo sacrificio è fatto per qualcos'altro, quando scoprono che alcune persone si attengono ancora alle "antiche usanze quaresimali".

E noi mamme (e papà) di sacrifici siamo maestri. Altro che digiuni. Si parla di privazione nel mangiare, nel dormire (questa secondo me è la peggiore) nella materialità, nei nostri spazi di vita, nel nostro lavoro, nelle nostre vacanze (!!!) a volte siamo anche private delle persone che amiamo (familiari e amici con cui è difficile mantenere contatti dovuto alle difficoltà di organizzazione e di tempo a cui costringono i pargoli) e potrei andare avanti moltissimo.

E allora perchè aggiungere altri sacrifici a quelli della quotidianità? Ad ogni giorno basta la sua pena, no??
Effettivamente non fa una piega.
Però penso che, anche se il merito in tutte questi questi fattori sia grande, non raggiunga il valore di un "sacrificio cercato e volontario". Alla fine i sacrifici della quotidianità siamo "costrette" a farli, anche se ci mettiamo l'amore perchè i nostri figli se lo meritano (o no. Però è compreso nel pacchetto-maternità!!).

Che poi quando scegliamo di fare questo tipo di cose il mondo congiura contro di noi. Magari è giorno di spesa e non resistiamo alla tavoletta di cioccolato che dice prendimi davanti alla cassa, un'amica che non sentiamo da tempo ci invita ad un caffè con pasticcino proprio quando la pancia fa sentire le sue lamentele, le caramelle che avevi nascosto perché Memole non le trovasse sono davanti ai tuoi occhi...

E allora capisci che siamo attorniati di molte cose e che la nostra libertà non è poi tanto reale se è così difficile prescindere per così poco tempo da queste banalità e che lo stile di vita sobrio è ben lontano dal nostro vivere. E allora ti rendi conto che la sensazione della fame è brutta e quasi non ti fa ragionare, e pensi a chi la fame la prova tutti i giorni. Altro che saltarsi dei pasti!!

E' fattibile e male non fa.
Per chi avesse curiosità ecco alcune indicazioni:

Digiuno: fare un unico pasto completo durante la giornata. La mattina e la sera si può mangiare qualcosina di leggero. In mezzo ai pasti niente.

Astinenza: non mangiare carne (come pure i cibi e le bevande che, ad un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi).

Il digiuno e l’astinenza, nel senso sopra precisato, devono essere osservati il Mercoledì delle Ceneri (o il primo venerdì di Quaresima per il rito ambrosiano) e il Venerdì Santo (quello prima di Pasqua per intenderci). L’astinenza deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità (quest'anno per esempio il 19 Marzo, festa di San Giuseppe, coincide con il venerdì).

Si possono trovare più informazioni qui.

P.S. La foto fa parte della "congiura". E' per mettervi alla prova (e ringraziate che non l'ho messa formato gigantografia!!!!).

domenica 19 febbraio 2012

Tredici anni dopo...


Tredici anni dopo sono moglie di uno splendido uomo e mamma di due gioielli di bambine. Tredici anni dopo ho un dottorato negli studi dei miei sogni. Tredici anni dopo vivo in un posto che a quei tempi si poteva vedere solo sulle cartine e ho vissuto in un posto che è stata una meta importante nella nostra vita familiare.

Tredici anni dopo canticchio ancora alle mie figlie la ninna nanna della zanzara, e vedo in loro te. Tredici anni dopo sono ancora una volta lontana dalla mia famiglia e dalla Messa che ti ricorda.

Ma ci sono e so che ci sei. Perché il tempo non ha tempo per i ricordi, per chi ama.

Ciao papà

mercoledì 15 febbraio 2012

Love: il giorno dopo

Ok, si inizia sempre così. Non ho mai festeggiato "in pompa magna" San Valentino. È una festa alla quale non do molta importanza. Ma quest'anno sono stata attirata dal giveaway di WoldWideMom (dal quale l'immagine sotto) che ho vinto!!!

E allora come non organizzare un bel festeggiamento per l'arrivo del papà dal lavoro??


Elena è stata un tesoro e ha adattato il giveaway a me e mi ha mandato, invece della maglietta con la cravatta, un body con una ballerina per Puffetta e una maglietta con un cuore per Memole. Se siete curiosi potete vedere e comprare le sue creazioni su Etsy.

Eccoli qui!!!






La bambolina dipinta a mano ha fatto impazzire Memole. Per il grande giorno purtroppo non ho potuto mettere a Puffetta il body con la bambolina perché è un pò grande ma ho sistemato così:


Memole invece ha indossato con grandissimo entuasiasmo la maglietta con il cuore (che ha voluto portare anche oggi all'asilo). Guardate che tenera!!


Io ho ordinato su internet (santo internet) un assortimento di ottimi cioccolatini gluten free per Mr. F. e gli ho preparato una bella cenetta: hand made pasta al pesto, scaloppine con funghi e tiramisú gluten free.

Ed ecco la tavola imbandita.



Mr. F. ha gradito molto anche perché è tornato tardissimo (alle 21) dal lavoro senza nemmeno aver avuto il tempo di pranzare, quindi super affamato. È stata una serata davvero speciale!
Grazie Elena!

martedì 7 febbraio 2012

Un mese

È passato un mese dalla nascita della nostra piccoletta. Il primo mese è un pò speciale. Perché ti fermi a guardarla e cerchi di immaginarti in quale maniera fosse riuscita ad accartocciarsi dentro di te. E quasi non ci credi che era proprio lei che stava lì dentro.

Ci sono certe cose che non vorrei mai dimenticare. Come la fronte sempre aggrottata, il modo di iniziare a piangere con dei colpetti di tosse, le dita magre, l'iniziare a ciucciare il seno come se fosse l'ultimo pasto e finire due minuti dopo in catalessi, i miei (invani) tentativi di svegliarla, la faccia soddisfatta mentre la cambio, le mille espressioni buffe.




Più di tutto però non voglio dimenticare la tenerezza di vedere la nascita della relazione tra due sorelle. Ho sempre pensato che Puffetta fosse il regalo per Memole ma adesso che le vedo insieme mi rendo conto di quanto anche Memole sia un grande regalo per Puffetta. E vorrei fosse sempre così...

Se penso alla nostra famiglia prima del suo arrivo non riesco quasi a immaginarla. Mi sembra come se lei fosse da sempre con noi... è una sensazione strana...

È passato un mese anche per me e penso siano importanti anche i miei progressi.

All'inizio ero spaventata dall'idea di ripetere l'apparente immobilità della prima esperienza con Memole fatta di giornate riempite solo di allattamento e cambiamento pannolini in un ciclo continuo ed infinito. E la mia conseguente frustrazione.

Ma adesso mi rendo conto che non solo l'esperienza previa ma l'imminenza di un'altra bambina in casa, mi spingono a fare sempre di più e sempre meglio. Così, tutti i giorni, alle 8.30 di mattina sono ad accompagnare Memole a scuola con Puffetta allattata, tutti colazionati, io addirittura già docciata (e quando mi impegno anche truccata), i pranzi di Memole e Mr. F. fatti, le bambine infagottate nelle tute da sci e legate nei rispettivi seggiolini in macchina e...addirittura puntuale!!

Quando poi ho scaricato Memole a scuola ci scappa anche la spesa in quella mezz'oretta che mi manca prima della successiva sessione di allattamento (rigorosamente dopo 3 ore, che lo stomaco di Puffetta è esigente e...puntuale!!).

Non nego che tutte le notti, quando mi tocca l'allattamento tra le 2.30 e le 3.30, prometto a me stessa che la mattina dopo non mi sveglio, che mi metto i tappi nelle orecchie e mollo Memole davanti alla televisione tutto il giorno perché non ho voglia di accompagnarla a scuola. Poi penso che con tutto quello che paghiamo l'asilo ci manca solo che non la porto. E a lei piace tantissimo.... E infine penso che una mezza giornata solo con una bambina non ha quasi prezzo. E allora alle 6.20 di mattina si ricomincia la giornata (con una bella sessione di allattamento, tanto per gradire).

Anche in casa mi organizzo meglio. Oserei dire che sia decorosa (di più di questo no, non sarei onesta). Addirittura tra una faccenda ed un'altra sono riuscita a riprendere letture che riguardano l'aggiornamento della mia tesi. Di fatti sogno ancora di poterla pubblicare ma non ho mai abbastanza tempo per rimetterci mano.

I momenti in cui allatto ne approfitto per rilassarmi leggendo o vedendo programmi interessanti la mattina, mentre il pomeriggio approfitto dell'immobilità forzata dedicando il tempo dell'allattamento a Memole mentre facciamo un puzzle, giochiamo a Memory, leggiamo un libro, giochiamo con i lego, etc...

Prima che mia sorella partisse, in un guizzo di semi-pazzia, una mattina ho deciso che volevo farmi tagliare i capelli cortissimi. E così adesso ho anche i capelli sempre in ordine senza il bisogno di usare la spazzola. Ho ripreso anche a curarmi le mani e fare regolarmente la pulizia del viso.

Continua poi la voglia di relazioni e di viaggi. Ogni fine settimana invitiamo o andiamo a trovare qualcuno. Purtroppo la voglia di viaggi non può essere soddisfatta come vorrei, ma posso dire di essere andata già tre volte a Minneapolis nell'ultimo mese (è a un'oretta e mezza da qui) tra le quali una con mia sorella (prima che se ne andasse, SIGH) e le due bambine, per il puro piacere di visitarla. E non ci siamo nemmeno perse!!

Probabilmente anche la consapevolezza di dover tornare al lavoro tra meno di un mese gioca la sua parte avendo l'effetto di aumentare la to do list.

Dalla precedente esperienza penso di aver imparato (e speriamo di non disimpararlo) che i miei bisogni primari (dormire, mangiare, farmi una doccia, avere relazioni) vengono prima dei bisogni secondari della poppante di turno (cambiare il pannolino, dedicarle le ore per far passare una colica, rispondere al secondo ogni qual volta pianga anche se nutrita, pulita e coccolata, etc.). Prendo le cose molto meno sul serio e a volte riesco addirittura a sorridere quando Puffetta piange disperata perché mi sembra buffa. Che dal mio umore e dalla mia salute dipendono l'umore e la salute di tutta la famiglia. E non sto esagerando.

Questa volta, depressione post-partum, non mi freghi. Sono troppo impegnata a fare altre cose per aver tempo di farti entrare. Quindi non bussare nemmeno. È inutile.
Related Posts with Thumbnails