venerdì 30 marzo 2012

30: Happy Golden Birthday!!


Oggi è il mio golden birthday. Sapete cos'è?? Si festeggia quando il numero dei tuoi anni coincide con la data di compleanno. E qui negli USA si fa un festeggiamento ancora più speciale (diciamo che ogni occasione è buona per festeggiare!).

Compio 30 anni. Quindi direi che il festeggiamento è doppio!!!


Mi sa che sto proprio diventando vecchia siccome negli ultimi anni l'occasione del mio compleanno diventa un motivo per guardare l'anno passato e fare bilanci. La situazione è totalmente cambiata dall'anno scorso. Se penso a quei momenti mi rendo conto di come sia fortunata che in così poco tempo il mio mondo abbia subíto una rivoluzione quasi totale. In meglio (bè, devo dire che l'anno scorso stavo proprio maluccio in questo periodo, quindi non si poteva che migliorare!).

L'anno scorso Caterina era ancora solo nei nostri pensieri e desideri, il lavoro un miraggio, per non parlare poi del mio non-adattamento. Le temperature erano impronunciabili e la primavera avrebbe tardato ancora molto prima di arrivare.

E adesso eccomi qui, con due bambine più che meravigliose, un lavoro che mi soddisfa (in parte) e la primavera che ha bussato già da parecchio tempo.

La vita ha continuato a scorrere veloce. Ma non troppo, il giusto. Godo enormemente delle conquiste ma rimango ancora inquieta su vari obiettivi-desideri che vorrei si realizzassero entro il prossimo compleanno per sentirmi veramente bene qui. Alcuni sono quasi impossibili. Per altri chissà...

Mi piacerebbe trovare un lavoro che soddisfi appieno le mie necessità economiche, professionali e familiari. Mi manca in maniera indescrivibile l'ambiente universitario, la ricerca, l'insegnamento a persone adulte. Lo so, sono esigente, ma penso che i tempi siano maturi ed ho cominciato a cercare. Alcune risposte stanno arrivando... Chissà...

Mi piacerebbe avere la possibilità di tornare in Italia almeno una volta all'anno senza doverci giocare tutti i nostri non-risparmi. Mi piacerebbe che la mia famiglia conoscesse Caterina prima che diventi troppo grande (anche se ormai non potranno conoscerla prima che compia un anno. Che sofferenza...).

Mi piacerebbe, il prossimo anno, poter festeggiare come piace a me. Una piccola festa in casa con dei VERI amici, scartare tanti regalini e rimanere sorpresa, strafogarmi in una torta a più piani piena di cioccolata, glutine e lattosio che possa condividere con le persone che amo. Uscire a cena con Mr. F. e magari farci due giorni fuori, da soli, come turisti. Mi piacerebbe ricevere un regalino scelto solo da Memole e Mr. F. per me, senza alcun suggerimento.

Mi piacerebbe che si risolvessero definitivamente tutti i problemi di salute di Mr. F.

Sono grandi desideri, lo so, ma il golden birthay e i 30 anni succedono una sola volta nella vita!


Intanto da oggi pomeriggio sarò in vacanza una settimana (Spring Breack, guai chiamarle vacanze di Pasqua, sia mai che ti mettano dentro per integralismo...) e sono felicissima di poter finalmente passare un pò di tempo di riposo con le mie bambine!!

lunedì 26 marzo 2012

Papà a tempo pieno (p.d.v.)


Ci sono momenti nella vita familiare in cui le esigenze cambiano e l'impegno lavorativo di una mamma richiede un fortissimo appoggio del papà. Sebbene sia difficile coprire o sostituire momentaneamente delle abitudini e dei ruoli creati, è anche vero che fa sempre bene ogni tanto, oltre che condividere, scambiarsi i compiti. Chissà che poi queste situazioni non siano l'inizio di un abito che permetta, sia alle mamme che ai papà, di essere interscambiabili e poter utilizzare le diverse competenze a seconda delle richieste familiari!

Woofer ce ne parla.


Ultimamente la vita in casa Woofer non è stata molto rilassante! Anzi.
Il motivo scatenante? L’impegno di Madame L nel suo periodo pre-consegna della tesi di dottorato. 
Ora, io sono sempre stato un fautore del diritto assoluto delle mamme nel desiderare/ambire ad una carriera che non sia solo quella di moglie e mamma perfetta (quella non deve mancare mai!), pertanto era naturale che mi dessi da fare per aiutare Madame L. a studiare e lavorare quanto più possibile per permetterle di conseguire l'obiettivo del dottorato. 

Così facendo da Novembre a fine Gennaio, ogni week end ed ogni sera in cui riuscivo a tornare in tempo utile, ho dedicato tempo al Tortello ed alle piccole faccende di casa che potevano alleggerire il carico di Madame L.  Devo dire che sostituire un week end per andare a comprare un paio di jeans nuovi o per tagliare i capelli, o andare nel nuovo stadio della Juve (adesso che sta iniziando a vincere)  con un impegno 24h su 24 alla ricerca di giochi e soluzioni divertenti per tenere occupato il Tortello è stato una faticaccia! 

Una faticaccia che ha avuto, però, un risvolto positivo fondamentale: tutto questo tempo passato insieme mi ha fatto anche un enorme piacere e mi ha fatto conoscere molto meglio il Tortello con il quale ho vissuto molto più direttamente le scoperte ed i piccoli passi di crescita. In questi mesi sono stato io che dicevo a Madame L. "sai che oggi il Tortello ha imparato a..." invece che lei... e le cose sono state tante. Ad esempio ha iniziato a pronunciare la "R" invece che la "L" alla maniera dei cinesi, ha imparato a costruire torri altissime con i Duplo, a lavarsi i denti, ad accendere lo stereo e la TV (magari quest'ultima conquista andrà un po' monitorata), ha iniziato a spogliarsi da solo -per iniziare a vestirsi ancora abbiamo bisogno di qualche settimana- e, dulcis in fundo, abbiamo visto insieme la nascita della prima love story all'asilo con la mitica Little V.! 

Certo ci sono stati anche momenti di tensione, di capricci e di "adesso questo finisce nudo sul balcone, così impara!", ma viverli direttamente senza il filtro di Madame L. mi ha permesso di conoscere meglio il Tortello e sapere gestire  queste situazioni con minor stress e senso di panico, evitando di cadere nel "compromesso" per ottenere quanto è necessario che lui faccia ("se finisci di mangiare andiamo a guardare i cartoni"). 

Perciò, sapete cosa penso? che questa fatica abominevole non sia stata invano e mi ha convinto che devo lottare per trascorre più tempo con il Tortello ed aiutare Madame L. nei modi e nei tempi in cui lei desidera essere aiutata. Ho capito con chiarezza cristallina che è una grossa fesseria quella che "l'importante è la qualità del tempo che si trascorre con i figli", perchè ai figli non serve la qualità, ma la qualità nella quantità! Non posso pretendere di conoscere ed educare i miei figli se con loro trascorro  solo poche ore il week end. Ho compreso che aiutare Madame L. nelle piccole faccende di casa come lei desidera essere aiutata (non servono sforzi ciclopici nella maggior parte dei casi) permette a lei di essere più serena e a me di comprenderne meglio stanchezze e preoccupazioni... oh, poi nel fare queste faccende con lei, sto con lei, parlo con lei... e che vuoi di più dalla vita che trascorrere tempo con la tua mogliettina preferita?!? Siccome però la fatica è stata tanta, non appena abbiamo finito questo fatidico dottorato con la discussione della tesi, ci siamo fatti un viaggio di relax e divertimento tutti e tre per ricaricare le pile alla grande: è giusto così!

venerdì 23 marzo 2012

Incidenti domestici


Sono in piena fase di assuefazione da cioccolata (fondente) e la cosa peggiore è che per sentirmi in compagnia sto trascinando Memole in questo vortice. Ultimamente ho trovato al supermercato la magica polverina per fare la cioccolata calda firmata Starbucks. Ho comprato la panna e ho ovviamente condiviso il mio bottino con lei (oh com'è bella questa complicità).

Una mattina mi dice:
Mamma, posso la cocciolata con la panna??
No, abbiamo finito il latte.

Figurati se quella non andava a controllare. Torna con un cartone di latte senza lattosio per Mr. F. mai aperto siccome mi ero dimenticata di averlo comprato (i frighi americani sono giganti, è facilissimo perderci la spesa).
Mamma, è qui il latte, quello di paparino! Mi dice con l'aria di chi è riuscita a non farsi ingannare.

Tutto sommato penso che non sia una cattivissima idea. Tanto Mr. F. non se lo fila nemmeno quel latte. Lo analizzo e sentenzio:
Non si può, è scaduto!
E lei:
Mannaggia (testuali discorsi).

La sera arriva Mr. F. Con aria abbattuta e voce grave Memole gli dice:
Paparino, il latte è scivolato. Non si può fare la cocciolata...

P.S: per chi non lo sapesse, la foto in alto non illustra un detersivo. È una damigiana di latte. Assolutamente diffusissima qui negli USA.

lunedì 19 marzo 2012

Ci sono delle volte in cui non puoi farcela da solo (p.d.v.)

Vi propongo un altro post firmato Woofer.

C'è un verso di una canzone degli U2 che mi fa sempre venire le lacrime agli occhi quando, ascoltandola ad alto volume, lo canto a scuarciagola.

La canzone forse non è delle più famose, ma è una di quelle che ti entrano dentro e poi rimangono lì, giorno dopo giorno, fino a quando non diventano parte di te e ti aiutano a vedere con occhi diversi ciò che ti sta attorno.

La canzone è Sometimes you can't make it on your own. E' una delle poche canzoni che Bono, il cantante degli U2, ha dedicato a suo padre Bob (se non ricordo male, dovrebbero essere solo due le canzoni con questo motivo ispiratore).

Il verso, è questo:
Can, you, hear, me, when I
Sing, you're the reason I sing
You're the reason why the opera is in me...

Ovviamente Bono in questa canzone si rivolge a suo padre e gli confessa, dopo anni di contrasti, in maniera ormai tardiva e postuma (la canzone è scritta in occasione della morte del padre, appunto) che nonostante tutto, se lui -Bono- è diventato ciò che è, il merito è anche del padre.
La canzone è interpretata con stile molto intimo e con voce toccante da Bono, a mio parere, sebbene con alti e bassi, il MIGLIORE cantante della scena rock dalla nascita degli U2 ad oggi. Nel testo si evidenzia il dramma di un figlio che si rende conto di non avere saputo, voluto, potuto vivere il rapporto con il proprio padre come avrebbe desiderato a causa di un adolescenza sconvolta da un altro lutto grave e da un verve artistica difficile da contenere e pronta ad esplodere.

Ma il motivo per cui volevo parlare di quel verso, non era per fare la cronistoria della vita di Bono e degli U2, ma per dire che mi rivedo tantissimo in quelle parole, in quel sentimento che Bono descrive nella canzone e nella necessità che lui, ormai tardivamente, scopre di ritrovare il rapporto perduto con suo padre.

Perché il rapporto di ciascuno di noi con il proprio papà è così, sempre: odi et amo!

I papà fanno il loro compito: ci insegnano il duro mestiere della vita con amore profondissimo, con energia, instancabilmente e soprattutto con il silenzio eroico di chi sa perfettamente che solo con i fatti, con l'esempio, si forgiano i cuori dei propri figli, non tanto con i bei ragionamenti. E noi figli davanti a tutto ciò, davanti a quella che spesso interpretiamo come una manifestazione di FORZA, di VIOLENZA nei nostri confronti, reagiamo male: ci sentiamo intrappolati, soffocati, vorremmo urlare, fuggire e fregarcene di tutte quelle regole, quei valori, quegli insegnamenti che loro, eroi silenziosi, lasciano nelle nostre teste e nei nostri cuori.

Spesso non ci accorgiamo che un papà che ci dice mille volte "No" è più innamorato di uno che dice mille volte "Sì".
Non ci accorgiamo che dopo una "litigata", il primo a piangere è lui... perché ci ha fatto soffrire, perché non è riuscito a farsi capire.
Non ci accorgiamo che un "ti voglio bene" un semplicissimo "papà, ti voglio bene" quelle 4 parole che quando eravamo bimbi dicevamo con leggerezza, dopo anni, lo renderebbero l'uomo più felice del mondo.


Ed allora, dopo anni, dopo contrasti che ci straziano il cuore, feriscono entrambi, contrasti in cui loro -i papà- si manifestano sempre innamorati di ognuno e ciascuno di noi fino alle midolla, ci accorgiamo che quello che siamo, lo siamo perché ci sono stati loro. Che, prima che arrivi la neve, con fatica, sotto il sole, su sentieri impervi e scoscesi, hanno piazzato sul nostro cammino quei paletti rossi che poi, quando cadrà alta la neve e la strada non sarà più riconoscibile, ci permetteranno di non sbandare e di arrivare alla meta!

Ed allora, papà... "tu sei la ragione per cui l'opera è in me" .

L'educazione che adesso io, in quanto papà, devo e voglio dare a mio figlio -ovviamente d'accordo con Madame L.- , parte proprio da un presupposto: insegnare a mio figlio, ai miei figli, che la vita va spesa mettendo in gioco ogni talento, ogni dote, ogni dono che il buon Dio gli avrà dato, con coraggio, generosità, lealtà, sincerità. Solo in questo modo potrò dire di aver adempiuto al compito SACRO che Dio mi ha dato, quello ossia di essere, insieme a Madame L., un GENITORE nel senso più pieno e totalizzante del termine.


Certo, nessuno nasce imparato, diceva Totò, e gli errori, piccoli e grandi, nel cammino di un papà, sono sempre dietro l'angolo. Proprio quegli errori ci offrono un'occasione stupenda per dimostrare ai nostri figli come sia importante saper chiedere scusa.

Mai demoralizzarsi, mai demordere, mai darsi per vinti, sempre sicuri e solidi in ciò che di più bello e di chiaro è presente nel nostro cuore e ha permesso di generare una, due, cento, mille nuove vite: il rapporto con nostra moglie! E' con lei e dal rapporto con lei che tutto ha avuto origine e tutto deve essere vissuto. 

Cosa dire di più?!?! Beh... Buona festa del papà a tutti!

venerdì 16 marzo 2012

Lunga vita allo swing!!

Ci sono certi prodotti pensati per i lattanti che hanno un potere che non so...gli faresti un trono! Tra questi il mio preferito è lo swing. Non sapete cos'è lo swing??? Bè nemmeno io lo sapevo fino a quando una mia amica mi ha chiesto se lo volessi (prestato). 

E da quando ce l'ho non faccio altro che pensare che averlo saputo prima con Memole mi sarei risparmiate tante e tante di quelle ore penose a cullarla e altrettanti pianti. Certo, quando il poppante di turno ha le coliche o il reflusso o tutte le disgrazie che capitano i primi mesi (dalle quali non siamo mai risparmiati) non risolve il problema. Ma in tutti quei momenti in cui l'unica cosa di cui ha bisogno il lattante è di un aiutino per conciliare il sonno è mano di santo! Il lavoro migliore lo fa durante il week end, quando dopo la poppata delle sei la rovinasonno è più sveglia di un fringuello. La metti lì e lei poveretta ci prova a tenere gli occhi aperti ma non ce la fa proprio.

Per non parlare poi delle funzioni che ha. Puoi metterlo in tre posizioni e programmarlo. Poi ci sono i pesciolini sopra che servono per l'intrattenimento. E se vuoi puoi mettere pesciolini e lucine insieme. Per raggiungere il massimo puoi anche mettere la musichetta. Cioè manca il massaggio shiatsu e questa c'ha tutto.
La controindicazione è che dopo un pò ti ritrovi la poppante congelata, ma forse è per questo che sta buona.

Ormai in casa avvengono comunicazioni che hanno del surreale. 
Mettila a schekerare un pò, modalità pesciolini e dondolamento medio.
No, ha bisogno solo dei pesci adesso.
Prova con la musichetta.
Girala con il dondolamento in verticale.
Che fai stai per uscire? No, le sto mettendo cappellino e coperta per andare sullo swing!

E Memole ha imparato a programmarlo benissimo quindi non c'è nemmeno bisogno del telecomando!

Confesso che crea dipendenza (sia nei genitori che nei bambini). Per noi c'è la regola che la notte si può usare solo in casi di pericolo suicidio (nostro). E il giorno sì ma alternandolo con altre soluzioni. E in prima serata non ci si può addormentare lì sopra. Al massimo può farsi un pò di pesci.

Vi assicuro che non è un post convenzionato, è un consiglio per le neo e future mamme. Qui costa abbastanza rispetto agli altri gadget ma vi assicuro che i soldi sono spesi benissimo!

Ecco delle foto che ha scattato Memole. Ultimamente si è data alla fotografia e le abbiamo lasciato una vecchissima macchina di Mr. F. Alcune foto sono molto belle. In queste si intuisce il movimento :)!



Da notare la sua tipica faccia imbronciata. Ma stiamo migliorando...

giovedì 15 marzo 2012

Rovinarsi crescendo day


Ho visto girare in vari blog questa iniziativa di MiV e l'ho presa al volo. 

Questa che vi propongo è una foto con il mio papà. Avrò avuto 4 anni e probabilmente è stata scattata  un'estate in Val di Fassa, forse a Ponte di Legno. È l'unica foto di me da piccola che porto ovunque. Mi ispira una tenerezza infinita. Mi ricorda quei codini che mi faceva sempre papà mentre ero imbronciata. Mi ricorda come mi sentivo io a quell'età. Timida e sfacciata, musona e dolce, permalosa e paziente. Mi ricorda la mia bellissima infanzia con un pó di malinconia...
Un pò somiglio a Memole ma nemmeno tantissimo.

martedì 13 marzo 2012

A cosa serve un uomo?? (p.d.v)



Ecco, bella domanda. Io spesso me lo chiedo. E l'ho chiesto anche a Woofer. Certo, la domanda seguente è: che punteggio deve acquisire il proprio uomo per essere considerato utile?? O meglio non girare il coltello nella piaga??

C'è una celeberrima scena di Alberto Sordi nel film "un Americano a Roma" dove l'Albertone nazionale, di fronte ad un piatto di spaghetti, pronuncia la famosa frase "macaroni, m'hai provocato e io te distruggo... mò te magno!"... ebbene cara mia... te m'hai provocato e mò te rispondo: a cosa serve un uomo in famiglia? Eccoti 10 motivi (tra il serio e lo scherzoso) per cui in un casa che si rispetti non può mancare MAI un uomo (sembra la pubblicità di un elettrodomestico!)

1) Un uomo in casa, innanzitutto, serve per andare a buttare la spazzatura! Perché sembra che senza noi uomini nessuno in casa sappia buttare la spazzatura: cosa preoccupa voi donne? la difficoltà di mettere nel bidone giusto il cartone della pizza o il contenitore in tetrapak del latte? BOH?!

2) Senza un uomo in casa il frigo e la dispensa non sarebbero pieni di tutte quelle schifezze abominevoli che fanno ingrassare, venire i brufoli insieme a mille sensi di colpa, ma che NEI VOSTRI GIORNI voi donne non disdegnate affatto, anzi li ritenete la manna dal cielo.

3) Con un uomo in casa i bambini hanno un compagno di giochi unico: perchè vi ci vedete voi donne a strisciare per terra con le macchinine per fare una gara o sedute ad un micro-tavolino a bere the in tazzine di plastica che hanno visto gli angoli più lerci della casa?!? A voi sembra che noi si faccia gli stupidi, ma così facendo i nostri figli capiscono che noi non siamo solamente dei LEGISLATORI, ma degli amici capaci e desiderosi di mettersi al loro livello.

4) L'uomo in casa, in media, serve come catalizzatore di tutti i guai della famiglia e quindi aiuta tutta la famiglia ad abbassare il tasso di stress quotidiano: tutti i membri della famiglia vedono al papà/marito come al parafulmine migliore sul quale scaricare tutte le tensioni della giornata e così ci becchiamo tutti i cuscini in volo per la casa, tutte le urla e tutte le pantofole che passano da una camera all'altra.

5) L'uomo in casa, in veste di papà, fa VOLARE i figli e li aiuta a spingersi oltre i limiti: io non ho mai visto una mamma, che non fosse Fiona May, prendere un bimbo/a di 3-4 anni e lanciarlo in alto per farlo volare! Un papà, seppur giocando, aiuta i bimbi ad avere coraggio, a lanciarsi, a sperimentare -insieme- ciò che di bello ed emozionante il mondo può dare.

6) Un uomo a casa serve per caricare tonnellate e tonnellate di sacchetti della spesa quando "...devo comprare solo le uova, caro!". Direi che ogni commento è superfluo!

7) Come fareste a fare shopping, telefonare alle amiche, leggere i vostri libri appasssssionanti se non aveste un uomo che, fortuna vostra, ogni sera ha una partita da vedere o da giocare con amici e colleghi? Se ogni sera fossimo lì, alle vostre calcagne, a chiedervi "amore, che facciamo!" voi vi stresseresta e tutte quelle cose non riuscireste mica a farle?

8) La voce grossa in casa chi ce l'ha? E la presenza massiccia in casa per incutere soggezione ai figli/e chi ce l'ha? L'uomo. Quindi l'uomo in casa serve anche per battere i pugni -figurativamente parlando- sul tavolo quando i figli dopo una giornata intera di capricci vi hanno devastato e per provare a ristabilire un minimo di ordine e disciplina in quel girone dantesco che è casa a ridosso della cena, facendovi così riposare.

9) Confessatelo: non c'è nulla che vi faccia venire più brividi alla schiena e vi metta più gioia di vostro marito che vi porta una rosa inaspettata, un piccolo regalo improvviso ed inatteso. No no... se un altro uomo vi fa un regalo del genere vi imbarazza e la prima vostra reazione è "ma questo che vuole!". Se invece lo facciamo noi... quanto vi piace! Il vostro maritino serve anche a questo!

10) L'uomo in casa a voi donne, soprattutto, serve per aumentare la vostra autostima: quando ci vedete fare certe cose che voi non fareste mai -guardare una partita di calcio, lasciare i calzini sparsi in giro per la casa, metterci sdraiati sul divano a bere birra, mangiare schifezze efferate- vi convincete sempre di più che voi siete migliori -e lo siete veramente- e così vi sentite meglio!

Allora, visto perchè non deve mai mancare un uomo in casa?

domenica 11 marzo 2012

Come togliere i caratteri di controllo ai commenti (captcha)


Vi sarete accorti che da un pò commentare su blogger è diventato difficilissimo dovuto agli antipatici caratteri di controllo che bisogna immettere. Se prima erano decifrabili adesso non lo sono per niente. E oltre a farti sentire stupida ti fanno anche innervosire, soprattutto se perdi un commento o se sei convinto di averlo pubblicato e alla fine ti rendi conto che è stato cancellato.

Alcuni lettori mi hanno segnalato questo problema e ho passato una serata per cercare di risolvero. Vi svelo quindi l'arcano!

Nella nuova interfaccia di blogger NON SI POSSONO TOGLIERE. Per questa ragione bisogna momentaneamente passare alla vecchia.

Io ho risolto il problema trovando informazioni da un blog del quale, per correttezza, vi lascio il link. Potrete trovare tutte le istruzioni. Spero possano essere utili, soprattutto perché anche per me è diventato difficile commentare nei vostri blog.

Vai al link.

mercoledì 7 marzo 2012

Mezzo vuoto


Ci sono giorni in cui vorresti vedere solamente la luce negli occhi dei bambini nel correrti incontro mentre dicono I missed you.
E invece vedi il programma da portare avanti, il lavoro duro e le idee che non vengono.

Ci sono giorni in cui vorresti vedere solamente l'entusiasmo di una big sister nel voler compartecipare alle necessità della piccola di casa (cambiarla, vestirla, farle il bagnetto e consolarla quando piange).
E invece pensi che stai facendo il quadruplo della fatica mentre le dici a denti stretti: non ti faccio minacce, ti dico solamente che se non te ne vai nel giro di tre secondi ti polverizzo il sedere a pedate (onore e gloria a chi indovina l'origine la citazione).

Ci sono giorni in cui vorresti vedere solo la casa sberluccicante perché la nuova baby sitter è come la fata turchina, o re Mida, dovunque passa lascia una scia di ordine e pulito.
E invece arrivi al momento di preparare la cena che pensi che, dopo aver perso l'undicesimo kg in una settimana, una tavoletta al giorno di cioccolata non basta. Per festeggiare ci vuole almeno una cena al Mc. Ma questo non ti scamperà mai dal dover preparare la cena gluten e lactose free (per Mr. F.) più schiscetta annessa (no pasta perché quella gf non è buona riscaldata, no panino perchè il pane gf non è buono se non è tostato, no troppo riso altrimenti chi ci torna in bagno, frittata una sola volta, pollo arrosto sì ma spolpato perché chi ha il tempo di mangiare al lavoro, etc...). Sono questi i momenti in cui pensi che baratteresti tutta la pulizia del mondo con una cuoca full time.

Ci sono giorni che vorresti tornare a casa e vedere solo che Puffetta sta bene con la baby sitter. Così bene che quando se ne va incomincia un pianto interminabile che dura fino a tarda sera. E pensi che ti sei giocata la siesta di Memole, quella di Puffetta e soprattutto la tua.

Ci sono notti in cui vorresti solo vedere la casa illuminata da una luna pienissima che si specchia sul lago. E ringraziare Puffetta per questa opportunità. Vorresti anche poter vedere il suo sorrisone alle 3.15 a.m. (sta bambina c'ha anche il sense of humor la notte) dopo che ti ha svegliato alle 12, all'1 e alle 2 .
E invece vedi che non c'ha manco fame. E dopo aver poppato per 20 minuti vomita. Questo si chiama poco rispetto verso il quarto comandamento (al quale bisognerebbe aggiungere onora il latte materno).

Sono questi i momenti in cui cerchi di sfogliare nella tua mente la voce buone ragioni per fare un figlio  e giocarti il sacrosanto sonno e la sacrosanta pazienza per la seconda volta.
Ma non la trovi.

Toh, devo averla strappata....

lunedì 5 marzo 2012

L'altro punto di vista


Tra le nostre amicizie milanesi di vecchia data ce ne sono alcune "incrociate", cioè io sono amica della moglie e Mr. F. del marito. Queste amicizie sono nate dalle uscite serali tra i gruppi di due collegi universitari diversi e si mantengono nel tempo. Tra vari scambi di opinioni sui nostri "nuovi" ruoli di mariti, mogli, padri e madri sono nate conversazioni interessanti (anche per il fatto di avere i figli coetanei). Così ho chiesto a Woofer di condividerle nel blog. Lascio a lui l'onore di presentarsi.  

Mi chiamo Woofer, da 16 anni vivo a Milano, ma non mi sento ancora milanese. Da 7 anni sposato con Madame L. abbiamo messo al mondo un nano che adesso ha 3 anni e mezzo, che a casa chiamiamo TORTELLINO e che come attività principale ha quella di strisciare sul pavimento di casa con due automobiline in mano urlando "VROOOOM". Io sono un ingegnere, Madame L. una filosofa: cosa ci facciano insieme due persone così diverse come noi due, ce lo stiamo ancora chiedendo! Forse stiamo insieme perché... non potevamo fare altrimenti. Sono qui per raccontarvi la nostra vita, la mia vita, la mia esperienza familiare dandovi il punto di vista di quello che, un tale definiva i bambini più piccoli di casa: i mariti/papà. Nel corso dei post che Maggie mi darà l'onore di condividere con voi, spero di farmi conoscere e farvi conoscere Madame L. e Tortellino. Molte sono le cose che -a detta di Madame L.- mi rendono unico ed amabile, ancora di più le cose che mi rendono insopportabile e banale -sempre a detta di Madame L.-, ma fondamentalmente sono un marito, fortissimamente desideroso di essere il miglior marito e sono un papà fortissimamente desideroso di essere il miglior papà. Le mie passioni? Mia moglie, mio figlio, gli amici... la Juventus e la musica, ma quella che spacca!


giovedì 1 marzo 2012

Ciao ciao bambina

Cara bambina mia,

lunedì la mamma torna al lavoro....
sei così piccola e il tempo è passato così veloce...ma non posso che ringraziarti. Perché hai riservato per me i tuoi primi sorrisi e gorgoglii, perché sei stata paziente nell'accompagnarmi ogni giorno con qualsiasi situazione climatica a scuola di Memole, perché mi hai permesso di fare tante cose...

In questo tempo con te invece di perdermi mi sono ritrovata. Ho ritrovato la voglia di leggere ed andare in biblioteca, la voglia di cucinare, il tempo per sistemare anni e anni di foto familiari, parlare con la mia famiglia, rispondere alle mail, scrivere, accompagnare Memole in piscina, risolvere complicati problemi burocratici, truccarmi e vestirmi decentemente.

E anche dormire e prendere la vita con calma, come stamattina io e te da sole a Starbucks, quando è prestissimo e ancora non c'è nessuno. E per festeggiare il decimo Kg perso (ma me ne mancano ancora parecchi) mi sono ordinata il muffin blueberry, il cupcake e il brownies. Con cioccolata calda e panna. Mentre ho letto un romanzo stupendo. Puro stile american.




Mi mancheranno questi momenti da sole. I nostri discorsetti, le passeggiate nel marsupio al lago sotto la neve, i film e i romanzi, le nostre interminabili poppate. Vorrei poter stare con te ancora molto e molto più tempo, con questo stesso slancio.

Ma c'è anche una scuola alla quale ho promesso di tornare, dei bambini che mi aspettano, la nostra famiglia da portare avanti.

Ma saranno solo tre mesi. Poi avremo altri tre mesi da passare insieme. E con il bel tempo vedrai noi tre come ci divertiremo a fare pic nic sui prati, ad andare in bicicletta, in piscina e allo zoo!!

Ti lascio con una persona splendida. Con il cuore un pò triste ma sicura che starai bene nelle sue mani. Perché la mamma torna presto. Ogni pomeriggio. E tra poco di nuovo tutto il giorno insieme.

Ciao ciao bambina.
Related Posts with Thumbnails