sabato 12 gennaio 2013

Expat Christmas 2012


Questo è il secondo Natale che passiamo lontano dai nostri cari. Dalla nostra terra. 

Per me è come se fosse un pò il primo. L'anno scorso infatti l'arrivo di Puffetta faceva vedere tutto con occhi diversi. Lei era il regalo, la novità, la gioia.

Quest'anno ho avuto paura. Paura di deludere le mie (alte) aspettative sul Natale. Paura di non riuscire a trasmettere la gioia di un momento (ed evento) importante alle mie bambine e a mio marito. E ancora di più. Paura di non saperla vivere io stessa questa gioia, di perdere un pò il senso religioso. 

Può sembrare strano ma quando le tue abitudini che riguardano un avvenimento importante sono legate a delle tradizioni familiari in cui sei nello stesso tempo protagonista e artefice, scoprirti sola a cercare di ricostruirle fa paura. Sola perché Mr. F. è molto preso dal suo lavoro. Partecipa e gode immensamente del clima, ma non posso contare su di lui per costruire questa magia. I fattori tempo e stanchezza non giocano a nostro favore.

Noi in questi due ultimi anni, oltre che all'assenza delle nostre famiglie, abbiamo sentito molto la mancanza di vacanze per Mr. F. Lui infatti da quando siamo qui non ha avuto la possibilità di  prendere nemmeno un giorno di vacanze. Né durante le feste "comandate" nè in quelle più prettamente "americane" (tipo thanksgiving o 4 Luglio). L'intensità del suo lavoro e il momento delicato in cui siamo lo impegna anche tutti i fine settimana. 

Quando non si hanno momenti di vacanze familiari, momenti di rilassamento in cui non si è dietro a orologi e scadenze, non c'è tempo nè forze per godere, per divertirsi o per contemplare. E questo si sente.

Mr. F. per la prima volta dopo due anni si è preso una settimana (anche se la maggior parte dei giorni è andato comunque quelle due orette). Però sono stati momenti belli, che ci mancavano. Anche se devo dire che non è stato semplice combinare la legittima stanchezza di Mr. F. con la mia voglia (e quella delle bimbe) di fare molte cose assieme e goderci il nostro uomo.

Pensi allora che questa avventura in lontananza fa male al cuore ma nello stesso tempo aiuta a costruire una nuova storia familiare, delle tradizioni che stanno diventando solo nostre. Ci insegna a "bastarci a noi stessi" nel senso buono della frase. A non far dipendere il clima di Natale dalla S. Messa di mezzanotte, dal cenone fatto dalla mamma, dalla visita di amici e parenti, dallo scambio di regali.

Per me, che non sono certo il genio della creatività e per giunta una pessima cuoca, non è stato affatto facile. Come si può pensare al Natale senza quei cibi afrodisiaci preparati giorni prima?? Senza il dolce della zia, (sì quello alla crema)?? L'aperitivo con crostini, gamberetti e salmone?? I TORTELLINI IN BROOOOOOODO!! OMG, pensavo non potesse esistere un Natale senza dei VERI tortellini in brodo!!

Invece è esistito. Ed è stato bellissimo. Non siamo stati alla S. Messa di mezzanotte (qui non ce la possono fare a farla cosí tardi), ma a quella delle 21.30. Ed è stata meravigliosa. Piena di luci e di canti. Non c'è stato un pranzone di Natale ma una gustosissima pasta alla carbonara fatta da Mr. F. Non abbiamo scartato i regali fisicamente vicini a tutti ma li abbiamo aperti in diretta su skype. Non ci sono state le visite dei parenti ma un inaspettato invito a cena da parte di recentissimi amici, espatriati anche loro, e con due figlie coetanee delle nostre due.

Ma il pandoro non poteva mancare!

Alla fine ho detto a Mr. F. "Hai visto che abbiamo passato un felicissimo Natale??" e lui: "Certo, l'abbiamo passato IN famiglia". Ma questo stare in famiglia non è nato dal nulla. 

A volte il semplice stare insieme, essere in famiglia, non corrisponde al fare famiglia.

Questo Natale ho voluto alimentare l'attesa. Abbiamo vissuto il calendario dell'Avvento con intensità, ho comprato dei libri a tema con delle illustrazioni dal gusto un pò retró, ho selezionato cartoni animati a tema, ho decorato la casa facendo del mio meglio (il risultato era appena discreto). 


Ho passato una luunga serata a fare il presepe nella casa delle bambole di Memole. 
(Quelli del piano di sotto siamo noi in una versione più capelluta. Come al solito l'idea mi sembrava geniale, mentre la mia realizzazione superava di poco il mediocre. Però al buio con le luci accese l'effetto era migliore).

Ho detto immediatamente di sì ad ogni invito natalizio, anche se mi sono scapicollata tra scuola e accompagnamenti.

Ho comprato i regali in tempo e li ho impacchettati (quasi) tutti prima della notte di Natale.

Abbiamo (con Memole) preparato i biscotti di pastafrolla e cioccolato fodente e li abbiamo messi  in pacchetti per regalarli agli insegnanti. Sono venuti duri e farinosi. Oltre che brutti.
Ma come si suol dire l'importante è il pensiero.

Ho addirittura partecipato all' "amico segreto" (sì quello che fai il regalo a qualcuno che ti viene assegnato per estrazione. E lui non lo sa) a scuola. Ho dato il regalo con un giorno di ritardo (dopo la festa in cui si svelava chi era chi).
Ma come si suol dire l'importante è il pensiero.

Questo è stato il nostro Natale.

Un Natale pieno di neve e freddo (tra i MENO 10 e i MENO 18).


Un Natale che Babbo Natale è dovunque. Andiamo a farci la foto (come nei migliori film americani).

Un Natale pieno di feste e karaoke.
Un Natale di amiche del cuore a casa.

Un Natale di salite...
...e di discese
Un Natale di pisolini in posti improbabili (vedi panchina di un playground).
Di prima volta con i pattini sul ghiaccio.

Di salti in buona compagnia.

Di colazioni preparate da persone speciali (da non sottovalutare l'importanza di chi fa il tifo da dietro).

Di cieli azzurrissimi.

Questa settimana ho tolto tutte le decorazioni Natalizie. Ho spiegato a Memole che era finito il Natale e che le avremmo messe il prossimo anno. Lei si è messa a piangere supplicandomi di non toglierle, di lasciarle almeno il Gesù Bambino. 
Tutto sommato è un buon segno. Il segno che è stata molto felice questo Natale.
Alla fine l'unico modo per convincerla a toglierle tutto è stato spiegarle che dovevamo preparare la festa di compleanno per Puffetta.

L'ho detto io. Da quando è nata lei quel sentimento di nostalgia subito dopo il Natale non lo proveremo mai più...

10 commenti:

  1. quanta emozione e quanta cura e attenzione nel preparare il Natale con le tue piccole... sarà stato per loro un Natale davvero indimenticabile! Un caro saluto e un buon inizio anno...
    ps.ma com'è carina la foto di memole sulla sedia in cucina con dietro Puffetta!

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    1. Grazie!! mi hai fatto venire in mente che quella foto ha un'evoluzione. L'anno scorso la scena era la stessa ma solo con Memole. Che tenerezza!

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  2. Bellissime parole, come sempre, le tue, cara Maggie. Sono contenta che sia stato un bellissimo Natale per voi IN e CON la famiglia ....( condividere è la cosa pià importante). Purtroppo il nostro è stato un periodo difficile ( ancora....), non bastava il fatto che fosse il primo senza il papà di mio marito, a questo si è aggiunta una grave malattia di uno zio ( senza figli, e per me un pò il mio papà, dopo che ho perso il mio tanti anni fà), che lo ha tenuto ricoverato dalla settimana prima di Natale a lunedi scorso. Passare tutte le Feste andando in Ospedale ogni giorno non è stato facile ma è stato anche un momento di crescita.
    C'è sempre qualcuno infatti che stà peggio di noi e non sempre ci si pensa.
    Per fortuna però anche a casa nostra ( come da un anno anche per voi....) l'Epifania tutte le feste si porta via tranne....la mia....e siamo riusciti a festeggiare con calma il mio compleanno ( anche le decorazioni da noi restano fino all'otto gennaio....almeno...). Auguri di cuore alla mia queasi coetanea Puffetta e un abbraccio forte a tutti voi da lontano e speriamo che questo Duemilacredici porti solo cose belle !!!

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    1. Cara esther, scusa se ti rispondo cosí tardi. Innanzi tutto spero che tu abbia passato un felicissimo compleanno!! spero le cose vadano un pò meglio. quando ci si mette di mezzo l'ospedale la vita prende una piega diversa, come se si vivesse in un'altra dimensione. è vero che c'è sempre chi sta peggio e aiuta a pensarlo. ma a volte sono convinta anche che ognuno abbia il diritto di "vivere" il suo dolore in maniera personale e senza fare confronti. in fondo il dolore, come la gioia, è una delle cose più soggettive che possa esistere. Sono con voi!

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  3. OT. ma e' il compleanno di Puffetta??? Auguri alla tua piccoletta (spero di non essermi sbagliata, ma cosi' dice il cosino nella barra laterale ;) )

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    1. GRAZIE!!! è stato il 7 gennaio. non ho ancora attualizzato la barra laterale. con il blog ultimamente come si vede sono un disastro. periodo down per scrivere. cioè avrei tante cose da dire ma poi non mi ci metto. arriverà il momento!

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  4. ciao, con estremissimo ritardo faccio gli auguri a Puffetta, sono felice di leggere che state bene e avete passato un bel Natale tra voi! e ovviamente mi sono commossa perchè sono tanto dolci le cucciole e tu sei bravissima, vi mando un abbraccio immenso e aspetto un altro tuo post, baci

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    1. Ma grazie millissime!!! non mi dire che sono brava perché io sono totalmente ammirata da te. a volte mi penso e dico che molte mamme come te hanno la forza di fare certe cose anche se sono "da sole" e anch'io devo farcela! sosteniamoci!

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  5. beh cara Maggie (passo già al tono confidenziale ma mi viene spontaneo leggendo il tuo blog!), io ti ho scoperta solo oggi, ma credo che d'ora in poi seguirò da lontano le vicende della vostra famiglia, tanto speciale e tanto...famiglia!
    i tuoi post sono un inno ai valori di una volta e all'amore puro, sia tra uomo e donna, che tra bimbi e mamma e papà :-)
    un abbraccio virtuale da una neo-blogger
    Giorgia/Mammaeco

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    1. Grazie per questo tuo tono confidenziale che apprezzo moltissimo. grazie per le belle parole. ultimamente non "vivo" molto il blog ma ogni tanto sento questo bisogno di scrivere per condividere e per lasciare il segno. anche per le mie bambine. In bocca al lupo per la nuova avventura blogger!!

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