giovedì 20 novembre 2014

Chicago: fuga in 5 atti


Quando a Luglio Mr. F. ha saputo che il suo articolo era stato accettato per partecipare ad un congresso di fama mondiale a Chicago, non ho potuto fare a meno di dire:
Io parto con te!
Lui era un pò perplesso riguardo al viaggio ed ai bambini. Ma non aveva capito le mie reali intenzioni. Io volevo andare SENZA di loro. 
Nemmeno. Uno. 

ATTO PRIMO: LA PREPARAZIONE
Prima di tutto dovevo trovare tre sante-venerabili, martiri e ingenue famiglie che accettassero di tenersi i pargoli per la bellezza di 4 giorni. L'amica santa è la mia migliore amica di qui. Con già quattro figli afferma con sicurezza che uno non gli cambia e che tutto sommato gli manca l'infante. E allora prenditelo. Ma non valgono le restituzioni prima dei 4 giorni.
L'amica ingenua è quella che non ha potuto avere figli. Ha una specie di venerazione per la nostra seconda figlia. Non ha la più pallida idea di cosa siano i terrible two. Detto fatto: ti offro un corso accelerato di 4 giorni.
L'amica martire si chiama A. L'ho conosciuta 3 mesi fa. I rispettivi mariti si conoscono da tempo. Tra di noi condividiamo la nazionalità (cosa non scontata a queste latitudini). Però la nostra italianità è solo un punto di partenza di una relazione che ci ha fatto sentire subito molto vicine (almeno da parte mia). Codesta amica ha una bellissima e soprattutto sorridentissima bambina di 9 mesi. Di giorno te la mangeresti di baci. Di notte (a detta dei genitori) te la mangeresti e basta. Appena ho detto ad A. le mie intenzioni e le ho fatto la fatidica richiesta lei è leggermente impallidita ed ha cominciato a mangiarsi le unghie. Però mi ha detto "sì, non c'è problema'.
GRAZIE A. io vi devo fare un monumento al coraggio.

Poi dovevo trovare il modo di staccare il pargolo dal mio seno siccome il beneamato ha deciso di seguire le orme della sorella maggiore ed ha schifato il biberon. A questo giro mi sono angosciata lo stesso ero calma e fiduciosa che ne sarei venuta fuori. A Settembre ho preso la cannuccia e da lí abbiamo cominciato. Pochi giorni fa il Principe ha addirittura deciso che se passa la cannuccia vada anche il biberon. Quindi normalizziamoci va, che tanto mamma mi ha già fregato.

Ultimo ma non meno importante dovevo fare in modo di tenere i figli in sana e robusta costituzione per non prendermi giorni di malattia, siccome ne avrei utilizzati due per il viaggio.

ATTO SECONDO: IL COMPLOTTO
Hei Mr. F., ma cosa gli succede a questi bimbi? Sono 3 mesi che non si sono ammalati.

CRONOGRAMMA:
7 gg PDP (prima della partenza): Pufetta ha 40.3 di febbre. Pronto soccorso. I medici non trovano nulla.
6 gg PDP: Il principe ha la febbre.
5 gg PDP: La febbre di Puffetta non accenna a scendere. 
4 gg PDP: Si torna dal medico. Puffetta ha un infezione ad un orecchio. Il Principe guarisce.
3 gg PDP: Il principe mette fuori il secondo dentino. Con tutte -ma proprio tutte- le controindicazioni del caso.
2 gg PDP: Puffetta ha ancora la febbre. E l'infezione anche nell'altro orecchio.
1 gg PDP: Il Principe ha la congiuntivite batterica. Puffetta ha fatto il primo giorno sfebbrata dopo una settimana.
NOTTE PRIMA DELLA PARTENZA: Puffetta vomita. Il principe si sveglia con l'occhio pesto. Ha bisogno del collirio antibiotico.
3 ORE PRIMA DELLA PARTENZA: Mr. F. porta i due terzi dei figli dal medico. Abbiamo vinto vari antibiotici. Purtroppo non era disponibile l'acqua di Lourdes.

ATTO TERZO: LA FUGA
Sai che c'è? Adesso io quatta quatta giro i tacchi e me la squaglio (cit. da un famosissimo film).
Mr. F. e la sottoscritta hanno affittato una macchina molto piccola (finalmente) per affrontare 6 ore di viaggio senza soste.



ATTO QUARTO: LO SPAPARANZO
Io ero consapevole di una cosa. Un'occasione così non ci sarebbe MAI più potuta capitare. Siccome a lui veniva finanziato viaggio, vitto e alloggio, ci siamo sistemati in un famoso hotel nel cuore di Chicago, con vista sui più famosi grattacieli. Il prezzo è meglio non specificarlo.

Mamma e sorelle alla vigilia della partenza:
Maggie, ma tu cosa farai non appena arrivata a Chicago?
Dormirò. E poi...
Dormirò. E poi...
Dormirò. E poi...
Mangerò. 
Come se non ci fosse un domani.

Verità di cronaca: la suddetta non ha potuto dormire più di 5 ore di fila perché si è dovuta alzare per dolori lancinanti dovuti alla mancanza del vampiro personale. Il tiralatte è stato il suo peggiore incubo migliore amico e fedele accompagnatore per tutti e 4 i giorni. Ma come dice Mr. F. tutto non si può.

La mia cura per ritornare ad una condizione sana e salutare è stata quindi condita di ore di sonno sparse a piacere e senza criterio durante il giorno e la notte. Di docce interminabili seguite da auto-restaurazione personale (credo non ci sia bisogno di entrare nei dettagli). Di approfittamento del finanziamento delle spese del viaggio, dell'hotel e del vitto per mangiare senza ritegno. Di telefonate skype lunghe e ininterrotte da quelle tenere vocine. E poi di...vita di coppia. Cosa? Abbiamo ancora una vita di coppia che funziona anche senza Qui Quo Qua? Sí. È bella viva. Solo che aveva proprio bisogno di essere un pó presa in considerazione.
Abbiamo riso tutto il tempo di gusto, per qualsiasi cosa. Abbiamo fatto colazione ogni giorno assieme, seduti per almeno venti minuti (lui doveva anche partecipare al congresso tra le altre cose) chiacchierando tranquillamente ed abbiamo cenato in posti molto belli. Abbiamo passeggiato per le vie di Chicago (più che altro abbiamo corso imbacuccati. Il freddo era indescrivibile). Nel poco tempo che avevamo a disposizione abbiamo preso la vita con calma e fatto tutto quello che due innamorati folli fanno.
Mi sono mancati i bambini?
Sinceramente NO.
Ecco, adesso siete liberi di chiamare il telefono azzurro.


ATTO QUINTO: WELCOME BACK TO YOUR REAL LIFE
La sera in cui siamo tornati abbiamo requisito il lattante con più di 38 di febbre, l'altro occhio pesto per la congiuntivite e 16 gradi sotto zero per coronare il tutto. Il giorno dopo, quando la febbre del Principe è arrivata sopra i 40, abbiamo collezionato la quinta visita del medico in 9 giorni e vinto il terzo antibiotico (sempre in 9 giorni). Otite in entrambe le orecchie (oltre che la congiuntivite batterica che non se ne era andata).

La prossima volta -giurin giurello- se i nostri bambini stanno bene (contemporaneamente) per più di tre mesi 
Nessuno. Proferirà. Parola.

12 commenti:

  1. Sei stata bravissima a partire lo stesso!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie, devo dire che ce l'hanno messa tutta i bambini. E Mr. F. ad ogni cosa che succedeva diceva: "vedi, era destino che dovessi andare da solo!"

      Elimina
  2. Non sapevo di esser impallidita!!
    Sei una fonte inesauribile di consigli, esperienza e supporto! Per noi espatriate, le amicizie aituano a sentirsi a casa ed in famiglia, quindi grazie mille della tua amicizia!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sí, stavo tenendo sott'occhio il tuo linguaggio non verbale per capire il livello di sconvolgimento al di là della tua generosità e gentilezza. Però non sei svenuta. E a dire il vero non pensavo mi avresti detto di sí perché sapevo che stavo chiedendo molto :) In realtà sono una chiaccherona inesauribile. Però se questo può essere d'aiuto ben venga. Per quanto riguarda l'ultima tua frase: parole sante!

      Elimina
  3. Avete fatto benissimo, e soprattutto complimenti per averci creduto nonostante le avversità e per non aver perso di vista l'obiettivo (scommetto che è stata tutta opera tua...ehm..di solito i maschi si scoraggiano molto prima).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ecco infatti, chissà perché si scoraggiano sempre prima...forse non hanno piena fiducia nelle nostre capacità... (o più probabilmente non possono credere che siamo capaci di liberarci dei figli per qualche giorno. Per dirla tutta anche io pensavo di non essere in grado di farlo!).

      Elimina
  4. Sei stata tenace e la tenacia ti ha premiata! =) Bravi voi!!

    RispondiElimina
  5. Risposte
    1. bé dai...in fondo ho solo dato un pò di voce al mio sano egoismo...;)

      Elimina

Related Posts with Thumbnails