mercoledì 18 giugno 2014

Strategie di sopravvivenza per mamme esaurite


La scuola ormai è finita da dieci giorni. E a noi (me) ci aspetta un luuuuungo periodo di gestione totale del tempo. La io buona -quella che è contentissima di stare finalmente in pace con i propri figli (come si dice? ah, goderserli, no?) ha un conflitto di interessi con la io esaurita. Sí, quella che vorrebbe avere almeno un'ora di tempo in pace per fare la spesa da sola. O di preparare -sempre in pace- pranzo e cena senza fare l'arbitro di litigi o la postazione lacrime. Per non parlare poi della latteria free refill incorporata (mai parola è stata così azzeccata) disponibile on demand.

Allora ho fatto un patto con me medesima e ho deciso che mi consento di ricorrere al piano di emergenza senza troppi sensi di colpa.

Tale piano è così strutturato:

Gestione del tempo
Lo scopo del gioco è perdere tempo per arrivare prima a sera. Le regole principali sono:
- Stai a letto la mattina finché puoi anche se sono tutti palesemente svegli. C'è l'obbligo grave di mantenere la postazione letto fino ad un cenno della sottoscritta. Tecnica da mantenere almeno fino a quando la maggioranza non sa ancora leggere l'orologio.
- Il riposo pomeridiano è d'obbligo per tutti. L'organizzazione della giornata gira intorno al successo della siesta. È proibito fare programmi tra le 2 e le 4.30. Il neonato di turno deve arrivare per quell'ora esausto, sfamato e con lo stomaco sturato. Tutto è concesso affinché si arrivi all'ora X con questi requisiti. Il fine giustifica i mezzi.
- Ogni cosa va presa con estrema calma, ovvero disimparate i ritmi presi in periodo scolastico. Il tempo medio per la scelta di un vestito deve essere di almeno mezz'ora, quello per riordinare può variare dall'1 alle 2 ore, quello per fare un bagno pure (ma di questo parleremo dopo).

Attività:
- La televisione. Secondo le necessità materne può essere vista senza nessun principio morale o regola. Questo significa che un giorno potrebbero cadere dal cielo più di 3 ore e un giorno nemmeno 5 minuti. I momenti più adatti per vederla sono puramente casuali e dipendono dal grado di esaurimento della madre.
- Fare il bagno. Questa attività consiste nel mettere le due grandi insieme a macerare nella vasca da bagno con giochi a loro scelta. L'attività può considerarsi conclusa quando le suddette si sono squagliate. Si raccomanda di mettere l'acqua ben calda, perché duri tiepida per almeno le successive due ore.
- Puzzle: Le mie bambine hanno una passione sfrenata per i puzzle. Munirsi allora di puzzle di almeno 100 pezzi e tridimensionali. Con nonchalance smontare qualche pezzo usando la famosa tecnica penelopeiana.
- Pulizie di casa: ovvero come prendere due piccioni con una fava. In casa mia non c'è mai un granello di polvere. Indovinate perché. Da poco è arrivata anche un'aspirapolvere supersonica, piccola e maneggevole. Indovinate adesso a chi tocca passare l'aspirapolvere!
- Invito di amichetti: ovvero il piano kamikaze. Questo piano funziona solo se l'amica in questione a. viene senza progenitori b. è spannolinata c. è indipendente d. non rompe e. le piace mangiare. Il piano consiste nel famoso sistema educativo laissez faire. Si lasciano a totale disposizione patatine, cioccolata, caramelle e chicken nuggets. Si da la disposizione di quasi tutta la casa. Si dice che non bisogna disturbare per nessun motivo al mondo. Ci si chiude nella propria camera fino all'arrivo del progenitore. La procedura di riordino post-amica può durare fino a 3 ore. Questo consente di giocare la carta televisione una volta in più il giorno dopo.
Tale piano ovviamente può pericolosissimamente rivoltarsi contro di voi se non scegliete bene la candidata.
- Il parco: Ovvero io vi ho portato al parco. Adesso voi vi divertite. Io non mi alzo dalla panchina. Munirsi di telefono, tablet e libro.

Pasti (alternare saggiamente):
- Chicken nuggets;
- Crocchette di pollo;
- Cotolette di pollo fritte prefatte e congelate;
- Pop corn di pollo impanato, fritto surgelato;
- Pringls;
- Lays;
- Nachos;
- Fusilli con olio e parmigiano;
- Penne con olio e parmigiano;
- Farfalle con olio e parmigiano;
- Riso con olio e parmigiano;
- Tortellini inscatolati con....indovinate?? braaaaaavi!

Sono alla disperata ricerca di altre strategie e accetto consigli!

Dal Web:
Caro, hai presente quando torni dal lavoro e mi chiedi cosa ho fatto tutto il giorno? Bé, oggi non l'ho fatto!


domenica 1 giugno 2014

Mamma, perché piangi?

...la sua manina prende dolcemente la mia mentre cerca il mio sguardo.

Perché un mese è passato. È finito. 

Perché  abbiamo fatto tutto quello che volevamo fare ma non sembra abbastanza, per i nostri pranzi a due (e mezzo) e le nostre chiacchierate, per le nottate condivise, per la faccia da tonte mentre contempliamo il piccolo di casa, per lo shopping insieme, per le gite, per l'organizzazione del Battesimo.


Molti mi hanno chiesto quale fosse il segreto della mia "bellezza" (post parto). Ma come? non lo vedete? è "l'effetto mamma", la nostra fata turchina che con la sua bacchetta magica trasforma in cose belle tutto ciò che tocca!


Ha cucinato per me pranzetti deliziosi a basso contenuto calorico permettendomi di mangiare un pó di cioccolato ogni giorno, mi ha fatto la piega e mi ha insegnato il modo migliore per un'effetto "appena uscita dalla parrucchiera", mi ha tenuto i bambini mentre io mi facevo coccolare con una manicure e pedicure da sogno (colore rosso brillante of course). Mi ha concesso quel poco di sonno in più tra una poppata e l'altra durante la notte, mi ha affiancato nelle compere in quel momento deprimente dove devi accettare un corpo ormai svuotato che non senti più tuo, ha elargito coccole e organizzato giochi per chi si sentiva un pò "messo da parte".
Mi ha ascoltata, spronata, motivata, elogiata. 


Soprattutto ha condiviso. Tutto.
Ho potuto metterle tra le braccia il nostro bambino appena nato, continuando così quel circolo iniziato da lei e papà con noi. Quale immensa tenerezza.


Stando con noi ha disegnato un altro momento importante nella storia e nei ricordi di ogni membro della nostra famiglia.

Chissà -chi lo sa?- quando potremo tornare a stare assieme un'altra volta. Un anno? due?
All'aereoporto anche i suoi occhi brillavano.

Mamma, perché piangi? 
Io sono felice qui, con la mia famiglia.
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