domenica 10 maggio 2015

Decalogo della buona mamma

Un pò di anni fa avevo pubblicato il decalogo della buona madre nei tempi che furono (più di cent'anni fa). Spesso ho pensato a come potrebbe essere un decalogo per la mamma contemporanea. I miei quasi sette anni di esperienza (ancora pochini) mi hanno insegnato alcune cose.

1 Una buona mamma mette il marito al primo posto. Quando i figli atterrano nelle nostre vite, la relazione di coppia cambia. Nonostante questo, la cosa più importante dell'essere madre è essere prima di tutto una buona sposa, perché è così che si insegna ai figli la lezione più importante della vita: l'Amore. Allo stesso tempo l'amore coniugale è ciò che permette di affrontare con una corazza tutte le circostanze della vita. Alcuni piccoli consigli per coccolare il marito: sorridigli quando gli rispondi al telefono. Lui non lo potrà vedere, però lo sentirà. Inviagli messaggi d'amore. È curioso vedere che quando ci sposiamo, il tema delle comunicazioni nei messaggi di testo cambia radicalmente (qui un articolo interessante). Dagli un bacio tutte le volte che lo saluti prima di andare e un abbraccio stretto quando ritorna. Dagli la mano quando siete seduti accanto in macchina.

2 Una buona mamma ha una casa disordinata. Mia madre mi ha sempre detto: Prima le persone, poi le cose. È umanamente impossibile avere una casa impeccabile e una famiglia felice. Però è anche vero che una casa organizzata dà pace. È utile proporsi delle mete, per esempio mantenere i luoghi comuni  ordinati -come la cucina, il salotto e la sala da pranzo. L'organizzazione e la logica della casa -che ogni cosa abbia un suo posto- è fondamentale (un Urrà per Ikea). Se il tema della casa toglie la pace, bisognerà pensare a una signora delle pulizie. Di certo la spesa ci farà desistere dal prendere la decisione, però si deve considerare che è una spesa che vale la pena siccome ne beneficia la pace familiare.

3. Una buona mamma difende i propri spazi. Uno dei grandi difetti di noi mamme è lasciare che il mondo si appropri dei nostri spazi. Mi riferisco agli spazi nella casa, spazi di intimità nella coppia, spazi per lavorare, spazi per stare sola e coltivare le passioni, spazi per avere amici. Le tue necessità primarie vengono prima delle necessità secondarie degli altri. Organizza la casa in modo che tu possa sentire che c'è un posto tuo e difendilo. Il bagno è uno spazio privato e la tua camera anche! Chiudi la porta del bagno e fai in modo che non ci siano cose dei figli in camera tua. Conquista un tempo per te stessa, un "tempo di lusso", nel quale tu possa coltivare ciò che ti piace. Fai tutto quello che puoi per avere ogni tanto spazio per stare con tuo marito. Quando sei in casa, lavora nelle cose di casa mentre quando sei al lavoro lavora nelle cose del lavoro.

4. Una buona mamma si prende cura della comunicazione familiare. Consumare pasti con la propria famiglia è una delle migliori maniere per costruire la comunicazione familiare. Invece di chiedere "cosa hai fatto oggi?" prova con tre domande: 1 Dimmi la cosa più bella che ti è successa oggi. 2. Dimmi la cosa che meno ti è piaciuta oggi. 3, Dimmi una cosa buona che hai fatto oggi per gli altri. Questo gioco funziona con tutta la famiglia -i genitori sono tenuti a partecipare- dai tre fino ai 99 anni (come si dice nelle scatole dei giochi). Se lo provi per almeno una settimana vedrai che si trasformerà in un rituale al quale nessuno vorrà rinunciare!

5. Una buona mamma continua a realizzare i propri sogni. O li rimanda. L'arrivo dei figli cambia le priorità e i sogni. Uno dei più grandi desideri di tutte le mamme è che i figli siano felici. Però esistono altri sogni, magari più personali, che è giusto cercare di realizzare. A volte si tratta di rimandarli, a volte di realizzarli solo in parte o in maniera inaspettata. Però bisogna continuare a mantenere alcuni sogni che hanno che vedere con le nostre passioni e desideri.

6. Una buona mamma ha amiche. E non si compara con le altre. Anche se sembra che il marito e i figli riempiano tutto, noi donne continuiamo ad avere bisogno di buone amiche. Sono loro che vengono in nostro soccorso quando ne abbiamo bisogno e che sanno condividere momenti squisitamente femminili. Però ci sono alcuni pericoli tra amiche: la gelosia, le comparazioni, i giudizi, che ci fanno sentire migliori o peggiori degli altri. In tutte queste situazioni si esce comunque perdenti. Quindi è meglio riconoscere questi sentimenti e cercare di combatterli.

7. Una buona mamma da ai suoi figli ali e radici. Uno dei grandi obiettivi dell'educazione è di regalare ai figli delle fondamenta che possano dargli stabilità per tutta la vita. Allo stesso tempo queste fondamenta non devono impedire che il figlio possa volare. Si tratta di una tensione costante tra la dipendenza e la indipendenza, il volere che i nostri figli stiano vicini a noi -che siano come noi- e il lasciarli andare, sia fisicamente che psicologicamente. Noi madri abbiamo una propensione a voler creare dipendenza, anche se non lo ammettiamo. I papà hanno la capacità di aiutare le mamme perché i figli possano incontrare il proprio cammino.

8. Una buona mamma sa delegare. Dio ha creato la donna tanto simile a Lui, che le ha dato la capacità di saper fare tutto, anche nella modalità multitasking. Nonostante questo non siamo onnipotenti! Non solamente abbiamo bisogno dell'aiuto degli altri, ma chi ci sta intorno ha bisogno che noi gli lasciamo la possibilità di fare. Anche in maniera differente. Si tratta di tenere sotto controllo la nostra superbia per confidare negli altri con l'obiettivo che crescano nell'indipendenza e autostima. Si può iniziare a delegare con il marito!

9. Una buona mamma perdona i propri errori e quelli degli altri. Ma è indulgente con i propri difetti. A volte è più facile perdonare qualcosa agli altri che perdonare se stessi, specialmente se l'errore che abbiamo commesso si riferisce alla sfera della maternità. Se si può, bisogna chiedere perdono e trovare la maniera di ricominciare da capo senza che quello che è successo ci impedisca di essere migliori. Allo stesso tempo, una buona mamma lotta costantemente per migliorare i propri difetti.

10. Una buona mamma è felice. Ed è capace di divertirsi. C'è un detto negli Stati Uniti, Quando la regina è felice c'è pace nel regno. Ci rendiamo conto della responsabilità che abbiamo? La nostra felicità è la chiave per la felicità della nostra famiglia! Hai riso oggi insieme alla tua famiglia? Sei soddisfatta (anche se stanca)? Ti sai divertire e apprezzi le piccole cose di ogni giorno o ti senti affogare dalle responsabilità e dalle cose da fare? La miglior mamma non è la più bella, ne la più organizzata, ne la più organica o la miglior cuoca, ne la miglior educatrice, ne quella che più tempo dedica ai suoi figli. Ma la mamma più felice.

Buona festa della mamma!

Il disegno è di Memole. Quando me l'ha regalato mi sono commossa. Vorrei essere sempre cosí per lei. Una mamma con le braccia aperte, il sorriso sulla bocca e un cuore grande. Come è difficile...

venerdì 24 aprile 2015

Quattro stagioni




Ora che hai visto quattro stagioni -bimbo mio- saprai che questo è solo l'inizio. Ogni stagione che finisce porterà con se un pò di malinconia ma anche gioiosa attesa per gli eventi prossimi a venire. 

Voi tre siete le mie stagioni. Tu la Primavera: dolce, tiepida attesa, promessa di calore e famiglia unita. Con quel sorriso abbozzato che scalda il cuore. Memole l'Estate: solare dentro, calda come un abbraccio, riposo per il cuore. Puffetta l'Inverno. Decisa, tintinnante, punzecchiante. Come quell'aria gelida che ti risveglia i sensi.

Le mie stagioni sono scandite da voi, dalla vostra crescita.

Un anno fa tanta trepida attesa. Adesso tu. Noi. Buon compleanno Principe!



domenica 22 marzo 2015

Outing: in Italia!!

Ci ho messo un pò a decidere di pubblicare questo post, perché il chiedere è mettersi allo scoperto.

Ma poi ho deciso!

Quest'estate ci piacerebbe visitare i nostri cari in Italia. Sono ormai due anni che non torniamo e, tranne mia mamma, nessuno ha potuto conoscere personalmente il Principe. Inoltre mia sorella (sí, quella che è venuta ad assistermi per la nascita di Puffetta) si sposa!!

Come potete immaginare i costi del viaggio sono da capogiro e in questo momento superano le nostre possibilità.

La storia è sempre quella: le gocce che fanno il mare, la sabbia che fa il deserto, il granello di senape che muove la montagna...(ah no forse non era proprio cosí). Insomma, ogni aiuto è importante, anche se solo volete condividere la notizia sui social!

Grazie!!


giovedì 5 marzo 2015

Essere un eroe

Oggi vado a prendere la grandicella a scuola e sbircio tra i disegni appesi alle pareti. Mi rendo conto che ognuno ha fatto un disegno e scritto una frase rispetto al proprio eroe personale. Ci sono i secchioni che parlano di George Washington o Martin Luther King o Dio en carne ed ossa. C'è chi parla del migliore amico, dei fratelli, del papà e della mamma.

Finalmente trovo quello della mia bambina. 

Il mio eroe è la mia mamma. ok si aprono i canaletti della lacrimazione. 
La mia mamma è il mio eroe perché mi aiuta (punto). ok la lacrima sta scendendo.
a mettere in ordine i giochi. 

In fondo, non c'è voluto poi tutto questo sforzo per diventare il suo eroe. Sarebbe stato meglio avvisarmi subito. Cosí mi sarei sforzata di meno su altri fronti.


sabato 14 febbraio 2015

Questo tremendo amore


Mio amore,

anche se la festa di San Valentino non è mai stata una festa a cui abbiamo dato molta importanza, oggi sento di volerti scrivere.

Quando ci siamo sposati erano moltissime le cose mi piacevano di te: la tua delicatezza, il tuo spirito sportivo, il tuo coraggio, la tua perseveranza, quel tuo modo di amarmi proprio cosí come sono. Guardando indietro mi rendo conto che i primi anni sono stati bellissimi ma difficili. Io ero una ragazzina cosí attaccata al mio ego che non riuscivo nemmeno a vedere che le piccole difficoltà quotidiane si potevano risolvere con un abbraccio, una parola dolce, una risata. Ero una persona di molte parole e pochi fatti perché pensavo che dovessi difendere il mio modo di essere e di pensare.

Sono passati sette anni e mezzo. Molti e pochi. Sorrido quando penso a com'ero, a come eravamo. Però mi sorprende questa capacità reciproca di saper captare e decodificare tutti i segnali che ci inviamo. Non è certo qualcosa che abbiamo saputo fare da subito, anzi. Ma adesso non sai che sollievo sapere che tu sai. Sai quando sono stanca e non voglio parlare. Allora fai qualche battuta e il solletico e poi mi lasci stare. Sai quando sono tesa e stressata e mi "obblighi" ad abbracciarti. Sai quando ho bisogno di "staccare" e mi regali tempo per me sola ogni settimana prendendoti la responsabilità piena dell'organizzazione familiare. Sai quando ho bisogno di sentirmi bella e mi obblighi ad andare dal parrucchiere. Mi hai addirittura trascinata da Victoria Secret's e hai speso un capitale solamente perché mi sentissi di nuovo un pò più donna che madre. Sai quando mi sento molto triste e quando sento che il mondo mi cade addosso, e senza sminuire la pesantezza dei mie sentimenti, mi aiuti a ridimensionarli, a sdrammatizzare, a cercare soluzioni. Sai quando mi sento schiacciare dal mio senso del dovere e dalle reali cose da fare e cerchi di anticipare le mie richieste facendo trovare tutto pronto: una cena, i panni piegati, le camicie stirate, i letti fatti, il bagno impeccabile. So che poi dici che ti tratto come un "cenerentolo", ma -anche se non si vede- non sai che sollievo per me!

Sai che un buon padre e un buon marito non nascono semplicemente con il matrimonio o con i figli, ma con tante prove ed errori, un forte slancio per cambiare e soprattutto molto, molto amore. Sebbene io mi sentissi molto sicura nel mio ruolo di madre già fin dall'inizio, mi rendo conto che in realtà non ero altro che una goffa apprendista. 

Mi piace il tuo essere padre e più di tutto apprezzo il fatto che non hai mai paura. A volte non sai (o non vuoi sapere) dove sono i calzini di ognuno o che vestiti bisogna mettere, o cosa preparare da mangiare, o quale sia il programma giusto per la lavatrice. Però niente ti frena. Se c'è da stare da solo con i bambini, anche tutti e tre, ci stai. Se c'è da fare la doccia a tutti la fai (per questo c'è voluto un pò di tempo ma quale sorpresa una sera quando sono tornata ed erano già tutti profumati!), se c'è da fare il tassista per i vari impegni, inviti ai compleanni, colloqui con maestre varie, stirare per tutti, lo fai. È ovvio che se lo guardo da un altro punto di vista potrei anche dire: in fondo quello che faccio io lo dovresti fare anche tu, ma questo è vero ma solo in parte. Nulla è dovuto e niente è un diritto. 

Quello che mi piace di te è che prendi l'iniziativa anche se a volte ti senti di non riuscire. Quando esco con le mie madri-amiche da sola sorrido nel vedere che quasi tutte ricevono chiamate dai rispettivi mariti chiedendo dove sia questo o quell'altro e a volta addirittura supplicando di tornare perché non riescono a mettere a letto i bambini. Io so che, se sono fuori, tu mi chiameresti soltanto se fossero in punto di morte (vabbè, l'unica eccezione è quando vai a fare la spesa con i bambini e non ti ricordi dov'è il parmigiano). Magari ti trovi di fronte a mille piccole difficoltà, ma non hai paura di affrontarle da solo e di certo non ti viene in mente di chiamarmi durante il mio tempo libero.

A volte avrai percepito da parte mia una vena critica rispetto al tuo modo di essere autorevole. In realtà è un'altra cosa di te che apprezzo molto. Tu hai questa capacità di tenere tutto sotto controllo e i bambini con te si sognano di fare scenate. Questo mi tranquillizza sia quando ci sei che quando io non ci sono. So anche che trovare l'equilibrio giusto tra affetto e autorità non è una cosa facile e ci siamo trovati spesso a discutere su questo. Ma stiamo aggiustando il tiro entrambi e credo che siamo su un'ottima strada. D'altronde i due grandi temi dell'educazione, quelli che durano per sempre, sono l'equilibrio tra l'autorità e l'affetto e quello tra la libertà e la dipendenza. Mettiamoci il cuore in pace e rendiamoci conto che sono aspetti educativi che crescono, si evolvono e si arricchiscono a seconda della situazione e soprattutto dell'età e della personalità dei nostri figli.

Ti sto guardando crescere anche nella maniera in cui dimostri l'affetto. Non deve essere facile per te imparare questo linguaggio ed impararlo con i bambini. Ricordati che prima dei nostri figli non hai avuto nessuna esperienza "significativa" quindi pensa a quanto sei esperto adesso! Che tenerezza vederti la scorsa settimana fare i braccialetti con Memole siccome la mia incompetenza non me l'aveva permesso. Che ridere vederti, pochi giorni dopo, con il capo chino alla sera, mentre provavi a farne un altro -questa volta con i cuori- semplicemente perché ne avevi voglia!

Ti ammiro anche nella tua parte professionale. Sei un uomo che si conquista tutto quello che vuole con il lavoro duro. So che a volte senti di non essere stato "fortunato" nella tua carriera scientifica (anche se non è vero), ma quello che importa è che continui a seguire i tuoi sogni tenendo i piedi per terra e mettendoci olio di gomito. Non ti fai frenare dalla paura delle cose nuove e hai uno spirito avventuriero e concreto che ti permette di scegliere le cose giuste al momento giusto per te e per tutta la nostra famiglia.

So che a volte metto il broncio quando mi dici che la vera cosa che ti importa sono io e che dei figli ti importa molto meno. Ma in fondo mi fa sentire la protagonista della tua vita, ed è questo ciò che voglio veramente. Non me lo dici solamente, me lo fai capire con il tuo sguardo e le tue parole, che mi ammiri, che mi desideri, che ti piace stare con me, che ti senti un uomo felice e fortunato perché ti sono accanto. 

Non c'è bisogno che tu mi dica che faresti di tutto per farmi felice, perché lo stai facendo già.
Ti amo.


sabato 31 gennaio 2015

Quando la mimetica è d'obbligo

Giro per casa avvolta in un asciugamano alternando i percorsi in punta di piedi al gattonamento, allo strisciamento ed ai rapidi scatti. No, non ho un nuovo lavoro da spia. Devo cercare di passare inosservata davanti al nuovo tiranno di casa, che da quando ha compiuto i 7 mesi (due mesi fa), è entrato nella fase "tu sei la mia vita altro io non ho".

Se mi vede, esisto. Se esisto, è per essere a sua disposizione. Una disposizione completa, assoluta, totale. Anima e corpo. 
Il suo primo comandamento è "non avrai altre persone, interessi, cose da fare, all'infuori di me". Se infrango il suo unico comandamento inizia la disperazione più acuta, tragica e assordante. Se interrompo il suo teatrino prendendolo in braccio, tutto procede come se nulla mai fosse successo, sorrisi sdentati e battiti di manine.

Quindi si applica la tecnica "occhio non vede cuore non duole". Finché non mi vede, infatti, il piccolo tiranno gioca tranquillo (ed anche da solo) per il tempo di andare in bagno molto tempo. Peccato che la casa sia piccola, molto piccola. E pure senza porte (tranne quella del bagno e delle camere). 

Il mimetismo è la mia nuova forma d'arte. Cerco di metterlo a giocare di spalle in un punto strategico che non sia nel cuore della casa, mi faccio complici le sorelle che lo distraggono mentre striscio un pochino più lontano per...che ne so, preparare la cena o...mettere una lavatrice. A volte funziona. Spesso no.

Dite che su Amazon si trova il mantello dell'invisibilità?

Devo ricordarmi più spesso che questa fase l'ho passata altre due volte prima. Ho tangibili indizi che mi suggeriscono che sono sopravvissuta. Quello che non mi ricordo è come.


giovedì 8 gennaio 2015

Due. Ah, tre.



Quanti anni hai?
Due
Nooo!!
Two!
Nooo, da adesso ne hai tre!
Ah, tre. Three.

5 minuti fa eri nella mia pancia. Adesso sei lì che parli, ridi e canti l'alfabeto. La tua allegria è l'anima della casa. Anche le tue espressioni imbronciate, le lacrime da coccodrillo, gli abbracci. Nel tuo vocabolario non esiste la parola camminare perché nella vita o si corre o si saltella.

Sei cosí diversa da me -da noi tutti- per quella carica che hai piena di bollicine, per il buon umore, per la brillantezza del tuo essere, per la determinazione. A volte penso che questa diversità mi fa sentirti "meno mia" perché sei indipendente, forse troppo. Ma tu non perdi un attimo per ricordarmi che hai tremendamente bisogno di me. Quando meno me l'aspetto -specialmente quando mi faccio prendere dall'affanno delle cose da fare- vieni con quel tuo sorrisetto furbo e mi chiedi:
"Posso un abbraccio?" 
Come dirti di no, come non stritolarti e sbaciucchiarti anche se poi ti "pulisci" i miei baci. 

L'ultimo di casa ti ha tolto lo scettro, piccola bambina. Ma tu non te la sei presa poi tanto. Lui è tuo, il tuo fratellino. È commovente come tu sappia prenderti cura di lui. All'inizio lui era un pò sul "chivalà", ma adesso pende da te, dai tuoi movimenti, dalla tua voce gioiosa e squillante. Quando sa che sei intorno inizia a sorridere e sgambettare.



Sei la delizia, la dolcezza e l'allegria di tutti gli adulti che ti stanno accanto. Sei la divertente compagna di gioco per i tuoi compagni e fratelli. Sei la più piccolina della classe e una delle più influenti!

Quanto mi piaci!
Oggi è il tuo Pompleanno. Sei malata (mannaggia-diresti) ma niente può frenare la gioia di questo giorno, per noi e per te.
Tanti auguri!


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