sabato 31 gennaio 2015

Quando la mimetica è d'obbligo

Giro per casa avvolta in un asciugamano alternando i percorsi in punta di piedi al gattonamento, allo strisciamento ed ai rapidi scatti. No, non ho un nuovo lavoro da spia. Devo cercare di passare inosservata davanti al nuovo tiranno di casa, che da quando ha compiuto i 7 mesi (due mesi fa), è entrato nella fase "tu sei la mia vita altro io non ho".

Se mi vede, esisto. Se esisto, è per essere a sua disposizione. Una disposizione completa, assoluta, totale. Anima e corpo. 
Il suo primo comandamento è "non avrai altre persone, interessi, cose da fare, all'infuori di me". Se infrango il suo unico comandamento inizia la disperazione più acuta, tragica e assordante. Se interrompo il suo teatrino prendendolo in braccio, tutto procede come se nulla mai fosse successo, sorrisi sdentati e battiti di manine.

Quindi si applica la tecnica "occhio non vede cuore non duole". Finché non mi vede, infatti, il piccolo tiranno gioca tranquillo (ed anche da solo) per il tempo di andare in bagno molto tempo. Peccato che la casa sia piccola, molto piccola. E pure senza porte (tranne quella del bagno e delle camere). 

Il mimetismo è la mia nuova forma d'arte. Cerco di metterlo a giocare di spalle in un punto strategico che non sia nel cuore della casa, mi faccio complici le sorelle che lo distraggono mentre striscio un pochino più lontano per...che ne so, preparare la cena o...mettere una lavatrice. A volte funziona. Spesso no.

Dite che su Amazon si trova il mantello dell'invisibilità?

Devo ricordarmi più spesso che questa fase l'ho passata altre due volte prima. Ho tangibili indizi che mi suggeriscono che sono sopravvissuta. Quello che non mi ricordo è come.


giovedì 8 gennaio 2015

Due. Ah, tre.



Quanti anni hai?
Due
Nooo!!
Two!
Nooo, da adesso ne hai tre!
Ah, tre. Three.

5 minuti fa eri nella mia pancia. Adesso sei lì che parli, ridi e canti l'alfabeto. La tua allegria è l'anima della casa. Anche le tue espressioni imbronciate, le lacrime da coccodrillo, gli abbracci. Nel tuo vocabolario non esiste la parola camminare perché nella vita o si corre o si saltella.

Sei cosí diversa da me -da noi tutti- per quella carica che hai piena di bollicine, per il buon umore, per la brillantezza del tuo essere, per la determinazione. A volte penso che questa diversità mi fa sentirti "meno mia" perché sei indipendente, forse troppo. Ma tu non perdi un attimo per ricordarmi che hai tremendamente bisogno di me. Quando meno me l'aspetto -specialmente quando mi faccio prendere dall'affanno delle cose da fare- vieni con quel tuo sorrisetto furbo e mi chiedi:
"Posso un abbraccio?" 
Come dirti di no, come non stritolarti e sbaciucchiarti anche se poi ti "pulisci" i miei baci. 

L'ultimo di casa ti ha tolto lo scettro, piccola bambina. Ma tu non te la sei presa poi tanto. Lui è tuo, il tuo fratellino. È commovente come tu sappia prenderti cura di lui. All'inizio lui era un pò sul "chivalà", ma adesso pende da te, dai tuoi movimenti, dalla tua voce gioiosa e squillante. Quando sa che sei intorno inizia a sorridere e sgambettare.



Sei la delizia, la dolcezza e l'allegria di tutti gli adulti che ti stanno accanto. Sei la divertente compagna di gioco per i tuoi compagni e fratelli. Sei la più piccolina della classe e una delle più influenti!

Quanto mi piaci!
Oggi è il tuo Pompleanno. Sei malata (mannaggia-diresti) ma niente può frenare la gioia di questo giorno, per noi e per te.
Tanti auguri!


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